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GIUDICE SPORTIVO

Prova Tv, un turno di squalifica a Lazzari. Anche Hoedt salta la Samp

Manuel Lazzari squalificato per un turno per espressione blasfema durante Inter-Lazio. Decisiva la prova tv. Così ha comunicato il Giudice Sportivo: "Ricevuta dalla Procura federale rituale segnalazione ex art. 61, comma 3 CGS (a mezzo e-mail pervenuta alle ore 8.33 del 15 febbraio 2021) in merito alla condotta del calciatore Manuel Lazzari (Soc. Lazio) consistente nell’aver pronunciato un’espressione blasfema al 7° del secondo tempo; acquisite ed esaminate le relative immagini televisive, di piena garanzia tecnica e documentale; considerato che il calciatore in questione è stato chiaramente inquadrato dalle riprese televisive mentre proferiva un’espressione blasfema, individuabile ed udibile senza margini di ragionevole dubbio, e che, pertanto, tale comportamento, deve essere sanzionato ai sensi dell'art. 37, comma 1, lett. a) CGS, e della richiamata normativa sulla prova televisiva; delibera di sanzionare il calciatore Manuel Lazzari (Soc. Lazio) con la squalifica per una giornata effettiva di gara".L'esterno di Inzaghi salterà così il prossimo match di campionato contro la Sampdoria. 

Oltre a Manuel Lazzari, squalificato per aver proferito un'espressione blasfema durante Inter-Lazio, il giudice sportivo della Serie A ha squalificato per un turno altri cinque giocatori. Non ci saranno nel prossimo turno Simone Bastoni e Martin Erlic dello Spezia, Federico Dimarco dell'Hellas Verona, Wesley Hoedt della Lazio e Adrien Rabiot della Juventus.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Cesari: “Rigore di Inter-Lazio netto, è stato bravo Fabbri” (AUDIO)

L’ex arbitro GRAZIANO #CESARI in collegamento ‘NMM’! #radiosei "Il calcio di rigore per l'Inter è netto, non c'è nulla da dire. Arriva prima il contatto da dietro tra le gambe di Hoedt e Lautaro, poi il difensore della Lazio tocca il pallone. Le immagini sono chiare, viceversa se il contatto ci fosse stato nel momento del tocco del pallone la situazione sarebbe stata sanata e non sarebbe stato rigore. Devo dire che in questo episodio e nel complesso della sua prestazione il direttore di gara è stato bravo. Hakimi? ha rischiato, poteva ricevere il secondo giallo per plateale proteste nei confronti dell'arbitro"

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DICHIARAZIONI

Tamponi Lazio, Pulcini si difende: “Ho rispettato le regole”

Lazio, Lotito e i medici deferiti per il caso tamponi. In mattinata è arrivata la decisione del procuratore federale Chiné. E ai microfoni de La Presse, il responsabile sanitario Ivo Pulcini, ha spiegato la situazione che lo vede coinvolto: “In base alla legge spetta al laboratorio comunicare alla Asl se c'è un positivo. È poi la Asl che comunica all'azienda, con il consenso del giocatore".

La questione tamponi: parla Pulcini

L’accusa: mancate comunicazioni dell'esito dei tamponi prima delle gare di Champions League Brugge-Lazio del 28 ottobre 2020 e Zenit-Lazio del 4 novembre 2020. Pulcini ha spiegato: "Noi abbiamo comunicato tempestivamente alla Asl, ma non avevamo la certezza che fossero dei veri positivi. Materialmente l'esito dei tamponi fatti dalla UEFA io non li ho mai visti, perché non ho l'accesso alla piattaforma. Quindi io avrei dovuto certificare che ci fossero dei positivi e fare un atto di fede. Da medico io certifico solo quello che vedo, secondo coscienza. Sono super tranquillo e felice di poter spiegare la posizione di un professionista che da tanti anni lavora correttamente nel rispetto delle regole". corrieredellosport.it

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Deferimento Lazio, la nota ufficiale della FIGC: comunicazioni all’Asl e mancato isolamento tesserati, tutte le violazioni contestate

Il Procuratore Federale, espletata l’attività istruttoria in sede disciplinare, ha deferito al Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare per violazione dell’art. 4, comma 1, del CGS, dell’art. 44, comma 1, delle N.O.I.F., dei Protocolli Sanitari FIGC nonché di quanto previsto dal C.U. n. 78/A FIGC del 1 settembre 2020 in caso di “Mancata osservanza dei Protocolli Sanitari” Claudio Lotito, presidente del Consiglio di Gestione e Legale Rappresentante della S.S. Lazio S.p.A.: per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti, ed in particolare:

a) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 27 ottobre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 26 ottobre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Brugge-Lazio del 28 ottobre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati positivi, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
b) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 3 novembre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 2 novembre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Zenit-Lazio del 4 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
c) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL locali competenti la positività al COVID-19 di n.3 tesserati riscontrata, in data 30 ottobre 2020, in vista dell’incontro di campionato Torino-Lazio del 1 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
d) per aver consentito o, comunque, non aver impedito a 3 (tre) calciatori di svolgere, con il restante “Gruppo Squadra”, l’intero allenamento della mattinata del 3 novembre 2020 sino al termine dello stesso, nonostante la loro positività ai tamponi cd. “UEFA”, effettuati, in data 2 novembre 2020 fosse nota al dott. Rodia (MLO – Medical Laison Officer della S.S. Lazio spa);
e) per non avere sottoposto all’obbligatorio periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 26 ottobre 2020, come previsto dalla Circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020, un proprio calciatore il quale è stato utilizzato nell’incontro Torino-Lazio del 1° novembre 2020;
f) per non avere sottoposto al periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 2 novembre 2020, come previsto dalla Circolare Ministeriale del 12 ottobre 2020 un proprio calciatore, e, conseguentemente, per averlo inserito nella distinta gara dell’incontro Lazio-Juventus dell'8 novembre 2020;

Deferiti inoltre Ivo Pulcini, responsabile sanitario della S.S. Lazio S.p.A., e Fabio Rodia, medico sociale della S.S. Lazio S.p.A., ciascuno per quanto di rispettiva competenza e/o, comunque, in concorso tra loro per non aver rispettato le norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti, ed in particolare:
a) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 27 ottobre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 26 ottobre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Brugge-Lazio del 28 ottobre 2020, e per non aver comunicato alle ASL locali competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati positivi, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
b) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti della positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 3 novembre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 2 novembre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Zenit-Lazio del 4 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
c) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL locali competenti della positività al COVID-19 di n. 3 tesserati, riscontrata, in data 30 e 31 ottobre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Zenit-Lazio del 4 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL locali competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”;
d) per aver consentito o, comunque, non aver impedito a 3 (tre) calciatori di svolgere, con il restante “Gruppo Squadra”, l’intero allenamento della mattinata del 3 novembre 2020, sino al termine dello stesso, nonostante la loro positività ai tamponi cd. “UEFA” fosse nota al dott. Rodia (MLO – Medical Laison Officer della S.S. Lazio spa)
e) per non avere sottoposto al periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 26 ottobre 2020, come previsto dalla Circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020, un proprio calciatore il quale è stato utilizzato nell’incontro Torino-Lazio del 1° novembre 2020;
f) per non avere sottoposto al periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 2 novembre 2020, come previsto dalla Circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020, un proprio calciatore, e, conseguentemente, per averlo inserito nella distinta gara dell’incontro Lazio-Juventus dell'8 novembre 2020;

Deferita infine anche la Lazio per rispondere a titolo di responsabilità diretta della violazione dell’art. 6, comma 1, del C.G.S. vigente, per il comportamento posto in essere dal presidente Lotito; per rispondere a titolo di responsabilità oggettiva della violazione dell’art. 6, comma 2, del C.G.S. vigente, per il comportamento posto in essere dai medici Pulcini e Rodia; per rispondere a titolo di responsabilità propria, ai sensi del C.U. n. 78/A FIGC dell’1 settembre 2020, che pone gli obblighi in ordine all’osservanza dei Protocolli Sanitari, finalizzati al contenimento dell’emergenza epidemiologia da COVID-19 emanati dalla FIGC e validati dalle Autorità sanitarie e governative competenti, a carico anche delle Società in modo diretto.

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FIGC

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Procura Figc, violazione protocolli Covid: deferiti la Lazio, Lotito e i medici Pulcini e Rodia

È arrivata a conclusione l'indagine sulla questione tamponi in casa Lazio. Secondo quanto riporta l'Ansa, il procuratore federale Giuseppe Chinè ha appena deferito al tribunale federale nazionale la Lazio, il suo presidente, Claudio Lotito, ed i medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia per violazione dei protocolli sanitari Figc anti-Covid. A Lotito, ascoltato in Procura, e ai medici Pulcini e Rodia viene contestata la violazione dell'articolo 4.1 del codice di giustizia sportiva, dell'art. 44.1 del Noif, dei protocolli sanitari Figc e daq quanto previsto dal comunitato Figc del 1/o settembre 2020 in caso di "mancata osservanza dei protocolli sanitari". La Lazio invece, è stata deferita a titolo di responsabilità diretta, oggettiva e propria.corrieredellosport.it

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CURIOSITA'

Morrison: “Derubai Rooney per far mangiare la mia famiglia”

Ravel Morrison: qualità eccelse, comportamenti discutibili. L’inglese passa alla storia per essere uno dei calciatori più forti che, nel corso della carriera, si sono persi. Ci ha provato Tare nel 2015. Lo ha portato alla Lazio, una scommessa che non ha pagato. Un girovagare per l’Europa e non solo, l’inglese non è mai riuscito ad imporsi. L'ultima avventura, finita male, in Olanda all'ADO Den Haag. In una live social, Ravel ha ricordato un episodio alquanto particolare: “Ti ricordi quando mi hanno cacciato dallo spogliatoio per aver rubato i tuoi scarpini?”, la domanda a Rio Ferdinand anche lui in collegamento. “Ovviamente il mio stipendio era quello di un calciatore delle giovanili, ero ancora un ragazzino. Rivendendo un paio di scarpini riuscivo a fare 250 sterline, se ne prendevo due ne avrei fatti 500. Così potevo portare la mia famiglia al ristorante cinese o a qualcosa di simile. Voi avevate 30 paia di scarpini. Io non volevo fare del male a nessuno, ma quando ho visto che a te o a Rooney ne consegnavano venti o trenta paia alla volta, ho pensato che prenderne uno per mettere un po’ di cibo sul tavolo a casa mia non sarebbe stato un problema”.corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

La difesa è il rompicapo di Inzaghi: solo 7 volte con i titolari

Volendo fare un’analisi generale sulla difesa laziale, in questa stagione è stata decisamente altalenante. Come riporta il Corriere dello Sport, dall’inizio della stagione, in 30 partite ufficiali tra campionato e coppe, mister Inzaghi ha messo in campo 14 diversi terzetti arretrati. Un dato che dice molto sul reparto: Luiz FelipeAcerbi e Radu (il trio titolare) ha collezionato appena 7 presenze e neanche a tempo pieno. Anzi, le uniche tre volte in cui sono stati in campo per tutti i 90 minuti la Lazio ha piegato lo Spezia (2-1) e battuto Parma (2-0) e Roma (3-0). Con i tre titolari la Lazio non ha mai perso, ha vinto 4partite, ne ha pareggiate 3 ed ha incassato solo 4 reti.

Laziopress.it

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DICHIARAZIONI

Parolo: “Al ritiro non penso, avanti altri 2-3 anni. Su Klose e Immobile…”

Leader della Lazio, anche se non gioca sempre titolare, Marco Parolo. Una colonna del club, un punto di riferimento per i giovani. E quando su un live Clubhouse, durante il programma SciabolaTalk, gli chiedono quando smetterà con il calcio, lui allontana quella data. A trentasei anni non ci pensa ancora: “Non mi piace stare in panchina, non credo che un professionista ami stare a guardare i compagni. L’obiettivo è sempre andare avanti fino a che il fisico lo permette. Voglio sempre spostare l’asticella sempre più in là. Se sto bene penso di poter giocare ancora. Altri due o tre anni? Penso proprio di sì. Se sto bene a 360 gradi su tutti i campi dalla famiglia alla squadra, si va avanti tutti insieme. Importantissimo è tutto quello che circonda anche il calcio, se tutto gira nel verso giusto posso ancora dare tanto. Futuro? Chi ha giocato deve restare nel calcio, non so in che ruolo, ma restare per aiutare i più giovani. Ora sono totalmente concentrato sulla stagione e sulla squadra. Il calcio ti leva tanto per la famiglia. È uno sport di sacrificio. A me piace anche evadere e divertirmi, ma ogni cosa che fai, sai che poi dovrai rimetterti in riga. Dall’alimentazione alla vita sana, chi gioca a calcio deve impegnarsi su tutti i fronti”.

“Sono due grandi giocatori, due super attaccanti che fanno e hanno fatto tanti gol. Miro giocava di più per la squadra, Ciro è devastante davanti alla porta. Quando il portiere para o tira fuori, per noi è quasi assurdo che non faccia gol. Diciamo ma come è possibile?”. Poi sul fantacalcio e il mondo del pallone di oggi: “I social e internet hanno cambiato il calcio. Quando giocavo in C c’erano due articoli sui quotidiani e basta. Ora potenzialmente ci sono 1000 siti che danno le notizie e i giovani, soprattutto quelli promettenti, rischiano di venire travolti da tutto questo. Il fantacalcio è un tasto dolente. Spesso mi fermano chiedendomi gol e assist. Al mare è un continuo di gente che ti blocca dicendoti che ha fatto follie per me e che devo fare gol. Spesso chiedo: ‘Ma mi paghi tu?’. I miei compagni stranieri lo odiano. Quando arrivano in Italia vengono tartassati sui social e, non conoscendolo, all’inizio restano spiazzati. Io il migliore negli inserimenti? Sono contento, anche perché io dico sempre che più ci provi e sicuro ci riesci. Se fai 100 inserimenti e magari tiri dieci volte è probabile che due volte trovi il gol. Queste cose nel calcio possono fare la differenza” corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

A San Siro intervallo pieno di tensione. Tamponi: Lotito presto ascoltato dalla Procura Federale

Nervosismo. E' questa la parola che Inzaghi ha ripetuto più volte alla fine della partita. E non lo ha fatto a caso perché nello spogliatoio biancoceleste era quello il clima che si respirava. Soprattutto a fine primo tempo. Rabbia per il rigore concesso da Fabbri che ha indicato il dischetto, a detta del tecnico ma anche di tutti i giocatori in campo, con eccessiva sicurezza. Eppure le immagini non erano così chiare. Avrebbero voluto un controllo al Var. E poi c'è stato anche l'episodio che ha portato al 2-0, sempre di Lukaku, ad essere molto contestato. O meglio ha creato grande nervosismo. Appunto. E così all'intervallo nella pancia di San Siro il Inzaghi ha passato i canonici 15 minuti di pausa a fare lo psicologo. Ha dovuto letteralmente calmare i bollenti spiriti dei suoi. Non solo perché trovarsi sul 2-0 subendo due tiri in porta e avendo fatto maggiore possesso palla ha creato enorme frustrazione. Squadra indispettita proprio per il fatto che nonostante stesse proponendo il solito gioco d'attacco non stava raccogliendo nulla. Anzi la sensazione era proprio quella di essersi fatti male da soli. L'Inter ha sfruttato i punti di forza della Lazio per fare male. Immobile non ha praticamente mai trovato la profondità chiesta dal tecnico. A centrocampo Milinkovic e Luis Alberto hanno gestito molto ma gli è mancata la giocata. Lazzari continuamente tamponato da Skriniar. E poi i soliti errori difensivi. 
 

DISCORSO AL GRUPPO

Rabbia e delusione che dovevano essere placate in qualche modo. Inzaghi aveva pensato due cambi nell'intervallo (non vale come slot): Hoedt (per il solito motivo dell'ammonizione e perché stava faticando molto) e poi Leiva. Peccato che nella confusione generale sia saltata totalmente la comunicazione e così l'olandese e il brasiliano si sono regolarmente ripresentati in campo. Attimi di panico, poi dalla panchin a ecco l'ufficializzazione delle sostituzioni con enorme disappunto dei due. Soprattutto il brasiliano che stava tenendo il centrocampo. Rabbia e nervosismo che sono proseguite anche durante il secondo tempo: la foga con cui la Lazio si è lanciata in avanti subito dopo il 2-1 ne è l'esempio più lampante. Di questo Inzaghi ne ha parlato anche ieri alla squadra. Un dettaglio che non è sfuggito nemmeno al presidente Lotito.
 

LOTITO E LA QUESTIONE CHINÉ

A proposito entro questa settimana il presidente biancoceleste verrà ascoltato dalla Procura sulla questione tamponi. La scelta è stata della Lazio stessa che nelle venti pagine della memoria difensiva aveva chiesto anche l'audizione del numero uno laziale. La data non è ancora stata fissata (possibile venga calendarizzata per dopo domani). Il termine ultimo è lunedì 21, il giorno prima delle elezioni federali. A ritardare l'appuntamento è la nomina che sarà formalizzata nelle prossime ore al procuratore Giuseppe Chiné: capo di gabinetto del Mef. Tra i due ruoli non c'è incompatibilità formale (lo stesso giudice sportivo della Lega di serie A, Gerardo Mastrandrea svolgeva il ruolo di capo legislativo del Mef) piuttosto è una questione di tempi e mole di lavoro. Un nodo che andrà sciolto al più presto, anche se dalla Figc fanno sapere che vogliono tenerlo al suo posto fino alla fine del mandato (giugno). 
E. B. – Il Messaggero

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CHAMPIONS LEAGUE

Rummenigge: “Orgogliosi dei sei trofei vinti.Noi favoriti con la Lazio ma non la sottovaluteremo…”

Kalle Rummenigge, ceo del Bayern Monaco campione in carica della Champions che riparte: avete vinto 6 trofei su 6, impresa riuscita solo al Barcellona nel 2009. Che sapore ha? «È qualcosa di eccezionale. Siamo contenti, orgogliosi: il rendimento della squadra è stato incredibile». Flick non faceva il capo allenatore da 15 anni e ha vinto tutto. C'è una morale? «È arrivato nel novembre 2019 e ha acceso la luce nel buio, non solo tatticamente o nell'allenamento, ma anche nell'empatia e nella gestione del gruppo. Era stato vice della Nazionale campione del mondo e conosceva già molto bene Neuer, Muller e altri: è stato un piccolo vantaggio». Che momento sta vivendo il pallone in Germania? «Credo che la situazione sia simile un po' dappertutto: è difficile, perché la cultura e l'economia del calcio sono in sofferenza. E non solo del calcio ovviamente. Il compito più complicato è quello dei politici e non vorrei essere nei loro panni: la gente è nervosa, forse anche un po' stufa». Nella partenza da Berlino verso il Qatar per il Mondiale per club vi hanno davvero chiuso l'aeroporto poco prima del decollo? «Sì, per due-tre minuti. Non ci è piaciuto e ci sono state delle polemiche». Non sono mancate critiche per la sua frase sul vaccino da fare ai calciatori. «Mi hanno capito male: non ho chiesto che i giocatori fossero vaccinati prima degli altri, soprattutto degli anziani. Ho solo detto che vaccinarli poteva essere un buon esempio per convincere a farlo anche quella parte della popolazione più riluttante». La Champions riprende con due tecnici tedeschi subito contro, Klopp e Nagelsmann, in Liverpool-Lipsia. La scuola tedesca è di grande moda: quale è il segreto? «Abbiamo guardato sempre un po' sospirando al calcio inglese e a quello spagnolo. Ma abbiamo tanti tecnici preparati e nella pandemia il nostro calcio è cresciuto ancora di livello». La Mannschaft di Löw invece è in crisi e ha preso 6 gol dalla Spagna. Perché? «La Nazionale soffre anche la crisi della federazione: ci sono tanti cambiamenti, problemi all'interno che fanno soffrire anche la squadra». Oggi c'è anche Barcellona-Psg. Cosa ha pensato di fronte allo stipendio di Messi? «Ho riso… Posso fargli solo i complimenti, perché è riuscito a fare un contratto così astronomico». Con la pandemia questo calcio è ancora sostenibile? «Il problema è di lunga data ed è cominciato con la sentenza Bosman del 1996. Poi negli ultimi dieci anni abbiamo sbagliato tutti, perché abbiamo speso sempre di più a favore di giocatori e agenti. La pandemia ha mostrato che dobbiamo fare marcia indietro e tornare a un modello più razionale. Spero sia possibile, ma non sarà facile». Perché? «La mia impressione è che i prezzi dei cartellini siano scesi in alcuni casi fino al 50%. Per quanto riguarda gli ingaggi dei giocatori top invece gli agenti sono ancora in grado di ottenere soluzioni al rialzo. Dobbiamo trovare una soluzione europea: in Germania ne abbiamo discusso con una task force, che ha coinvolto politici e tifosi. La gente vuole un calcio più razionale». Con un tetto salariale? «Sarebbe forse una buona iniziativa, ma nel 2008 con Platini presidente della Uefa e Infantino direttore generale, siamo andati a Bruxelles per capire se fosse una strada percorribile: i politici ci hanno sempre detto che saremmo andati contro la legge europea. Magari adesso è il momento opportuno di fare una nuova iniziativa e correggere quello che abbiamo combinato negli ultimi dieci anni». La nuova Champions con 36 squadre a girone unico con 10 partite a testa, è davvero così spettacolare? «Sì. Sarà molto più spettacolare e vivace della fase a gruppi di oggi, che spesso è noiosa nelle ultime giornate. Sarà più complicato qualificarsi e più avvincente». I campionati nazionali soffriranno? «Avranno sempre un valore di alto livello. La nuova Champions è la ciliegia sulla torta, ma il valore del campionato non cambia: per il tifoso italiano è importante come finisce il derby di Milano o la partita contro la Juve». L'Inter ha battuto la Lazio, vostra avversaria in Champions. Senza Coppe è la favorita per lo scudetto? «Mi sembra la squadra più stabile. Gioca bene, vince e non perde più partite strane come in passato. L'importante è che non siano troppo euforici: la strada è lunga». Il Bayern con la Lazio è nettamente favorito? «Siamo favoriti perché siamo campioni in carica, ma non è certo un avversario che sottovaluteremo e ce ne siamo accorti nelle sfide contro il Borussia Dortmund. E anche in quella di domenica». La Juve è troppo legata a un campione di 36 anni? «Quando hanno acquistato Ronaldo ero curioso di vedere come funzionava: ha funzionato benissimo. Qualche mese fa sono stato a Torino per una riunione, Agnelli mi ha fatto vedere il nuovo centro sportivo e c'era Ronaldo nello spogliatoio a petto nudo: poche volte ho visto un fisico del genere, mi ha dato l'impressione di essere allenato al 100% per continuare ancora alcuni anni ad alto livello». A fine anno andrà in pensione: lavorerà mai in Italia? «Quando ho vissuto da voi ho imparato una cosa molto importante che mi ha cambiato la vita, perché prima facevo programmi a lunga scadenza: si vive oggi e il domani si vedrà. Non so cosa farò, forse mi serve una pausa». Andrebbe mai alla Juve? «La mia filosofia è che se hai giocato con l'Inter è impossibile andare alla Juve. Il cuore è uno solo». A proposito di ex campioni ora dirigenti: Maldini sta riportando in alto il Milan. «Ha fatto bene a prendersi il suo tempo prima di iniziare, così ha una visione diversa. Sta facendo un ottimo lavoro, il Milan è mancato molto anche a livello internazionale. Ma adesso è rinato». Cos' è il derby per lei? «È speciale. Ho fatto anche un gol molto bello e importante nel 2-2 del marzo '85. È la partita più importante della stagione e lo è a maggior ragione adesso. Spero che stavolta vinca l'Inter». Sarebbe la svolta decisiva? «L'Inter ha le carte migliori per vincere lo scudetto: tocca a lei continuare così».

Il Corriere della Sera