Francesco Acerbi, difensore della Lazio, ha parlato a DAZN dopo il successo sul Genoa: “Non me ne frega meno di niente delle voci, fa parte del nostro lavoro, di quello che facciamo. Meno male che la gente non sa cosa succede nello spogliatoio. Essere al decimo posto con l’allenatore e la rosa che abbiamo non può farci piacere. Ce la stiamo mettendo tutta o quasi. Oggi dovevamo vincere a tutti i costi e lo abbiamo fatto giocando anche discretamente”.
Come valuti il vostro percorso? “Il nostro percorso è altalenante vincere fa sempre bene. L’importante oggi erano i tre punti. Sappiamo di voler dare una svolta al nostro campionato”.
Risposta della squadra? “L’impegno c’è sempre, mancano un po’ le distanze e ci vengono difficili anche le cose poi semplici. E un momento così, cerchiamo di vincere a Venezia e poi di tornare più freschi”
Sarri si è arrabbiato per il gol preso. Quando si vince si è poi convincenti, stiamo facendo un po’ di fatica a capire quello che vuole il mister. Giusto che Sarri si arrabbi, anche noi volevamo un clean sheet.
Mancano i tifosi? “Si, già col Covid non c’era nessuno. Adesso ce ne sono cinque mila, accontentiamoci di questi”.
L’esultanza polemica e la reazione dei tifosi, Francesco Acerbi s’è preso qualche ora di tempo per riflettere, ma poi sono arrivate le scuse. Con un video pubblicato su Instagram, il difensore della Lazio ha spiegato il suo punto di vista, ammettendo di essersi reso protagonista di un gesto sbagliato. Di seguito, le sue parole: “Ciao a tutti! Questa sera ho fatto un gesto sbagliato, è stato dettato unicamente dall’adrenalina, non per mancanza di rispetto. Mi dispiace, ma sapete quanto ci tenga alla Lazio, ai tifosi, al mondo Lazio. Vi mando un grande abbraccio, sempre forza Lazio. Buonanotte”.
Sembrava una vittoria di corto muso, alla fine la Laziosi concede e regala all’Olimpico un 3-1 che allontana qualche fantasma, nonostante la sbandata finale. I biancocelesti tornano a vincere nello stadio di casa: non succedeva dal 7 novembre, con lo stesso risultato, sulla Salernitana. Oggi la vittima è il Genoa, che se è questo dovrà fare davvero i salti mortali sul mercato di gennaio per potersi salvare. Tutto fin troppo facile per la squadra di Maurizio Sarri, che trova il vantaggio con Pedro nel primo tempo, il raddoppio con Francesco Acerbi a un quarto d’ora dalla fine e il tris di Mattia Zaccagni. Emblematico che a segnare la vittoria siano i due nuovi acquisti più importanti e il volto simbolo degli ultimi anni biancocelesti. Forse le due anime del nuovo corso laziale iniziano davvero a fondersi, di sicuro – in una serata in cui l’assenza di Immobile poteva pesare – è la risposta che serviva a Sarri. Se si considera tutto quello che è successo in settimana, può essere la vittoria della svolta. I rossoblù di Andrij Shevchenkosi svegliano davvero troppo tardi: il primo tiro in porta arriva al 53′, il secondo all’86’ e vale la prima rete nel massimo campionato di Filippo Melegoni. Qualcosa su cui lavorare per il futuro c’è, ma i liguri nell’arco dei novanta minuti continuano a essere davvero troppa poca roba per questa Serie A.
Le scelte iniziali: Felipe Anderson contro Destro.Privo di Immobile, Sarri reinventa il brasiliano come falso nove. Luis Alberto va in panchina, gli viene preferito Basic con capitan Milinkovic. Destro centravanti “vero” per Sheva, che dà fiducia a Portanova in mediana.
Ci pensa Pedro. 1-0 Lazio al 45′, il Genoa non tira.Partono forte, la Lazio e il suo numero 9 che però gioca a destra. Lo spagnolo impegna subito Sirigu: attento. La palla si divide fra biancocelesti e rossoblù, ma tra i piedi degli uomini di Sarri fila meglio. Quando arriva agli ospiti, fa più fatica: all’intervallo la squadra di Sheva sarà ferma a zero tiri, nello specchio o meno. I padroni di casa spingono soprattutto con Pedro e Zaccagni, mentre Felipe Anderson cerca di infilarsi nelle maglie della difesa avversaria senza avere il physique du rôle. La cattiveria, quella sì: superata la mezz’ora, si avventa su Vasquez che lascia palla lì. Il brasiliano si invola, entra in area e scarica centrale: tutto facile per Pedro, comunque il miglior in campo. Da lì in poi, la reazione degli ospiti è contenuta, mentre la Lazio cerca il bis senza crederci troppo. Tanto basta, per andare negli spogliatoi avanti di misura.
Entra Luis Alberto e l’Aquila vola alto. Il secondo tempo inizia con due cambi – entrambi forzati – nelle fila del Grifone: fuori Vanheusden e Sturaro, dentro Biraschi ed Hernani. Il primo squillo del Genoa arriva al 53′: telefonata centrale di Pandev, nessuna paura per Strakosha. Almeno, un segnale di vita. Sheva lo rinfocola inserendo Sabelli ed Ekuban, Sarri risponde cambiando la propria catena di sinistra. L’ingresso di Luis Alberto velocizza e abbellisce la manovra dei suoi, in un ritmo partita che rimane abbastanza fiacco perché ai capitolini basta tenere a casa il risultato e i liguri non sembrano davvero poterci riuscire. Il bis biancoceleste arriva così su palla inattiva, battuta proprio da Luis Alberto: ancora Vasquez perde Acerbi, che di testa batte Sirigu e poi va a zittire la propria tifoseria. C’è spazio ancora per altri due gol: il 3-0 biancoceleste è di Immobile, ancora una volta innescato dal numero 10 spagnolo. Nel finale, il diez genoano, Melegoni, trova la prima rete in Serie A. Un 3-1 che ha almeno il sapore della speranza. Tuttomercatoweb.com
Lazio's players celebrates after scoring the goal 1-0 during the Italian Serie A soccer match between SS Lazio vs Genoa CFC at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 17 December 2021. ANSA/GIUSEPPE LAMI
La prima vera indicazione sul calciomercato della Lazio è arrivata da Maurizio Sarri. In conferenza stampa, prima della sfida al Genoa, ha parlato della direzione che la società è pronta a prendere. Con il benestare dello stesso tecnico: “L’obiettivo è costruire una squadra possibilmente giovane, destinata a crescere nel tempo”. Si apre davvero un nuovo corso e spuntano nomi di calciatori giovani e future promesse.Sarri si aspetta due rinforzi per gennaio e 5-6 per l’estate. Il programma mercato, a prescindere dai nomi, è stato già fatto. Al momento ci sono due opzioni per l’attacco. La prima: il giovane Erik Botheim del Bodo/Glimt. Calciatore opzionato, campione di Norvegia e 22 gol segnati in 46 gare. Piace ed è baby, in linea con il progetto che sarà. L’altro nome porta a Kevin Lasagna, 29 anni, del Verona. E sempre a Verona piace, per il ruolo di difensore, Nicolò Casale, jolly della retroguardia di 23 anni. Interessa pure al Napoli. Il ds Tare è comunque concentrato sulle uscite. Senza cessioni difficile fare mercato. Muriqi è in partenza, si attende un’offerta per un prestito con diritto di riscatto. In uscita ci sono pure Vavro, Durmisi, Jony e Lukaku. Il mercato della Lazio dipende da loro. La questione dell’indice di liquidità condiziona le strategie e gli affari.
ROME, ITALY - SEPTEMBER 26: Felipe Anderson of SS Lazio celebrates with Ciro Immobile after scoring their side's third goal during the Serie A match between SS Lazio and AS Roma at Stadio Olimpico on September 26, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Dopo il passo falso in Europa League contro il Galatasaray, e la sconfitta in trasferta contro il Sassuolo, la Lazio è costretta a rialzarsi: all’Olimpico, nel match valido per la 18esima giornata del campionato di SerieA, arriva il Genoa di Shevchenko. Calcio d’inizio fissato alle 18:30. Queste le probabili scelte dei due allenatori:
LAZIO (4-3-3): Strakosha; Hysaj, Luiz Felipe, Acerbi, Marusic; Milinkovic, Cataldi, Luis Alberto; Pedro, F. Anderson, Zaccagni.All. Maurizio Sarri
Dimenticare la sconfitta col Sassuolo: è questo l’imperativo in casa Lazio. Domani alle 18,30 i biancocelesti di Maurizio Sarri torneranno in campo all’Olimpico contro il Genoa. Il tecnico toscano presenta la gara:
Ecco Sarri in sala stampa, inizia la conferenza. Prima domanda: veniamo da due giorni caldi, ha visto che il messaggio è stato recepito dalla squadra? “Questa è una squadra che ha un buon livello di applicazione, non deve recepire messaggi. Il campionato è chiaro: l’Europa League ci sta tritando, per colpe nostre. Dopo le partite di Europa League abbiamo una media molto più bassa, ti porta ad avere punti in meno. La squadra non riesce a gestire confronti così ravvicinati, soprattutto se si parla di confronti europei. Questo è il nostro limite attuale ed è la differenza tra la squadra forte e la squadra normale. La squadra forte riesce anche in condizioni precarie a strappare uno 0-0 o vincere 1-0 non meritando, noi invece arriviamo completamente scarichi. Non è questione di recepire messaggi: la squadra si allena bene”.
Rinnovo annunciato, quale obiettivo vi siete dati? “Di costruire una squadra giovane, destinata almeno in teoria a crescere nel tempo, facendo un percorso. Poi dove possa portarci non lo sa nessuno, però secondo noi è la strada più percorribile”.
Genoa e Venezia, cosa si aspetta? “Che si giochino. Abbiamo perso delle partite per non aver giocato. Poi vediamo come vanno, è chiaro che per noi è un discorso di cercare di togliersi i difetti che abbiamo mostrato finora, più che la classifica. Questa è una conseguenza: se riusciamo a toglierci certi difetti, migliora come logica conseguenza. Mi aspetto due partite giocate, fino in fondo”.
Com’è l’umore della squadra? “Abbiamo parlato di un problema, che è inconscio: nessuno vuole arrivare scarico alla partita. Essendo inconscio, è più difficile da risolvere. Nessuno arriva, dopo il giovedì europeo, completamente carico: basta guardare i risultati, è un’ecatombe. Però la capacità di tirare fuori punti in situazioni difficili è la differenza con le squadre forti. Noi non l’abbiamo dimostrato”.
Zaccagni, Pedro e Luis Alberto a disposizione? “Spero di sì, ieri hanno fatto tutto l’allenamento tutti e tre. Zaccagni aveva preso un colpo, Luis sembra in via di risoluzione, Pedro aveva solo un affaticamento”.
Previsti cinquemila tifosi. Incide l’orario, ma riempire l’Olimpico è un obiettivo per la squadra? “È una conseguenza. Se la squadra fa bene il pubblico torna e in grande numero. Se dà questi segnali, il pubblico viene meno”.
La classifica lei dice di non volerla guardare. I giocatori però hanno l’obiettivo Champions in testa? “Non so nemmeno dove siamo, aggiornatemi. Però non esageriamo: la Lazio ha fatto la Champions un anno in un momento storico in cui non c’erano né Inter né Milan. Non esageriamo, ha raggiunto questo obiettivo quando non c’erano loro. Adesso, se rapporti agli ultimi due anni, la situazione è più complicata”.
Forse è stata posta l’asticella in alto? “Nella testa dei calciatori ci deve essere solo di non mostrare certi difetti”.
Perché qualcuno, Acerbi su tutti, sta impiegando più tempo a recepire i suoi dettami? “È chiaro che i difensori possono avere difficoltà maggiori. In questo momento salta all’occhio che abbiamo tre che fanno bene: Zaccagni, Pedro e Basic. Non erano qui l’anno scorso, forse venendo da fuori il cambiamento è più assorbibile”.
Il Porto? “Non saprei neanche che dire. Se mi metto a guardare il Porto ora… Mi sembra che ci sia capitata una squadra forte, era difficile che fosse debole visto il regolamento attuale di Europa League. Noi forse abbiamo trovato una delle più forti”.
A livello di gioco che gara vorrebbe domani? “Il gioco è figlio della determinazione, non ho mai visto una squadra poco attivata fare la partita. Bisogna ripartire da lì, quando il livello di attivazione è basso non ho mai visto una squadra funzionare”.
Viste le parole di Lotito, da quanto non si sentiva così al centro? “Penso che l’esperienza di Napoli fosse tipo questa, molto più veloce però il fulcro era l’allenatore come sta succedendo qui. È il motivo per cui ho sempre detto che qui sto bene e che ci vorrei rimanere”.
RENZO GARLASCHELLI in collegamento a ‘QDL‘: “La Lazio balbetta, difficile dire le motivazioni. Ha perso troppe gare, Sarri deve mettere apposto un po’ la situazione. Mi è piaciuta poche volte, mi aspettavo altro. Dicono che sia una questione di tempo, aspettiamo. Non ho seguo la vicenda della cena di Natale, mi chiedo solo se comandano i giocatori o il presidente. Probabilmente si è creato qualcosa nello spogliatoio o comunque nei rapporti. Non so chi è il colpevole, probabilmente i giocatori non seguono Sarri”
SERGIO PETRELLI in collegamento a ‘QDL‘: “Non si vede un gioco fluido, la Lazio di Sarri è una squadra che solo raramente fa buone partite. Forse negli ultimi anni c’era maggiore unione. Quando si cambia allenatore di solito le cose poi vanno meglio, invece la vedo giocare e mi sembra una squadra anche un po’ molle. Ho sentito quanto avvenuto prima del discorso di Lotito nella cena di Natale, ragazzi che prendono e se ne vanno mi lascia un po’ interdetto. Lazzari? E’ un giocatore moderno, ha velocità, arriva sul fondo, ma spesso sono palle sprecate se non c’è nessuno che poi le raccoglie”
Claudio Lotito al termine del Consiglio di Lega di oggi, a Milano, ha provato a eludere in tutti i modi alle domande dei cronisti presenti sulla situazione della Salernitana. Oggi i trustee hanno comunicato che al 15 dicembre non sono pervenute offerte per l’acqusizione del club, una situazione che dovrebbe portare all’esclusione del club granata al termine del girone d’andata anche se oggi il Consiglio Federale ha votato a favore delle richiesta di proroga del Trust, una richiesta ch ora verrà girata alla FIGC in vista del decisivo Consiglio Federale del 21 dicembre.
Presidente ma ha visto lo striscione di protesta dei tifosi fuori l’Arechi? “Lo dovete chiedere a chi oggi governa la Salernitana, non sono certo io. Sono fuori”. Ma è preoccupato? “Io ormai sono fuori dalla Salernitana, quindi…”
epa09624374 Lazio’s Ciro Immobile celebrates after scoring during the Italian Serie A soccer match UC Sampdoria vs SS Lazio at Luigi Ferraris stadium in Genoa, Italy, 05 December 2021. EPA/SIMONE ARVEDA
FORMELLO – Allarme in casa Lazio, Ciro Immobile salta la rifinitura in vista del Genoa. Nel pomeriggio la squadra di Sarri si è ritrovata per preparare la partita di venerdì pomeriggio. Il grande assente è proprio il bomber laziale, che dovrebbe aver accusato dei problemi gastrointestinali. Prossime ore decisive per capire se potrà farcela ad andare in campo contro i ragazzi di Shevchenko. Sarri, durante la conferenza, ha fatto il punto sull’infermeria parlando solo delle condizioni di Luis Alberto, Zaccagni e Pedro. Tutti e tre recuperabili. Il tecnico studia le eventuali alternative già viste in stagione: rilanciare ancora una volta Muriqi o sfruttare Pedro da falso nove.
AGGIORNAMENTO – Le indicazioni che arrivano da Formello sulle condizioni di Immobile non sono rassicuranti: l’attaccante di Sarri è seriamente a rischio per l’impegno di domani con il Genoa. Il forfait viene considerato quasi certo: sarà il tridente leggere a guidare la Lazio con Felipe Anderson oggi provato come “falso nueve”. C’è un ballottaggio anche a metà campo, dove Luis Alberto sembra favorito su Basic.
PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Strakosha; Hysaj, Luiz Felipe, Acerbi, Marusic; Milinkovic, Cataldi, Luis Alberto; Pedro, Felipe Anderson, Zaccagni.