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APPROFONDIMENTI

Federica: “Rubare durante il funerale di Paolo: hanno sporcato il nostro dolore…”

«Fuori, nel mondo, sui campi di calcio, era Pablito, il 1982, il Mundial. Per noi era Paolo, il mio amore, mio marito, il padre di Maria Vittoria e Sofia Elena, le nostre bambine. Era stata proprio Vittoria a scriverlo in un tema: "Per tutti sei il mito, per me sei soltanto il mio papà". Il giorno in cui in ospedale l'hanno abbracciato per l'ultima volta, c'era una luce chiara, calda e bellissima che entrava dalle finestre. Paolo le ha strette forte, cercando di non piangere: "Mi raccomando, siate brave". E loro: "Papà non ti preoccupare, ti aspettiamo a casa".Invece erano gli ultimi giorni ».
Federica Cappelletti parla senza quasi prendere respiro, racconta, ricorda, ringrazia «per il fiume d'amore che ci ha circondato». È appena tornata a Bucine, nella tenuta vicino ad Arezzo dove lei e Paolo Rossi avevano scelto di vivere nel silenzio della campagna. Casa "violata" da una banda di ladri proprio mentre l'Italia intera salutava il campione del mondo nel duomo di Vicenza, la bara portata a spalla dai compagni della Nazionale del "mitico" 1982.
«Vigliacchi, come hanno potuto? Hanno voluto sporcare il nostro lutto. È stato un dolore nel dolore. C'è un disordine che fa male. Ma ogni cosatornerà a posto – dice decisa Federica – Questa è la nostra casa».
Il ritorno. Nelle stanze dove tutto parla della vita insieme. Con le bimbe per mano. Alla fine di una giornata lunghissima. Dopo Vincenza, ieri anche Perugia ha dato l'addio a Paolo Rossi, una messa al mattino nello stadio, poi il viaggio del feretro verso il cimitero, accompagnato dai canti dei tifosi,dove l'ex campione del mondo sarà cremato. Il pomeriggio di nuovo allo stadio, con Maria Vittoria e Sofia, per «applaudire i giocatori del Perugia scesi in campo con la scritta Pablito sulle maglie».Pablito, che aveva 64 anni, tre figli, e aveva fatto sognare l'Italia che usciva dagli anni di piombo.Nella campagna c'è silenzio. Pace.

Federica Cappelletti, cosa vi hanno rubato?
«L'oggetto a cui tenevo di più era l'orologio che Paolo indossava tutti i giorni, per fortuna i trofei ci sono ancora tutti, così le maglie e i ricordi. Ma ci vorrà del tempo per capire davvero cosa ci hanno portato via».

Come si è sentita quando ha saputo del furto?
«Addolorata, sconvolta. Hanno voluto infangare la cerimonia dell'addio di un uomo amato da tutti. Sciacalli del dolore. Ma non permetterò a queste miserie di oscurare il fiume d'amore che ha circondato Paolo e noi in questi giorni. Paolo non l'avrebbe voluto. Lui riusciva sempre a sorridere alla vita. Anche durante la malattia».
Eravate tornati da un viaggio alle Maldive con le bambine.
«Sì, a marzo 2020, per festeggiare i nostri dieci anni di matrimonio e i nostri diciotto annid'amore. Dopo la gioia del viaggio, la scoperta del tumore. Una beffa del destino. Ma sembrava risolvibile. Dicevo sempre: "Paolo, la battaglia contro la malattia è il nostro Mundial, mica possiamo perderlo". Un campionato nostro, di noi due, così come il 1982 era stato la vittoria di tutti gliitaliani. Invece la speranza è andata via via spegnendosi».

Come avete vissuto questi mesi?
«Chi ha conosciuto Paolo sa che non perdeva ma il sorriso. Amava la compagnia, era incostante contatto con i suoi amici della Nazionale di allora, in particolare Cabrini e Tardelli, "i miei fratelli", li chiamava.
Avevano una chat in cui continuavano a sentirsi. A un certo punto Paolo ha scelto però che la malattia diventasse un fatto privato.
Noi due soltanto».
Il vostro Mundial.
«Combattuto fino all'ultimo. Fino a quando è stato inevitabile che Paolo ci lasciasse perché soffriva troppo, non aveva più ossigeno, non c'era più, c'era soltanto la sofferenza. Con la disperazione nel cuore ho detto basta, ti lasciamo andare. Una notte, quando ormai era gravissimo, mi ha scritto un messaggio dall'ospedale di Siena. "Non riesco a dormire e penso al nostro grande amore. Vorrei solo dirti grazie per quello che stai facendo, per me e per le nostre meravigliose bambine. Sei davvero unica per le energie che profondi e per l'amore che riesci a dare in ogni cosa. Spero che il Signoreti riconosca tutto questo"».

Vi siete conosciuti alla presentazione di un libro, a Perugia.
«Diciotto anni fa. Il libro era "Razza Juve", l'avevo scritto insieme a un collega. Erano tuttiritratti di calciatori che avevo reso grande la Juve. La storia è nata subito, ma un po' in segreto all'inizio».

Cosa l'aveva colpita di Paolo Rossi?
«Il sorriso. L'umanità. Il fatto che fosse sempre se stesso, con un capo di stato o con gli amici del bar». Poi l'arrivo delle due bambine.

Che padre era Pablito?
«Molto apprensivo. Le bimbe sono nate che Paolo aveva già un'età, un altro figlio adulto.Invece di guardare i cartoni le ha fatte appassionare ai documentari. Le trattava da grandi.
Ogni tanto però gli dicevo: "Ma tu hai mai giocato quando eri bambino?"».

Ci saranno stadi, ma anche anche vie e piazze intitolate a suo marito.
«È vero, ed è bellissimo. Ci sono proposte da Prato, Vicenza, per il settore giovanile dello stadio diPerugia. E intitoleranno a Paolo il premio per il miglior capocannoniere dell'anno».
Si parla anche dell'Olimpico.

«Sarebbe un onore. Ma forse Totti poi potrebbe dispiacersi».
Roberto Baggio ha detto a Giampaolo Visetti di Repubblica che "il sorriso di Pablito era come l'amore materno".
«Baggio è un grandissimo amico. Sua moglie Andreina mi ha chiamato e mi ha detto che Roberto nonsmette di piangere».

Due famiglie, due matrimoni, tre figli. Tutto sembra rimasto unito, senza screzi, divisioni.
«Perché Paolo era così. Un campione non soltanto in campo ma anche nei rapporti umani e negli affetti.E adesso sarà dura alzarsi la mattina senza di lui».
la Repubblica

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SERIE A

Lazio-Hellas Verona, formazioni ufficiali

LAZIO (3-5-2): Reina; Parolo, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic, Leiva, Akpa Akpro, Marusic; Caicedo, Immobile.

A disp.: Strakosha, Alia, Armini, Luiz Felipe, Hoedt, D. Anderson, Fares, Cataldi, Escalante, Pereira, Correa, Moro.

All.: Simone Inzaghi. 

 

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Lovato, Dawidowicz, Magnani; Faraoni, Tameze, Miguel Veloso, Lazovic; Barak, Zaccagni; Salcedo. 

A disp.: Berardi, Pandur, Dimarco, Gunter, Udogie, Amione, Ruegg, Danzi, Ilic, Favilli, Colley, Di Carmine. 

All.: Ivan Juric.

 

 

Arbitro: Rosario Abisso (sez. di Palermo)

Assistenti: Mondin, Mastrodonato 

IV uomo: Manganiello

V.A.R.: Mazzolini

A.V.A.R.: Liberti

Serie A TIM – XI giornata 

Sabato 12 novembre 2020, ore 20:45 

Stadio Olimpico di Roma

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SERIE A

Lazio-Hellas, i convocati di Inzaghi: Luis Alberto assente

Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro l'Hellas Verona (ore 20:45) allo Stadio Olimpico di Roma.

 

Portieri: Alia, Reina, Strakosha;

Difensori: Acerbi, Armini, Hoedt, Luiz Felipe, Radu;

Centrocampisti: Akpa Akpro, Anderson, Cataldi, Escalante, Fares, Lazzari, Leiva, Marusic, Milinkovic, Parolo, Pereira;

Attaccanti: Caicedo, Correa, Immobile, Moro.

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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi senza la qualità di Luis Alberto e Correa e con Parolo in difesa. Strakosha e Fares ancora in panchina

FORMELLO – Patric è out, Luiz Felipe a mezzo servizio: problemi in difesa per Inzaghi che per questa sera contro il Verona ha studiato e provato questa mattina la soluzione d’emergenza Parolo. Sará il centrocampista di Gallarate, sempre più jolly a completare il terzetto con Acerbi e Radu. L’alternativa tre mancini (con Hoedt) non convince ed allora spetterà al capitano di serata prendersi cura di Zaccagni e contribuire alla prima impostazione. A centrocampo è confermato il forfait di Luis Alberto: non sarà neanche in panchina, al suo posto Akpa Akpro con la conferma di Marusic al suo fianco sulla sinistra. Inzaghi sceglie di far a meno anche della qualità di Correa: sarà l’arma da utilizzare nella ripresa con Caicedo che avrà la terza maglia da titolare in campionato. Reina sembra aver vinto nuovamente il ballottaggio con Strakosha.

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2): Reina; Parolo, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic, Leiva, Akpa Akpro, Marusic; Caicedo, Immobile.

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APPROFONDIMENTI

Per riprendersi Olimpico e campionato: nel Verona l’osservato speciale è Zaccagni

C'era una volta l'Olimpico amico, fortezza e luogo sicuro per la Lazio, che negli ultimi anni – in casa – ha sempre tracciato un percorso netto e positivo: nello scorso campionato, per esempio, ha totalizzato 45 punti e in Serie A solo la Juventus ha viaggiato con un ruolino di marcia migliore (50). In quest'inizio di stagione invece il trend è inverso e la squadra di Inzaghi, che ha vinto 4 volte su 5 in trasferta, ha collezionato soltanto 5 punti in campionato tra le mura amiche (7 invece in Champions). Frutto di un solo successo, contro il Bologna, e di due pareggi contro Inter e Juventus (con 2 sconfitte): è il peggiore rendimento dell'era Lotito, per ritrovare un inizio così difficile all'Olimpico bisogna ritornare alla stagione 1991-'92. 
Oggi contro l'Hellas Verona la Lazio vuole tornare a esultare sul proprio campo, che verrà calcato da Mattia Zaccagni. Il centrocampista azzurro è finito nei radar della società biancoceleste e sarà l'osservato speciale di questa sera. Venticinque anni, può fare sia l'intermedio che la seconda punta. Con caratteristiche diverse, può svolgere i compiti di Luis Alberto, Milinkovic o all'occorrenza anche di Correa: sarebbe un perfetto interprete per il 3-5-2 di Inzaghi. Nelle settimane passate ci sarebbe già stato un primo contatto tra Matri, da quest'anno collaboratore di Tare, e l'agente di Zaccagni, Tinti, che in passato gestiva gli interessi proprio dello stesso Matri. Le due proprietà si sono incontrate lo scorso giugno a Roma, negli uffici del presidente laziale, per parlare di Kumbulla, finito alla fine nella sponda giallorossa della Capitale: l'episodio non ha minato i rapporti tra Lotito e Setti. Zaccagni, eletto giocatore del mese di novembre, è apprezzato molto anche da Inter e Napoli, che in questo momento sarebbe in vantaggio su tutti. "Non abbiamo mai parlato delle voci di mercato con lui", ha detto ieri in conferenza Juric, che chiede di "lasciarlo crescere e lavorare in serenità: poi è normale che se qualcuno arriva con tanti soldi ci pensi". Oggi intanto affronterà la Lazio da avversario e chissà se non possa essere l'occasione giusta per approfondire il discorso tra le parti. Tuttomercatoweb.com

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Lazio-Hellas, i ricordi di Fanna e Volpati: “Quella squadra con Giordano, Laudrup e Manfredonia…” (AUDIO)

PIERO FANNA in collegamento a 'QDL': "Non avere i capelli è stato un handicap da calciatore, non sapete quanti sfottò ricevevo, soprattutto a Roma (ride, ndr). Ho incontrato la Lazio molte volte nei miei 13 anni di serie A, ricordo una delle prime apparizioni all'Olimpico nel 1977-78, ci fece gol Giordano. Quel giorno ero in tribuna a vedere la gara, era anche la Lazio di Agostinelli e Manfredonia. Per lo scudetto del 1985 è stato fondamentale inserire i due stranieri (il terzino-marcatore Hans-Peter Briegel e l'attaccante Preben Elkjær Larsen, ndr) che ci diedero forza fisica e qualità. Quella doppia mossa risolse molte cose, passo dopo passo abbiamo preso consapevolezza". 

DOMENICO VOLPATI in collegamento a 'QDL': "Nelle mia carriera ho incontrato la Lazio una ventina di volte tra campionato e Coppa Italia. Mi ricordo di una bella vittoria, 5-1 a Verona con u mkio gol, era la Lazio di Laudrup. Con i giocatori che aveva la Lazio in quel periodo doveva e poteva fare meglio. Della Lazio avevo un grande amico, Felice Pulici. L'ho avuto come compagno al Novara, purtroppo è venuto a mancare. Il nostro Scudetto del 1985 nasce 4 anni prima con uno zoccolo duro che poi è stato rinforzato. Abbiamo formato un gruppo con un senso di appartenenza incredibile, c'era una chimica nata senza una vera ragione". 

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FORMELLO

FORMELLO – Luis Alberto a rischio, tornano Radu e Fares. Immobile-Correa verso la conferma, ma Caicedo scalpita

FORMELLO – "Immobile è il più affaticato, ma non solo la sua presenza merita una riflessione. Dovrò fare la scelta giusta", diceva Inzaghi prima della seduta di allenamento della vigilia che non ha ancora svelato del tuto le intenzioni del tecnico. Intanto, però, la Scarpa d'Oro si è allenato con il resto del gruppo. L'affaticamento generale potrebbe portarlo ad essere utilizzato part-time, ma la sua presenza dal primo minuto prende quota. Al suo fanco ancora Correa, con Caicedo pronto a fare staffetta nella ripresa (Muriqi ancora non del tutto recuperato). Spera in una chance dall'inizio anche Pereira, come mezzala nello specifico visto che oggi non si è allenato con il gruppo Luis Alberto. Valutazioni in corso sullo spagnolo, potrebbe fermarsi per un turno: in questo caso, però, Parolo ed Akpa Akpro sembrano in vantaggio sull'ex Manchester Udt. In difesa, tornerà dall'inizio Radu, mentre sul centro destra Inzaghi deve valutare bene le condizioni di Luiz Felipe. Con Patric ancora out, dovrebbe essere ancora il brasiliano a muoversi in quella zona. Il ballottaggio Reina-Strakosha viagga sul filo dell'incertezza. 

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2): Reina; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic, Leiva, Akpa Akpro, Fares; Correa, Immobile. 

 

 

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Cammarata: “Destinato ad incrociare il mio destino con quello della Lazio. Immobiletra i 10 migliori in Europa, ma occhio all’Hellas” (AUDIO)

Verso #Laziohellas e ripensando a quella doppietta alla Juventus: FABRIZIO CAMMARATA in diretta a ‘NMM’!

"Da juventino ho lasciato il segno nella storia della Lazio con quella doppietta che ancora oggi molti mi ricordano. Anche Inzaghi tempo dopo mi ha ancora ringraziato per quella vittoria. Immobile è tra i primi 10 migliori attaccanti in Europa, se fosse straniero in Italia sarebbe ancor più celebrato. Qui in Albania, dove alleno, si parla molto della Lazio e del direttore sportivo Igli Tare. I risultati parlano per lui, è tra i migliori. Con l'Hellas non sarà facile, contro le big fanno spesso bene, ,a quando si parla di Lazio bisogna ricordare che Inzaghi ha a disposizione grandi giocatori. Giusto pensare che possa continuare a sorprendere ancora in Champions"

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AVVERSARIO

Hellas, Juric: “La Lazio merita i complimenti, sono maturi e sanno quando colpire”

 Vigilia di campionato per l'Hellas Verona, che domani sera affronterà la Lazio all'Olimpico. A poco più di ventiquattro ore dalla sfida contro i biancocelesti, il tecnico degli scaligeri Ivan Juric risponderà alle domande dei cronisti direttamente dalla sede del club. L'inizio della conferenza.

Siete un po' sotto i riflettori. Zaccagni, ad esempio, è appena stato eletto miglior giocatore di novembre.
"Sono strafelice per Zaccagni, le parole del presidente sono giuste: col sacrificio puoi raggiungere i tuoi obiettivi. Lui deve continuare così, altrimenti perde tutto: è arrivato a un livello buono e deve riconfermarsi. Come allenatore a volte sei criticato un po' troppo, adesso forse ci sono troppi elogi".

In attacco sta cercando nuove soluzioni? Di Carmine giocherà?
"Sto ancora conoscendo i nuovi, e con gli infortuni non è facile. Abbiamo fatto tante cose buone in attacco, sbagliando tanti gol. Di partita in partita, a seconda degli avversari, cerchiamo di trovare il modo di colpirli al meglio. Di Samuel sono soddisfatto. Lui vive per il gol, e ultimamente gli è andata veramente male: avrebbe potuto anche segnare sei o sette gol. Vediamo se sarà titolare, abbiamo tante partite".

Dimarco terzo è riproponibile?
"Ha un piede fantastico, adesso ha trovato continuità. Può fare anche il terzo, poi dipende dalle partite. Quando ci sono lui, Zaccagni e Lazovic quella catena diventa forte, ma devono stare tutti bene".

Se n'è andato Paolo Rossi. Ha un ricordo particolare di lui?
"Non sono il più adatto a parlare di lui. Agli italiani ha dato emozioni vere, e lo si nota dappertutto. Io non l'ho vissuto così, all'epoca ero bambino e seguivo il mio Paese".

In difesa chi giocherà?
"Magnani è recuperato, Lovato anche. Hanno fatto una settimana finalmente normale. Dawidowicz sta bene e sta trovando continuità, e c'è l'opzione Dimarco. Posso sceglierne due più lui o tutti e tre con Dimarco quinto. Lazovic per me è stato il nostro miglior giocatore lo scorso anno, era devastante. In questo momento, dopo l'infortunio e il Covid, non è ancora a quei livelli. Secondo me ha bisogno di allenamenti e di serenità, adesso vediamo se gioca domani. Lui ha bisogno di ritrovare la condizione".

C'è un problema del gol?
"Nell'ultima partita abbiamo creato tanto, tanti movimenti giusti. Non sono così preoccupato. Mi dispiace per Kalinic, che è uno che sa segnare e adesso non c'è. Ma non mi lamento degli attaccanti".

Come sono i rapporti con Setti?
"Buoni. Io dico quello che penso, e con lui parlo. Ci confrontiamo normalmente. Adesso non c'è molto tempo per parlare, lui è uno che ti lascia lavorare, ma c'è un rapporto normale. Durante il campionato penso solo alle partite, a come prepararle. Non ho bisogno di parlare di altro, e qua con tutta sincerità ho tutto, funziona tutto rispetto a quello che non andava lo scorso anno".

Si arrabbia quando sente parlare di Europa?
"So che non è reale. Penso sia troppo presto. Abbiamo fatto diversi punti, ma non possiamo rilassarci. Siamo tutti da scoprire, ci sono molti giocatori che dobbiamo scoprire. Abbiamo mille incognite, non siamo una squadra rodata. Dipende molto da come cresceremo individualmente".

Qual è il suo pensiero in merito alle voci di mercato su Zaccagni?
"Ho detto mille volte che qua sto bene, e lavoro bene. Ieri abbiamo preso un nuovo match analyst, ad esempio. È cambiato tutto, e il merito è del presidente. Qua le cose funzionano per bene. Il nostro rapporto è normale, ognuno fa il suo. Zaccagni ha fatto cinque partite. Va tutto bene, ma quando sento dire che Lovato vale venti milioni… Lasciamoli crescere in serenità, poi è normale che se qualcuno arriva con quei soldi ci pensi. Ma lasciamoli lavorare, le caratteristiche sono buone ma devono lavorare con tranquillità. Zaccagni si è messo in mostra per meriti suoi, non abbiamo parlato di questo".

Quanto incidono le molte partite in programma?
"Quest'anno non hai certezze. Adesso abbiamo quattro partite in dieci giorni che saranno determinanti. Abbiamo recuperato qualche giocatore, e proveremo a farle al massimo senza compromettere la salute dei giocatori, che non sono abituati a giocare così spesso. Sicuramente andremo al massimo alla prima, poi vedremo le caratteristiche".

Kalinic tornerà mercoledì? E Vieira?
"Kalinic non credo nemmeno sabato, magari l'ultima se tutto va bene. Oggi ha fatto allenamento Gunter, che è di nuovo disponibile. Vieira deve pazientare un po', spero di averlo dopo la sosta".

L'anno scorso con la Lazio si vide uno dei migliori Verona in trasferta.
"Quella fu una grande partita perché loro stavano veramente bene, erano in fiducia e in lotta per lo Scudetto. Fu molto difficile, la mia sensazione sulla squadra quel giorno era molto positiva. Adesso è tutto un po' diverso"

Salcedo lo stiamo riscoprendo.
"Lui ha caratteristiche particolari. In allenamento non ruba l'occhio come in partita, perché è molto competitivo. Ha un grande stacco e voglia di vincere, per domani è un'opzione".

C'è la possibilità di arrivare a Natale con venti punti.
"Le prime proiezioni vanno fatte dopo il girone d'andata. Adesso è tutto diverso, ci sono squadre sotto che hanno grande potenziale. Bisogna essere sereni. Poi ovviamente il nostro obiettivo è la salvezza, se arriva qualcosa di più benissimo, ma l'obiettivo è quello".

Chi toglierebbe alla Lazio?
"Le faccio i complimenti per il passaggio del turno. Non so chi toglierei: ci sono Alberto, Immobile, Milinkovic, Lazzari, Acerbi, Correa… Sono top player, giocano insieme da anni. Li vedo maturi, sanno gestire le partite e sanno come colpire. Vanno d'accordo, penso che la loro forza sia la squadea".

Chi giocherà domani in mezzo?
"Continuerò con Veloso, anche se chiaramente non può giocarle tutte e quattro e Ilic va gestito anche in quel senso. Mi è piaciuto anche Barak in mezzo. Queste sono le nostre opzioni".

Se Barak giocasse in mezzo, potrebbe esserci una possibilità per Colley?
"Colley trequartista classico no. Secondo me si esprime meglio nella posizione di Zaccagni. All'inizio ha fatto prestazioni di buonissimo livello, poi ha avuto qualche problema e Zaccagni è in forma ottimale, ha perso un po' il posto. In allenamento lo sto forzando un po', fa cose importanti. È un bambino, ma ha le qualità giuste per fare bene".

A gennaio servono un paio di innesti?
"Dobbiamo valutare bene dopo queste partite, anche se abbiamo delle idee. Il terzo a sinistra è un problema per tutti, è difficile trovare mancini puri. Benassi era un titolare nella nostra ottica e non l'abbiamo avuto: ci penseremo. Anche se io a gennaio preferisco non cambiare molto. A gennaio arrivarono Borini ed Eysseric e diedero una grande mano". Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Ora la missione campionato, Inzaghi: “Trasferiamo in campo l’euforia della Champions. Immobile tra i più affaticati. Sorteggio? Nessuno sarà felice di incontrarci” (AUDIO)

Archiviata l'euforia per la qualificazione agli ottavi di Champions, per la Lazio ora è tempo di pensare al campionato dopo un inizio con tanti alti e bassi. Domani all'Olimpico arriva l'Hellas Verona (ore 20.45), in una gara che verrà presentata alle 14 dal tecnico biancoceleste Simone Inzaghi in conferenza stampa. 

Cosa lascia in eredità la qualificazione in Champions?
"Sono contentissimo per i ragazzi, la società e i tifosi, abbiamo realizzato un sogno. Adesso, dopo una grande gioia, dobbiamo essere bravi a trasferire quest'entusiasmo sul campo. Domani contro l'Hellas Verona sarà molto difficile, sta facendo un ottimo percorso nonostante abbia cambiato diversi elementi. Il loro valore aggiunto è l'allenatore, molto competente".

Immobile può riposare domani?
"Non so esattamente ancora come sta il gruppo, soprattutto i giocatori che ho impiegato di più. Ieri abbiamo fatto solo scarico, abbiamo ancora due allenamenti e poi valuterò. Immobile è uno di quelli più affaticati. Nelle ultime due partite è uscito, gli ho risparmiato un po' di minuti. Bisognerà fare delle valutazioni attente, anche su Luis Alberto, Leiva, Acerbi e Luiz Felipe".

Lunedì il sorteggio di Champions: che idea si è fatto per gli ottavi?
"Qualsiasi avversario capiterà, sarà un onore affrontarlo: sono tutti mostri sacri del calcio. Sono convinto che la mia squadra non vorrà essere la cenerentola degli ottavi. Chiunque prenderà la Lazio non sarà felice".

Domani Reina o Strakosha?
"Sceglierò di partita in partita. Sono contento di quello che ha fatto Strakosha negli ultimi anni, è un grande portiere, così come sono contento di Reina. Di partita in partita deciderò, ancora non ho fatto una scelta precisa. Sono soddisfatto di come si stanno allenando, ma non avevo dubbi".

Il Verona subisce molto poco: qual è il segreto?
"L'organizzazione che gli dà il proprio allenatore. Hanno dei giocatori che abbinano qualità e quantità. Dovremo fare massima attenzione, l'anno scorso abbiamo pareggiato e vinto con loro ma sono state due partite tirate".

Il ruolo di Pereira?
"Penso che sia un giocatore con tanta qualità. Può fare sia la mezz'ala che la seconda punta, è generosissimo e lo dicono anche i suoi valori fisici. Complice l'assenza di Muriqi ci siamo trovati corti in attacco. Si è inserito nel migliore dei modi nel nostro sistema, sono contento di lui".

Cosa sta mancando in campionato?
"Saremo sempre molto impegnati, anche se la Champions è finita. Avremo 4 partite prima di Natale da fare al meglio. Dobbiamo avere più continuità: in campionato abbiamo raccolto 17 punti, ma potevano essere di più visto tutto quello che abbiamo passato tra infortuni e Covid".

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