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SERIE A

Fiorentina-Lazio, i convocati di Sarri: torna Casale

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro la Fiorentina (ore 20:45) allo Stadio Franchi.

Portieri: Adamonis, Maximiano, Provedel;

Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Kamenovic, Lazzari, Marusic, Patric, Radu, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Luis Alberto, Marcos Antonio, Milinkovic, Vecino;

Attaccanti: Cancellieri, Felipe Anderson, Immobile, Pedro, Romero, Zaccagni.

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DICHIARAZIONI

Basic, parla l’agente: “Il vero Toma non l’avete mai visto”

Adrian Aliaj, agente di Toma Basic, ai microfoni di Gianlucadimarzio.com: “Parliamoci chiaro, Toma in Italia sta benissimo. È felice, non c’è nulla che possa allontanarlo da Roma. La preparazione è stata di altissimo livello. Basic si è allenato bene, ha segnato molti gol e si sente migliorato molto dopo questo primo anno in Italia. Andare via ora non avrebbe alcun senso: il vero Toma non l’avete ancora visto. C’è tanta qualità, è un un giocatore completo, l’unico al momento che può fare a centrocampo le due fasi di gioco. E poi, abbiamo un contratto molto lungo, che scadrà nel 2026. L’intenzione è quella di restare. Riconfermarsi, poi, non è così semplice. Lui ha tutta l’intenzione di farlo alla Lazio, con Sarri”

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, quanto sei cresciuta negli anni. Proprio le gare con la Fiorentina lo dimostrano

Quasi come fosse una sostituzione. La Lazio ha, a tutti gli effetti, preso il posto della Fiorentina. Nei primi anni di gestione Lotito, ancora in grave difficoltà economica, faceva fatica a stare fra le prime della classe. La Fiorentina, all’epoca in mano ai Della Valle, trascinata dai vari Mutu, Toni, Gilardino e Jovetic, si era invece stabilizzata nella parte alta della classifica. E a confermare che i toscani in quel periodo fossero più forti ci sono i risultati delle singole partite e gli esiti dei vari campionati. Nelle stagioni 2006-07, 2007-08 e 2008-09 la Fiorentina batte tre volte su tre la Lazio (curiosamente sempre 1-0) e (senza contare penalizzazioni) conquista rispettivamente 8, 20 e 18 punti in più. Differenza evidente, come quella che si è creata, a parti invertite, negli ultimi anni. Nel 2010-11 i biancocelesti tornano a vincere a Firenze e finiscono il campionato stando sopra. Non solo: negli ultimi 12 confronti diretti a Firenze la Lazio ha fatto il pieno di punti in 8 circostanze, finendo in classifica 9 volte in una posizione migliore (viola sopra l’ultima volta nel 2015-16). La squadra di Sarri si presenterà al Franchi con la miglior difesa della competizione (5 reti subite) ed essendo l’unica ad aver subito un solo gol nelle gare giocate in trasferta (i biancocelesti ne hanno disputate meno di chiunque altro). Saranno fra l’altro tutti a disposizione del tecnico. Vincere vorrebbe dire agganciare Udinese e Milan al terzo posto, portandosi a -1 dall’Atalanta e a -3 dal Napoli. Il tutto prima di dover affrontare proprio friulani e bergamaschi nei prossimi due turni di campionato. Vincere tutte e tre le partite significherebbe avere, mal che vada, la certezza del secondo posto in classifica. Ma per confermarsi ad alti livelli bisogna ragionare una partita per volta. Inserendosi gradualmente nella corsa Champions. Quasi come fosse una sostituzione…

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RASSEGNA STAMPA

Patric, da escluso della lista Uefa (2018) a unico sempre titolare. Lazio a Firenze con la miglior difesa del campionato

Dal collettivo, al singolo. La Lazio si presenterà questa sera al Franchi di Firenze avendo la miglior difesa del campionato: i biancocelesti non incassavano appena 5 gol nelle prime 8 partite giocate in Serie A dalla stagione 2001-02 (all’epoca c’erano, fra gli altri, Nesta e Stam), e, dopo le due reti incassate dall’Atalanta a Udine, è, seppur con una gara in meno alle spalle, la squadra ad aver subito meno reti in A (proprio insieme a quella bergamasca). Strano a dirsi, considerando che per anni il problema della Lazio era proprio la fase difensiva. Nelle sette edizioni di campionato precedenti a quella in corso (266 partite di Serie A) i biancocelesti avevano infatti subito 353 reti (1,3 di media a partita), la Juventus, nello stesso lasso di tempo, 219, l’Atalanta 316 gol (37 in meno della Lazio), la Roma 307 (46 in meno), l’Inter 273 (80 in meno). Il rendimento difensivo è quindi cambiato totalmente, con Sarri che più volte, fin dalla scorsa stagione, ha spiegato quanto per lui fosse importante che la squadra trovasse il giusto equilibrio (al punto da sacrificare spesso Luis Alberto in panchina). Il lavoro è stato lungo, ma alla fine il tecnico ha ottenuto la solidità tanto desiderata. Il miglioramento del collettivo ha permesso anche a Patric di crescere. Lo spagnolo è l’unico, dell’intero reparto difensivo (portiere compreso) ad aver giocato tutte e otto le prime giornate di campionato da titolare. Non solo: ha giocato più lui (663 minuti su 720), che non Romagnoli (565), Casale (146) e Gila (65). Considerando che nel 2018 Patric venne escluso dalla lista Uefa perché poco considerato (lui se ne lamentò anche sui social con un post “sono umile ma non stupido”) e che a gennaio, se non fosse stato per il veto di Sarri, sarebbe stato ceduto (aveva un accordo con il Valencia), è evidente quanto sia cresciuto e quanto abbia lavorato su se stesso. Errori pacchiani come quelli che permisero ad El Shaarawy (nel derby che costò a Pioli la panchina nel 2015) e Laxalt (in una partita col Genoa del 2018) di segnare di testa (non il loro punto di forza) non li commette più. Anche i tifosi, perfino quelli che più lo criticavano, gli hanno sempre riconosciuto grande impegno. Proprio per quello Patric è cresciuto, sfruttando il miglioramento di tutta la fase difensiva. Partendo dal collettivo Sarri è riuscito a mettere anche i singoli nelle condizioni di rendere al meglio. E, come nel caso di Patric, anche di sorprendere.
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SERIE A

Fiorentina-Lazio, probabili formazioni

Le probabili formazioni di Fiorentina-Lazio


FIORENTINA (4-3-3): Terracciano; Venuti, Milenkovic, Igor, Biraghi; Bonaventura, Amrabat, Barak; Nico Gonzalez, Kouamé, Saponara
All. Vincenzo Italiano

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Patric, Romagnoli, Lazzari; Milinkovic-Savic, Cataldi, Vecino; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni
All. Maurizio Sarri

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ALTRE

La Vivace vince all’esordio, ma è ancora senza campo

Comincia nel migliore dei modi il campionato della Vivace Gorttaferrata. La squadra allenata da Giovarruscio supera in trasferta il Rocca Priora per due reti a uno nella prima giornata del girone D della Promozione. A rovinare la festa ai biancorossi, però, sono ancora le vicende legate al campo comunale di Grottaferrata, che non sarà a disposizione del club neanche domenica prossima, quando la Vivace dovrebbe giocare in casa.

Il campo di via degli ulivi, infatti, è interessato da lavori che non sono ancora terminati. Non si prevedono tempi brevissimi, in quanto una volta che il campo sarà pronto sarà necessario attendere l’omologazione da parte degli enti preposti. Già nei giorni scorsi la Vivace, attraverso una nota, aveva parlato di “un forte danno di immagine sia nei confronti degli associati sia nei confronti dell’opinione pubblica”.

Ma, oltre il danno, potrebbe esserci anche la beffa: dopo il project financing indetto dalla precedente amministrazione comunale, di cui non c’è più traccia, secondo alcune indiscrezioni, la nuova Giunta di Grottaferrata sarebbe intenzionata ad assegnare il campo di volta in volta ai soggetti che ne faranno richiesta. Il club biancorosso non nasconde la propria preoccupazione di fronte ad un’ipotesi di questo tipo, che renderebbe difficile la gestione organizzativa dell’impianto e creerebbe confusione relativamente a responsabilità civili e penali legate ad eventuali danni alle strutture. Il timore più grande della Vivace è quello di gettare nell’incertezza i suoi circa cinquecento tesserati, e le rispettive famiglie, che meritano di poter svolgere attività sportiva con regolarità e in un impianto adeguato.

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FORMELLO

FORMELLO – Vigilia e rientri, Sarri recupera tutti: torna Zacc e dubbio a centrocampo

Maurizio Sarri può sorridere, mattinata di rifinitura in vista della Fiorentina con tutti i giocatori a disposizione. Alessio Romagnoli è sceso regolarmente in campo dopo i fastidi gastrointestinali post trasferta di Europa League. L’ex Milan ha risposto presente e domani sera al Franchi si metterà al solito posto. Vicino a lui ci sarà Patric. Ok anche Casale, rientrato da ieri in gruppo dopo l’infortunio muscolare. Tutto ok per Gila: nessuna lesione, si è allenato con il resto del gruppo ed è a disposizione.

Il dubbio di Sarri

Provedel sicuro in porta, solita difesa con Lazzari, Patric-Romagnoli e Marusic. Cataldi in regia, Milinkovic mezz’ala destra. L’unico dubbio per il tecnico riguarda Vecino-Luis Alberto. L’ex Inter potrebbe questa volta partire titolare ai danni del Mago. Più staccato Basic. In attacco Zaccagni al posto di Pedro con Immobile e Felipe Anderson. L’unico che è ai box è il giovane Bertini (lesione muscolare di secondo grado).

Lazio (4-3-3) – Provedel; Lazzari, Patric, Romagnoli, Marusic; Milinkovic, Cataldi, Vecino; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. All. Sarri.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile e l’amore per ottobre: segnò il suo primo gol in carriera e in nessun altro mese ha realizzato più reti

Un po’ di sfortuna, un po’ di imprecisione. Per questo Ciro Immobile ora si aggrappa alla cabala. L’attaccante della Lazio, rientrato dall’infortunio, è rimasto a secco contro Spezia e Sturm Graz. Nella prima gara ha fallito un rigore, nella seconda gli è stato annullato un gol per fuorigioco millimetrico (ravvisato solo dal Var). Il capitano biancoceleste ha però in ottobre il suo mese di grazia. Ed è così da sempre: il 27 ottobre 2010 realizzò la sua prima rete nei professionisti (era un Lecce-Siena, segnò di destro dal limite dell’area dopo esser stato servito in profondità). Domani contro la Fiorentina deve riprendere per mano la squadra e aiutarla a vincere la quarta partita di fila in A. Contro i viola, fra l’altro, segna senza distinzione che sia all’Olimpico (3 volte) o al Franchi (sempre 3), trovando almeno una rete in sei degli ultimi otto scontri diretti. Spesso i suoi gol sono anche pesanti: nel 2018-2019 realizzò l’unico gol dell’andata e timbrò anche nell’1-1 del ritorno. Nel 2019-20 regalò ai suoi la vittoria all’ultimo (2-1) e da quel momento la Lazio cominciò una straordinaria cavalcata che le portò 33 punti in 11 partite. Dicevamo delle reti a ottobre: da quel Lecce-Siena non si è praticamente più fermato. Tenendo conto solo dei club Immobile a ottobre ha segnato 38 volte, più che in qualsiasi altro mese dell’anno. Aggiungendo anche la nazionale, il numero 17 arriva a quota 42 (la prima doppietta in Azzurro arrivò nell’ottobre del 2016). Molte reti, fra l’altro, Ciro le ha realizzate nella prima decade del suo mese fortunato: nel 2013 timbrò il cartellino in Sampdoria-Torino (era il 6), nel 2014 in Anderlecht-Dortmund di Champions (era l’1), nel 2016 in Udinese-Lazio (doppietta) e poi ancora nel 2017, nel 2018 e nel 2019 (altra doppietta, stavolta a Bologna). Ieri intanto Sarri ha ritrovato Casale in allenamento: l’ex difensore del Verona si è scaldato a parte e ha poi svolto le prove tattiche con i compagni. Assenti invece Romagnoli (ma dovrebbe trattarsi solo di un problema intestinale) e Gila. Alla seduta ha assistito anche Massimo Maestrelli, al quale è stata regalata una maglia firmata da tutti e che ha poi a lungo chiacchierato con Sarri (da sempre estimatore del Maestro). La società biancoceleste ha ufficializzato la partnership con Orsolini, che sarà sponsor ufficiale per la stagione in corso (apparirà sui led bordocampo dello Stadio Olimpico, nei maxi schermi e nei backdrop durante le interviste e le conferenze stampa). Scivola invece la Primavera che, sconfitta in casa dall’Entella (1-0), dopo 4 giornate ha raccolto appena 4 punti.

Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

A Firenze una Lazio più guerriera con l’ex Vecino

Sarri per Firenze sta programmando la staffetta Vecino-Luis Alberto, ma prima di domani non si saprà ancora nulla. Luis Alberto ha giocato contro Spezia e Sturm Graz, è possibile che tocchi a Vecino contro la Fiorentina.

Vecino sarà un ex della partita: ha giocato 67 partite con la maglia viola e ha segnato 5 gol prima di essere ceduto all’Inter. La svolta, però, è arrivata con l’avventura ad Empoli (2014-15) dove ha conosciuto Sarri. Anche alla Fiorentina ha speso belle parole per il tecnico toscano, affermando che se si trovava alla Viola era in gran parte merito suo perché gli ha sempre dato fiducia facendolo giocare e migliorare giorno dopo giorno. Non è un caso, infatti, che sia stato proprio il Mister a chiedere di portarlo a Roma. Vecino è jolly di centrocampo, porta equilibrio ma allo stesso tempo è un assaltatore. L’inserimento in squadra è stato semplice dopo 10 anni di Serie A, ma anche perché la sua famiglia è di origine italiana, nello specifico del Molise.

Corriere dello Sport

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CITTA'

Maestrelli: accanto alla tomba di famiglia oggi la panchina del 1974 (AUDIO)

“E’ il mio regalo per il suo compleanno. Pensavo a una panchina perché la panchina nella vita di babbo è iconica e perché sentivo il bisogno di potermi sedere accanto a lui quando il sabato o la domenica puntualmente vado a trovarlo. Spesso mi fermo a leggere il giornale lontano dai rumori e vicino a tutti i miei cari”: oggi al Cimitero Flaminio è stata inaugurata l’opera dello scultore Claudio Nardulli accanto alla tomba di famiglia dove riposa Tommaso Maestrelli e con lui, come in una favola, anche Giorgio Chinaglia e Pino Wilson. Una panchina realizzata in marmo con all’interno il profilo ideale dello Stadio Olimpico e i nomi degli Eroi che, nel, 1974 regalarono alla Lazio il suo primo Scudetto.
“E con un ‘100’ che è la candelina su questa torta nella quale non potevano non esserci gli anni. Come in un compleanno”, spiega ancora Massimo.

Erano presenti in tanti: Giancarlo Oddi, Michelangelo Sulfaro e Bruno Giordano, i figli di Pulici, Wilson, Bezzi, Stefano Andreotti, Suor Paola, Daniela Fini, Angelo Tonello dirigente storico della Lazio e Pasquale Trane Presidente del Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento. E tanti tifosi che hanno amato Tommaso.
Ha officiato un breve momento di raccoglimento Padre Vittorio, cappellano storico della Lazio. Al Presidente Generale della Lazio, Antonio Buccioni, il compito di un breve discorso sul nobile significato della Lazio del 1974.

A coordinare con le Istituzioni questo momento storico, Alessandro Cochi, già Delegato allo Sport di Roma Capitale, dirigente ASI e grande tifoso laziale.

“Il ‘Primato del ‘74’, questo il nome dell’opera è una rappresentazione concettuale dello Stadio Olimpico, struttura a forma di ellisse, luogo simbolo dove si realizzò il sogno laziale. Le flessuose linee curve incise nel travertino evocano la sequenza geometrica delle gradinate dove siede il popolo laziale”, spiega Claudio Nardulli, l’artista.