Il difensore biancoceleste Francesco Acerbi, è intervenuto quest’oggi durante la conferenza stampa tenutasi allo Stadio Olimpico di Roma per promuovere l’iniziativa “A.MA.MI.”:
“La violenza contro le donne è inaccettabile, questi atti devono essere condannati come un omicidio. La musica e lo sport si conciliano bene, hanno una grande spinta emotiva, fanno bene alla mente ed alla salute fisica. È necessario denunciare ogni tipo di violenza, perché le persone che commettono questi atti non miglioreranno mai. È necessario condannare ogni tipo di violenza contro le donne”.
A margine della conferenza, l’Associazione ARGOS ha conferito a Francesco Acerbi il titolo di ‘Ambasciatore delle Buone Azioni’, grazie alle iniziative sociali, promosse dal calciatore della S.S. Lazio, in linea con il percorso delle buone azioni intrapreso da ARGOS.
Gianluca Guerrisi, Segretario di Presidenza Nazionale ARGOS, è intervenuto quest’oggi durante la conferenza stampa tenutasi allo Stadio Olimpico di Roma per promuovere l’iniziativa “A.MA.MI.”:
“Voglio ringraziare il Presidente Claudio Lotito, con il quale abbiamo avuto un ottimo confronto per allestire questa conferenza stampa. Siamo stati coinvolti in un’iniziativa importantissima che s’inserisce in un percorso di buone azioni intrapreso da ARGOS.
L’armonia e l’equilibrio sociale sono al centro del nostro progetto. Quando ho saputo di quest’iniziativa ho pensato subito alla sicurezza, alla musica ed allo sport: queste tre componenti sapevo che avrebbero potuto creare un ottimo messaggio per la comunità.
Il rispetto delle regole, della sicurezza della persona, la potenza mediatica della musica e dello sport: in questo modo si può evidenziare alla collettività l’importanza dei valori e del rispetto all’interno della comunità. La sicurezza, la musica e lo sport si sono uniti per dire no, con forza, alla violenza sulle donne. Ringrazio la S.S. Lazio per aver lanciato questo messaggio alla nostra società”.
A prendere la parola è stato poi l’Avvocato Vittorio Palamenghi, membro dell’Osservatorio Sicurezza e legalità AGROS.
“Ringrazio la S.S. Lazio ed il presidente Lotito per l’invito a partecipare a tale conferenza. Stiamo affrontando una tematica importante nei nostri giorni. Il video che abbiamo visto qui in sala porta con sé due riflessioni importanti. La prima è relativa alla denuncia, che è importante: il legislatore è intervenuto per far sì che possa essere comminata la giusta pena nei confronti degli ‘orchi’. L’altro è relativo ai tempi, poiché oggi l’iter processuale si sta accorciando.
La violenza di genere fa riferimento a ogni atto di violenza fisica, sessuale e psichica, la quale fa a volte anche più male. Il femminicidio non si verifica solo in ambiente familiare, ma anche lavorativo. Un’altra forma di violenza fa riferimento allo stalking, che infonde ansie sulle vittime ma anche nei confronti propri familiari: alla base di ciò può esserci risentimento, il bisogno d’affetto, il corteggiatore, il respinto e, il più grave, il predatore.
Il Parlamento, all’unanimità, ha approvato la legge 69/2019 inasprendo così le pene e prevedendo una corsia preferenziale per le indagini relativamente a fatti di reato commessi nell’ambiente domestico.
I dati del femminicidio nel 2020: sono diminuiti gli eventi delittuosi, ma sono aumentate le vittime di sesso femminile, gli omicidi in ambito familiare e le denunce. Il numero verde 1552 istituito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, attivo 24 ore su 24. Ogni volta che una donna lotta per sé stessa, lotta per tutte le donne”.
Queste le dichiarazioni rilasciate da Suor Paola, presidentessa dell’Associazione So.Spe.
“Grazie per avermi invitata ad una manifestazione del genere, soprattutto per chi combatte ogni giorno contro ogni forma di violenza. Mi piace pensare che Dio, attraverso la donna, compia opere straordinarie. Quando vedo grandi donne, capaci di costruire società accoglienti, penso sempre a questa cosa e ne sono felice. Dove ci sono donne emarginate, anche queste possono fare qualcosa di speciale, come creare posti di lavoro. Accogliere le donne violentate, emarginate dalle società, è qualcosa di straordinario. Le donne sanno vedere il mondo con occhi diversi e posano lo sguardo dove gli uomini, passando, non ci fanno nemmeno caso.
Lavorando con il carcere di Regina Coeli, ho conosciuto le realtà d’origine dei carcerati. Ho girato tutta Roma, in un frangente, per cercare una ragazza di 14 anni, la quale aveva il proprio uomo in carcere ed era incinta; aveva paura che qualcuno potesse toglierle il bambino in grembo. L’uomo in casa che è violento toglie alle donne l’identità e la speranza di poter vedere un futuro. Quando vengono da me, nella mia casa famiglia, tutte mi dicono di non essere in grado di far nulla: per prima cosa, noi infondiamo nuovamente in loro la speranza nel domani. La donna forte sa parlare e descrivere ciò che le è successo: così può essere aiutata, reinserendola nella società trovando un’occupazione per sentirsi uguale a tutte le altre donne che non hanno vissuto la disavventura di incontrare un uomo violento.
Una volta è arrivata una donna con il cranio maciullato perché il suo aguzzino voleva togliere dalla testa ciò che sapeva fare: le occorsero cento punti di sutura e tantissime settimane per riprendersi. Noi abbiamo denunciato tante volte, spesso non è mai accaduto nulla ai violentatori: spero che le nuove norme possano sortire gli effetti sperati. Mi auguro che tutte le donne che sono state così fortunate da non aver subito violenza, possano apprezzare ciò che hanno in mano, riuscendo a trasmettere agli altri la nostra capacità di vedere il mondo con occhi diversi”.
Claudio Lotito, Presidente della S.S. Lazio, è intervenuto quest’oggi durante la conferenza stampa tenutasi allo Stadio Olimpico di Roma per promuovere l’iniziativa “A.MA.MI.”:
“Ringrazio tutti per averci concesso l’opportunità di allestire questa conferenza stampa. Chi ha ricevuto un’educazione cristiano-cattolica nel rispetto del valore umano, non può accettare alcuna forma di violenza. La differenza tra l’uomo e la bestia è la razionalità, rappresentata dalle norme ed i valori che costituiscono un freno inibitorio all’istinto. I giovani devono crescere, sin da quando sono adolescenti, nel rispetto di quei valori. Ho sempre parlato di calcio didascalico e moralizzatore, che si basasse sui valori dello sport, ovvero il merito, il valore dell’aggregazione e della dignità umana.
Prima nella scuola c’erano dei punti di riferimento, i maestri lavoravano in collaborazione con i genitori. Anche gli oratori contribuivano a far crescere i giovani secondo i valori cristiani, contribuendo alla sensibilità spirituale. Attraverso lo sport bisogna sopperire alle carenze di formazione. Noi abbiamo il compito di allenare il fisico dei nostri atleti, ma anche formarli moralmente e spiritualmente, affinché in futuro possano essere validi rappresentanti di questo Paese. Tutti danno precedenza al risultato sporitvo, la nostra intenzione invece è creare dei modelli nel percorso della vita civile. Siamo stati la prima Società che ha optato per l'impiego di uno psicologo per gli atleti, ma anche per i genitori di questi.
Ho voluto valorizzare anche il comparto femminile, voglio che ci sia una simbiosi tra il mondo femminile e quello maschile. L’educazione e la formazione sono valori importanti, il calcio rappresenta il superamento di ogni genere di steccato e di diversità. Il calcio ha un grande impatto mediatico e, pertanto, abbiamo il compito di formare i nostri tesserati innanzitutto come cittadini. Dobbiamo combattere per dare certezza di legalità e di rispetto dell’essere umano”.