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APPROFONDIMENTI

Così Forrest Inzaghi ha beffato Rodomonte Spalletti

"Adesso mi divertirò un po' con te, con un bel gioco che ti piacerà. Simone dice che è molto semplice, e lui queste cose le sa". 
(Il Ballo di Simone – Giuliano e I Notturni, 1968)

ROMA – Auguri. Simone Inzaghi festeggia oggi 41 anni. "Il più bel compleanno della mia vita", ha detto subito dopo aver portato la Lazio alla finale di Coppa Italiaed aver eliminato clamorosamente la ben più quotata Roma di Luciano Spalletti. Un allenatore di 41 anni, con appena un anno di esperienza in serie A , alla guida di una squadra che grosso modo vale e costa la metà della Roma e che ha anche un'attenzione mediatica molto inferiore, contro un allenatore di 58 anni, espertissimo, che la serie A la veste e l'annusa da 20 esatti e soprattutto la cavalca spregiudicatamente come uno dei migliori domatori del grande circo del pallone. 

E però ogni tanto il corto circuito ci scappa, per cui le cose non vanno proprio come previsto. La Roma di Rodomonte Spalletti – quello che ha passato gli ultimi tre mesi a litigare con tutto e con tutti, a lanciare proclami, a mandare strani ed equivoci messaggi a Totti e anche a relegarlo pervicamente in panchina, e a ripetere come un mantra "O vinco o me ne vado" (Già, e ora?) – sbatte contro la Lazio di Forrest Gump Simone Inzaghi. Mite, ingenuo, amabile, studioso, bravo, operoso, dolcissimo. L'icona di un santo, un figliolo praticamente perfetto. 

Tanto tenero, Inzaghi, che nemmeno lo chiamano Simone, ma Simoncino, a confronto e soprattutto a contrasto col fratello più famoso – Pippo – uno dei rapinatori d'area più temuti, in Italia e in Europa, negli ultimi 20 anni. Così come c'era una bella differenza tra i due fratelli attaccanti, adesso c'è una bella differenza tra i fratelli allenatori. Simoncino che ha messo la freccia e adesso si propone come la miglior giovane proposta che c'è in Italia. 

 

Forrest Inzaghi è arrivato sulla panchina della Lazio esattamente un anno fa – più o meno come Spalletti che però tra vai e torna è diventato praticamente un'istituzione giallorossa, qualcosa di molto di più di un allenatore: quasi un presidente in pectore, visto che quello americano e chi lo vede mai? –  e ha avuto molte meno possibilità di costruirsi e soprattutto farsi costruire una squadra vera, forte, immediata. In verità non doveva averla nemmeno nelle mani questa Lazio, visto che Inzaghi non era l'allenatore prescelto. Tanto per fare un raffronto con Pioli all'Inter il classico "traghetattore" che poi deve lasciare il posto all'allenatore vero. Ma così non è andata. 

Forrest Inzaghi, con un po' di fortuna e l'impossibilità di trovarlo un allenatore migliore che accettasse il suo posto, è riuscito a scrollarsi di dosso la provvisorietà che si cosparge inevitabilmente come polvere sulle teste e sulle divise di tanti allenatori italiani. Si chiamino Allegri, Sousa, Montella, Pioli appunto. E ovviamente, adesso, soprattutto Luciano Spalletti da Certaldo. Il provvisorio per eccellenza, che ancora non ci ha detto ufficialmente cosa intende fare, anche se tutti pensano che ormai siamo al conto alla rovescia e l'addio è cosa sicura. A meno che non vinca, caso mai caschi il mondo, niente meno che lo scudetto. 

 

Il Rodomonte che tutto voleva conquistare e spaccare adesso si ritrova messo spalle al muro, schiaffeggiato da un giovane allenatore, ancora fresco della mentalità da calciatore, e che fino a un anno fa allenava la Primavera della Lazio. Che poi è diventata il primo serbatoio di rifornimento – Strakosha, Keita, Murgia, Lombardi cui si aggiungono molti altri giovani comprati in giro per il mondo – della sorprendente Lazio che arriva in finale di Coppa Italia. E che addirittura può giocarsi un asso di briscola, visto che la Lazio nel prossimo turno giocherà contro il Napoli e potrebbe rosicchiargli tre punti fondamentali in chiave qualificazione Champions League. La Roma di Spalletti l'appuntamento col Napoli l'ha sbagliato del tutto, ce la farà la piccola e inattesa Lazio di Inzaghi?

La squadra di Lotito e Inzaghi sta azzeccando quasi tutto, il giovin allenatore è il nuovo idolo della Curva Nord che fino a ieri non solo contestava la squadra ma l'aveva addirittura abbandonata a se stessa disertando lo stadio. La prima cosa che hanno fatto i giocatori della Lazio dopo aver eliminato la Roma è stata andare a riconciliarsi col pubblico. Forrest Inzaghi si è fatto una lunga, lenta e sorridente passerella sotto la curva e la tribuna dell'Olimpico tenendo per mano i figli Tommaso e Lorenzo. La sua storia con la Lazio, tra campo e panchina, dura esattamente dal 1999, quasi la metà della sua vita.

 

La Roma invece ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare oltre il campionato. Al di là del secondo posto – che comunque è un valore importante in questi tempi di Super Juventus, da cui dista per altro appena 6 punti – la prequalificazione alla Champions League, l'Europa League e la Coppa Italia, nelle partite chiave con Porto, Lione e Lazio, sono state un vero calvario. Un fallimento totale. Qualche tifoso imbufalito addirittura promette via radio dura (e anche immeritata, diciamolo) contestazione.

Rodomonte Spalletti, dopo aver innalzato insopportabilmente l'asticella,

essersi pure avvelenato i pozzi da solo e in attesa di far sapere al mondo cosa vuol fare della sua vita (ma a un certo punto anche chissene no?), adesso paga pesantamente il conto delle sue rodomontate. Avrebbe bisogno di consigli e di un pizzico della serenità di Forrest Inzaghi, ma orgoglioso com'è chi ce lo vede?

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"Se fai come Simone, non puoi certo sbagliar".
(Il Ballo di Simone – Giuliano e i Notturni, 1968). Repubblica.it

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CALCIOMERCATO

Alario conferma: “Apprezzo l’interesse della Lazio, la Serie A mi piace”

Gli argentini potrebbero movimentare il mercato estivo della Lazio. Dopo Simeone jr, gli occhi del ds Tare sono finiti su Lucas Alario, attaccante e all'occorrenza esterno. Un classe '92, sul quale il suo agente pochi giorni fa aveva spento le speranze biancoceleste. La realtà invece è un'altra ed è lo stesso giocatore a raccontarla ai microfoni di ESPN: "Mentirei se dicessi che non ho sentito nulla, apprezzo l'interesse della Lazio. Ma prendo sempre questi rumors con molta razionalità, un paio di settimane fa ho rifiutato la Cina. Ho deciso di rimanere qui. Non penso al fatto che potrei pentirmene. Guardo spesso la Serie A, ha grandi giocatori e grandi squadre. Io cerco di essere felice qui, soprattuto per il momento che stiamo vivendo. Per adesso non guardo le offerte, rimango concentrato al campo per il bene della squadra".

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CALCIOMERCATO

Milinkovic, l’ag.: “Mi chiamano in molti, ma Sergej vuole Coppa Italia e Champions con la Lazio!”

Milinkovic si prende la scena: devastante, uomo gol e leader del centrocampo disegnato da Inzaghi. E il mercato si scatena. No, non è una meteora, ma un top player con margini di miglioramento incredibili. Un classe '95, giovanissimo. La Lazio se lo gode e vuole blindarlo. Niente da fare le big europee, a breve scatterà il rinnovo. Come conferma il suo agente, Mateja Kezman, ai microfoni di Tuttomercatoweb.com: "Il suo obiettivo è chiaro e la sua dedizione tutta per la Lazio: vuole vincere la Coppa Italia e portare la Lazio a giocare in Champions League. Ma anche continuare a lavorare e crescere, giorno dopo giorno. Io e i miei partners abbiamo tanta esperienza di queste situazioni e il ragazzo è con ambedue i piedi ben piantati per terra". Mercato scatenato: "Sta facendo bene al momento ed è normale che certi club siano attenti a lui, io ho molti contatti ed ho giocato in grandi club, quindi le persone stanno chiamando, chiedendo informazioni, etc. Ma lui pensa solo alla Lazio. A breve ci siederemo con Tare e Lotito e vedremo insieme cosa è meglio per il club e per il giocatore. Ho detto più di una volta che i rapporti con la Lazio sono ottimi, troveremo la miglior soluzione per tutti, Sergej ha altri tre anni di contratto dopo tutto". Rinnovo, c'è da attendere, ma nessun ostacolo: "Come ho detto, a breve incontreremo il club, il tempo non manca di certo e la Lazio si appresta a giocare partite molto importanti, qui ora è il momento di lavorare e non di parlare".

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FORMELLO

FORMELLO – Dopo la festa subito la ripresa, ansia Biglia

FORMELLO – Lazio subito al lavoro dopo essersi assicurata il passaggio del turno con la Roma nella semifinale di ritorno di Tim Cup. Scarico per i protagonisti del match dell’Olimpico, lavoro ordinario per il resto del gruppo. Inzaghi festeggia il suo 41esimo compleanno nel modo migliore, incita e sprona i suoi sul campo “centrale” del quartier generale biancoceleste. Non si vedono Biglia e de Vrij. L’argentino sarà sottoposto ad accertamenti strumentali all’adduttore, lui stesso teme lo stiramento: “Forse è una cosa seria”, ha sussurrato dalla mixed zone nel post partita. Il centrale olandese, invece, è alle prese con la solita infiammazione al ginocchio sinistro operato nel 2015. Entrambi non saranno a disposizione di Inzaghi per il Napoli. Scatteranno domani le prime prove tattiche in vista del match dal sapore di Champions con i partenopei.

ADD

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RASSEGNA STAMPA

ARICOPPA IN FACCIA – L’analisi tattica del capolavoro di Inzaghi

“Muro di gloria, ma non solo. La Lazio in stile Inter di Mourinho, quella eroica della semifinale Champions di Barcellona del 2010, non si rivela soltanto un «barrierone» di 5 uomini in difesa più altri 5 davanti a protezione del risultato: c’è qualcosa in più”. Questo l'incipit dell'articolo riservato dalla Gazzetta dello Sport, a firma Alessio D'Urso. Per la Rosea Inzaghi ha saputo nuovamente imbrigliare la Roma milionaria di Spalletti: atleti di corsa e reattivi come Bastos, Lulic, Milinkovic Savic e Lukaku, tutti in grado di inaridire le fonti di gioco giallorosse e nel contempo in grado di ripartire facendo male a De Rossi&Co. Inzaghi ha saputo trasformare anche Felipe Anderson, lottatore anche senza palla. “Più scontata invece la gabbia su Dzeko di De Vrji e Wallace o la morsa di Basta e Bastos su El Shaarawy”, prosegue il quotidiano milanese, che elogia il tecnico piacentino: spalle coperte e contropiede, vedi i sigilli ripetuti con Milinkovic Savic e Immobile. Ma nella sfida tattica con Spalletti l’allenatore della Lazio vince anche per un'altra ragione: le mancate sovrapposizioni nel primo tempo di Rüdiger a destra (che avrebbero liberato Salah di un uomo in marcatura) finiscono per limitare il potenziale offensivo della Roma. In fondo all’unica scorribanda del tedesco a destra, dopo l’1-0 biancoceleste, origina infatti il cross sfociato nel gol di El Shaarawy, complice il rinvio svirgolato di De Vrji. Per arginare il muro biancoceleste, nella ripresa Spalletti cerca di allargare il gioco inserendo Bruno Peres. Tra le lacune giallorosse corte della Roma e “l’eccellente visione di gioco di Milinkovic Savic, uomo ovunque (ieri impiegato più in fase di contenimento), da sottolineare anche la serata ispirata di Lukaku, padrone della fascia sinistra: l’Olimpico scopre l’uomo di Coppa. Una Coppa piena di nuove certezze biancocelesti”. Come non essere d'accordo.

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FORMELLO

Biglia e de Vrij ko: col Napoli non ci saranno

La festa per la vittoria è durata poco in casa Lazio. La squadra infatti sarà in campo alle 11 per la consueta seduta di scarico in vista del posticipo serale di domenica 9 aprile col Napoli, a preoccupare Inzaghi sono le condizioni di due calciatori, de Vrij ma soprattutto Biglia: entrambi dovrebbero saltare la gara col Napoli di domenica 9 aprile, posticipo XXXI giornata. Il ginocchio sinistro di de Vrij ieri ha costretto l'olandese a lasciare il campo nell'intervallo, il problema resta l'infiammazione del ginocchio operato nel novembre 2015, difficile recuperi per domenica. Più grave appare la situazione dell'argentino. ll capitano ieri ha subìto un fastidio all'adduttore in un contrasto e oggi verrà sottoposto ad accertamenti, probabilmente per una diagnosi precisa serviranno altre 24 ore, ma in mixed zone il capitano ha lasciato intendere che trattasi di cosa seria, potrebbe essere uno stiramento, ma contro Hamsik&Co l'ex Anderlecht non ci sarà.

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FORMELLO

Auguri Inzaghi, oggi 41 candeline: compleanno con la finale in valigia

Simone Inzaghi allo scadere della mezzanotte di ieri ha visto iniziare il suo 41esimo anno di vita. Il tecnico piacentino festeggia così il passaggio alla finale di Coppa Italia, dando un'altra lezione alla Roma dei milioni di euro, dei debiti, delle chiacchierate con Lotti e dei progetti alla ricerca di un Raggi(o) di sole. Tanti auguri al tecnico biancoceleste, 100 di questi compleanni sempre con la Lazio nel cuore.

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DICHIARAZIONI

Immobile castiga Roma: ‘Momento fantastico, ora il Napoli”

Nemmeno a dirlo, ancora Ciro. Al termine della partita, ai microfoni di Lazio Style Channel è intervenuto Immobile, uno dei protagonisti di questa importante vittoria che ha permesso ai biancocelesti di raggiungere la finale di Coppa Italia. Per lui è il 21esimo gol con la maglia della Lazio in questa stagione, il 26esimo se si considerano anche i 5 siglati con la Nazionale. “Vivere il derby è un’emozione bellissima. Ringrazio tutta la nostra gente, i compagni, il mister per quello che sto vivendo in questo momento. È stato difficile, ma lo sapevamo che sarebbe stato così. Serviva più corsa e anche tenere il più possibile la palla davanti. Io, Keita e Felipe ci troviamo alla grande, e quando è così è tutto più facile. Devo fare i complimenti soprattutto ai difensori stranieri che abbiamo in squadra, hanno parlato fra di loro e hanno fatto una prova eccezionale. Anche quando è entrato Hoedt, non era facile. Abbiamo preparato bene la gara, sapevamo l’importanza. L’ansia c’era, ma siamo stati bravi e freddi mentalmente a respingere i loro attacchi e a fare la nostra partita. Vedere la curva piena è stato bellissimo. Mi ha dato un’ulteriore carica. Non vedevo l’ora di fare gol e andare ad esultare con i nostri tifosi. Un gol pesante al derby è imparagonabile, non lo cambierei per nessun’altro". 

Infine un pensiero anche alla prossima partita di campionato contro il Napoli, altro impegno importantissimo per provare a inseguire il sogno Champions"Napoli? Ovvio che una vittoria così ci darà ulteriore morale. Quando giochi da squadra e sei unito, si può affrontare chiunque. Sono una delle squadre che giocano meglio a calcio, e anche loro avranno domani una partita complicata. Ce la giocheremo alla pari".

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DICHIARAZIONI

Lotito ringrazia la Curva: “Vinto anche sugli spalti”

Dopo il derby arriva il comunicato della Lazio: "Un grande ringraziamento da parte del presidente Claudio Lotito alla squadra e ai tecnici per la prestazione e un grandissimo ringraziamento ai tifosi e un particolare abbraccio alla Curva Nord e Distinti che anche loro hanno vinto il Derby della coreografia rispetto alla Curva Sud della Roma e col loro tifo composto e rispettoso delle regole hanno costituito il 12 uomo in campo e un valore aggiunto per la squadra e la società".lalaziosiamonoi.it

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TIFOSI

Festa grande fino a tarda notte a Formello

Tornano le notti di passione a Formello. Risultati, unità del gruppo, vittoria nel derby e ritorno della tifoseria allo stadio. Quattro fattori importanti che, miscelati, hanno riportato grande entusiasmo e voglia di avvicinarsi alla banda Inzaghi.Duecento sostenitori biancocelesti hanno così deciso di recarsi al quartier generale della squadra per aspettare il pullman della squadra e cantare a squarciagola al passaggio del mezzo. Patric ne ha approfittato per immortale il momento con un video estremamente coinvolgente. Una notte da leoni prima che sorga il sole e arrivino le analisi a freddo di domani. lalaziosiamonoi.it