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Lazio-Sarri, i dettagli della trattativa e l’arrivo a Formello: biennale secco a 3,3 milioni

Dall’annuncio tanto atteso al conto alla rovescia per l’arrivo del Comandante Sarri nel quartier generale di Formello. Gli ultimi attimi di trattativa sono stati gestiti dal tecnico e i suoi agenti, Ramadani e Pellegrini, direttamente da un albergo di Milano. L’arrivo a Roma non è ancora stato messo in calendario. Ma nel centro sportivo è tutto pronto per accogliere Sarri e il suo staff, ufficializzato dopo la firma dell’allenatore. Giovanni Martusciello sarà il vice. Gianni Picchioni e Marco Ianni i collaboratori tecnici. Davide Ranzato e Davide Losi i preparatori atletici. Massimo Nenci allenatore dei portieri. La società prepara in grande stile la presentazione.

Sarri, tutti i dettagli della trattiva

L’attesa è stata spasmodica perché annunciava un grande colpo. Ma in realtà la trattativa è durata meno di due settimane. Il 28 maggio a Formello va in scena il primo colloquio conoscitivo tra Lotito, Tare e l’agente di Sarri, Ramadani. Poi il blitz del ds in Toscana, la visita dell’allenatore nel centro sportivo e i contatti fitti tra scambi di documenti e firme. Il tutto si è chiuso il 9 mattina con l’ufficialità. Accordo biennale sino al 2023. Stipendio da 3,3 milioni di euro più bonus legati ai risultati. E ora si parte. Lotito ha messo a segno un grande colpo e spera di raccogliere i risultati il prima possibile. Corrieredellosport.it

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Rovinato il murale per Mourinho: volto di Sarri con fumo sullo Special One

 È derby anche con i murales. Nella notte i tifosi della Lazio hanno rovinato (o modificato, a seconda dei gusti) il murale che l'artista Harry Greb aveva realizzato a Testaccio in occasione dell'ufficialità dell'ingaggio di José Mourinho alla Roma. L'opera era stata fino a ieri meta di pellegrinaggio dei tifosi giallorossi, tutti ansiosi di scattare una foto con il tecnico portoghese raffigurato su una vespa SpecialOne e una sciarpa della Roma al collo. 

Adesso il murale è molto diverso dall'originale. Perché ieri i tifosi della Lazio per festeggiare l'arrivo di Maurizio Sarri hanno deciso di aggiungere nell'opera il volto del tecnico toscano con una "fumata" che copre la faccia di Mourinho. È subito polemica sui social, i tifosi romanisti non hanno apprezzato il gesto: "Dopo il murales di Totti, ecco un altr'opera deturpata". 

Corrieredellosport.it

 

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RASSEGNA STAMPA

La sindaca Raggi sull’ipotesi Flaminio: “Felici di parlarne con Lotito”

L'intervista esclusiva del Corriere dello Sport alla sindaca di Roma Virginia Raggi

Benvenuta al Corriere dello Sport-Stadio, preferisce essere chiamata sindaco o sindaca?

«Virginia»

Ci siamo, mancano poche ore all’inizio dell’Europeo e a Italia-Turchia, un appuntamento che riapre simbolicamente il Paese dopo la pandemia. Si torna allo stadio, ci riprendiamo un po’ di normalità. L’Olimpico accoglierà circa 17.000 persone. La sindaca come vive questa vigilia?

«È un momento di grande attesa, lo abbiamo aspettato per tutto l’anno, non vedevamo l’ora. La città è pronta. Proprio in questi giorni stiamo ultimando i dettagli dedicati alle “Fan Zone” che saranno diff use in tutto il centro di Roma. Nonostante il Covid, si deve ripartire, ma con regole nuove. Quindi, per evitare assembramenti, abbiamo deciso di collocare le “Fan Zone” in diversi posti: al Pincio, a Piazza del Popolo, a San Lorenzo in Lucina, a largo Corrado Ricci. Gli spettatori e i turisti potranno seguire le partite davanti ai maxischermi che verranno allestiti anche nelle periferie. Le persone avranno la possibilità di partecipare a una serie di giochi. Verranno montati palchi dove si svolgeranno concerti e manifestazioni. Ci saranno anche campetti di calcio a tre. L’obiettivo è riabbracciare una graduale normalità, nel rispetto assoluto delle norme anti-Covid».

Una città che rinasce, un Paese che torna alla vita, gli stadi e le sale che ricominciano a riempirsi. Quanto vale questo messaggio di positività e di speranza?

«Credo che Roma sia davvero la città della ripartenza post-Covid. Adesso ci prepariamo a vivere questo evento internazionale organizzato dalla Uefa, ma la nostra città è già ripartita con la Formula E in primavera, ci sono stati gli Internazionali di tennis e la settimana scorsa ha ospitato i mondiali di skate. E poi si continuerà: abbiamo la Maratona e nei prossimi anni ricordiamo gli Europei di nuoto, i Mondiali di atletica del 2024, la Ryder Cup».

C’è interesse anche per un altro evento, “ROM-E”, che promuoverà il 2 e 3 ottobre il tema dell’eco-sostenibilità. Roma diventerà elettrica per due giorni, durante i quali sarà possibile partecipare a convegni, testare i prodotti, approfondire tematiche.

«ROM-E è un grande evento incentrato sulla mobilità elettrica, sulla transizione ecologica. Anche qui il centro di Roma sarà animato in una serie di piazze proprio per parlare e dimostrare con i fatti quanto sia possibile e facile iniziare a convertire un po’ la propria vita diventando più leggeri sul pianeta, attraverso la mobilità elettrica e le varie soluzioni digitali per la casa. Servirà a prendere confidenza con un futuro che deve entrare prepotentemente nel presente».

La straordinarietà di certi eventi che coinvolgono Roma potrà garantire effetti positivi anche strutturali?

«Sono eventi che possono accelerare un processo di rinnovamento. Roma, già nel 2018, ha approvato un regolamento per l’elettrificazione della città. Stiamo posizionando centinaia di colonnine. È un primo passo. Non è che tutti, dal giorno alla notte, cambieranno la propria auto con una elettrica, ma operare in questa direzione significa rendere più semplice il passaggio. Adesso, insieme con il Ministero, stiamo lavorando per l’acquisto di autobus elettrici. Abbiamo venticinque vetture che circolano in centro e servono a far vedere quanto sia possibile migrare progressivamente su un altro tipo di mobilità. Nel nostro piano urbano della mobilità sostenibile, approvato nel 2019 dopo un anno di consultazione con la cittadinanza, si punta molto su quella cosiddetta “cura del ferro”, cioé la moltiplicazione delle linee tram e delle linee metro. Non ci fermiamo. Sette linee tram sono in progettazione, due sono state già finanziate e altre due sono state sottoposte al Ministero per tutti gli iter autorizzativi e gli ulteriori fi nanziamenti. Abbiamo iniziato a cambiare Roma nell’ordinario, guardando e fissando un traguardo preciso: quello di garantirci una città più smart, più sostenibile. Questo significa transizione ecologica reale. Si spiegano così gli eventi nati per porre l’accento su una trasformazione che ormai è inevitabile. L’obiettivo è arrivare a una rimodulazione dei servizi nella direzione della sostenibilità».

Questa trasformazione dovrebbe comprendere anche gli impianti sportivi. Ma gli stadi sono il punto dolente della città: progetti fermi da anni. Questa sua legislatura si chiude senza un risultato. Rispetto ai nuovi stadi di Roma e Lazio, lei ha qualche rimpianto e c’è qualcosa che può immaginare nel futuro qualora dovesse essere confermata sindaca?

«Intanto la consiliatura non è chiusa. E quindi, come ripeto spesso, non è finita finché non è finita»

Non ha intenzione di mollare?

 

«Mai, perché noi oggettivamente abbiamo dovuto prendere atto di una situazione che ormai rendeva impossibile costruire lo stadio della Roma lì dove era stato progettato. Ma siamo assolutamente disponibili a sederci al tavolo e a parlare con la AS Roma di altre soluzioni. Non solo, proprio ieri (martedì, ndr) il presidente della Lazio, Lotito, ha fatto un riferimento molto interessante in merito alla possibilità di riqualificare il Flaminio».

 

Un argomento, quello del Flaminio, che ha spesso incontrato ostacoli legati al codice dei Beni Culturali e del Paesaggio

 

«In questi anni abbiamo svolto uno studio insieme all’università La Sapienza, alla Getty Foundation e alla famiglia Nervi per vedere innanzitutto se fosse possibile riqualifi carlo e in che modo. Questo studio ha dimostrato che, rispettando una serie di norme e di vincoli, è possibile anche un parziale ampliamento del Flaminio, oltre a una rifunzionalizzazione in base alle esigenze attuali. Siamo più che disponibili, qualora il presidente Lotito volesse sedersi al tavolo, a studiare proposte».

 

È difficile confrontarsi con il presidente Lotito?

 

«Nulla è semplice, ma confrontarsi è il dovere di ogni amministratore. E se c’è un obiettivo comune, le cose si possono realizzare».

 

Gaetano Manfredi, presentandosi agli elettori di Napoli, non ha nascosto la sua simpatia per la Juve. Lei, proprio come suo figlio, ha invece una consonanza con la Lazio, almeno così emerge navigando su internet.

«Vi dico la verità: mio marito, che è un grandissimo laziale, ha lavorato ai miei fi anchi per ventisette anni. Lei capisce…»

È riuscito a convincerla?

Ride. «È stato molto esplicito. Ha detto che in caso contrario mi avrebbe lasciato sul pianerottolo. Quindi, anche per una vocazione familiare, una certa simpatia per la Lazio c’è. A mia discolpa, devo precisare che non capisco nulla di calcio. Comunque, in qualità di sindaca, ci tengo a ribadirlo, per me è fondamentale sedermi al tavolo con chiunque – dalla Roma alla Lazio – abbia intenzione di presentare progetti seri. Questa città ha tantissimi tifosi. E un amministratore non può ignorarlo. Con Roma Cares, la fondazione della società giallorossa, abbiamo lavorato a tante iniziative. Anche nell’anno del Covid, Roma Cares è stata presente nelle scuole».

Ma il tema è anche strettamente politico. Ogni volta che un presidente, un investitore privato, progetta un nuovo stadio, si pensa subito al lato speculativo e ai possibili interessi paralleli a livello immobiliare, tra palazzi e hotel. Subentrano gli scogli della burocrazia, del populismo, della demagogia. E’ un freno che penalizza Roma e l’Italia.

«Non sono di questa idea. Io parto da un altro presupposto: vediamo qual è il progetto e valutiamolo nella sua interezza. Mi piace ricordare che in quest’ultimo anno stanno arrivando a Roma tantissime catene internazionali di hotel a cinque e sei stelle. Stanno iniziando a comprare e a investire: questo è un grande segnale di ripartenza, perché Roma ha una straordinaria vocazione turistica. C’è interesse verso la città, penso anche all’ingresso di diverse multinazionali. Netfl ix ha deciso di aprire una filiale. E un capitolo va dedicato all’industria del cinema che, anche in questo anno così difficile, ha intensifi cato le sue produzioni internazionali. Abbiamo avuto a Roma attori come Tom Cruise e Al Pacino. Un settore, quello cinematografi co, che quando si sposta ha il potere di muove-e milioni che cadono sulla città. Cast che alloggiano nei nostri hotel anche per uno, due, tre mesi. Un gancio, un veicolo importante. E adesso da Fiumicino sono iniziati a tornare i turisti. Proprio qualche giorno fa è arrivato il primo volo Covid free dall’America con duecento persone»

 

Ha usato questa espressione: sedersi al tavolo. Ma lei, con il sen-no del poi, accetterebbe oggi di ritrovarsi davanti al presidente del Coni, Malagò, per discutere di Olimpiadi?

 

«Questa è una domanda interessante. Quando noi ci siamo insediati, Roma aveva un livello economico-finanziario assolutamente fragile. Oltre ai tredici miliardi relativi al debito storico, dal 2008 aveva accumulato oltre un miliardo e duecento milioni di debito ulteriore. In considerazione di come erano strutturate le Olimpiadi, riflettendo anche su tutti quei costi che non sarebbero stati finanziati dal Cio, Roma non si sarebbe potuta permettere l’evento: una decisione condivisa, all’epoca, anche da altre città. Oggi sarebbe diverso. Ora io sono concentrata su tre appuntamenti: il Recovery Fund, il Giubileo del 2025 e sto cercando di portare a Roma l’Expo 2030. Tre grandi driver nell’ottica di una crescita degli investimenti. Expo è un evento che, se bene amministrato, porta profi tti a pioggia sulla città, nel quadro di una rigenerazione urbana. Le città devono essere completamente ripensate in senso green, nella transizione ecologica. La smart city è una città che riesce a essere efficiente. Roma, con la sua storia, può essere davvero un laboratorio a cielo aperto. Questa è una sfida che vede coinvolta Roma non solo come città, ma come capitale d’Italia»

 

Ma il debito di Roma è diminuito?

 

«Quello del post 2008 lo abbiamo abbattuto, siamo già scesi sotto il miliardo. Standard & Poor’s ha certificato che abbiamo fatto un buon lavoro. Siamo passati da un grado negativo a un grado stabile. Abbiamo ridotto anche i tempi di pagamento delle imprese. Quando siamo arrivati noi, la media era di 57 giorni, ora siamo scesi sotto gli 11 giorni. Questo signifi ca dare fiducia alle imprese. E le imprese sono il lavoro, sono il futuro. Riuscire a creare una buona sinergia pubblico-privata, signifi ca dare speranza a chi vuole investire»

Torniamo alla sua decisione di ri-nunciare alle Olimpiadi del 2024. Come nacque quel no a Malagò?

«Fin da quando eravamo all’opposizione, noi avevamo portato avanti una campagna precisa. Eravamo contrari alle Olimpiadi. Ma come potete vedere, ci siamo sempre spesi per lo sport e abbiamo lavorato tanto, soprattutto con le federazioni. Io credo che cambiando i paradigmi si possano fare tante cose».

Mourinho alla Roma e Sarri alla Lazio: due allenatori di questo spessore cosa porteranno alla città?

«Rappresentano un’ulteriore risposta alla ripartenza di Roma. Una città nella quale venire, lavorare e investire. Due grandi nomi, la loro presenza è un bellissimo segnale».

Tra dieci giorni festeggerà cinque anni da sindaca. Sia sincera: quante volte ha detto “ma chi me lo ha fatto fare”?

«Sapevo che sarebbe stata una sfida diffi cilissima. Ma non ho mai pensato chi me lo ha fatto fare…».

Eppure, durante una fase del suo mandato, aveva dichiarato che non si sarebbe ripresentata alle elezioni. Perché ha cambiato idea?
«Conosco le tensioni. Sono in grado di reggerle. Ed è un impegno che sento di assumermi».

Lei ha incontrato i Friedkin: quali impressioni ha tratto?

«Sono stati molto netti nel dire che volevano fare uno stadio. Punto uno stadio. Solo uno stadio. Credo che sia un dovere intercettare la vocazione sportiva di una città rappresentata da due tifoserie molto calorose».

Un imprenditore che si impegna a costruire uno stadio cerca anche profitti paralleli. Cosa spaventa le istituzioni?

«Lo stadio non genera paure. Il progetto iniziale della Roma prevedeva un milione di metri cubi di sviluppo con un 14% dedicato allo stadio, che avrebbe comportato una variante urbanistica molto importante. Ci era stato spiegato che lo sviluppo immobiliare era strettamente legato alla sostenibilità del progetto. Noi ci siamo seduti con la Roma e con la società Eurnova, all’epoca, per valutare la parola “strettamente” e rivisitarne i confini. Uno sviluppo immobiliare non deve creare paure, perché può riqualificare delle aree. Ma deve essere compatibile con i vincoli culturali, archeologici e paesaggistici. Se poi le cose sono regolari, si fanno e si sviluppano. Abbiamo appena approvato un progetto chiamato “Anello Verde” che è la ricongiunzione di alcune fasce della città, dal parco dell’Aniene fino al parco dell’Appia Antica. Uno sviluppo urbanistico è auspicabile, ma deve essere accompagnato dalle infrastrutture, altrimenti avremo – come purtroppo è accaduto – quartieri costruiti nel deserto, dove poi bisogna spendere tantissimo per portare strade, servizi, acqua. Dobbiamo gestire la nostra città. E non tagliare le occasioni di sviluppo. Serve una gestione ordinata e pensata»

Negli ultimi venti anni, da Rutelli in poi, questa città non ha più goduto di opere infrastrutturali di un certo rilievo.

«Roma è una città che dagli anni Sessanta si è espansa in maniera spontanea, una parola che racchiude un po’ di tutto. Il nostro compito è quello di ricucire ogni area. Vi faccio un esempio: io, durante il mio mandato, ho portato l’acqua nel quartiere Tragliatella che si trova a sessanta chilometri dal centro. È evidente che dobbiamo gestire due binari paralleli: uno che non è ordinario, ma straordinario, e uno di grandi opere infrastrutturali. L’abbattimento della tangenziale Est andrà a riqualifi care anche il piazzale antistante alla stazione Tiburtina, che era un po’ dimessa, ma che è invece uno snodo nevralgico per l’alta velocità in Italia. Io credo in una gestione diversa di Roma: da condurre con coraggio e determinazione. Ciò che può essere fatto a norma di legge, va sviluppato. Quello che viola una serie di norme e l’identità della città, deve essere modificato».

Il 19 settembre tornerà la Maratona di Roma, organizzata dal Corriere dello Sport-Stadio con Infront e Atielle.

«Un altro grande segnale di una città che vuole ripartire. Una Maratona di Roma che sarà in linea con le norme anti Covid. Mantenere questi appuntamenti, con entusiasmo e determinazione, nel rispetto delle regole, ci permette di ricominciare a guardare al futuro. Ci siamo, ci vogliamo essere. E un elemento di ulteriore fiducia è il bollino “Roma Safe Tourism” che certifi ca, tramite società terze, le strutture ricettive, gli esercizi commerciali, i ristoranti, i musei che rispettano il protocollo Covid. Gli stranieri che arrivano qui sanno di trovare una città pronta, efficiente. Roma, durante la pandemia, si è comportata benissimo».

Qual è la prima richiesta dei romani?

«Quella di intervenire sulle buche, argomento sul quale abbiamo impostato la campagna del 2016. Abbiamo rimesso in moto il settore della manutenzione delle strade, un impegno che ha riguardato ottocento chilometri.  È stata data un’accelerata. Abbiamo rifatto strade che avevano la terra sotto il tappetino di asfalto. Immaginate come erano state fatte».

L’altro tema riguarda i tombini: il Comune, durante il suo mandato, ha speso un milione l’anno. Ma i problemi non sono stati risolti. Gli allagamenti continuano.

«Se vi riferite all’ultima bomba d’acqua, c’è stata una precipitazione di oltre ottanta millimetri in poco più di un’ora. Il problema è che Roma ha oltre ottocentomila tombini e chiusini. Quando rifacciamo una strada, interveniamo anche sul sistema fognario. Ma dal primo giorno ho sottolineato un aspetto: Roma è una capitale sulla carta, ha bisogno di poteri e di soldi. Per rifare tutte le strade, servirebbero 250 milioni all’anno e per cinque anni. Noi abbiamo investito circa mezzo miliardo. Roma deve avere più risorse, come tutte le capitali del mondo. Sono felice che il Parlamento, accogliendo la nostra richiesta, ha deciso di aprire la Commissione Affari Costituzionali della Camera. La considero una vittoria».

Domani Italia-Turchia e il 19 settembre la Maratona di Roma: la bellezza di una capitale fedele alla sua storia.

«Gli Europei, la Maratona, ROM-E: appuntamenti di una città che abbraccia il futuro».

Correrà anche la Maratona? Magari anche solo per un chilometro…

«La facciamo insieme? Oddio, in cosa mi sto mettendo… Va bene, dai. Ci alleniamo, ci proviamo»

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NAZIONALI

Pellegrini ko, salta l’Europeo: Mancini convoca Castrovilli

Lorenzo Pellegrini salta Euro 2020! Un bruttissimo colpo alla vigilia dell’esordio della Nazionale, domani contro la Turchia. Al suo posto Mancini ha convocato Gaetano Castrovilli, già nella prima lista allargata del ct. Il centrocampista della Roma si è infortunato ieri sera, alla fine dell’allenamento, quando la squadra è rimasta in campo per calciare le punizioni. Pellegrini ha avuto una ricaduta del problema muscolare alla coscia sinistra rimediato nel secondo tempo del derby contro la Lazio del 15 maggio scorso.

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RASSEGNA STAMPA

Con Sarri qualità al potere: Lazio alla finestra per Ilicic, Politano costa molto

Il nome gira da qualche giorno e avrebbe già preso una certa consistenza a Formello. Si tratta di Josip Ilicic, 33 anni, in possibile uscita dall’Atalanta. Contratto in scadenza nel 2022. Sorprende l’età, ricordando l’esigenza della Lazio di svecchiare l’organico. Potrebbe essere una buona occasione considerando le condizioni contrattuali e l’adattabilità ai moduli di Sarri. Il mercato della Lazio, in gran segreto, è già partito da almeno una settimana e da quando il tecnico di stanza a Castelfranco di Sopra e il diesse Tare si sono confrontati, trovando un’adesione reciproca, a sviluppare il piano della futura Lazio. Servono uno o due esterni d’attacco, ancora meglio un mancino da piazzare a destra se resterà Correa sul versante opposto a completare il tridente con Immobile. Anche Luis Alberto può agire in posizione più avanzata. Ilicic possiede tiro dalla distanza, assist, colpi di genio e non costa un’esagerazione.

È uscita a sorpresa un’indiscrezione la scorsa notte legata a Matteo Politano, che Spalletti aveva proprio voluto all’Inter e ritroverà a Napoli. L’esterno, escluso in extremis dal ct Mancini per l’Europeo, costa 25-30 milioni di euro. Messa giù così, appare un discorso irrealizzabile. Se poi De Laurentiis non lo riscatterà è un altro discorso, ma nel contratto l’obbligo è scattato il primo febbraio scorso per un totale di altri 19 milioni di euro da pagare all’Inter.

Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Sogno Flaminio per i tifosi: ecco i nodi da sciogliere

Ormai è un covo di senzatetto ma ora c’è una speranza di salvare lo stadio Flaminio. Il degrado si è impossessato di quello che nel 1957 era stato uno dei capolavori dell’architetto Nervi, un piccolo stadio da 30.000 posti nel cuore di Roma. Il 2 febbraio 2018 quando fu trovato un barbone morto, si è gridato allo scandalo senza trovare soluzioni: tante iniziative cadute nel vuoto, dal disimpegno della Federazione Rugby che lo aveva utilizzato per i primi vagiti del Sei nazioni, al tentativo naufragato di affidarlo alla Federcalcio. Progettato dall’architetto Antonio Nervicon la collaborazione del padre Pier Luigi, fu realizzato tra il 1957 e il 1958 e vide la sua inaugurazione il 19 marzo 1959. Costruito sull’area del preesistente stadio Nazionale, demolito nel 1957, lo stadio Flaminio fu destinato a ospitare gli incontri del torneo olimpico di calcio del 1960. Poi, tante partite estive di Lazio e Roma, qualche campionato di B dei biancocelesti fino alla stagione 1989-90quando, per i lavori all’Olimpico, le due squadre romane giocarono l’intera stagione di A. La Lazio, nonostante varie raccolte firme dei tifosi, è sempre stata tiepida. Durante la gestione Cragnotti il progetto fu abortito per la presenza di una tomba romana sotto il terreno di gioco che avrebbe impedito di scavare di dieci metri in modo da aumentare la capienza, poi Lotito ha sempre declinato ogni interesse fino alle dichiarazioni di martedì: «Per il Flaminio bisognerebbe incontrarsi a tavolino e programmare, valutare insieme alcuni temi e poi vedere. Quello stadio non è a norma Uefa ma la sindaca Raggi, come me, è una persona aperta, quindi vedremo insieme. Noi siamo a disposizione. Vorrei uno stadio che sia un punto di ritrovo e motivo di orgoglio per i laziali». Tre i nodi principali: la copertura necessaria per ottenere il pass Uefa, i parcheggi che con la costruzione dell’Auditorium si sono ridotti, infine i vincoli ambientali oltre quelli degli eredi Nervi che ieri hanno parlato all’AdnKronos:«Lotito ha parlato di una riqualificazione dello stadio Flaminio? Vorrei capire anche io, se ne parla da 40 anni e non succe- de mai nulla. Il primo progetto di ristrutturazione che presentai è del 1982, poi ne ho fatti di altri. Per Veltroni, Rutelli, Alemanno… Se ne parla ma nel concreto nulla, zero ma la speranza c’è sempre». Poi c’è il problema delle zone pre-filtraggio per l’ordine pubblico che di sicuro non è facile gestire in un impianto in mezzo a un quartiere popoloso. È chiaro, comunque, che l’eventuale intervento della Lazio prevederebbe una compensazione immobiliare in altri parti della città. L’idea è regalare ai tifosi uno stadio da 35-38 mila posti, coperto con annesso negozio e museo di tutta la Polisportiva. Per ora è un sogno ma Lotito può trasformarlo in realtà.

Il Tempo

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SOCIETA'

UFFICIALE – Ecco i sei membri dello staff Sarri: Martusciello il vice

La S.S. Lazio comunica che, insieme al tecnico Maurizio Sarri, entrano a far parte dello staff tecnico della prima squadra: Giovanni Martusciello, allenatore in seconda; Davide Ranzato e Davide Losi, preparatori atletici; Gianni Picchioni e Marco Ianni, collaboratori tecnici; Massimo Nenci, preparatore dei portieri. 

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Ferrari (ex collaboratore di Sarri): “In serie D pagava di tasca propria i filmati degli avversari. Mourinho? In Premier lui vinse, il portoghese venne esonerato”

L'ex collaboratore di Maurizio Sarri, FABRIZIO FERRARI (Tiki Taka) in collegamento a 'QDL': "Se i tifosi laziali si aspettano il confronto con Mourinho, ricordiamo che già c'è stato in Premier League. Sarri arrrivò terzo e il portoghese vennee esonerato alla giornata 17. Ha riportato il Chelsea in Champions e gli ha fatto vincere l'Europa league. Ho conosciuto Maurizio nel 2002, lo sentì parlare all'associazione allenatori ad Arezzo, rapì tutti i presenti nonostante allenasse ancora in D. Si capiva non fosse banale, avesse idee diverse. Quell'anno lavorammo insieme, vincemmo il campionato, lui spendeva di tasca sua per avere le registrazioni della squadra avversaria. A volte spendeva anche molti soldi per il corriere. Aveva la quinta squadra più giovane, vinse la Coppa Italia e venne promosso giocando un grande calcio. Poi portò la Sangiovannese in C1. Al Napoli venne fuori proprio contro la Lazio, quando cambiò modulo e vinse 5-0. Nei sei confronti in campionato contro la Lazio segnò 18 reti e subì 5 reti. Per sarrismo si intende una squadra che gioca a memoria e diverte, ma per farlo servono giocatori che giocano per la squadra e non per se stessi. Alla Juve non fu così. Il suo maggior pregio è la sua cura del dettaglio, maniaco dei particolari, studia tutto. Difetto? Alle volte esagera nel farlo".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QDL’ – Bezzi: “Sarri, quanto di meglio si poteva scegliere. Il divorzio con Inzaghi? Si sono fatti un piacere reciproco…”

GIANNI BEZZI in collegamento a 'QDL': "L'operazione Sarri è quanto di meglio poteva fare la Lazio. Inzaghi resta uno dei migliori tecnici, Sarri è un grande tecnico, medagliato ed un profilo giusto per un segnale di crescita da parte del club rivolto ai tifosi. E' un ex direttore bancario, ha conoscenze importanti, è un tecnico partito dal basso, ha fatto divertire molto, ha vinto con Juve e Chelsea, parla le lingue, è un uomo che magari non ha una grande immagine, ma di grande spessore. La Lazio ed Inzaghi, divorziando, si sono fatti un piacere. C'anno guadagnato emtrambi. Non so se potevano separarsi in modo diverso, anche la Lazio non si è comportata bene in passato con lui. Se la Lazio avesse dato segnali importanti sarebbe rimasto, certo poi è arrivato l'Inter. Lotito si è sentito un po' con le spalle al muro, la scelta di Sarri che è uno che chiede anche di poter avere voce in capitolo, è molto importante. Sarri è uno che va anche un po' aspettato, ma valorizza come pochi i giocatori". 

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ARBITRI

Ora il mercato, visite per Kamenovic in Paideia. Con Kezman si parlerà anche del rinnovo di Marusic

Il mercato dopo l’annuncio di Maurizio Sarri: sistemata la questione tecnico, domani sarà la volta del primo acquisto. In realtà l’arrivo di Dimitrije Kamenović è stato già impostato a gennaio (3 milioni di euro al Cukaricki): domani mattina alle 08,00 con le visite mediche programmate presso la clinica Paideia si entrerà nella fase della definizione (poi la firma del contratto). Kamenovic è dunque il primo colpo dell’estate della Lazio.  Può fare il terzino sinistro in una difesa a 4, ma anche il ‘quinto’ di centrocampo e il terzo di una difesa a tre. Un giovane jolly che Sarri dovrà cercare di valorizzare e sfruttare al massimo. Arriverá a Roma con il suo agente Kezman con il quale entrerá nel vivo anche la trattativa per il rinnovo di Marusic.