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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi ritrova Muriqi, ma le speranze per Acerbi sono flebili

Vedat Muriqi è tornato ad allenarsi con la Lazio. Inizio molto complicato per il bomber kosovaro costato 20 milioni di euro in estate. Una manciata di presenze, poi l’infortunio muscolare nel match di ritorno con lo Zenit. Rientrerà nella lista dei convocati per la partita con il Napoli, un’opzione in più in avanti.

I problemi di Inzaghi sono sulle fasce e in difesa. Si rivedranno nel 2021 Fares e Leiva, c’è una flebile speranza per quanto riguarda Francesco Acerbi. Nessuna lesione, difficile vederlo domenica contro i ragazzi di Gattuso, qualche chance in più per il Milan, gara conclusiva del 2020 in programma il 23 dicembre a San Siro. Nel pomeriggio fase tattica e lavoro atletico per i calciatori impiegati dal primo minuto contro il Benevento, mentre il resto della rosa ha svolto un triangolare a campo ridotto. Venerdì mattina altro allenamento e prime prove tattiche. In regia potrebbe essere riproposto Escalante.

Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

L’infortunio di Fares sottolinea il difetto: organico corto sulle fasce

Pochi dubbi sulle fasce per Simone Inzaghi in vista delle partite con Napoli e Milan. Gli unici esterni disponibili sono Manuel Lazzari (a destra) e Adam Marusic (a sinistra, adattato). Il tecnico della Lazio ha la coperta corta: Fares fuori un mese per una lesione al polpaccio, Lulic lontano dal campo da quasi un anno e forse recuperabile a gennaio 2021.

La Lazio sulla fascia sinistra, negli ultimi anni, ha sempre avuto enormi difficoltà. Prima c’era Lulic, capace di fare infinite partite all’anno. Gli innesti Lukaku e Jony non hanno funzionato. Entrambi via: il primo per continui problemi fisici, il secondo perché non ha reso secondo aspettative. Preso Fares, ora fuori. Capitan Senad non gioca da febbraio, operato tre volte. E così la squadra si ritrova in emergenza e rischia anche nel tour de force di inizio 2021. Dal mercato, forse, potrebbe arrivare qualcuno. Ad oggi, con Marusic e Lazzari, le rotazioni non si possono fare. O meglio, ci sarebbe Djavan Anderson, visto soprattutto in panchina, adattabile su entrambe le fasce. Un jolly usato appena 64’ da inizio stagione, destinato a partire in estate, poi rimasto in rosa. Oppure Patric, che fa stabilmente il centrale, ma che all’occorrenza può ricoprire il ruolo di esterno. 

Corrieredellosport.it

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SOCIETA'

UFFICIALE – Roberto Rao nuovo responsabile della comunicazione: la nota del club

Roberto Rao è il nuovo Responsabile della comunicazione e portavoce del Presidente Claudio Lotito.

Roberto Rao, 52 anni, giornalista, romano e di fede laziale. E’ stato portavoce del presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini e parlamentare dal 2008 al 2013, Capogruppo in commissione giustizia e in commissione di vigilanza Rai. Dal 2014 è consigliere di amministrazione di Società partecipate pubbliche quotate in borsa. È stato docente di Sport e Media ed ha collaborato con il CONI e con la Sport e Salute spa.

La Lazio intende avvalersi del suo profilo di comunicatore Istituzionale con esperienza in società quotate in borsa e nel mondo sportivo. Rao ricoprirà il ruolo che era di Arturo Diaconale, recentemente scomparso dopo una lunga malattia, come responsabile della comunicazione della Società e portavoce del presidente Lotito. Nelle prossime ore è prevista la presentazione ai dirigenti e alla squadra.

Per quanto riguarda le indiscrezioni di stampa sulla figura del social media manager, la società smentisce, invece, di aver contattato Tommaso Longobardi.

sslazio.it

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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – Suor Paola: “Grazie Felipe Anderson: ci ha inviato 250 pacchi di Natale per i poveri”

Suor Paola è intervenuta stamattina nella trasmissione "Quelli che hanno portato il calcio a Roma". La religiosa, nota tifosa della Lazio, ha ricordato tutta l'attività benefica svolta dalla sua associazione, la So.Spe., soprattutto nel periodo natalizio. "Volevo ringraizare il nostro ex giocatopre Felipe Anderson, mi ha chiamato per dirmi che voleva dare una mano ai poveri. L'ho ringraziato e mi ha fatto avere 250 pacchi di natale per i più bisognosi che io distribuirò già dal prossimo weekend in alcune zone di Roma". Per chi volesse dare una mano alla So.Spe ci si può recare nella sede per portare beni alimentari come pasta, olio e conserve. La Casa Famiglia si trova in via de' Iacovacci 21; per tutte le info il telefono è 06-66161044; questo il sito: http://www.sospe.it 

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ALTRE

Stretta a Natale: verso la zona rossa dal 24 Dicembre al 6 Gennaio nei festivi e prefestivi

Italia zona rossa a Natale, ma solo nei giorni festivi e prefestivi, e non una chiusura continuata dal 24 al 6 gennaio. Sembra questa la base delle misure che il governo si appresta a varare in vista delle feste di Natale e Capodanno per contenere la diffusione del coronavirus. Zona rossa 'attiva', quindi, alla vigilia di Natale, Natale e Santo Stefano, vigilia di Capodanno e primo gennaio. Stretta su 24, 25, 26 e domenica 27 dicembre. Poi ancora 31 dicembre e 1 gennaio. Più 2 e 3 gennaio, un sabato e una domenica. Un compromesso, che non arriva fino alla chiusura fino al 6 gennaio chiesta dai più rigoristi, che comprenderebbero i ministri del Pd e il ministro della Salute Roberto Speranza. Linea dura ma più moderata, invece, sarebbe la scelta del premier Giuseppe Conte e del M5S. Il weekend che si avvicina, quello del 19 e del 20 dicembre, non dovrebbe essere caratterizzato da limitazioni supplementari. Ci si potrà muovere tra le regioni inserite nella zona gialla mentre l'arrivo o la partenza da aree arancioni o rosse sarà possibile per i soli residenti. Il governo sarebbe orientato a non limitare gli spostamenti nelle prossime ore per evitare i 'grandi esodi' delle feste, come lamentato da alcuni governatori che chiedevano un giro di vite. "Il problema non sono gli spostamenti – spiega all'Adnkronos un'autorevole fonte di governo – il problema sono i cenoni e i veglioni, è lì che si rischia davvero". 

"Occorre rinforzare il piano natalizio che abbiamo già definito, c'è stata un'ulteriore interlocuzione con gli esperti del Cts, anche loro ci hanno consigliato, per scongiurare la terza ondata", un'ulteriore stretta", ha spiegato il presidente del Consiglio ad Accordi&Disaccordi. Le misure varate sin qui "stanno funzionando, abbiamo l'Rt sotto l'1, però gli assembramenti degli scorsi giorni hanno destato preoccupazione. C'è tanta voglia di vivere le festività secondo tradizioni, ma questo ora non è possibile e occorre qualche intervento aggiuntivo", ha aggiunto Conte. "Non c'è certezza di una terza ondata ma -ha concluso- c'è una possibilità, non abbiamo la palla di vetro…".

Nel ricco menù della giornata si inserisce anche l'incontro tra il premier e Italia Viva, che andrà in scena alle 18. Era inizialmente previsto alle 9. A quanto si apprende, per impegni istituzionali del presidente del Consiglio. "Ci incontreremo" con Italia Viva "e vedremo se ci sono le condizioni per andare avanti più forti" ma "sarebbe irresponsabile fermarsi per un mancato chiarimento interno. Italia Viva è un compagno di viaggio, in questo momento sta sollevando problemi e petizione politiche, domani ci confronteremo. E' importantissimo ritrovare coesione, condivisione di obiettivi e chiarezza di intenti, sono talmente tante le sfide che ci attendono che è necessaria piena condivisione", ha aggiunto. "Dobbiamo tutti assumerci delle responsabilità, Italia Viva è una componente essenziale di questo progetto politico. Dobbiamo dirci le cose che non vanno e affrontarle nel merito, non parlarne in tv. Ci incontreremo e vedremo se ci sono le condizioni per andare avanti più forti" ma "sarebbe irresponsabile fermarsi per un mancato chiarimento interno". Proseguirà anche l'interlocuzione tra governo e regioni, come ha sottolineato il governatore del Veneto, Luca Zaia. "Ho chiesto che le misure vengano decise in vista del prossimo weekend". Oggi "avremo una nuova conferenza Stato-Regioni, per un ultimo incontro e chiudere questa partita. Se il governo adotterà provvedimenti prima di sabato, bene. Altrimenti ci muoveremo da soli. Il lockdown che conosciamo non ce lo possiamo permettere e lo stesso governo ha utilizzato il sistema a zone per evitare il lockdown. Nella zona rossa si può circolare nel comune, nel lockdown si poteva arrivare a 200 metri da casa", ha detto.

adnkronos

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APPROFONDIMENTI

Lazio: i numeri indicano una mini crisi. Fares ko al polpaccio: rischio lungo stop

Ha ragione il "dottor" Reina, la sua ricetta contro la crisi fotografa le lacune della Lazio attuale, lontana dalla zona Champions: « Dobbiamo avere più fame e cattiveria per chiudere le partite. Bisogna essere più uniti di prima. E difendere meglio » . Assurdo, per una squadra ambiziosa, racimolare solo 4 punti contro Udinese, Spezia, Verona e Benevento. Non a caso, Lotito è furibondo e ieri ha tenuto a rapporto Inzaghi: c'è tensione tre i due, il rinnovo del tecnico non è più una priorità. La squadra non rende secondo le proprie potenzialità e le alternative vengono utilizzate poco: queste le accuse del presidente all'allenatore. A sua volta, il tecnico è convinto che abbiano pesato infortuni, casi di Covid, stanchezza e calendario. Di sicuro, dopo il lockdown, la Lazio in campionato si è persa: la media punti a partita è crollata da 2,38 (62 in 26 giornate) a 1,41(34 nelle ultime 24, di cui 12 di questa Serie A). Preoccupante il dato dei gol subiti, già 20. E 18 quelli segnati. Il tecnico spera di recuperare Acerbi, ma il leader della difesa è ancora in dubbio con il Napoli di domenica. Un lungo stop aspetta l'esterno Fares (polpaccio ko). Numeri di tutt' altro genere quelli di Immobile, 45 gol nelle sue ultime 50 partite. Sono 32 le reti nel 2020: il suo rivale in Nazionale, Belotti, è a 17. Sul banco degli imputati c'è invece Luis Alberto, che a Benevento ha giocato senza la cattiveria agonistica, la voglia e l'altruismo necessari per vincere. In particolare dallo spagnolo, Inzaghi si aspetta una reazione contro il Napoli. Segnali importanti invece da Pereira, che merita più spazio. Sul mercato di gennaio, tra Natale e Capodanno vertice con Lotito, Tare e Inzaghi per decidere se e come intervenire.

la Repubblica

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RASSEGNA STAMPA

Lotito e Inzaghi più lontani: giorni cruciali per il rinnovo dell’allenatore

Che non fosse proprio un anno facile lo si era capito in estate con il doppio colpo mancato sul mercato: David Silva e Kumbulla. Ora però siamo al gelo di fine anno. Lotito ha la misura colma, Inzaghi non è più felice. Napoli e Milan diventano decisive per salvarsi. Da una crisi nera e da possibili addii anticipati. Un ultimatum arrivato ieri dopo un confronto molto acceso tra i due. Il presidente si è sfogato accusando Simone di scarso rendimento e di una gestione pessima del gruppo. Il tecnico si è difeso parlando di infortuni e di un calendario troppo fitto. Ma come si è arrivati a tutto questo? Galeotto fu il contratto. Ancora nessuna chiamata. Il presidente ha da tempo in mente l'idea di fare una rivoluzione, Simone aspetta e si guarda intorno. Il feeling tra i due, mai così idilliaco, ora è ai minimi storici. Il tecnico biancoceleste aspettava una telefonata di Lotito subito dopo la qualificazione agli ottavi di Champions per mettere nero su bianco il rinnovo. Niente da fare. Qualcosa si era rotto già alla fine dello scorso anno quando alla ripresa del lockdown la Lazio è passata da essere una pretendente per lo scudetto a chiudere al quarto posto. Il trend si sta ripetendo tale e quale e addirittura ora galleggia al nono posto. 
BOTTA E RISPOSTA – Il mancato rinnovo sta condizionando il tecnico che è passato da essere condottiero e parafulmine a elemento della discordia. Anche i tifosi si interrogano. Da diverse partite colpiscono alcune scelte fatte da Simone a cominciare da cambi tardivi passando per alcuni calciatori ignorati, finendo per un modulo che non cambia mai. Poi c'è il capitolo relativo al fatto che giocano sempre gli stessi. E ora si ritrova in difficoltà tra infortuni e gente che deve tirare il fiato. Lotito ha palesato con un silenzio assordante subito dopo la partita contro il Verona tutto il suo disappunto. Ieri è sbottato.
TENSIONI NELLO SPOGLIATOIO- Simone ha perso entusiasmo. Si è arrabbiato all'inizio per il mercato ma poi ha finito per accettarlo e condividerlo. Una sorta di rassegnazione. Il doppio impegno non è facile da gestire e lo scorso anno ha spiccato il volo liberandosi della zavorra dell'Europa League. Farlo con la Champions sarebbe stato un suicidio. E poi bisognava fare i conti con i giocatori scontenti della gestione stipendi e voglioso solo di mettersi in mostra nella vetrina europea più importante. Lo strappo, poi ricucito con Peruzzi, non ha certo aiutato. Luis Alberto sembra ormai lontano con la testa e con i muscoli, così come Milinkovic. Caicedo si lamenta in continuazione perché pretende, e a ragione, più spazio. Non tutti hanno stretto i denti allo stesso modo e così anche tra gli stessi compagni ci sono state polemiche. Ora serve una svolta immediata per non buttare via l'intera stagione.
COMUNICAZIONE, ECCO RAO
La rivoluzione è nell'aria. E le prime avvisaglie cominciano a vedersi. Per la comunicazione istituzionale c'è Roberto Rao ex deputato Udc ed ex membro del Cda di Poste Italiane. Attualmente fa parte del Cda del Monte dei Paschi di Siena. Non è il solo innesto perché a breve arriverà anche un media social manager. Il nome che circola è quello di Tommaso Longobardi che attualmente ricopre lo stesso ruolo per Giorgia Meloni. 
PUNTO SUL CASO TAMPONIIntanto lo scorso fine settimana il numero uno laziale inseme all'avvocato Gentile e il medico Pulcini hanno fatto il punto quella questione tamponi. Dalla procura sportiva non è arrivato nulla e la Lazio è convinta che si arrivi all'assoluzione. 
E. B. – Il Messaggero

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AVVERSARIO

Distorsione ed espulsione: Mertens e Insigne saltano la Lazio

Non bastasse la sconfitta a San Siro dopo aver disputato un'ottima gara, il tecnico del Napoli, Gennaro Gattuso, perde due pedine importanti in attacco per il match di domenica contro la Lazio. Dries Mertens al 16' ha lasciato il campo piangendo per una forte distorsione alla caviglia sinistra, incidente occorsogli dopo aver fatto un cross senza contrasti con l'avversario; il capitano azzurro invece è stato espulso al 27' per aver detto "vai a cagare" all'arbitro Davide Massa in occasione del rigore concesso ai nerazzurri. I partenoepi inoltre, sempre nel reparto offensivo, dovranno fare ancora a meno di Osimhen.  

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SERIE A

Un rigore di Lukaku stende il Napoli. Pari per Milan e Juventus. Stecca il Verona di Juric

Un'Inter cinica batte il Napoli in dieci che spreca tante occasioni e si porta a un punto dal Milan che a Genova colleziona il secondo 2-2 consecutivo recuperando la doppietta di Mattia Destro. Il turno infrasettimanale si tinge di nerazzurro perche' Juve e Atalanta danno spettacolo ma finiscono in parita'. Al momento quindi la serie A vede in fuga le due milanesi e domani la Roma potra' agguantare la Juve al terzo posto se superera' il Torino. Cade il Verona in casa per mano di una Samp in grande ripresa mentre il Sassuolo pareggia a Firenze. Pari spettacolare tra Spezia e Bologna, incolore quello tra Parma e Cagliari. Dopo il pari in recupero col Parma il Milan paga un po' di stanchezza, mena la danza all'inizio, ma le motivazioni scatenano i liguri che difendono la panchina di Maran. Mattia Destro infila Donnarumma dopo una respinta su Shomurodov, ma il pari arriva presto con una stangata di Calabria. Poi Destro concede in bis di testa ripagando la fiducia del tecnico, ma il grande cuore milanista recupera nel finale con Kalulu, che rimedia all'errore nel gol genoano. Molto tattica la sfida tra Inter e Napoli. Piu' geometrici gli ospiti, a vampate i nerazzurri che sfiorano il gol con Lautaro. Grave infortunio alla caviglia sinistra di Mertens, che esce piangendo. Nella ripresa sale in cattedra il Napoli che sfiora il gol con un tacco di Insigne respinto da Handanovic, ma un episodio cambia tutto: Ospina stende Darmian, rigore che trasforma Lukaku e Insigne viene espulso per proteste. L'Inter gestisce e il Napoli in dieci sfiora il pari con Petagna e Di Lorenzo, poi prende un palo con Petagna. Per Gattuso un pari beffardo, per Conte tre punti d'oro. Pari da applausi tra Juve e Atalanta, con Dybala e Gomez all'inizio spettatori (il Papu suscita un vespaio cantando l'inno degli ospiti). Squadre mature e in crescita con la Juve che passa con una bordata di Chiesa , Morata si mangia un gol e allora arriva il pari di Freuler. Poi giganteggia Gollini che vanifica anche un rigore di Ronaldo. Pirlo perde Arthur e medita sui sei pareggi in 12 gare. Resta da sbrogliare la grana Gomez. Dopo tante prodezze stecca il Verona di Juric. Si rilancia la Samp di Ranieri che passa con un gran gol di Ekdal e una super azione in contropiede di Verre. I veneti reagiscono con un rigore di Zaccagni. Nelle altre gare pari tra brividi alla Spezia. I liguri, per la prima volta sul suo campo, prendono il largo con Nzola e Agudelo. Ma il Bologna si avvicina con Dominguez, pareggia con un tiro da lontano di Barrow che poi sbaglia un rigore al 96'. Il Sassuolo domina all'inizio a Firenze e passa con Treore' imbeccato da Berardi, poi i viola reagiscono e trovano il pari con un rigore di Vlahovic per fallo su Ribery. Timidi segni di ripresa dei viola, tra gli ospiti si rivede Caputo. Non ripete la gara di San Siro il Parma e si fa bloccare da un buon Cagliari: di Kurtic e Nandez le occasioni migliori.

ansa.it

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Mazza: “Rischio che la stagione della definitiva crescita si trasformi in quella della fine del ciclo. Berardino: “Dopo lockdown Lazio da metà classifica” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a 'QDL': "Il momento è critico, il rischio che si vive da adesso che da qui a marzo si viva per il doppio impegno con il Bayern Monaco. C'è il rischio anonimato nella stagione del salto di qualità. Il campionato sta andando nel grigiore più totale. Mi piace molto il pensiero di questa sfida proibitiva in cui non c'è nulla da perdere, ma la realtà è che potrebbe diventare la stagione della fine di un progetto, di un ciclo. C'è un concorso di responsabilità, ho iniziato a tremare dopo la traversa del Bruges. Simbolo di sospiro di sollievo, ma anche di fragilità. C'è un problema di crescita e ce l'ha anche Inzaghi che nelle ultime gare non ha saputo valutare la condizione di alcuni singoli. Ora per evitare certi rischi, la Lazio dovrebbe fare punti con Napoli e Milan. Se è stanchezza mentale, possiamo coltivare ancora delle speranze. Se fosse invece un problema fisico sarebbe grave". 

NICOLA BERARDINO (GdS) in collegamento a 'QDL': "In queste tre gare in cui la Lazio doveva portare a casa punti importanti ha raccolto troppo poco. Queste tre partite possono bastare per cambiare la dimensione della stagione. Mi sembrava che la Lazio lo scorso anno avesse superato questo difetto di mentalità, di personalità. Dopo il lockdown abbiamo visto una squadra diversa, per numeri una squadra di metà classifica. Il futuro della Lazio non può non dipendere dal prossimo accesso in Champions, c'è un dislivello eccessivo tra aspettative e risultati. Siamo ancora a dicembre, ci sarebbe del tempo per recuperare il terreno perso. Non so se siamo alla fine di un ciclo, va considerato quanto fatto fino ad ora in Champions. L'età media è elevata, c'è un gruppo di giocatori che va avanti insieme da anni, il rischio può esserci"