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INDISCREZIONI

Dall’Argentina un nome per la fascia sinistra: “La Lazio interessata a Fabrizio Angileri”

La Lazio avrebbe messo nella lista degli acquisti Fabrizio Angileri, terzino sinistro del River Plate. Argentino con passaporto italiano, classe 1994, dal 2019 tra le fila dei Millonarios. Lo riporta il sitoTntSport, mettendo anche il Valencia sulle sue tracce. Si tratterebbe proprio di un duello tra il club italiano e quello spagnolo. Angileri ha il contratto in scadenza nel 2023. Valutazione di circa 5 milioni di euro. Per lui quest’anno 15 presenze totali condite da 3 gol e 6 assist. Un profilo che potrebbe fare comodo alla Lazio visto l’addio di Lulic. Al momento in rosa c’è solo Fares come esterno di fascia sinistra. Arriverà Kamenovic, bloccato a gennaio. Può ricoprire quel ruolo, ma è giovane e andrà valutato da vicino. Corrieredellosport.it

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CALCIOMERCATO

La Fiorentina non molla Gattuso, ora il tecnico è più possibilista. Indizio di permanenza di Inzaghi?

Gennaro Gattuso e la Fiorentina nelle ultime ore si sono riavvicinati. A inizio aprile, dopo il ritorno di Rocco Commisso in Italia, c'è stato un contatto molto forte, con un'intesa di massima tra le parti per un triennale a cifre molto alte (2,5 milioni) e un progetto di primo livello. Poi nelle ultime settimane – anche per colpa di qualche tentennamento di entrambi – il sì si è allontanato parecchio.

CONTATTI CONTINUI – Da ieri la Fiorentina ha deciso di puntare tutto su Gennaro Gattuso. Oggi le parti sono in contatto continuo, la discussione sta andando avanti e il tecnico è più possibilista di una settimana fa, quando aveva rifiutato la corte dei viola. Situazione quindi in evoluzione, con la fumata bianca meno lontana di ieri, ma la partita è ancora aperta.tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Vertice per il futuro, al vaglio anche la posizione di Tare

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il summit di domani tra Lotito e Inzaghi non coinvolgerà solo il presidente e l'allenatore ma sarà alla presenza anche di Igli Tare storico ds laziale. Per la prima volta il suo ruolo è messo in discussione dopo 12 stagioni in biancoceleste e anche se difficilmente Lotito lo lascerà partire prima della scadenza del contratto (fino al 2023 a 2 milioni a stagione), il patron cercherà di capire quanto il dirigente albanese possa e voglia dare ancora alla Lazio. Domani si capirà meglio tutto.tuttomercatoweb.com

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ALTRE

Divergenze contrattuali, salta Conçeicao al Napoli: torna in auge anche Inzaghi?

 Sergio Conceicao è stato l’allenatore del Napoli solo per ventiquattro ore, si dirà per una notte, prima che improvvisamente cambiassero gli scenari e Aurelio De Laurentiis si ritrovasse costretto a rivedere le proprie idee e la propria scelta.

Ecco cosa è successo

Il dietro front è di qualche minuto fa, distanze che improvvisamente si sono dilatate – a livello contrattuale – e riflessioni che hanno indotto il Napoli, quindi De Laurentiis, a prendersi una pausa di riflessione che, a questo punto, sembra introdurre ad una ennesima svolta. Era già pronta anche l’allestimento della conferenza stampa di presentazione, prevista per mercoledì (o al massimo giovedì) nella sala di una noto albergo romano, poco distante da via XXIV maggio, dove ha sede la Filmauro. E dove adesso De Laurentiis sta cercando una soluzione per il futuro: Galtier, Spalletti ma anche Simone Inzaghi sono le tentazioni. Conceicao non più.

Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Lazio, senza Simone Inzaghi un salto nel buio

Se non ci saranno ribaltoni dell’ultima ora, la grande storia d’amore tra Simone Inzaghi e la Lazio si è conclusa domenica notte a Reggio Emilia. Ventuno anni da Libro Cuore, ma soprattutto cinque da top manager, considerando il rapporto tra il valore complessivo della squadra (titolare) e i risultati raggiunti: 2 Supercoppe, 1 Coppa Italia, 1 finale persa, 4 qualificazioni all’Europa League, 1 qualificazione in Champions, 12 vittorie consecutive in casa e, soprattutto, un sogno da scudetto interrotto solo dalla pandemia. A marzo dell’anno scorso la Lazio stava volando, aveva battuto per due volte la Juve di Sarri ed era impegnata in una sola competizione, situazione ideale per un allenatore che poteva contare solo su dodici o tredici giocatori. Poi, il crollo alla ripresa, i big a pezzi e i loro sostituti assolutamente inadeguati, come accade da anni e come è accaduto nella stagione che si è appena conclusa, nonostante il presidente Lotito avesse stanziato quasi 40 milioni per rinforzare la rosa. Soldi spesi per un attaccante indecifrabile come Muriqi, due gol e una serie di partite inguardabili da titolare nelle ultime giornate, Fares, esterno chiesto dal tecnico per dimenticare i flop di Jony e Durmisi sulla corsia sinistra, Akpa Akpro, Kiyine e Anderson, tre giocatori della Salernitana che andava finanziata per la scalata alla serie A, Pereira e due giocatori a costo zero, Hoedt e Musacchio, che sono andati a fondo appena c’è stato bisogno di loro. Se davvero è finita la sua avventura alla Lazio, a Inzaghi resterà il rimpianto di non essersi battuto per una campagna acquisti diversa dopo il salto in Champions: il crollo nel finale della stagione scorsa aveva aperto grandi interrogativi sulla difesa, tanto che il ds Tare aveva trattato a lungo Kumbulla prima di destinare all’improvviso una cifra colossale (per il club) sull’acquisto di Muriqi, destinato comunque a restare all’ombra di Immobile, Correa e anche di Caicedo, che dopo Muriel è stato per anni la miglior terza punta del campionato. Inzaghi, aziendalista e innamorato della Lazio, si è adeguato come sempre e adesso è costretto a pagare il conto per una squadra che ha conquistato tre trofei ed è rimasta sempre tra le prime sei-sette posizioni quando è scesa in campo con le sue stelle. Ci riferiamo soprattutto a Luis Alberto, Milinkovic e Immobile, i grandi colpi del ds Tare su cui è nata una Lazio vincente. Colpi ormai datati, dopo i quali sono arrivati nel gruppo dei titolari solo Acerbi, Lazzari e Marusic: per il resto, soltanto brutte controfigure dei titolari. Adesso Lotito vuole correre il rischio di cambiare tutto, ma chi meglio di Inzaghi può gestire la squadra di un club che non ha mai cercato di fare il vero salto di qualità? Inserito nelle dinamiche più difficili, Simone per il presidente è stato a lungo anche un parafulmine, grazie al suo amore per la Lazio e al suo rapporto con la piazza. Niente da eccepire sul valore di Gattuso, sia chiaro, ma le perplessità sull’adattabilità di un tecnico che gioca in modo completamente diverso da Inzaghi sono davvero tante: la Lazio, come tutte le altre società, non naviga nell’oro e non sembra avere la forza economica per rilanciare cambiando una decina di giocatori. Potrebbe sacrificare una stella (Milinkovic) o due (Correa) e reinvestire l’incasso, ma sarà sufficiente per ripartire? Quali sono gli esterni in grado di ricoprire i ruoli di Insigne e Politano nel Napoli? Chi sarà l’erede di Lulic, destinato ad un doloroso addio? E ancora, chi saranno il centrale accanto ad Acerbi e il successore di Leiva? Gattuso, più di quanto ha fatto Inzaghi, riuscirà a dettare la linea per evitare che tante altre comparse sbarchino a Formello? Domani è il giorno decisivo, chissà che il faccia a faccia con Simone non consigli a Lotito di evitare un salto nel buio. Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

E’ una partita a scacchi: Lotito prepara l’offerta al “ribasso” per accompagnare all’uscita Inzaghi

"Lazio, Lotito-Inzaghi nuova offerta senza rialzo. E Tare boicotta l'ex amico", titola Il Messaggero. Lo strappo è profondo e pare impossibile ricucirlo. Lotito è pronto a mettere Inzaghi con le spalle al muro, ma è ferito dall'attacco pubblico del tecnico. Non è arrivata la Champions, gli interessi degli altri club sono andati scemando e la Juventus non lo ha mai chiamato. E anche l'ex amico Tare da mesi fa un gioco per boicottarlo e salvare il suo operato. Lo stesso Tare che ora spinge per portare Gattuso. Ma nessuno sarà cacciato, non è così che si muove Lotito: domani presenterà l'offerta a Inzaghi, uguale a quella del contratto attuale. Può sembrare una mossa per accompagnarlo all'uscita, ma attenzione ad eventuali colpi ad effetto. tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Rivoluzione Lotito: big perplessi, per il cambio tattico servono attaccanti esterni ed interventi mirati

Sono tanti i fedelissimi di Inzaghi: giocatori cresciuti con lui, altri consacrati grazie al tecnico, altri ancora rinati con il suo aiuto. Da Immobile a Luis Alberto, passando per Milinkovic e Acerbi. Un gruppo solido quello del mister che in questi giorni sta pensando a quello che sarà il futuro della panchina laziale. Come sottolinea il Corriere dello SportInzaghi ha puntato sul 3-5-2; il nome dell’eventuale sostituto dell’allenatore laziale è Gattuso, che ha sempre puntato invece sul 4-2-3-1 o sul 4-3-3. Stando alle prime indiscrezioni, l’ex Napoli adatterebbe Lazzaricome esterno basso, ma a sinistra chiederebbe un acquisto. Mancano anche esterni offensivi: servirà quindi una rivoluzione in casa laziale. Laziopress.it

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RASSEGNA STAMPA

La quiete prima dell’addio: Inzaghi prova a tenersi la Lazio, Lotito propone un biennale a Gattuso

Attesa, calma piatta. Almeno è quello che sembra. Dalle parti di Formello si lavora sotto traccia, anche se il futuro sembra già definito. Va consumato l’ultimo atto tra la Lazio e Inzaghi: l’incontro decisivo, ma c’è aria d’addio. Lotito ha già guardato altrove e messo gli occhi su Rino Gattuso. Il patron smentisce, ma in realtà quello dell’ex Napoli e Milan è un nome forte per la prossima panchina biancoceleste. Rino è il grande favorito per la panchina della Lazio. Via dal Napoli dopo aver fallito l’accesso in Champions e c’è subito un’altra possibilità all’orizzonte. Lotito ha pronto un contratto biennale con opzione sino al 2024. Proposta nel cassetto. Prima l’incontro decisivo con Inzaghi, che andrà in scena domani quasi sicuramente nel centro sportivo. Sono le ultime ore d’attesa, poi il futuro di tutti e tutto sarà svelato. Ringhio è in pole, Simone tenta di restare aggrappato alla Lazio. Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Berardino (GdS): “Dialettica forte tra Inzaghi e Lotito, ma si può andare avanti ancora insieme” (AUDIO)

AUDIO 'NMM' – Ascolta l'intervento di NICOLA BERARDINO (GdS): "Dalle parole di Inzaghi emerge tutta la dialettica tra il tecnico stesso e Lotito. Non credo che Inzaghi sia fuori, nell'incontro di mercoledì può accadere di tutto, penso che si siano il 50% di possibilità che si decida di andare avanti insieme"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QDL’ – Dalla Palma (CdS): “Inzaghi ha parlato da tecnico con il futuro segnato”

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a 'QDL': "Inzaghi ha deciso di uscire allo scoperto quando ha capito che il suo destino fosse segnato. Credo che ieri sera abbia parlato come un tecnico che si sente fuori dal progetto. Si giocherà le sue carte mercoledì, sapendo che la Lazio ha deciso di cambiare strada, di allontare un tecnico che ha fatto il tutto quello che poteva fare. Penso che la Lazio sia orientata di prendere Gattuso. Il ballottaggio è tra Gattuso e Mihajlovic con l'ex Napoli in netto vantaggio. Non so se c'è ancora spazio per delle riflessioni da parte del club, andrebbero valutati i pro ed i contro. Non so quanto un allenatore come Gattuso possa calarsi in un nuovo progetto di un club che ha poche risorse per migliorare l'organico attuale e senza diversi senatori che hanno aiutato Inzaghi negli ultimi anni. Sotto il profilo della determinazione, la scelta di Gattuso può essere una buona scelta. Entra in sintonia con i propri giocatori, meno con i club. Gioca un calcio completamente diverso da quello di Inzaghi. Mi chiedo chi possono essere i Lozano, i Politano e gli Insigne della Lazio, tutti attaccanti esterni che la Lazio non ha. Resterà Luis Alberto, mentre i big che potrebbero essere sacrificati sono Milinkovic e Correa. Va cambiato molto, ma con quali finanze?"