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APPROFONDIMENTI

Lazio, spunta Castore come nuovo sponsor tecnico

La Roma ha annunciato questa mattina di aver siglato un accordo con New Balance, azienda statunitense che vestirà i giallorossi nei prossimi anni. Ma le novità in tema di sponsor tecnico potrebbero non esaurirsi qui, ma coinvolgere anche la Lazio.

Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, il club biancoceleste sarebbe vicino a un accordo da 4 milionidi euro a stagione con Castore come nuovo sponsor tecnico. Castore Sportswear è un’azienda di abbigliamento sportivo di lusso inglese fondata nel 2016 da due fratelli Tom e Phil Behaon, con un passato da atleti.

L’obiettivo della società è quello di offrire prodotti tecnicamente superiori a quelli offerti dal mercato utilizzando i migliori tessuti, la ricerca tecnologica più avanzata avvalendosi di atleti élite per testare i prodotti.

La vision dei fratelli, in sostanza, è quella di rivoluzionare il concetto di acquisto di un capo d’abbigliamento, definendosi anti fast shopping. Prezzi molto alti per indurre il consumatore a comprare meno frequentemente ma con unamaggiore qualità offrendo anche 5 anni di garanzia sui prodotti.

La caratteristica principale di Castore è quella di essersi sviluppata come attività quasi unicamente online: sono presenti solamente due negozi fisici in Inghilterra, uno nel quartiere di Chelsea a Londra e l’altro a Liverpool (sede aziendale).

Dopo aver trattato con la Roma – che si è poi accordata con New Balance – la società potrebbe dunque siglare un’intesa con la Lazio. I biancocelesti attualmente sono legati a Macron da un accordo rinnovato nel 2017 e in scadenza nel 2022.

Per quanto riguarda le cifre, come si legge nel bilancio della Lazio, per l’esercizio 2019/20 i ricavi da sponsorizzazione del club sono stati pari a «euro 3.277 migliaia e sono principalmente derivanti dal contratto con la Macron S.p.A., per la qualifica di sponsor tecnico della S.S. Lazio S.p.A.».

Calcioefinanza.it

 

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Il CoVid corre ancora: il Lazio verso la zona arancione. Abruzzo in rosso

Con le varianti ormai da tempo in circolo anche in Italia e i contagi che non accennano a calare, da domenica quasi metà del Paese rischia di finire in arancione, con l'Abruzzo che sembra invece destinato addirittura in zona rossa. La certificazione arriverà però soltanto con la pubblicazione dei nuovi dati del monitoraggio, mentre il nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi è già al lavoro per 'snellire' il Comitato Tecnico Scientifico e creare una cabina di regia dei ministri che tenga conto non solo dell'aspetto normativo dei provvedimenti ma, contestualmente, anche di quello economico per evitare un nuovo "caso sci". Sul tavolo anche le nuove misure che dovranno essere prese già dalla prossima settimana quando scadrà il decreto che vieta lo spostamento tra regioni, già prorogato una prima volta proprio fino al 25 febbraio. L'attesa è tutta rivolta dunque a venerdì prossimo quando saranno pubblicati i nuovi dati del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità. Le regioni più a rischio sono Lombardia (dove da oggi quattro comuni sono in lockdown), Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Marche. La situazione più delicata è quella dell'Abruzzo dove ci sono già due province in zona rossa, quelle di Pescara e Chieti. Da venerdì, però, c'è il serio rischio che l'intera regione sfori l'indice Rt 1.25 (il limite per passare in rosso), anche a fronte del record di ricoverati degli ultimi due mesi registrato oggi. Nel giorno in cui il bollettino fa registrare 12.074 nuovi casi, 369 vittime e un tasso di positività del 4,1%, a preoccupare non sono solo i dati sui nuovi ricoverati, in aumento, ma anche la diffusione delle varianti che, stando alle parole degli scienziati, andrebbero immediatamente isolate. Ieri, per esempio, a Napoli è stato rintracciato un ceppo molto raro del virus (appena 100 casi nel mondo), comparso per la prima volta in Italia. Oggi è stata la Basilicata ad individuare la variante inglese – già diffusa in Lombardia e in altre regioni – mentre in Toscana ci sarebbe un caso di variante brasiliana, così come accertato già in Veneto. Sempre secondo il bollettino del ministero della Salute, sono stati in totale (molecolari e antigenici) 294.411 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Le persone attualmente positive in Italia sono 388.864 (-4.822), mentre il totale delle vittime è salito a 94.540. Le persone guarite o dimesse sono in totale 2.268.253 (+16.519 rispetto a ieri). I pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid in Italia sono 2.043, 31 in meno rispetto a ieri nonostante i 113 ingressi nelle ultime 24 ore. Le persone ricoverate con sintomi sono invece 18.274, 189 in meno rispetto a ieri.

ansa.it

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RASSEGNA STAMPA

Lazio deferita dalla Procura Federale: le accuse e le sanzioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva

 L'inferno dei tamponi non è finito e, a quattro mesi di distanza, rischia di travolgere la stagione della Lazio. Dopo aver riascoltato lunedì alle 17 Lotito 3 ore in gran segreto, la Procura Federale procede il giorno dopo all'immediato deferimento (scritto nella stessa serata di lunedì) del presidente e dei medici Pulcini e Rodia (rischiano anche a livello penale) per violazione dei protocolli sanitari Figc anti-Covid. Il Pm Chiné ha accelerato i tempi perché ha già accettato l'incarico come Capo di Gabinetto del Mef: tra i due ruoli non c'è incompatibilità formale, piuttosto è una questione di tempi e mole di lavoro. Un nodo che andrà sciolto al più presto. Dalla Figc fanno sapere che vogliono tenerlo al suo posto fino alla fine del mandato (giugno). Ecco perché Chiné entro un mese vuole chiudere questo processo sportivo. Avrà altri 10 giorni per chiedere le sanzioni per responsabilità diretta e oggettiva contro la Lazio: possibili 4 punti di penalizzazioni. Poi si andrà a processo.
LE ACCUSESotto la lente non solo le mancate comunicazioni scritte delle positività post test Uefa (compreso Luis Alberto) alle Asl, che secondo il club capitolino sarebbero di competenza del laboratorio. Rimarcato l'allenamento pre-Zenit effettuato a Formello da Immobile, Strakosha e Leiva, sui quali era già arrivata la comunicazione (mail e video con gli orari consegnati alla Procura dalla Uefa) dei tamponi positivi dalla Synlab. Nelle contro-analisi di Avellino solo Strakosha è risultato davvero positivo, anche se in Campania ora vorrebbero esaminare il Dna. Ad aggravare la situazione il fatto che gli 8 positivi (non solo calciatori) risultati ai test prima del Bruges non sono gli stessi 8 che risultano poi con lo Zenit. La procura punta il dito sulla mancata bolla e quindi sulla diffusione del contagio. Inoltre vengono contestate le mancate comunicazioni di tre positività prima del Torino.
QUARANTENA SOFTMa c'è di più perché l'accento acuto è messo sulla presenza in campo di Immobile con il Torino e sulla presenza in lista di D.Anderson con la Juve (i due club non possono costituirsi parte civile). Il problema nasce proprio dalla mancata comunicazione alla Asl che ha impedito alla Lazio di entrare nella quarantena soft e quindi di uscire dall'isolamento al primo tampone utile (come accaduto a Donnarumma e Hakimi ad esempio). Non comunicando, i giocatori positivi dovevano aspettare comunque 10 giorni (come da circolare del Governo) prima di uscire dalla quarantena a fronte di un tampone negativo. Per Immobile, risultato positivo il 26 ottobre, ne passano solo 8. Sono pronti a lottare senza nessun patteggiamento a Formello. La Lazio punta tutto sul fatto che le contestazioni (anche quelle italiane) derivino da gare e dai test molecolari per la Champions. I test di Futura Diagnostica avevano invece dato esito negativo e per questo non sarebbe stato disposto nessun isolamento fiduciario. Quello d'Immobile successivo era avvenuto invece dopo ulteriori contro-prove al Biocampus medico. I risultati discordanti dei tamponi (anche per altri calciatori di Serie A) spingerebbero ulteriormente a non usare il pugno duro. 
NIENTE PATTEGGIAMENTOL'evidenza al momento dice che non c'è stato alcun broglio, ma di sicuro la Lazio non ha gestito al meglio questa vicenda a livello comunicativo. Tenendo per sé da quest'estate con la scusa della privacy ogni positivo, ha alimentato ogni sospetto. Decisione di Lotito, che ora rischia di farne le spese per primo: in caso d'inibizione in bilico il posto da consigliere federale. «Confidiamo nella giustizia sportiva, affinché venga riconosciuta la totale estraneità rispetto agli addebiti contestati» la posizione del club. In ogni caso, al di là di ciò che chiederà la Procura nel rinvio a giudizio, ci saranno tre gradi per spiegare le proprie ragioni e ottenere l'eventuale proscioglimento. Quanto successo col Napoli (lì la Procura contestava il club che seguiva l'Asl) al Collegio del Coni è un buon presagio in questo senso.
A. A. E.B. – Il Messasggero

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SOCIETA'

Caos tamponi, Pulcini: “Mai visto materialmente esito tamponi Uefa. Parlo, ma dopo aver rispettato le regole”

Dopo la multa patteggiata con la Procura Federale per il ritardo nell'effetuazione di due tamponi nello scorso campionato, per il responsabile sanitario della Lazio, Ivo Pulcini, ieri è arrivato il deferimento da via Campania per altre presunte violazioni del protocollo Covid19, avvenute stavolta nella stagione in corso. «Sono super tranquillo e felice di poter spiegare la posizione di un professionista che da tanti anni lavora correttamente nel rispetto delle regole. Spetta al laboratorio comunicare all’Asl se c’è un positivo», afferma il medico all'agenzia Lapresse. «Abbiamo comunicato tempestivamente all’Asl, ma non avevamo la certezza che fossero dei veri positivi. Materialmente l’esito dei tamponi Uefa non l’ho mai visto. Un professionista serio non si abbassa a fare certe cose, non ho nulla da nascondere. E’ giusto che si indaghi, la legge va rispettata. Voglio spiegare come devono essere fatte le cose secondo deontologia. Non posso dichiarare il falso». Pulcini chiude così in merito alla sua posizione sulle normative attualmente in vigore: «Se la legge dice che anche un positivo dubbio è un positivo, sbagliato o giusto che sia non spetta a me dirlo. Le opinioni le esprimo dopo aver rispettato le regole». 

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APPROFONDIMENTI

Radu soffre per un’ernia inguinale: non si esclude l’intervento chirurgico

Un’altra calamità in difesa. Ernia inguinale, è la diagnosi emersa dai controlli effettuati da Radu. E’ raggelante per Inzaghi. Il Boss aveva saltato Inter-Lazio, ieri non si è allenato. E’ a rischio operazione, si proverà a gestirlo nelle prossime settimane, se il tentativo fallirà sarà necessario l’intervento. Simone spera di poterlo utilizzare per il Bayern il 23 febbraio, a questo punto sarebbe meglio risparmiarlo contro la Samp nell’anticipo di sabato pomeriggio (ore 15 all’Olimpico). Radu era sofferente da tempo, prima a causa di un problema ad un polpaccio, poi s’era ipotizzato un fastidio agli adduttori. Era l’ernia a tormentarlo, è venuta alla luce. La manifestazione del guaio fisico rischia di compromettere anche la stagione del senatore romeno dopo lo stop di Luiz Felipe (operato a gennaio, pronto per fine marzo). Un’eventuale operazione costringerebbe Radu a star fuori almeno un mese, i tempi andrebbero quantificati calcolando lo stop e la fase di riabilitazione. Sarebbe una mazzata ulteriore per il finale di anno. Gli scenari. La difesa è già scoperta. Inzaghi, senza Radu, ha a disposizione solo Patric, Acerbi, Musacchio e Parolo (adattandolo) per la Samp. Hoedt è squalificato (assieme a Lazzari, condannato per blasfemia con la prova tv). Immaginare che il Boss giochi sabato e martedì, considerando le sue condizioni fisiche, è un azzardo. Nella sua situazione è consigliabile il riposo, non può essere spremuto. Simone e i medici prenderanno una decisione nei prossimi giorni, valuteranno se e quando far allenare il difensore. E’ più facile pensare che sarà fatto un tentativo per il Bayern. Ieri pomeriggio sono rimasti a riposo Leiva, Milinkovic, Lulic e Akpa Akpro. Per i primi tre non sembrano suonare allarmi, si sarebbe trattato solo di un giorno in più di recupero. Akpa non era entrato a San Siro, nei giorni precedenti aveva lamentato fastidi muscolari, lunedì si è sottoposto a controlli, potrebbe essere risparmiato anche oggi per averlo in campo domani. E’ una situazione da verificare. Non si è visto Strakosha, rientrato venerdì dalla Germania (ginocchio dolorante e gonfio), è da valutare la sua presenza tra i convocati per la Samp o per il Bayern. Il portiere albanese è fermo da Lazio-Parma del 21 gennaio, gara di Coppa Italia. Da giorni non si allena Armini.  
 
Lo sponsor. Si sono diffuse indiscrezioni legate ad un eventuale cambio di sponsor tecnico. La Lazio ha un contratto con la Macron fino al 2022, secondo Calcio e Finanza il club biancoceleste sarebbe vicino a un accordo da 4 milioni di euro a stagione con l’azienda Castore Sportswear, è inglese ed è stata fondata nel 2016 da due fratelli, Tom e Phil Behaon (due ex atleti). Ci sono stati dei contatti, si registrano vari interessamenti. Per il momento non risultano accordi chiusi o in divenire.  

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RASSEGNA STAMPA

Caso tamponi, Gentile: “Deferimenti già scritti: perché ascoltare Lotito?”

Ha provato a convincere Giuseppe Chinè e i suoi collaboratori per quasi tre ore, lunedì: l'audizione della Procura federale è cominciata alle 5 della sera e si è conclusa alle 7.45. Ma Lotito non ce l'ha fatta e ieri sono arrivati i deferimenti. Li hanno notificati al presidente della Lazio, ai medici Pulcini e Rodia e alla società biancoceleste. Il caso tamponi non finisce qui, anzi. Adesso ci sarà il processo davanti al Tribunale federale. Nei prossimi giorni sarà stabilita la data, tutto lascia pensare che si terrà nella prima metà di marzo (la difesa, per prepararsi, ha diritto a 15 giorni di tempo dalla comunicazione del giorno del procedimento, attesa tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima). Il club, se riconosciuto colpevole, può essere condannato a una multa, a una penalizzazione, alla retrocessione o all'esclusione dal campionato. Queste sono le pene possibili, le più pesanti appaiono esagerate ma non è escluso che la Procura chieda che alla Lazio vengano inflitti punti di penalità. Ci sarebbe comunque la possibilità di fare ricorso, ovviamente. La Lazio è sempre stata sicura in merito alla correttezza del proprio comportamento e lo è ancora, ma la fiducia di uscirne con l'archiviazione o con un patteggiamento è venuta meno. L'avvocato Gentile, legale di Lotito, parla ora di una questione legata all'interpretazione delle leggi: «Bisogna stabilire chi deve comunicare alle Asl le positività: spetta al laboratorio che ha effettuato le analisi oppure al club? È un problema di diritto, vanno considerate le norme dello Stato, della Figc, della Uefa. Non siamo preoccupati, perché riteniamo che queste norme vadano lette in una determinata maniera; la Procura federale, evidentemente, dà un'interpretazione differente». In realtà a Lotito vengono anche contestate altre presunte violazioni, che riguardano l'omesso controllo sulla partecipazione di calciatori positivi e asintomatici a sedute di allenamento e partite. Di sicuro Gentile è rimasto colpito dalle modalità scelte dalla Procura per arrivare ai deferimenti: «L'audizione di Lotito è finita in tardissima serata e alle 9 del mattino seguente c'erano già tutti i deferimenti. Se era comunque tutto pronto, si poteva fare a meno di sentire il presidente». È sicuro delle proprie scelte anche Ivo Pulcini, responsabile sanitario della Lazio: «Sono super tranquillo, anzi sono felice di poter spiegare la posizione di un professionista che da tanti anni lavora nel rispetto delle regole».

Il Corriere della Sera

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Repice (Radio Rai): “Pensavo che la continuità dei progetti di Lazio e Atalanta potesse portare al titolo” (AUDIO)

FRANCESCO REPICE (Radio Rai) in collegamento a 'QDL': "Quando fai la partita e non la vinci, inutile dire che sei stato sfortunato. Diffido di quelli che vogliono proporre il gioco, nel calcio ci sono altre componenti che possono portare alla vittoria. Non mi piace la cosidetta impostazione dal basso, ancor di più se hai giocatori scarsi che non sanno farla. La Lazio, per esempio, ha l'opzione della palla lunga per Milinkovic, ma anche la qualità di Luis Alberto che ama giocare il pallone. Se ho l'attaccante forte fisicamente conviene andare con la palla lunga. La fotografia di questo campionato è che non si capisce nulla. Ed è logico che sia così, le squadre non si sono preparate a questo calcio. Avevo fiducia per la vittoria del titolo nella Lazio e nell'Atalanta. Pensavo che la continuità dei progetti posse essere un antidoto a questo calcio così diverso nell'epoca del Covid, i fatti mi stanno dando torto. L'esperienza della Champions per la Lazio ha portato la squadra di Inzaghi ha disperdere dei punti, anche se penso sia una competizione che ti fa crescere. Pensavo che il Napoli potesse fare meglio, ma davvero è stato falcidiato da tante difficoltà e sfortune, non è facile quando si mette così. Se dovessi puntare su una favorita per quarto posto punterei sull'Atalanta, ma non credo che il Milan sia fuori da questa corsa". 

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – D. Rossi: “Non credo fosse nel volere della Lazio pressare così in alto, il vantaggio dell’Inter ha cambiato la partita” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a 'QDL': "Ogni volta che introducono nuove regole nel calcio, i tecnici cercano di sfruttarla. La maggior parte dei gol si fanno con le cosidette transizioni, se tu riesci a superare la prima linea di pressing ti trovi con tanto campo aperto per andare in porta. Il problema non è il concetto, ma l'abuso del concetto, esagerando nel rischiare in alcune situazioni di gioco. Dipende sempre dai giocatori che hai a disposizione, a volte ci sono delle mode che vengono seguite. Quarto posto? Si continua a ragionare pensando che sia un campionato come gli altri. Mai come quest'anno ogni partita ha una storia a se e chi andrà avanti in Europa avrà ulteriori difficoltà. Anchio penso che l'Atalanta sia forte, ma appena gioca sotto ritmo può avere delle pecche. Credo che il Milan entri nelle prime quattro, così come la Juve. L'ultimo posto se lo giocano Lazio, Roma, Atalanta e Napoli. Inter-Lazio? Ho visto la gara, la Lazio non ha fatto male, sono stati gli episodi che hanno incanalato la partita. Non credo fosse nel volere della Lazio pressare così in alto, se non prendi la rete in quella maniera non cerchi di riprenderla in quel modo. Se fosse passata in vantaggio la Lazio avremmo visto un'altra partita".

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SOCIETA'

Deferimento al Tribunale Federale, la Lazio: “Questione relativa all’interpretazione delle norme. Confidiamo che venga riconosciuta la totale estraneità del club”

Dichiarazione del portavoce del presidente della S.S. Lazio, Claudio Lotito.

Con riferimento alla richiesta di deferimento al Tribunale Federale del presidente Claudio Lotito, del responsabile sanitario dott. Ivo Pulcini e del medico sociale coordinatore prof. Fabio Rodia per violazione dei protocolli sanitari in materia di COVID-19, il portavoce del presidente, Roberto Rao, precisa che “si tratta di una questione relativa all’interpretazione delle norme che riguardano la disciplina che governa la materia del COVID-19, sia sotto il profilo dell’onere di comunicazione all’autorita sanitaria sia sotto il profilo dell’interpretazione applicativa di alcuni parametri dei protocolli sanitari”.

Rimaniamo in attesa che venga fissata l’udienza per la trattazione dinanzi al tribunale federale, nel rispetto dei termini previsti dal codice. Confidiamo nella giustizia sportiva, che si esprimerà nelle sedi preposte – conclude Rao -, affinché venga ristabilita la corretta ricostruzione dei fatti e venga riconosciuta la totale estraneità rispetto agli addebiti contestati”.

sslazio.it

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FORMELLO

FORMELLO – Ancora tanti assenti per Inzaghi: out Radu, riposo per Akpa, Milinkovic e Leiva

La Lazio è tornata in campo questo pomeriggio per continuare la preparazione in vista del match di sabato pomeriggio contro la Sampdoria. Seduta a ranghi ridotti per gli uomini di Simone Inzaghi, tra circuiti e possesso palla.Oltre ai lungodegenti Strakosha e Luiz Felipe e all’ultimo stop di Stefan Radu, assenti anche Armini, Lulic, Akpa Akpro, Leiva e Milinkovic: per loro semplice riposo. Domani prevista una nuova seduta per i biancocelesti.