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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Non vorrei che ad alcuni allenatori venga dato più tempo che ad altri” (AUDIO)

NMM‘ – BRUNO GIORDANO: “Non è normale che un tecnico appena arrivato chieda tempo, i risultati devono arrivare subito. Non vorrei che ad alcuni allenatori venga dato più tempo che ad altri. Ieri il Milan ha vinto tutti gli scontri diretti a metà campo, è stata una componente determinante ai fini della superiorità della squadra di Pioli”

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Ballotta: “Nessun allarme, sarà un insegnamento per la crescita futura” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA ora in collegamento a ‘NMM’! #radiosei“Nessun allarme, quello che è accaduto ieri contro una squadra forte come il Milan è la logica conseguenza di una squadra che ancora non ha fatto propri i concetti sui quali sta lavorando Sarri. Giocare molto in queste settimane aiuterà, intanto il primo big-match del campionato ti ha dato un riferimento delle cose che non vanno e su cosa lavorare. Ci sono squadre come Atalanta e Juventus che non stanno facendo bene e che in teoria dovrebbe essere avanti rispetto ai biancocelesti!”

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SOCIAL

Luis Alberto: “A San Siro una lezione, ma anche un insegnamento”

Una marcatura asfissiante da parte di Tonali e Luis Alberto è rimasto imbrigliato nel pressing rossonero. Il Mago non è riuscito ad incidere nel match contro il Milan, ma non si perde d’animo e guarda alle prossime partite con estrema fiducia. Su Instagram il suo pensiero: “Non è stata la partita che volevamo fare, abbiamo ancora margini di miglioramento e sono sicuro che presto torneremo a divertirci e farvi divertire come vogliamo e come meritate. Questo ci serve da lezione e ci dia stimolo per lavorare ancora di più”. Con il Galatasaray, in Europa League, l’occasione del riscatto. C’è poco tempo per pensare agli errori fatti. Ma ecco subito la possibilità di tornare alla vittoria e mostrare il miglior calcio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “C’è difficoltà ad assimilare le richieste di Sarri. Serve tempo e supporto” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QDL‘: “Siamo solo alla terza giornata, ma è già un momento cruciale. Questa squadra va aiutata, va dato tempo e deve essere sostenuta in modo perentorio. La cosa che ci dovrebbe preoccupare sarebbe la notizia di una squadra che non segue il proprio allenatore. Ma questo non risulta assolutamente, malgrado ieri non sia riuscita ad applicare quanto richiesto dall’allenatore. Questo rende l’idea della difficoltà di assimilare certe concetti. Con il Milan è stata anche una questione di mentalità, è venuto fuori un ibrido tra quanto chiede Sarri e quello che veniva fatto in passato. Ha ragione Sarri quando dice che vale la pena perdere almeno giocando con la propria idea di gioco. O si aspetta l’avversario o si attacca, ieri è stata una via di mezzo che non porta da nessuna parte”

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ARBITRI

Milan-Lazio, la moviola: manca un rosso a Bakayoko, male Chiffi e Mazzoleni

Brutta partita di Chiffi, c’è chi lo vorrebbe internazionale da gennaio: anche fosse per mancanza d’avversari, sarebbe un errore: mai in partita, mai accettato. Si perde un rigore che doveva vedere (la prima inquadratura del VAR lo inchioda), sul penalty avrebbe dovuto fischiare subito perché Kessie ritocca il pallone dopo che aveva colpito la traversa, invece fischia la fine. Peggio: manca un rosso a Bakayoko, Mazzoleni dormiente (o impietosito?) non sana l’er- 
rore. Il finale è solo colpa sua.

Rigore netto

Calcio di Immobile a Kessie, è netto, Mazzoleni lo richiama al VAR, Chiffi ci mette anche molto a verificare. Kessie tenta il colpo di testa dopo la traversa: era calcio di punizione indiretto (e poi semmai la fine del tempo). 

Da rosso

Bakayoko sale sopra la caviglia di Acerbi che lo aveva anticipato, da rosso, se gli hanno suggerito il giallo per evitargli un altro viaggio al monitor è un altro errore. Male. 

VAR: Mazzoleni 5 

Solo il rigore, francamente poco…

Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Lazio cantiere aperto, serve tempo per la mentalità di Sarri. Puó permettersi tutti questi giocatori offensivi?

Il Milan ha esibito tutta la sua forza contro la Lazio, dando la sensazione di essere la rivale più pericolosa nella difesa del titolo. È ancora molto presto, sia chiaro, ma le indicazioni emerse sono abbastanza chiare: Pioli ha una rosa importante, ricca di soluzioni offensive, soprattutto dopo il ritorno di Ibrahimovic, in gol pochi minuti dopo il suo ingresso, e l’acquisto di Giroud. Se poi Leao continuerà a giocare come ieri sera, quando è apparso inarrestabile per la fragile difesa della Lazio, il Milan avrà dalla sua anche l’imprevidibilità di un talento che sembra ancora non credere a se stesso.
     Pioli ha stritolato Sarri dal punto di vista tattico e fisico con una squadra aggressiva e ricca di qualità, feroce nel recupero del pallone: Luis Alberto e Milinkovic marcati a uomo, Felipe e Pedro anticipati prima che innescassero la quinta marcia, Leiva soffocato non solo dalla sua inevitabile stanchezza. La Lazio non è mai riuscita a trovare una soluzione per alzare la testa e confrontarsi con il Milan: si vede che è un cantiere ancora aperto, ma i nove gol contro l’Empoli e lo Spezia avevano illuso qualcuno che il passaggio da Inzaghi a Sarri fosse già stato assorbito dai biancocelesti. Niente di più sbagliato: la squadra, intesa proprio come squadra, è in grande ritardo, soprattutto nella fase di recupero palla e nell’atteggiamento difensivo. In pratica la linea di Sarri ha accompagnato i milanisti verso l’area di Reina sia in occasione del primo gol di Leao sia nel raddoppio di Ibrahimovic: passare da tre a quattro non è mai facile, in particolare quando giochi con due centrocampisti offensivi come Luis Alberto e Milinkovic e due ali come Pedro e Felipe al servizio di Immobile, che ha vissuto un’altra serata da incubo con le spalle alla porta. Avrà pensato di essere rimasto in Nazionale, isolato in un contesto tattico che non esalta le sue qualità. Le correzioni preparate di corsa da Sarri, con gli inserimenti di Lazzari, Zaccagni e poi di Basic, non hanno prodotto alcun effetto, anzi…: il Milan ha dominato dal primo all’ultimo minuto e l’errore di Kessie dal dischetto ha solo aiutato la Lazio a contenere il risultato. Ci vorrà tempo, al tecnico toscano, per trasmettere la sua mentalità, che non prevede l’attesa ma si dedica solo all’offesa: potrà reggere la Lazio così tanti giocatori d’attacco tutti insieme? La sensazione è che la risposta sia decisiva per il futuro biancoceleste. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Leiva: “Questa gara ci dice quanto ancora dobbiamo lavorare…” (AUDIO)

Nel post partita, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, canale 233 di Sky, il centrocampista biancoceleste Lucas Leiva:

“Questo risultato fa capire quanto dobbiamo lavorare, abbiamo forzato alcuni passaggi e regalato al Milan pericolose ripartenze. Testa bassa perché è ancora lunga, c’è tempo per recuperare. Oggi la nostra pressione è stata poco efficace.

Bisogna lavorare per risolvere le cose che non sono andate e ripartire, non è questo risultato a determinare il nostro valore. Giovedì giocheremo in un ambiente caldo in Turchia, ma vogliamo fare bene in Europa League e dire la nostra”.

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Cambiando il modo di giocare deve cambiare quello di pensare. Fatto il contrario di quanto provato” (AUDIO)

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, dopo la sconfitta rimediata sul campo del Milan è intervenuto al microfono di Dazn: “Niente di particolare. Un ragazzo ha fatto un gesto che a persone più anziane non si fa, ma poi è finito tutto perché Ibra l’ha portato a chiedere scusa. Saelemaekers? Sì, ma sono cose da campo. Nulla di particolare”.

Sui problemi di stasera a centrocampo.
“Il problema è che se diventi attendista e aspetti con una linea più alta di centrocampisti poi la palla filtra per forza. Se avessimo alzato il baricentro e fossimo andati nella metà campo avversaria i palloni sarebbero stati meno. Il problema è a monte”.

Qual è la prima cosa che vorresti vedere dalla tua squadra da qui in avanti?
“Cambiando il modo di giocare deve cambiare il modo di pensare. In campo mezzo secondo di pensiero succede e questo ti porta ad essere in ritardo. La squadra deve avere il coraggio di andare a difendere nella metà campo avversaria. Questo ci costa pazienza, ma se si perdono le partite non giocando il nostro calcio è più presente”.

Temeva potesse arrivare una prestazione come quella di stasera?
“Quando vieni dalla sosta per le nazionali l’incognita è tripla perché è un processo strano: vai a giocare in un gruppo diverso, in maniera diversa, per obiettivi diversi e poi torni qui. Al di là dell’aspetto fisico. Ci sono anche le problematiche mentali. Per cui queste sono partite in cui l’incognita è forte, soprattutto per squadre come noi che ancora non hanno un’identità ben definita”.

Qual è la cosa che ti ha sorpreso di più negativamente della prestazione di stasera?
“Abbiamo fatto una partita contraria rispetto a quello che proviamo per tutta la settimana. Ci siamo messi ad aspettare l’avversario nella nostra metà campo, questo per me è fonte di delusione. Poi però bisogna essere lucidi, capire che gli sto chiedendo cose a cui non erano abituati, per cui certe partite possono venir fuori”.

Quanto sono larghe le spalle di Immobile per allontanare le critiche che riceve in Nazionale?
“Non siete molto normali, nessuno a livello di media. Per alcuni contano i numeri, per Ciro non contano i numeri. Ciro ha dei numeri per cui è inattaccabile. L’Italia ha vinto un Mondiale con un attaccante che ha segnato meno. La Francia ha vinto un Mondiale con Giroud a zero gol. E’ un grandissimo attaccante, è stato utile in mille maniere in Nazionale. Vedo che i numeri contano molto per certi personaggi e contano meno per altri personaggi”.

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APPROFONDIMENTI

Sarri espulso a San Siro: la frase urlata a Saelemaekers

Finale ad alta tensione a San Siro al triplice fischio di Milan-Lazio. Maurizio Sarri entra in campo e se la prende con Saelemaekers: “Devi portare rispetto!”, la frase urlata, diverse volte, sotto il volto del giocatore belga. Il tecnico della Lazio, molto nervoso, viene anche espulso da Chiffi. Diversi giocatori intorno al capannello che si è venuto a creare a metà campo, tra cui Leiva. Interviene Derkum, team manager biancoceleste. Poi anche Ibrahimovic, che si spiega con Sarri. Dopo una manciata di secondi torna la calma. Pedro abbraccia Ibra, l’allenatore laziale si allontana visibilmente arrabbiato. Già durante il secondo tempo c’era stata tensione con Saelemaekers.

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SERIE A

Spenta, soffocata, mai in partita: ko a Milano e tanta strada ancora da fare

Spenta, soffocata, mai in partita. La Lazio interrompe la sua corsa a San Siro contro un Milan coraggioso e ben messo in campo da Pioli: il 2-0 finale firmato da Leao e Ibrahimovic è netto e senza appello. Dopo le convincenti vittorie contro Empoli e Spezia e i nove gol segnati, la squadra di Sarri delude nel gioco e nello spirito. Per i rossoneri, che sbagliano anche un rigore con Kessie, i 9 punti in classifica dopo tre giornate sono già un primo segnale lanciato alle concorrenti.Il tecnico biancoceleste conferma in avanti il trio di Empoli con Pedro, Immobile e Felipe Anderson, con il rientro di Luis Alberto dal 1′ in mezzo al campo e Marusic al posto di Lazzari sulla destra. Dall’altra parte, Pioli si affida in attacco a Rebic, supportato da Florenzi, Diaz e Leao sulla trequarti. A centrocampo la coppia Tonali-Kessie è in grande forma. Pressing a tutto campo e ritmo alto mettono in difficoltà la Lazio che non riesce a esprimere il gioco che vorrebbe: Sarri in panchina si agita più del solito. Il Milan detta i tempi e avanza con forza fino al limite dell’area, dove però Rebic, Leao e Diaz sono poco concreti. La Lazio soffre soprattutto in mezzo al campo, dove Leiva e Luis Alberto faticano a tenere palla anche grazie all’intensità asfissiante dei rossoneri. Non arrivano così palle giocabili in avanti, con Immobile e Felipe Anderson in ombra.La squadra di Pioli continua a spingere e nel finale di primo tempo trova il gol: potente accelerazione centrale di Leao che arriva al limite dell’area, chiude un triangolo con Rebic e batte Reina. Ibrahimovic esulta in panchina ma poi si dispera 6′ dopo, quando Kessie colpisce una clamorosa traversa su rigore ottenuto al Var per un intervento di Immobile sullo stesso centrocampista rossonero. A mezzora dalla fine, Pioli ne cambia tre inserendo Ibrahimovic, Bakayoko e Saelemaekers al posto di Leao, Kessie e Florenzi. Sarri risponde con Lazzari e Zaccagni per Marusic e Felipe Anderson. La Lazio prova a dare un po’ di velocità alla manovra, ma il Milan è molto attento e al 22′ raddoppia in contropiede. Bellissima la discesa sulla sinistra di Rebic e perfetto l’assist al centro dell’area dove Ibra (con gli scarpini slacciati) firma facilmente il 2-0 finale. corrieredellosport.it