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APPROFONDIMENTI

Rinnovo Inzaghi: proposto al tecnico triennale fino al 2024

Nozze reali per Inzaghi e la Lazio, arrivano dopo un derby da opera maestra. Ha fatto da scenografia nuziale, è stato il palcoscenico perfetto per rilanciare le ambizioni Champions e scrivere un nuovo futuro di vittorie. La triade Lotito-Tare-Inzaghi si è riunita ieri. Il presidente e il diesse hanno incontrato Simone per definire gli accordi di base trovati a Formello giovedì sera, prima di Lazio-Roma. Da sabato era attesa la fatidica stretta di mano, è arrivata in serata se il cerimoniale è stato rispettato (a fil di coprifuoco oppure oltre con le autocertificazioni). Il finale è previsto con le firme sui contratti, vanno solo compilati. Il dettaglio da scoprire oggi è legato alla durata contrattuale, andava discusso: era in ballo un biennale fino al 2023 con opzione 2024. Inzaghi potrebbe aver accettato direttamente un triennale con scadenza 2024. Tre anni secchi, ecco la sorpresa. Se l’indiscrezione troverà conferme, Simone potrà raggiungere gli otto anni di militanza da allenatore biancoceleste, un record di durata, ed eguagliare la militanza di Carlo Ancelotti sulla panchina del Milan (8 anni di fila dal 2001 al 2009). Gli accordi economici, più o meno, erano stabiliti: stipendio da 2,4-2,5 milioni più premi. La conferma in Champions farebbe scattare un jackpot per l’allenatore. Tutti i dettagli più minuti si conosceranno nelle prossime ore. Il piano. Di Inzaghi in Inzaghi, di ciclo in ciclo, non cambiano i sogni della Lazio: restare stabilmente nel circolo dell’elité Champions senza porre limiti alla provvidenza. E’ il passo da compiere dopo aver centrato la qualificazione l’anno scorso, dopo 13 anni di tentativi, e aver partecipato ad una corsa scudetto interrotta dal Covid sul più bello. Simone, il tricolore, sogna di regalarlo alla Lazio anche da allenatore. Inzaghi e la Lazio a ciclo continuo, è questo lo scenario. L’Inzaghi ter nasce con presupposti precisi per l’immediato: sfruttare la spinta derby per risalire in classifica, recuperare i giocatori infortunati o convalescenti e cercare di valorizzare gli acquisti poco utilizzati (è l’input della società). Servono rotazioni maggiori, soprattutto sulle fasce (Lazzari e Marusic sono stati spremuti). A gennaio, salvo sorprese ad oggi non contemplate, non ci saranno nuovi innesti. Si è deciso di puntare sul rientro di Lulic (da convalidare in partita) e le riflessioni sull’arrivo di un centrale sembrano terminate nonostante le condizioni di Luiz Felipe (di nuovo in Germania per un controllo alla caviglia che lo tormenta da settembre). L’Inzaghi ter, in previsione futura, prevede la conferma dei big salvo offerte irrinunciabili, ma il mercato post-Covid non consente follie. Andrà rinforzata la difesa, è il reparto con più priorità, ed è progettato anche l’arrivo di giovani talenti under 22. L’acquisto di Kamenovic, esterno mancino adattabile in difesa e bloccato per la prossima stagione, va letto in quest’ottica. E’ un classe 2000, 20 anni li ha compiuti a luglio. Nelle ultime stagioni l’età media della Lazio è cresciuta, s’aggira attorno ai 28,5 anni (pesano i 38 anni di Reina, contribuiscono a gonfiare il dato), è la soglia della serie A. Inzaghi è per gli instant player, deve riuscire a integrare anche giovani talenti per innalzarne il valore e garantire continuità tecnica (quelli presenti e quelli in arrivo). In rosa ci sono giocatori come Acerbi (33 anni il 10 febbraio), Leiva (34 anni), Radu (34 anni), Lulic (35 ieri) e Parolo (36 il 25 gennaio) a cui vanno affiancate nuove leve di valore. 
 
I profili. La Lazio è a caccia di giocatori di prospettiva, ma non smette mai di perlustrare le offerte legate a uomini d’esperienza come Leiva o Reina. Serve sempre il giusto mix per coniugare aspetti sportivi ed economici, l’oggi e il domani. E’ il punto d’incontro su cui società e allenatore devono costruire le mosse future. Lotito, Tare (che ha il contratto fino al 2023) e Inzaghi avanti insieme. Non per forza, non per abitudine. Per volontà e lazialità, a sogni unificati e rinnovati. I volti della Lazio non cambiano. Simone resta nella storia. 
Il Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO

Dalla Spagna, il quotidiano As: Lazio e Valencia in corsa per Torreira

Più la Lazio se lo tiene stretto, più il nome di Caicedo non fa che girare. Nonostante le difficoltà economiche e i silenzi, Fiorentina e Inter non lo mollano. Aspettano l'occasione propizia, soprattutto i nerazzurri che, se riescono a piazzare Erikisen, sarebbero pronti al blitz. Per Lotito e Tare, l'ecuadoriano non è sul mercato, ma se dovesse arrivare una proposta intorno ai 10 milioni (e senza contropartite) potrebbero anche valutarla. Si lavora pure per il futuro e dopo Kamenovic, torna in auge la candidatura di Lucas Torreira, ex Sampdoria regista di proprietà dell'Arsenal classe 96 ma in prestito all'Atletico di Madrid, dove non trova spazio. Secondo il quotidiano As, la Lazio si starebbe dando battaglia col Valencia e tratta con il club inglese per portarlo a Roma. In uscita, dalla Danimarca il Copenaghen sta provando ad avere in prestito Vavro, mentre Anderson rivaluta la pista Crotone e potrebbe dire sì a giorni. Lotito, invece, spinge sempre di più Durmisi e Kiyine a Salerno, favendo anche un pensierino a Di Gennaro. Chiude Lazzari che alla radio ufficiale esalta la sua prestazione nel derby e ricorda: «Quando sono arrivato qui pensavo di non essere all'altezza, il salto non è stato facile, ma poi tutto è andata bene».  
Il Messaggero

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ALTRE

Ufficiale: Davide Nicola è il nuovo tecnico del Torino

Davide Nicola è ufficialmente il nuovo allenatore del Torino. L’accordo era già stato raggiunto nelle scorse ore, tanto che nella giornata di lunedì l’allenatore è stato al Filadelfia per prendere contatto con la squadra, ora – nella mattinata di martedì – è arrivato anche l’annuncio ufficiale da parte del club granata. Per Nicola – che prende il posto dell’esonerato Giampaolo – contratto di sei mesi con opzione di rinnovo per un altro anno, in base al raggiungimento della salvezza e a una determinata media punti. Nella foto in alto, Nicola subito dopo la firma insieme al suo staff, al ds del Toro Vagnati e all’agente Fifa Valerio Giuffrida che ha curato gli aspetti contrattuali dell’accordo. “Il Torino Football Club è lieto di annunciare di aver affidato la conduzione della Prima Squadra all’allenatore Davide Nicola. Il Presidente Urbano Cairo accoglie Davide Nicola con il più cordiale bentornato. A lui e a tutto il suo staff buon lavoro, Sempre Forza Toro!”, si legge nel comunicato. Per Nicola si tratta di un ritorno in granata, maglia che aveva vestito da calciatore nella stagione 2005-2006 contribuendo con il suo gol contro il Mantova nella finale dei playoff per la promozione in Serie A. 

gianlucadimarzio.com

 

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RASSEGNA STAMPA

Luiz Felipe e i guai alla caviglia: visita in Germania

Luiz Felipe aveva una visita di controllo alla caviglia malconcia in Germania già programmata ad inizio gennaio. L’ha posticipata, di accordo con la Lazio, per giocare il derby. Ha stretto i denti giocando con delle infiltrazioni. Sotto Natale gli era stato riscontrato un edema osseo. Il tutto va avanti da settembre, prima amichevole post ritiro contro il Frosinone. Un’entrataccia di un giocatore avversario ed ecco l’infortunio. Corrieredellosport.it

 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Inzaghi, è fatta: attesa solo per le firme

In tre intorno ad un tavolo: Claudio Lotito, Igli Tare e Simone Inzaghi. Vertice per il rinnovo nella serata di ieri dopo gli ultimi accordi stilati giovedì sera prima del derby con la Roma. Il tecnico si lega ancora di più alla sua Lazio. Da capire solo la durata del nuovo contratto: potrebbe aver deciso per un triennale con scadenza nel 2024 e non un biennale sino al 2023 con opzione 2024 che si vociferava. L'allenatore raggiungerebbe un record di durata sulla panchina biancoceleste: otto anni. Sugli accordi economici poco da discutere: ingaggio da 2,4-2,5 milioni più bonus.

Resta l’allenatore, nascerà una nuova Lazio, si aprirà un nuovo ciclo. Primo obiettivo immediato: continuare a scalare la classifica. E poi il mercato: a gennaio, molto probabilmente, non arriverà nessuno. Si lavora per l’estate ed è già fatta per Kamenovic, acquisto giovane, di prospettiva, per andare a ricoprire la fascia sinistra. L’eta media della rosa si aggira intorno ai 28,5 anni. Svecchiarla sarà un lavoro di Tare, a caccia di profili giovani e di qualità. È il suo mestiere, Inzaghi si fida di lui e viceversa. Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

La Lazio rispetta la tradizione: no mercato, Inzaghi sorride per il ritorno degli infortunati

Che la Lazio non faccia mercato a gennaio, non è una novità. Sarebbe strano il contrario, perché la linea della società è sempre stata chiara. Anche Inzaghi lo sa, ormai dopo anni se ne è fatto una ragione. Per questo, più che pensare a ipotetici nuovi acquisti, il tecnico biancoceleste nelle ultime settimane alle domande di mercato ha sempre risposto allo stesso modo: "Abbiamo un direttore che è bravissimo. Io per il momento vorrei solo giocare al completo: da dieci mesi che non ho tutta la rosa a disposizione". Se siano soltanto frasi di facciata o la verità nessuno lo saprà mai realmente, ma ciò che possiamo immaginare con certezza è il sorriso con cui Inzaghi ha iniziato questa settimana di lavoro. Per la vittoria nel derby, per l'imminente rinnovo contrattuale e perché potrà contare sul recupero (quasi) completo di tre pedine fondamentali: Fares, Lulic e Correa. Quattro se si considera anche Strakosha, che ieri si è rivisto in campo dopo una settimana in infermeria per un problema fisico accusato dopo l'Epifania. 
Il portiere albanese vive una situazione singolare e va trattata in modo isolato. Gli altri invece sono tre possibili titolari (i primi due si alterneranno sulla fascia sinistra) che nell'ultimo periodo non sono stati a disposizione per diversi infortuni. Lulic (out dal 5 febbraio scorso) e Correa (fermo dal 23 dicembre per un'elongazione del polpaccio) erano già in panchina venerdì nel derby: ma più per fare presenza e dare il loro contributo mentale, perché come ha spiegato Inzaghi nel post gara non erano in grado di giocare. Nei prossimi giorni intensificheranno i lavori e già giovedì in Coppa Italia con il Parma possono mettere minuti nelle gambe. Potrebbe farlo anche Fares, quello leggermente più indietro nel programma di rientro. Si era infortunato il 12 dicembre, riportando uno stiramento del soleo ed è stato ai box un mese. La scora settimana, per riprendere il tono muscolare, ha lavorato con molto ritmo in palestra e ieri si è riaggregato al gruppo. Correa, Lulic e Fares possono essere considerati degli innesti a costo zero, visto che tanto, di mercato, non se ne parla. Inevitabilmente con loro Inzaghi avrà più soluzioni e, quando rientrerà Cataldi (ne avrà ancora per una settimana), finalmente il tecnico potrà aprire la porta dell'infermeria e non trovare nessuno sul lettino. Tuttomercatoweb.com

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Fascetti: “Nel derby la Roma si è consegnata, li abbiamo distrutti!” (AUDIO)

EUGENIO FASCETTI in collegamento a 'QDL': "L'ho visto il derby, li abbiamo distrutti, non c'è stata gara. La Roma si è consegnata, cercare di fare la partita contro la Lazio è un suicidio, in contropiede è micidiale. Io l'avrei impostata in modo diversa e sinceramente non accorcersi di Lazzari è grave. La Roma ha capito poco, la Lazio ha giocato in modo molto determinato. Qualcosa di simile è accaduto alla Juventus che si è consegnata all'Inter, così non ci siamo, la cosa fondamentale del calcio è la copertura degli spazi e del campo. Non capisco questa moda di giocare la palla corta, fare possesso, quando sei sotto pressione, per il mio modo di pensare calcio è assurdo, non vdo vantaggi nel prendersi questo tipo di rischio. Scudetto milanese? Non credo, sarà molto importante il recupero tra Juventus e Napoli, chi vince rientra nella lotta"

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DICHIARAZIONI

Reina: “Gli scommettitori puntavano sulla Roma, abbiamo vinto noi! Non credevo di giocare così tanto…”

Si gode il momento magico anche Pepe Reina. Alla Lazio ormai è diventato il titolare di Simone Inzaghi. Sorridente, felice e anche decisivo in un intervento nel derby vinto dai biancocelesti contro la Roma. Il portiere, a Radio Marca, ha commentato dopo la sua prima stracittadina giocata e vinta: "Il risultato qui si sente moltissimo perché si tratta di una rivalità importante. Siamo usciti vittoriosi. Il tre a zero è stato una sorpresa perché loro partivano favoriti. In classifica la Roma sta sopra di noi e hanno avuto più costanza. Ma in un derby non ci sono favoriti anche se gli scommettitori puntavano su di loro".

Ora è il titolare

"È sempre meglio giocare ed essere protagonista. Quando si vincono titoli, una cosa è farlo dalla panchina e un'altra dal campo. Però questo è uno sport collettivo e anche l'ultimo calciatore è importante. In campionato la Juve sta ancora un gradino sopra, ma ora c'è più concorrenza con tante squadre che lottano per stare in cima e noi siamo tra loro. La Lazio? Venivo da una mezza stagione molto intensa all'Aston Villa, salvare la squadra era la mia priorità. Ma volevo continuare a essere protagonista. Qui ho firmato sapendo che la competizione sarebbe stata sana. Ho giocato più partite rispetto a quelle che mi aspettavo e spero le cose proseguano in questo modo. Con il Covid-19 siamo stati più a casa che fuori. Per il poco che abbiamo visto Roma è una città con tanta bellezza, storia e angoli meravigliosi. Cambi frequenti? Mia moglie ha più pazienza di un santo. Siamo stati sempre bene e questo grazie alla generosità di mia moglie e dei miei figli che non si sono mai lamentati. I miei figli parlano inglese, castellano e italiano perfettamente e questo gli permetterà di essere gente per bene nel futuro. La pandemia? I livelli di contagio sono molto simili in Spagna e Italia, forse un po' più bassi del Regno Unito. Vediamo se con il vaccino usciremo da questa situazione. Il Paese è suddiviso in zone e la regione Lazio è arancione, con vincoli ben precisi, coprifuoco alle 10 e ristoranti chiusi. Ci resta solo da essere pazienti. Stadi vuoti? L'intero campionato si gioca a porte chiuse. Bisogna essere molto più forti mentalmente perché ci sono momenti in cui il pubblico fa in modo che esca il meglio di te, anche l'adrenalina è diversa".

Ritiro lontano

"Non oso mettere una data di scadenza. Mi sto divertendo molto, anzi ogni giorno molto di più perché ho la consapevolezza che mi resta meno. Se sono due o tre anni, perfetto, ne approfitterò. Quando non sentirò più le farfalle, mi sposterò verso altro. L'idea è quella di continuare a competere al massimo livello finché riuscirò. Se farò tre o quattro anni alla Lazio finirò qui e sarò contento. Carriera? Ho avuto la fortuna di poter scegliere. Il mio agente Manolo Garcia mi ha sempre aiutato molto e ho avuto la fortuna di essere competitivo e di lottare per cose belle. Si tratta di cercare nuove sfide sempre. Nazionale? Le porte sono sempre aperte, non lascerò mai la Nazionale prima che lei lasci me. Adesso è difficile perché c'è gente più giovane e molto forte. In Spagna ti posso assicurare che ce ne sono molto bravi allo stesso livello di Ter Stegen, Oblak e Courtois. Con Neuer, Donnarumma e due o tre in più parliamo di élite mondiale. Idolo d'infanzia? Zubizarreta. Molina fu il portiere che cambiò modo di giocare e lo specchio dove vedersi è stato lui nel calcio moderno".

Corrieredellosport.it

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STATISTICHE

Coppa Italia, Lazio-Parma in numeri: biancocelesti imbattuti nei tre precedenti, l’ultimo incrocio nel 2013-2014

La Lazio è imbattuta contro il Parma in Coppa Italia: due successi e un pareggio nel bilancio complessivo.
L’ultimo confronto tra Lazio e Parma in Coppa Italia risale proprio agli ottavi di finale dell’edizione 2013/14 della competizione con i biancocelesti che si imposero per 2-1 grazie ad una doppietta di Brayan Perea.

La Lazio ha vinto entrambi i precedenti casalinghi contro il Parma in Coppa Italia, nel 2004 ai quarti di finale e nel 2014 agli ottavi.

Dopo una striscia di 10 partite senza sconfitte in Coppa Italia (6V, 4N), la Lazio ha perso l’ultima contro il Napoli e potrebbe registrare due KO di fila nella competizione per la prima volta da maggio 2017.

La Lazio ha tenuto la porta inviolata in cinque delle ultime sette gare interne di Coppa Italia (contro Roma, Fiorentina, Cremonese e due volte il Milan), subendo gol solo dal Cittadella e dal Novara nel parziale.

Il Parma ha subito gol in tutte le ultime 11 partite di Coppa Italia, mantenendo la porta inviolata l’ultima volta contro il Lecce nell’agosto 2013: solo tra il 1939 e il 1964 i ducali hanno registrato una striscia più lunga senza clean sheet (14 gare).

Il Parma ha vinto quattro delle ultime cinque partite di Coppa Italia (1P), tanti successi quanti nelle precedenti 11 gare nelle competizione (2N, 5P).

Il Parma ha superato il turno una sola volta nelle ultime quattro occasioni in cui ha disputato gli ottavi di finale di Coppa Italia, quando eliminò il Cagliari nel 2015.

Luis Alberto, che non va a segno in Coppa Italia dal gennaio 2019 contro il Novara, ha partecipato attivamente a cinque gol (tre reti, due assist) nelle ultime quattro partite di campionato disputate contro il Parma (inclusa quella recente di domenica).
In questa edizione di Coppa Italia hanno trovato la loro unica doppietta “italiana” sia Yann Karamoh (due reti nel terzo turno al Pescara) che Juan Brunetta (due reti nel quarto turno al Cosenza).

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DICHIARAZIONI

Boom Lazzari: “Nel derby la mia migliore prestazione con la Lazio, la sensazione di superiorità era chiara!”

Manuel Lazzari, centrocampista biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel

"Contro la Roma si è visto il miglior Lazzari con la maglia della Lazio. Tutta la squadra ha disputato un derby magnifico, dominando dall'inizio alla fine. Siamo contenti di questa vittoria, che speriamo possa darci una grande spinta. Sapevamo dell'importanza del derby, abbiamo approcciato nel migliore dei modi come ci aveva chiesto il mister. Dopo il primo gol c'era la consapevolezza che avremmo potuto vincere, avevamo questa sensazione di superiorità che abbiamo dimostrato. Nazionale? L'Italia è un sogno per qualsiasi calciatore, per arrivarci devo fare delle grandi partite con la Lazio e spero di fare sempre meglio. In Nazionale si usa la difesa a 4, io sono abituato a 3 ma non è un problema.

Noi esterni cerchiamo sempre di attaccare lo spazio, quando ho visto che la palla era arrivata ad Immobile sono subito partito. Poi ci ho creduto fino alla fine, sperando in un errore del difensore. Quando ho intercettato la palla, era a metà via tra me, Smalling ed Immobile, alla fine ho visto che c'era Ciro e mi sono spostato. In occasione del raddoppio, Milinkovic mi ha lanciato in profondità: sono stato a mettermi avanti con il corpo, sono caduto a terra e quando ho visto che l'azione è continuata ho subito passato la palla a Luis Alberto. Rispetto all'anno scorso sono cresciuto a livello mentale, quest'anno quando entro in campo mi diverto, sono più libero di testa. I primi mesi dello scorso anno non sono stati facili, anche per i calciatori arrivati quest'estate quindi hanno bisogno di tempo. Sono fiducioso, sono sicuro che dimostreranno le proprie qualità.

Io e Marusic stiamo giocando con continuità, un periodo di appannamento in una stagione ci può stare, soprattutto se si è in campo ogni tre giorni. La Champions League porta via più energie mentali dell'Europa League, così la condizione non era ottimale ma sia io che Adam abbiamo tenuto duro ed il lavoro ci sta ripagando. Adesso speriamo di continuare così. Gol? Devo crederci un po' di più, ci sono momenti della gara in cui devo essere un po' più egoista ma preferisco spesso il cross e l'assist. Quando non penso, faccio le cose migliori. Come in occasione del gol a Glasgow contro il Celtic. Abbiamo attraversato periodi difficili, ci siamo guardati negli occhi parlando molto e ne siamo usciti più uniti di prima.

Festeggiamenti? Nello spogliatoio abbiamo esultato, sapevamo che dopo le vittorie con Fiorentina e Parma questa era una gara cruciale per la classifica. Ci siamo detti che giocando da Lazio, come lo scorso anno, le partite quasi sempre le vinciamo. Questo derby ha dimostrato che la Lazio c'è. Soprannome? Non ce l'ho, i tifosi possono chamarmi come vogliono (ride, ndr). Ho giocato con degli antidolorifici contro Parma e Roma per colpa di una botta alla schiena contro la Fiorentina, la mia caratteristica principale è la corsa e cerco di metterla al servizio della squadra. Champions League? Siamo riusciti a superare il girone ed ora andremo a giocarci gli ottavi contro i campioni in carica del Bayern Monaco, una squadra pazzesca. Arriveremo all'appuntamento carichi a mille ma tutto prima passa dal campionato".sslazio.it