Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cerracchio: “Punto di vista cambiato dopo il derby, le prossime tre gare rappresentano la prova del nove”

VINCENZO CERRACCHIO in collegamento a 'NMM': "Prima del derby avrei detto che la Lazio non fosse all'altezza dello scorso anno, oggi il punto di vista è cambiato. La squadra ha dat una prova di grande maturità, da Inzaghi ai giocatori l'hanno interpretato molto bene e questo ha aperto a nuove prospettive. Ora ci sono questi tre march importanti, una sorta di prova del nove per capire quanto possa spingersi in alto. Rinnovo Inzaghi? Sinceramente non è che vedo in giro altri tecnici che ti cabiano la storia. C'è Allegri che aleggia su tutti, ma non so cosa potrà dare quando tornerà. Uno come Inzaghi bisogna tenerselo stretto, mi piace come mette in campo le squadre, mi auguro che possa restare il più possibile, anche perchè conoscendo l'ambiente sa bene come deve muoversi"

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Piscedda: “Armini? Giusto cederlo in prestito se Inzaghi non lo considera pronto” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a 'NMM': "Quello che è accaduto in occasione di Roma-Spezia non prevede la responsabilità di Fonseca, è una funzione che spetta al dirigente accompagnatore che va in panchina proprio per quello scopo. Può capitare che ad un allenatore sfugga il conto dei cambi, ma non può in assoluto accadere che effettivamente si verifichi il tutto visto che c'è un dirigente. Stasera nel Parma ci saranno diversi giovani come Adorante, Busi e Ricci. Il Parma si trova in una situazione critica anche dal punto societario, ne ha fatte le spese Liverani. D'Aversa conosce l'ambiente, non ha fatto bene con la Lazio in campionato, ma stavano per vincere contro il Sassuolo. Normale che vengano con diversi giovani e cambi. Parolo in difesa? E' un giocatore d'esperienza adattandolo significa che gli altri ti danno poca affidabilità. Sono curioso di sapere da Inzaghi cosa ne pensa di Armini. Le opzioni sono tre: la prima che non lo ritieni pronto, la seconda è che preferisce tenerlo in rosa per fargli fare esperienza, cosa a cui io credo poco; la terza è che venga ceduto in prestito". 

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate (Il Messaggero): “La Lazio fa sapere che non interverrà sul mercato, ma Inzaghi non considera Vavro e la stagione di Luiz Felipe è quasi finita” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "La Lazio continua a far sapere che ci sarà il reintegro definito di Vavro fino al ritorno di Luiz Felipe. Ci credo poco, anche in relazione a quello che so sulla volontà di sondare il mercato, oltre alla considerazione che di fatto la stagione di Luiz Felipe è quasi finita. Si parla di 8 settimane di stop, a questo andrà aggiunto il periodo di ricondizionamento atletico. Tra l'altro questa sera contro il Parma, Inzaghi schiererà Parolo in difesa e non il centrale slovacco, malgrado lo stesso nelle ultime due settimane si sia allenato con il gruppo. Questo per sottolineare la considerazione che ha il tecnico di Vavro. Dei nomi che sono stati fatti non mi risulta nessuno, non c'è nulla di concreto rispetto ai vai Sokratis ed altri letti. Credo che Tare stia lavorando come sempre con gli agenti a lui vicino per capire se ci sono delle opportunità. Diaspiace, perchè considero Sokratis una bella occasione visto che arriverebbe a parametro zero. Non capisco perchè la Lazio non si sia mossa"

Categorie
COPPA ITALIA

Lazio-Parma, i convocati di Inzaghi: torna Vavro, riposa Immobile

Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro il Parma (ore 21:15) allo Stadio Olimpico di Roma.

Portieri: Alia, Reina, Strakosha;

Difensori: Acerbi, Armini, Hoedt, Patric, Radu, Vavro;

Centrocampisti: Akpa Akpro, Bertini, Czyz, Escalante, Fares, Lazzari, Lulic, Marusic, Milinkovic, Parolo, Pereira;

Attaccanti: Caicedo, Correa, Muriqi.

Categorie
COPPA ITALIA

Lazio-Parma, probabili formazioni

Lazio-Parma, le probabili formazioni

LAZIO (3-5-2) – Strakosha; Parolo, Hoedt, Acerbi; Lazzari, Milinkovic, Escalante, Akpa Akpro, Fares; Pereira, Muriqi. All. S. Inzaghi. A disposizione: Reina, Alia, Patric, Vavro, Radu, Armini, Marusic, Lulic, Czyz, Correa, Caicedo.

PARMA (4-3-3) – Colombi; Busi, Dierckx, Bane, G. Ricci; Sohm, Cyprien, Dezi; Mihaila, Adorante, Sprocati. All. D’Aversa. A disposizione: Sepe, Rinaldi, Radu, Camara, Brugman, Kosznovszky, Kurtic, Traoré, Hernani, Lopes Silva, Artistico, Brunetta.

Arbitro: Ayroldi di Molfetta. Guardalinee: De Meo e Raspollini. Quarto uomo: Sacchi. Var: Banti. Avar: Liberti.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Stop Luiz Felipe, ora c’è una voragine in difesa: intervenire sul mercato per riparare agli errori

Lo stop di almeno due mesi di Luiz Felipe apre una voragine nella difesa già fragile della Lazio. Provate a immaginare Patric o Parolo costretti a rincorrere la scia di Coman, Sané o Gnabry, gli esterni funambolici del Bayern Monaco. Manca appena un mese agli ottavi di Champions e Inzaghi si ritrova costretto a fronteggiare un’emergenza nel reparto arretrato su cui la società non è intervenuta l’estate scorsa. Sarebbe ancora più colpevole non rimediare proprio adesso: resta una decina di giorni alla chiusura del cosiddetto mercato di riparazione. E la Lazio deve riparare ai suoi clamorosi errori in sede di programmazione. Non si tratta di criticare gli acquisti, prima o poi matureranno, ma la strategia sì: ha prodotto contraddizioni e difficoltà di gestione al tecnico, come poi spiegheremo.

REBUS VAVRO – Partiamo dalla prima notizia, il probabile reintegro di Vavro, su cui erano stati spesi 11 milioni di euro nell’estate 2019. La società deve recuperare un patrimonio svalutato nel giro di un anno, ma l’ostinazione e la pervicacia nel difendere un investimento sbagliato sorprendono. Non si tratta di discutere o meno il livello dello slovacco, che agli Europei del prossimo giugno giocherà titolare in nazionale, ma c’è un problema serio che si trascina. Inzaghi non lo vede proprio, non lo considera, non ha fiducia. Perché tenerlo se la Lazio peraltro sta cercando di portare alla firma il suo allenatore con un contratto triennale? Altro dettaglio non trascurabile: Tare ha sbagliato il ruolo di Vavro. E’ un centrale da difesa a quattro e con il sistema a tre può giocare in mezzo, dunque al posto di Acerbi o di Hoedt, un altro con lo stesso difetto. Che senso ha pensare che Vavro possa sostituire Patric o Luiz Felipe sul centro-destra? Nessuno

CON HOEDT BEN 3 MANCINI – Sono tante, troppe, le contraddizioni che hanno portato la Lazio a creare in autonomia difficoltà supplementari dentro una stagione già complicata dalla pandemia. Concludiamo il ragionamento sulla difesa. E’ stato scelto Hoedt perché Inzaghi voleva un mancino. L’olandese, anche nella parentesi precedente di carriera a Formello, aveva dimostrato di essere difensore centrale a quattro e molto meno adattabile (è alto e non rapidissimo nelle brevi distanze) nel ruolo di Radu. La Lazio, rinunciando a Bastos, ha iniziato la stagione con soli cinque difensori centrali, di cui tre di piede sinistro (Acerbi, Hoedt e Radu). Sul centro destra sono rimasti soltanto Patric e Luiz Felipe, portato avanti per quattro mesi in condizioni precarie: meglio non entrare affatto nella gestione medica del suo caso, nato il 12 settembre a Frosinone con ricaduta (mai risolta) datata 8 novembre. Ci sarebbe Armini, prodotto del vivaio: Inzaghi, di fatto, non lo ha mai considerato pronto. Ricordiamo il ragionamento fragile di partenza: giocando stabilmente 3-5-2 e senza mai cambiare modulo, sarebbero serviti 6 difensori centrali e 4 esterni a tutta fascia. La Lazio ha spedito Parolo in difesa e senza Lulic (appena recuperato) ha affrontato la prima parte della stagione chiedendo gli straordinari a Lazzari, Marusic e Fares. Neppure nominiamo Djavan Anderson, non si sa bene per quale motivo preferito a Jordan Lukaku e Jony: il belga e lo spagnolo non avrebbero cambiato la Lazio, ma sarebbero stati di sicuro più utili in alternativa a Fares. A proposito di contraddizioni: clamorosa la rinuncia a Cristiano Lombardi, rispedito a Salerno, eppure uscito dal vivaio di Formello e con i requisiti giusti per aggiungersi in organico senza tagliare nessun giocatore.

REBUS PEREIRA – Andiamo avanti con le scelte poco convincenti. Giusto affrontare campionato, Champions e Coppa disponendo di 4 punte centrali. Inzaghi ne utilizza due stabilmente. Così è stato aggiunto Muriqi a Immobile, Correa e Caicedo, che pure doveva essere ceduto in estate per motivi strategici legati all’indice di liquidità e alle plusvalenze. Simone si è opposto alla cessione del Panterone a gennaio e ha fatto benissimo nonostante Tare premesse per liberare spazio in favore di Muriqi e Raul Moro, talento preso dal Barcellona (6 milioni) e ancora confinato alla Primavera. Può giocare in attacco (con caratteristiche diverse) anche Andreas Pereira e questo è l’altro interrogativo principale dell’ultimo mercato. David Silva, nella logica della Lazio, avrebbe dovuto consentire rotazioni con Luis Alberto e Milinkovic. Il brasiliano arrivato dal Manchester United non ha mai sostituito il Mago o il Sergente e in questo caso bisogna chiedere conto a Inzaghi. Possibile abbassare il livello passando dai numeri 10 alla corsa di Akpa Akpro, utilissimo in altre circostanze? Il turnover della Lazio doveva avere riferimenti diversi. Pereira non ha mai avuto un ruolo preciso in carriera e preferibilmente ha giocato (con il Valencia e con lo United) da esterno offensivo nel 4-2-3-1. Perché pensare potesse servire nel 3-5-2 di Inzaghi? E in quale posizione?

TROPPI MEDIANI – Proprio a centrocampo, nel reparto più forte della Lazio, si è concentrato la chiave strategica che sta mettendo fuorigioco Inzaghi con la difesa. Ci sono ben 8 giocatori per 3 posti di solito assegnati a Leiva, Milinkovic e Luis Alberto. Contiamo gli altri: Parolo, Cataldi, Escalante, Pereira e Akpa Akpro. La volontà di inserire l’ivoriano ex Salernitana, non previsto nel piano iniziale, ha penalizzato Parolo, portato l’esclusione dalla rosa di Vavro (o Bastos) e infine anche alla cessione degli esterni di ricambio (Lukaku e Jony) negli ultimi giorni di mercato. Si può obiettare molto senza discutere l’impatto di Akpa Akpro, sinora per rendimento il più apprezzabile degli acquisti accanto a Reina. Ma l’architettura complessiva della Lazio, unita ai regolamenti, è sbagliata. Ricordiamo la composizione delle liste: 8 tra italiani e prodotti del vivaio più 17 over 22 (cioè nati in data precedente al primo gennaio 1998). Akpa come Muriqi, Fares, Pereira, Hoedt, Escalante e Reina si è aggiunto in un elenco già gonfio di nomi. Continuiamo a pensare che le migliori alternative a Luis Alberto e Milinkovic per qualità di calcio, fisicità ed esperienza siano Cataldi e Parolo, che non incidono nella lista dei 25 (o dei 17) perché sono “vivaio Lazio” o “cresciuti nella federazione italiana” come Strakosha, Armini, Acerbi, Lazzari e Immobile.

COME RIPARARE? – Tare ha bloccato Kamenovic, esterno del Cucaricki, classe Duemila. Arriverà a luglio e potrebbe giocare, dicono, anche nel ruolo di Radu, non solo esterno sinistro. Lo paragonano a Kolarov. Giusto investire sul futuro, ma teniamoci bassi per favore. Ne abbiamo visti troppi non adeguati. Un’alternativa a Fares servirà e si sta avvicinando l’addio a Lulic. Oggi, però, alla Lazio servirebbe come il pane un difensore di piede destro, non un altro mancino. Dunque continuiamo ad assistere a logiche di mercato slegate dal campo, dalle esigenze di Inzaghi nell’immediato, mentre ci saranno gli ottavi Champions e un quarto posto da inseguire senza Luiz Felipe. Oggi, ecco l’ultima clamorosa nota dolente, per inserire un nuovo difensore Lotito e Tare avrebbero bisogno di cedere due giocatori, non solo Vavro, per fargli posto nella lista a meno che non si trattasse di un Under 22. Come si fa a riparare? Ci sarebbe un solo modo e non è certo quello di vendere Caicedo. Semmai sarebbe opportuno rinunciare a uno dei giocatori presi l’estate scorsa magari attraverso il prestito sino a fine stagione. A centrocampo, lo ripetiamo, ci sono 8 giocatori per 3 posti. Uno in meno consegnerebbe a Inzaghi un difensore in più.

Corrieredellosport.it

Categorie
ARBITRI

Lazio-Sassuolo: fischia Giua di Olbia. VAR: Guida di Torre Annunziata

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R. che dirigeranno le gare valide per la 19ª giornata di andata del Campionato di Serie A 2020/21 in programma domenica 24 gennaio.

BENEVENTO – TORINO Venerdì 22/01 h. 20.45
GIACOMELLI
VECCHI – LOMBARDO
IV: DIONISI
VAR: DI PAOLO
AVAR: DI IORIO

FIORENTINA – CROTONE Sabato 23/01 h. 20.45
PICCININI
BACCINI – COLAROSSI
IV: SOZZA
VAR: MAZZOLENI
AVAR: PAGANESSI

GENOA – CAGLIARI h. 15.00
DI BELLO
BRESMES – PAGNOTTA
IV: PEZZUTO
VAR: VALERI
AVAR: TEGONI

JUVENTUS – BOLOGNA h. 12.30
SACCHI
VIVENZI – PRENNA
IV: GHERSINI
VAR: CALVARESE
AVAR: DE MEO

LAZIO – SASSUOLO h. 18.00
GIUA (SEZIONE OLBIA)
PERETTI – CARBONE
IV: ABBATTISTA
VAR: GUIDA
AVAR: TOLFO

MILAN – ATALANTA Sabato 23/01 h. 18.00
MARIANI
GIALLATINI – PRETI
IV: LA PENNA
VAR: CHIFFI
AVAR: RANGHETTI

PARMA – SAMPDORIA h. 20.45
MANGANIELLO
VALERIANI – SCATRAGLI
IV: SANTORO
VAR: DOVERI
AVAR: LIBERTI

ROMA – SPEZIA Sabato 23/01 h. 15.00
PAIRETTO
LO CICERO – FIORITO
IV: ABISSO
VAR: BANTI
AVAR: DEL GIOVANE

UDINESE – INTER Sabato 23/01 h. 18.00
MARESCA
IMPERIALE – DI VUOLO
IV: FOURNEAU
VAR: AURELIANO
AVAR: MONDIN

H. VERONA – NAPOLI h. 15.00
FABBRI
ALASSIO – PAGLIARDINI
IV: DI MARTINO
VAR: NASCA
AVAR: MELI

 

Categorie
APPROFONDIMENTI

Procura Avellino: iniziato incidente probatorio su tre tamponi di Immobile, Leiva e Strakosha

E' iniziato ieri ad Avellino l'incidente probatorio disposto dalla Procura di Avellino su tre reperti di Rna che Futura Diagnostica (FD) a inizio dicembre, mandò al laboratorio MeriGen di Napoli per verificare l'eventuale positività di Immobile, Strakosha e Leiva. I tre tamponi vennero spediti alla struttura partenopea dal laboratorio scelto dalla Lazio per un ulteriore controllo sull'eventuale presenza di contagi CoVid19. Giova ricordare che l'indagine dalla Procura irpina  vede indagato per frode, falso in pubbliche forniture ed epidemia colposa il presidente del cda di FD, Massimiliano Taccone. Nello specifico, il procuratore reggente Vincenzo D’Onofrio ha disposto l' incidente probatorio per verificare che il materiale genetico presente nei tre estratti di RNA siano proprio dei tre giocatori. L'esame, condotto dalla perita scelta dalla Procura, la professoressa Paola Salvatore, Ordinaria di Microbiologia e Microbiologia clinica, Scuola di Medicina, Università degli Studi di Napoli Federico II, in un primo momento dovra stabilire se dal materiale a disposizione sarà possibile ottenere il DNA dei tre soggetti, in un secondo luogo bisognerà verificare se il DNA appartiene proprio ai tre biancocelesti. Ovviamente, per fare il confronto servirà il consenso dei giocatori al prelievo del DNA (possibile venga fatto con una traccia salivare, ndr), assenso che al momento non è stato ennache richiesto visto che l'accertamento, iniziato ieri, potra essere concluso in 60 giorni, ovvero il 21 marzo.  Ricordiamo che il procedimento è ancora nella fase preliminare, non è stato quindi notificato alcun avviso di chiusura indagine e l'unico potenziale imputato non è stato ancora ascoltato dalla Procura. Fino a oggi l'ultimo passo compiuto è stato il deposito, lo scorso 6 dicembre, della prima consulenza della dottoressa Maria Landi, perito scelto dalla Procura, sui 95 tamponi prelevati il 6 novembre a Roma prima di Lazio-Juventus, quando i capitolini, dopo il tampone suppletivo effettuato al Campus Bioemidico di Roma, furono costretti a rinunciare a Leiva e Immobile nella sfida ai Campioni di'Italia. Parallelamente all'incidente probatorio, la dottoressa Marina Landi effettuerà l'accertamento sui sette estratti di RNA, proveniente dal suddetto gruppo dei 95 tamponi. Come noto, dalla prima perizia sono emerse 18 positività in più rispetto a quelle processate da FD, di queste però 13 erano già risultate positive in precedenti test del laboratorio di Avellino. Infine, Taccone  potrebbe essere ascoltato ad esito di tutte le consulenze, inclusa la richiesta della difesa del presidente del board di FD di far riprocessare i 95 tamponi presso FD, istanza che attende ancora un eventuale assenso dei pm.
GLP- laziofamily.it
 

Categorie
ALTRE

Europei 2021: la Uefa non esclude di tagliare le città a maggior rischio CoVid

La Uefa ha un problema. E il tempo per affrontarlo si riduce ogni giorno. Il problema si chiama Europeo "itinerante", ma l'aggettivo che doveva rendere più allettante la competizione, rischia di diventarne la zavorra. «Il presidente Ceferin sta pensando se non avrebbe più senso giocare il torneo in un solo Paese», ha rivelato Karl Heinz Rummenigge, presidente del Bayern, personaggio chiave negli ingranaggi del calcio europeo. In realtà, la Uefa sta valutando una serie di scenari alternativi. La pandemia ha messo in ginocchio il mondo e in particolare il Regno Unito. Un dettaglio non trascurabile, visto che Londra dovrebbe ospitare 7 partite dell'Europeo: tre del girone, un ottavo di finale e poi semifinali e finale. Ma tra variante inglese e i quasi duemila morti al giorno, la preoccupazione è altissima. Per questo, la Uefa studia la possibilità di "escludere" le singole città, se i dati lo imporranno, accorpando partite in un'altra delle 12 sedi. Il vantaggio di avere così tanti Paesi ospitanti permetterebbe di scegliere quelli in cui la situazione è più agibile. Ad esempio, se Londra fosse impercorribile, sarebbe già pronta Monaco di Baviera. Martedì scorso i responsabili di quattro delle città ospitanti – Londra, Bilbao, Monaco e Roma – si sono riuniti in videochat per discutere aspetti organizzativi: tutte le 12 sedi dovranno compilare un piano organizzativo che indichi tra le altre cose, una previsione sull'apertura degli stadi al pubblico nei singoli Paesi. E in base a quello qualche elemento potrà essere rivisto: se ad esempio Roma dovesse tenere le porte chiuse, la gara inaugurale potrebbe essere spostata in una città che dovesse permettere l'ingresso del pubblico. Farsi trovare pronti per la Uefa, è fondamentale, anche perché il rinvio dal 2020 al 2021 è costato caro, tra sponsor e diritti tv congelati e migliaia di posti allo stadio persi. Certo far filtrare il possibile spostamento in sede unica serve anche a lanciare un'esca. Per capire se ci sia, tra le città ospitanti, chi voglia tirarsi indietro. Ma l'ipotesi di spostare tutto l'Europeo in una sola nazione esiste: il modello è la Final Eight della scorsa Champions e a Lisbona. E forte di quell'esperienza il Portogallo sarebbe il grande favorito. Ma anche la Germania lo ospiterebbe, nonostante abbia già Euro 2024. E pronta può essere la Russia grazie all'organizzazione del Mondiale 2018. La decisione definitiva sarà presa a marzo: due mesi, una specie di countdown con un occhio all'indice dei contagi e l'altro ai vaccini. Che, spera l'Uefa, potrebbero permettere di giocare gli Europei nelle città previste con il 50% del pubblico (ma Londra, la più avanzata nelle vaccinazioni, non farebbe entrare tifosi dall'estero). Alternative: spalti al 30% o porte chiuse. In realtà rinunciare all'organizzazione "itinerante" non sarebbe semplice per l'Uefa, che dovrebbe annullare i contratti stipulati con 12 città: potrebbe far valere la causa di forza maggiore, sì. Ma rischierebbe di dover versare comunque risarcimenti milionari agli esclusi.

la Repubblica

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Ramos sotto i ferri domani a Monaco: le vie regolamentari per sostituire il centrale brasiliano

Si opera domani a Monaco di Baviera dagli specialisti a cui si appoggia il Bayern del vecchio amico Klose e chissà se farà in tempo a non saltare l’appuntamento degli ottavi Champions. Nella partita d’andata allo stadio Olimpico (23 febbraio) mancherà di sicuro, possibilità scarse per il ritorno all’Allianz del 17 marzo. Si prevedono 8 settimane di stop per Luiz Felipe. Due mesi pieni, forse due e mezzo. Non poteva più andare avanti, rischiava di compromettere la carriera: negli ultimi tre mesi, come nel derby con la Roma, ha giocato grazie alle infiltrazioni. L’intervento servirà per una “pulizia” della caviglia destra: verrà asportato un frammento che provoca dolore e gonfiore. Impossibile conviverci. Le terapie conservative non hanno funzionato e anche il tentativo di proseguire nella stessa direzione è abortito. L’infortunio di Luiz Felipe risale al 12 settembre, quando venne toccato duro da un’entrata cattivissima di Kastanos nell’amichevole di Frosinone. Non sono mai stati diffusi bollettini medici sul caso, venne respinta l’ipotesi della frattura, si parlò di un violento trauma contusivo. Luiz Felipe, in gran segreto, trascorse una decina di giorni per curarsi in Germania: rientrò il 20 ottobre, in tempo utile per il debutto Champions con il Borussia Dortmund, marcando (alla grande) il gigante Haaland e tenendo il campo per 55 minuti. A MEZZO SERVIZIO. In questi mesi non si è mai allenato bene, rischiando infortuni muscolari e spesso giocando solo un tempo. Inzaghi lo gestiva. L’8 novembre, con la Juve, la ricaduta alla caviglia provocata da un contrasto con Ronaldo. Dentro e fuori senza continuità. Così è proseguita la stagione di Luiz Felipe, il miglior difensore in organico con Acerbi. Titolare a Torino (vittoria per 4-3), con lo Spezia (2-1), nel ritorno con il Bruges (2-2), a Benevento (1-1) per un’ora, a tempo pieno con Napoli (2-0) e Milan (2-3) prima di giocare part-time con Genoa e Fiorentina e di prepararsi al derby con 90 minuti a Parma. Si sapeva già da inizio gennaio: si sarebbe fermato dopo il derby. Nelle stesse ore, guarda caso, era stata congelata la cessione di Vavro al Genoa. Preziosi si era lanciato su Sokratis Papastathopoulos (32 anni), appena svincolato dall’Arsenal. Ieri sera il greco è stato accostato anche alla Lazio. In scadenza con i Gunners c’è Skhodran Mustafi, ex Samp, albanese con passaporto tedesco, 28 anni: sul centro destra sarebbe perfetto. REGOLAMENTO. La Lazio per adesso esclude acquisti e non vogliamo crederci: sarebbe un errore clamoroso. Eppure Inzaghi si ritrova solo con cinque difensori di ruolo (ne giocano tre) più il baby Armini (mai impiegato) e Parolo adattato. Verrà reintegrato Vavro. A gennaio si può cambiare la lista all’infinito. Da febbraio in poi ci sarà una sola altra possibilità per una variazione in Serie A. Luiz Felipe a fine marzo-inizio aprile riprenderebbe il suo posto attraverso il taglio di Vavro. Qualora lo slovacco venisse ceduto, la Lazio avrebbe l’esigenza regolamentare di liberare un posto (attraverso altra cessione) a meno di non prendere un Under 22 o un giocatore cresciuto nel vivaio di Formello. Esempio: Tuia del Benevento, esordiente con Delio Rossi e (ironia della sorte) mollato dalla Salernitana due anni fa… 

Il Corriere dello Sport