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FORMELLO – Rifinitura al primo vero allenamento: riecco Pedro, Cataldi e Milinkovic, Lazzari torna terzino

FORMELLO – Rifinitura che conferma le indicazioni della vigilia. Lazio a Napoli con il tridente dei titolari: Felipe Anderson, Immobile e Pedro. Si pensava ad un possibile turno di riposo per il brasiliano con Zaccagni pronto a giocare dal primo minuto. L’ex Verona invece, in crescita, partirà dalla panchina.

Reina pronto a tornare tra i pali dopo il turno di riposo in Europa League. Lazzari a destra, Hysaj a sinistra con Marusic unico indisponibile (rientrato a Roma dopo essere risultato negativo al Covid). In mezzo sicuri Luiz Felipe e Acerbi. In regia torna Cataldi con Luis Alberto e Milinkovic ai suoi lati. Immobile guida l’attacco confermatissimo con Felipe Anderson e Pedro.

Lazio, la probabile formazione (4-3-3) – Reina; Lazzari, Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Pedro. All. Sarri.

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Cataldi al centro della Lazio: “Sarri stimolante, lavoro per diventare il suo play ideale. A Napoli per imporci, ma siamo ancora al 60%” (AUDIO)

Alla vigilia della partita in casa del Napoli, il grande ex – il tecnico Maurizio Sarri – non parla in conferenza: non è una novità quando la Lazio gioca il giovedì in Europa League. Al posto dell’allenatore, in sala stampa a Formello alle 14 è atteso il centrocampista Danilo Cataldi.

Ti stai imponendo come play nel 4-3-3 di Sarri. Hai visto da vicino Jorginho in Nazionale, in quale aspetto ti senti simile?
“Fare paragoni è troppo azzardato. Faccio questo ruolo con Sarri da poco tempo, so che devo migliorare tanto. Sto cercando di capire dove posso crescere anche con lo staff. Il ruolo è difficile, sei al centro della squadra, il mister chiede molto. Dopo le partite vedo dei video per capire e osservare le situazioni. Sicuramente ho qualcosa in meno in fase difensiva, ecco su questo aspetto lavoro di più”.

Contro il Napoli, nel gennaio del 2015, hai esordito in Serie A…
“Mi ricordo bene, perdemmo 1-0. È stata una bella emozione, sono passati 7 anni e sono accadute tante cose. Non penso di essere cambiato rispetto al passato, magari adesso ho più fiducia e più continuità. Voglio diventare un giocatore fondamentale per la Lazio. Viviamo adesso il presente, domani andremo a Napoli per cercare di imporre il nostro gioco come abbiamo fatto a Mosca. Ho visto la squadra bene anche contro la Juventus, poi gli episodi hanno spostato l’indirizzo della partita”. 

Giovedì avete ritrovato Immobile: cosa dà alla squadra oltre i gol?
“I numeri parlano da soli. È il nostro capitano, dà entusiasmo. Anche gli avversari sono condizionati da lui, sanno che non possono fare errori altrimenti ti punisce”.

Che peso dai a Napoli-Lazio?
“Un peso importante, è una partita tosta. Il Napoli insieme al Milan è la squadra che ha giocato il miglior calcio. Noi siamo in un momento di crescita come abbiamo più volte detto, ma penso che siamo al 50%-60% di quello che possiamo diventare. Da 6 anni la Lazio non vince a Napoli? Me la ricordo, era una partita da dentro o fuori”. 

Il sorteggio dell’Italia per i Mondiali non è facile. Servirebbe rivedere i calendari per aiutare Mancini?
“Sono sempre dell’idea che prima del Portogallo c’è un’altra partita da giocare. Il tempo? Si va verso vie complicate. Quando si parla di calendari e nazionali è sempre problematico. Noi siamo rientrati ieri tardi, oggi ripartiamo, domani giochiamo e giovedì abbiamo un’altra partita. Speriamo che il tempo a disposizione basti per andare in Qatar”. 

Alla Lazio hai avuto Pioli, Inzaghi e ora Sarri: ci racconti la diversa metodologia?
“Pioli mi ha fatto esordire, ha creduto subito in me. È stato come un padre, un punto di partenza importante per capire determinate dinamiche. Mi dispiace non avergli dato tutto il secondo anno, ma ho avuto dei problemi. Inzaghi ti fa stare bene: è un allenatore competente e sa sempre trovare il modo di essere positivo. Nel momenti importanti riusciva a trasmettermi qualcosa in più. Sarri è uno dei migliori allenatori in Europa, è stimolante giocare per lui. Ogni giorno puoi imparare qualcosa, pretende molto”. 

L’obiettivo della Lazio?
“Io e i miei compagni ragioniamo partita dopo partita. Con Sarri, dopo 5 anni, le idee ci si sono scombussolate. È chiaro che non possiamo fissare obiettivi a lungo termine. Dobbiamo pensare al quotidiano”.

Hai preso il posto di Leiva e giochi con Milinkovic e Luis Alberto. Qual è il segreto per aver raggiunto quest’alchimia? Non c’è quasi un mediano di rottura…
“Forse la disponibilità da parte di tutti di fare uno sforzo in più. Non c’è il segreto, solo il nostro sacrificio”.

Ti ricordi un momento esatto in cui hai preso la consapevolezza di poter diventare importante?
“Non mi sento un titolare fondamentale, non la vedo così. Se gioco è perché il mister pensa che possa essere utile. C’è sempre una competizione positiva tra me, Leiva ed Escalante”.

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Marusic, via libera dal Covid: oggi a Roma

Sono invece arrivate buone notizie da Marusic: l’ultimo tampone, eseguito ieri mattina a Belgrado ha dato esito negativo e l’esterno montenegrino ha avuto il via libera. Oggi rientrerà a Roma, ma i tempi sono strettissimi per portarlo a Napoli. Dovrà essere sottoposto alle visite di idoneità. Tutti gli altri dovrebbero essere disponibili, compreso ImmobileCorriere dello Sport

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Odissea rientro: sette ore di viaggio per tornare da Mosca

Sono saliti sul pullman, lasciando l’albergo di Mosca, alle 9 di mattina, le 11 in Russia. Un’ora di trasferimento per raggiungere l’aeroporto distante 45 km dalla città. Quattro ore di volo, il charter della Lazio è atterrato a Fiumicino poco dopo le 15. Tirando le somme, sette ore e mezzo di viaggio per tornare dalla Russia. Un’odissea. Logica, questa volta, la preoccupazione di Sarri, ossessionato dai calendari. Il tecnico ha rimandato tutti a casa, ha chiesto di provare a recuperare nel miglior modo possibile, approfittando di una sola notte di sonno. Nel pomeriggio la Lazio si ritroverà a Formello per l’allenamento di rifinitura, l’unico disponibile per preparare la partita con il Napoli. Subito dopo è prevista la partenza in treno dalla stazione Termini. Dal quartier generale di Formello non sono emersi infortuni o casi preoccupanti. Laziopress.it

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Lazio, l’importanza di battere il Galatasaray: riposo e ricavi

Testa al Napoli, concentrazione massima sul campionato. Ma negli uffici di Formello hanno già capito l’importanza di battere il Galatasaray, il prossimo 9 dicembre, per il primato del girone d’Europa League. La Lazio si gioca il primo posto all’Olimpico in una partita che può valere tanto per due aspetti fondamentali. Il primo: passare in testa vuol dire incassare altri 3 milioni da aggiungere ai 9 già messi al sicuro con le partite del girone. Il secondo: un mese supplementare in più di riposo, perché così si andrà direttamente agli ottavi.Con una vittoria contro il Galatasaray, la Lazio entrerebbe direttamente agli ottavi per andare in campo il 10 e il 17 marzo (sorteggio il 25 febbraio). E così Sarri avrebbe tre mesi pieni per concentrarsi solo sulla rincorsa al quarto posto in Serie A e gestirebbe con superiore tranquillità la Coppa Italia (ottavi a metà gennaio con la vincente di Udinese-Crotone, eventuali quarti il 9 febbraio, semifinali il 2 marzo e il 20 aprile) In caso di pareggio o sconfitta, la situazione cambia. Un turno in più da giocare con le terze della Champions League a febbraio. Il calendario si riempirebbe di nuovo. E il fattore economico conta. Da primi nel girone si incassa di più. Soldi freschi da poter investire a gennaio. Mica male al netto delle possibili richieste di Sarri per rinforzare la rosa. Corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Matthäus ricorda Diego Maradona: “Un onore giocare contro il migliore” (AUDIO)

“Ho molti ricordi, anche intensi, legati a Maradona – racconta Matthäus -. È andato via troppo presto. Era una festa anche in campo. Non importa se con la maglia dell’Argentina o del Napoli, Diego era semplicemente il migliore di tutti”.

Cosa significava giocare contro Maradona?

“Era un onore, era stimolante, era una grande emozione. Che fosse un’amichevole, che fosse un Inter-Napoli o la finale dei Mondiali. Era bello affrontarlo perché le gare erano dure, tese, sentite, ma sia prima che dopo la partita parlavamo cordialmente. Era vero antagonismo sportivo: duro, ambizioso e leale. Abbiamo vissuto bei momenti insieme, eravamo legati seppur rivali: lui è venuto alla mia partita d’addio a Monaco, io alla sua a Buenos Aires. C’era una bella amicizia sportiva”.

Si dice che Maradona fosse particolarmente generoso coi compagni…

“Non ho mai giocato con lui se non in occasione della partita d’addio di Platini, ma che Diego fosse un generoso era risaputo. La squadra giocava per lui non perché lui si imponesse, ma perché sapevano tutti che facendolo avrebbero vinto. Fuori dal campo discuteva con il presidente del Napoli per i premi dei compagni. Si affidavano a lui per qualsiasi cosa. Ma da Van Basten a Beckenbauer fino a Cristiano Ronaldo, credo sia normale che la squadra giochi per questi campioni. Perché è evidente che vincere con loro è più facile”.

Ricorda la sua prima contro Maradona?

“Fu nel marzo del 1982, in un’amichevole fra Germania e Argentina. All’epoca ero giovane, non ero famoso né titolare, Diego era già un semi-Dio in Argentina. Sapevo che sarebbe stato un impegno difficile per me, sapevo che marcarlo sarebbe stata dura. Mi preparai psicologicamente già nei giorni precedenti, per questo ancora ricordo quella gara. Anche leggendo gli articoli di giornale andò bene: pareggiammo 1-1, e non segnò Maradona”.Cosa ricorda delle due finali Mondiali giocate contro di lui?”Nel 1986 per me fu particolarmente difficile. All’epoca avevo ancora un ruolo prettamente difensivo, quindi di fatto ero chiamato a marcarlo. Quella era la sua edizione del Mondiale, era stato per distacco il migliore di tutti. In campo le sfide con lui erano intense e stimolanti, ma molto leali. Nel 1986 vinse lui, seppur non segnando. Quindi penso di non essermela cavata male. Nel 1990 cambiò tutto: giocavo più offensivo, quindi non lo marcavo più direttamente. A Roma vincemmo noi, meritando. Come avevano meritato loro 4 anni prima”.Nel 1990 l’Argentina arrivò in finale dopo la discussa semifinale di Napoli con l’Italia nella quale Maradona fu protagonista anche fuori dal campo…”Quella della semifinale Italia-Argentina al San Paolo fu una polemica inutile, perché quando venne assegnata quella partita allo stadio di Napoli, nessuno sapeva quali nazionali ci sarebbero arrivate. Italia e Argentina sarebbero potute uscire già prima. Queste sono semplicemente coincidenze che rendono più avvincente lo sport. Certo, per l’Italia quella, in seguito all’appello di Maradona ai napoletani, non fu una vera gara casalinga, ma credo che l’unica colpa della vostra eliminazione ce l’abbiano i rigoristi che sbagliarono dagli 11 metri. Né gli organizzatori, né Maradona, che fu furbo a sfruttare a suo vantaggio l’amore che la città provava per lui”.Voi avevate preferenze su chi incontrare in finale?”Senza dubbio. Per noi era meglio giocare contro l’Argentina, perché affrontare i padroni di casa, ai Mondiali, è sempre particolare e pericoloso. Figuriamoci in finale. Ci era già successo, anche se in turni differenti, nel 1982 in Spagna e nel 1986 in Messico e furono gare complicate. Inoltre ritengo che l’Italia fosse tecnicamente più forte dell’Argentina e forse anche di noi. La finale, giocata a Roma, con l’eliminazione dell’Italia divenne quindi un vantaggio per noi: molti italiani tifavano contro l’Argentina, inoltre quello era lo stadio di Rudi Völler, che a Roma ancora oggi è molto rispettato. Il pubblico era per noi. Inevitabile fosse un vantaggio”.

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STATISTICHE

Immobile vede Napoli e segna: il dato fa sorridere Sarri

Ciro Immobile è completamente guarito dall’infortunio al polpaccio, i due gol in Europa League contro la Lokomotiv hanno dato il certificato finale. Ora punta il Napoli dopo aver messo minuti nelle gambe. Con gli azzurri il rendimento è stato sempre ottimo: 16 sfide totali con 7 reti e 3 assist. Ciro sorride meno a livello di squadra: ha vinto appena in 3 occasioni, pareggiato in una e perso ben 12 volte. Ma la sua firma, anche in caso di sconfitta, non è mai mancata.Alla prima occasione da titolare, con la maglia del Genoa nel lontano 2012/2013, subito in gol. Con la casacca del Torino mai una rete, con quella della Lazio sempre scatenato. In gol contro il Napoli da sei partite di fila, la sua firma anche nell’ultimo incrocio in cui la squadra di Gattuso ha trionfato per 5-2 al Maradona. Cambiati gli allenatori: Spalletti da una parte, Sarri dall’altra al posto di Simone Inzaghi. Ciro è sempre lì, a guidare l’attacco di una Lazio affamata di punti che può contare sull’uomo della storia. Proprio al Napoli, secondo i tifosi che si sono espressi tramite un sondaggio, la punta ha segnato il suo miglior gol. Era il 2018. Lancio lungo di Acerbi, controllo e finta dell’attaccante che disorienta tre difensori azzurri: Mario Rui, Koulibaly e Albiol. Poi sinistro che non lascia scampo a Karnezis. Sogna altre reti, è il suo mestiere e gli riesce piuttosto bene. Corrieredellosport.it

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NAZIONALI

Sorteggi playoff Mondiali 2022: sarà Italia-Macedonia. Poi eventuale finale col Portogallo. Mancini: “Sarà dura”

Sorteggio durissimo Per l’Italia è durissima. Gli azzurri giocheranno la eventuale finale, come da sorteggio, in trasferta.

Gruppo A
Scozia – Ucraina
Galles – Austria (la vincitrice di questa semifinale gioca la finale in casa)

Gruppo B
Russia – Polonia (la vincitrice di questa semifinale gioca la finale in casa)
Svezia – Repubblica Ceca

Gruppo C
Italia – Macedonia del Nord
Portogallo – Turchia (la vincitrice di questa semifinale gioca la finale in casa)

Roberto Mancini parla a FIFA TV dopo il sorteggio che vedrà gli azzurri affrontare la Macedonia in semifinale e poi una tra Portogallo e Turchia in finale. “Per noi è molto difficile: la Macedonia è forte e poi andremmo a giocare in finale contro Turchia o Portogallo. Sarà dura, sono forti”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Lo stadio Maradona spingerà, ma la Lazio può far male al Napoli. Ecco come…” (AUDIO)

AUDIO ‘NMM’ – Ascolta l’intervento del doppio ex per eccellenza di Napoli-Lazio, BRUNO GIORDANO: “Sarà uno stadio caldissimo tutto per Diego e per aiutare la squadra di Spalletti ad uscire da questo primo momento difficile. A loro mancheranno giocatori determinanti, la Lazio ha le carte in regola per creare loro seri problemi. Una zona chiave del capo può essere la fascia sinistra del Napoli, dove Felipe Anderson può fare male a Mario Rui. Assenza Osimhen pesante, la difesa della Lazio senza di lui può permettersi di giocare più in avanti”

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ESCLUSIVE NEWS

‘NNM’ – Negro, l’amore dei laziali, l’accostamento Sarri-Zeman ed una domanda: “Perchè Lazzari gioca terzino?” (AUDIO)

Il primo marcatore in Champions della Lazio allo stadio Olimpico ed il recordman di presenze europee: PAOLO NEGRO ora in collegamento a ‘NMM’! #radiosei
“L’amore e la considerazione che i tifosi della Lazio hanno nei miei confronti ancora oggi è la cosa più gratificante. La nascita del club a Siena che porta il mio nome è una conferma incredibile, pazzesco pensare che verrà gente da Roma per le nostre gare. Seguo la Lazio di Sarri, mi è piaciuta molto ieri e penso che possa solo crescere. Serve tempo per costruire qualcosa di realmente solido, ma già ora sta facendo bene e si giocherà la Champions. E’ cambiato molto in fase difensiva rispetto ad Inzaghi, ma la sensazione è che le cose vadano sempre meglio. Da questo punto di vista, Sarri può essere accostato a Zeman. Linea alta, pressing e coraggio nelle scelte. Per tutto questo serve pazienza, ma le risposte già ci sono. Mi chiedo una cosa, perchè Lazzari gioca da terzino e non alto a destra? Patric e Marusic sono più adatti a fare i terzini…”