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CALCIOMERCATO

Luis Alberto, quale futuro? Per i lettori di Marca, il Villarreal l’opzione migliore per lui

Finirà con una multa o con una cessione la querelle Luis Alberto? E' questa la domanda che si fanno in questi giorni i tifosi della Lazio dopo la decisione del centrocampista spagnolo di non rispondere alla convocazione di Maurizio Sarri per il ritiro di Auronzo di Cadore.
Negli ultimi contatti, il calciatore ex Liverpool ha fatto sapere al club biancoceleste di non essere rientrato per terminare un ciclo di sedute fisioterapiche che sta portando avanti a Valencia e che tornerà a metà settimana. Ma intanto, scrive la 'Gazzetta dello Sport', i suoi procuratori stanno lavorando a un possibile ritorno in Spagna, con Villarreal e Atletico Madrid in prima fila.

Ma in quale di questi due club Luis Alberto potrebbe fare meglio? La domanda l'ha posta Marca ai suoi lettori, in un sondaggio che conta più di 17mila voti. Per più del 50% dei votanti, il Villarreal è l'opzione migliore per Luis Alberto. Per il 26% l'Atletico campione di Spagna, mentre per il 20% nessuna delle due. In basso lo screen.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, GIORNO 3 – Reina riabbraccia Sarri: “Un maestro, adattiamoci subito alle sue idee per giocare un grande calcio. Strakosha? Ancora non c’è un titolare” (AUDIO)

Prima conferenza stampa nel ritiro della Lazio. A inaugurare la stagione, dopo la presentazione di Sarri venerdì scorso, è Pepe Reina, uno dei leader del gruppo biancoceleste. Alle 16.45 il portiere spagnolo parlerà davanti i giornalisti presenti per commentare l'inizio del nuovo ciclo biancoceleste. 

Come avete vissuto l'Italia campione d'Europa? Avete sentito Ciro e Acerbi?
"Complimenti ai ragazzi, sono contento perché questo paese mi ha adottato. Sono otto anni che sono qui. Hanno battuto la Spagna, giusto che siano i campioni. Abbiamo scritto a Ciro e Acerbi, gli abbiamo fatto i complimenti".

Conosci bene Sarri, che differenze ci sono con Inzaghi? Un pregio e un difetto?
"Faremo in modo di adattarci alle sue idee e accorciare i tempi il più possibile. Ovviamente, dopo cinque anni con Inzaghi, un po' di tempo ci vuole: Sarri gioca in tutt'altra maniera. Non mi azzardo a dire pregi o difetti, altrimenti mi mena (ride, ndr). Sicuramente è un perfezionista, lavora tanto per raggiungere la perfezione. Sono fiducioso".

Può essere l'allenatore giusto?
"Mi auguro di sì, è un maestro di calcio. È una garanzia. Il ruolo del portiere è molto diverso, è sempre in continua evoluzione. Con Sarri il baricentro della squadra sarà più alto, la linea difensiva si muoverà in modo diverso. Poi alla fine quello che si chiede a un portiere è parare, dobbiamo dare sicureazza alla squadra".

I compagni hanno chiesto a te e Hysaj qualche consiglio su Sarri?
"Conosciamo perfettamente il mister, quindi possiamo dare consigli. Questo è un gruppo molto disponibile. Mi auguro che la Lazio giochi un calcio bello, l'obiettivo è arrivare a giocare come il Napoli".

Il rapporto con Strakosha?
"Abbiamo un rapporto sincero di amicizia, ci vogliamo bene. Cerchiamo di dare il 100% per il bene della squadra, poi il mister deciderà chi giocherà o meno. Sarri ha già detto chi sarà il titolare? Ancora no, abbiamo ancora un'intera preparazione da fare. Sarà un'annata lunga, penso ci sarà spazio per tutti".

Cosa può dare Hysaj alla Lazio?
"È un'avventura sportiva che gli farà bene. Ha già lavorato molto con il mister, è avvantaggiato. Può fare molto comodo, anche perché può giocare in più ruoli".

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DICHIARAZIONI

AURONZO, GIORNO 3 – Vavro ci riprova: “Felice di essere tornato, con Sarri mi trovo meglio”

Denis Vavro è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, canale 233 di Sky: "Sto bene, sono solo un po'stanco dopo l'allenamento di oggi, che è stato molto intenso ma va bene così. Adesso continuiamo a lavorare per poi concentrarci sulle partite che verranno. Gli anni precedenti in ritiro sono stati difficili, visto che avevo nelle gambe pochi allenamenti. Ora invece mi trovo bene e con Sarri stiamo lavorando molto con il pallone, come piace a me. Il calcio spagnolo forse è più adatto alle mie caratteristiche, ma sono felice di essere tornato alla Lazio per continuare gli allenamenti. Euro 2020? L'Inghilterra era la mia favorita, sono contento per l'Italia di Acerbi e Immobile: congratulazioni". 

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, GIORNO 3 – MATTINA: l’addestramento sul 4-3-3 continua, presi in consegna tutti i reparti (VIDEO)

AURONZO, GIORNO 3 – MATTINA: l'addestramento tattico sul 4-3-3 continua da parte di Maurizio Sarri che nel corso della prima seduta di giornata prende in consegna in tre fasi diverse i singoli reparti. Lavoro didattico intenso per quanto riguarda i sincronismi della linea difensiva: scalate, coperture preventive, movimenti ad accorciare ed a scappare indietro in relazione alle situazione di gioco. Lazzari e Marusic sempre terzini destri; Hysaj a sinistra (in alternanza con Fares e Durmisi); Luiz Felipe sempre regolarmente in gruppo, protagonista come centrale di destra. Lavoro su entrambe le fasi anche per centrocampo ed attacco: Cataldi sempre provato come alternativa a Luis Alberto sul centro sinistra. Appuntamento alle 17,45 per la seconda sessione di lavoro che sarà preceduta dalla conferenza stampa di Pepe Reina.

 

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Intenzione Luis Alberto è tornare mercoledì. Intanto l’agente cerca soluzioni sul mercato” (AUDIO)

AUDIO 'QUELLI CHE…' – GIULIO CARDONE (La Repubblica) su #LuisAlberto: "La sua intenzione è tornare mercoledì. E' in contatto con l'agente che sta cercando qualche soluzione alternativa alla Lazio. Per ora non c'è niente di concreto, tra l'altro in caso di una cessione, il 25 per cento andrebbe al Liverpool. Questo prevede il contratto. Elemento che che complica ulteriormente un eventuale partenza del calciatore sulla quale pende anche l'elevata richiesta della Lazio. Credo che lui si stia un po' incartando sulla speranza che alcuni club che sono interessate possano fare mosse concrete. In Italia, la squadra che ha più necessità è il Milan di Pioli. C'è il Villareal sicuramente, ma sono tutti club che non arrivano a soddisfare le richieste di Lotito"

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APPROFONDIMENTI

Ad Auronzo si suda, Luis Alberto si fa attendere: il mondo Lazio si ribella

È riapparso Luis Alberto, ma solo su Instagram. Era sparito anche dai social, non solo dalla Lazio. E’ riemerso dal nulla. Il Mago ha sbagliato uscita, un’altra volta. Ieri mattina ha postato una foto che lo ritraeva con la moglie Patricia, erano intenti a festeggiare il compleanno di lei (30 anni), la dedica era chiara. L’immagine della festa ha scatenato malumori a più livelli considerando l’assenza dello spagnolo dal ritiro di Auronzo di Cadore. La signora Patricia, con un post successivo apparso sul suo profilo Instagram (trasformato poi in privato), ha datato il party al 3 luglio scorso. Festa o non festa, non c’è traccia di Luis Alberto dentro la Lazio. Ha ricevuto una lettera di richiamo con la quale la società gli ha ordinato di rispondere alla convocazione, gli è stata comminata una multa. Il diesse Tare si è messo in contatto con lo spagnolo e i suoi agenti nei giorni scorsi, attende il giocatore a Formello. Il Mago, questo s’era saputo dopo la diserzione iniziale (mercoledì nel giorno del raduno), aveva fatto sapere al club di voler partire. Successivamente ha comunicato alla società di essere ancora in Spagna perché soggetto a trattamenti fisioterapici per curare vecchi fastidi con cui è costretto a convivere (ha spesso sofferto di pubalgia). La Lazio non ha cambiato posizione, perentoriamente lo aspetta a Formello. Prima dovrà chiarirsi con il club, poi con Sarri e i compagni. Non si conosce la data di arrivo di Luis Alberto, girano indiscrezioni secondo cui lo spagnolo avrebbe intenzione di sbarcare in Italia mercoledì 14 luglio. I giorni passano, la rabbia della Lazio aumenta. Sarri è stato chiaro nel giorno della presentazione: «Dal punto di vista gestionale è un problema societario. Dal punto di vista morale aspetto che arrivi, che parli con me e i suoi compagni, che ci convinca di ciò che ha fatto. Se ci convince, il problema morale sparisce altrimenti dovrà chiederci scusa». Mau lo aspetta in ritiro, lo considera un uomo-chiave per il 4-3-3. Non ha gli azzurri, la difesa è incompleta, aspetta due ali d’attacco, s’è ritrovato senza Mago. Ha scelto il modo peggiore per presentarsi al nuovo allenatore. Se è vero che ha chiesto la cessione, non è ancora chiara quale possa essere la sua tentazione. Nelle scorse settimane, in Spagna, era rimbalzata una notizia legata all’interesse dell’Atletico di Simeone per il Mago in caso di partenza di Saul. In Italia può interessare al Milan. Si sono diffuse ipotesi di fantamercato legate ad un possibile scambio con Insigne del Napoli. Lotito, imbufalito per l’ennesima piazzata di Luis Alberto, non si fa condizionare, lo cederebbe solo per offerte da 60 milioni. 

I tifosi, nel primo giorno di ritiro, hanno acclamato Milinkovic, esempio di professionalità. A Luis Alberto, sui social, sono state rivolte solo critiche. «Due mesi di ferie non ti bastano?», «ma per favore sbrigati a tornare», «se non era per la Lazio chissà cosa stavi facendo ora», «se devi farci un favore a stare qui, puoi andare. Porta un’offerta importante e ciao», «il professionismo è un’altra cosa», si legge nei post che hanno invaso il profilo Instagram. 

Corrieredellosport.it

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SOCIAL

Italia campione, Immobile: “Io continuo a vincere, attaccatevi…”

È tutto vero, siamo Campioni d’Europa. Ciro Immobile festeggia con la coppa che è anche sua. Il centravanti titolare dell’Italia, spesso sommerso dalle critiche, si lascia andare sui social. Fa festa e manda qualche messaggio a chi lo ha criticato pesantemente in questi mesi. La sua colpa: segnare in azzurro meno gol di quelli fatti registrare con la maglia della Lazio. Ciro si fa fotografare con la coppa in mano e scrive: “Dalle strade di una piccola cittadina in provincia di Napoli al tetto d’Europa. Quando devi sognare fallo in grande a volte si avvera tutto quello che desideri con tutto te stesso”. Ma è il commento che fa alla moglie, sua prima tifosa, che zittisce tutti: “Vita mia i sogni si avverano contro tutto e tutti. Siamo Campioni d'Europa e Scarpa d'Oro si attaccano al c***o tutti". Un concetto ribadito anche nelle storie: “In nemmeno un anno Scarpa d'Oro e campione d'Europa. Continuate a parlare, nel frattempo continuo a vincere. Magnatev u limone!”. Sipario. Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Il calcio è tornato a casa: l’Italia è campione d’Europa!

Football came home! Il calcio è tornato a casa. Nostra, però. L’ultimo pallone ha preso la strada per l’Italia, quella giusta, la più giusta: siamo di nuovo campioni d’Europa e dopo 53 anni. È tutto così meraviglioso. Abbiamo meritato questo trionfo, abbiamo battuto tutto e tutti, 70mila inglesi, la famiglia reale, l’Uefa, gli scettici, l’ottimismo britannico, Boris Johnson. Le lacrime di Mancini sono il premio a un lavoro straordinario. Scrivo e sto male, sto male e sto bene. Benissimo. Mi manca il respiro, lo smartphone mi regala le urla di Polverosi, di mio figlio, degli amici, dei colleghi. Dalla strada arriva di tutto. Campioni d’Europa: che estate, quanta vita! Siamo risaliti al piano nobile del calcio mondiale. La Grande Vergogna del 2018 è ridotta a incidente dimenticabile. Merito di Roberto Mancini, un modernista, ma mai un postmoderno: ha sempre avuto un’idea semplice, inattuale forse, ma intrigante del calcio: ha dimostrato che si possono fare ottime cose non solo con i milioni, ma con le idee: selezionando la tecnica, le aspirazioni e soprattutto i caratteri, esagerando nella somiglianza, investendo su un elemento sempre più trascurato negli ultimi trent’anni, la gioia di giocare a calcio, il divertimento, l’allegria e la fiducia. Su questi punti ha insistito: si è tenuto dentro le tensioni che un ruolo come il suo produce, non si è fatto coinvolgere da preoccupazioni superficiali che non avevano alcun potere di distrarlo.

Donnarumma; Di Lorenzo Bonucci Chiellini Spinazzola; Barella Jorginho Verratti; Chiesa Immobile Insigne. Una cosa sola. Siamo ripartiti da questa formazione da mandare a memoria come nelle migliori tradizioni. Undici cognomi, alcuni dei quali sorprendenti, ai quali bisogna aggiungere quelli di Florenzi, Acerbi, Emerson, Locatelli, Pessina, Belotti, Berardi, Bernardeschi, Sirigu, Raspadori e insomma i versi di una poesia di emozioni e calcio recitata in un mese e che non potremo dimenticare. Una Nazionale che ha lottato anche contro i propri limiti: mi ha ricordato le squadre capaci di fare risultati impensabili e apparentemente illogici nonostante i guai finanziari del club. In questo caso di un movimento fallito e conflittuale come il nostro, distante in questo anche dalla federazione della quale fa parte. Ci siamo sorpresi ad amare senza riserve questo gruppo: ci siamo ritrovati a casa degli amici per la partita, nelle domande della gente comune che hanno preceduto la finale di Wembley, nei dubbi sull’arbitraggio che rimbalzavano da una strada all’altra, spesso per sentito dire. In questi giorni abbiamo sentito parlare e letto di “parentela mediatica”, ovvero il grado di parentela e amicizia che si stabilisce tra il pubblico e chi a lungo è stato protagonista in televisione. Purtroppo se ne è parlato per occasioni dolorose come la morte di Raffaella Carrà. La Nazionale di Mancini è riuscita ad accorciare i tempi della teoria di McLuhan: sono bastati soltanto trenta giorni agli azzurri per entrare definitivamente nel cuore degli italiani e, aggiungo, per ottenere un grado di popolarità internazionale senza precedenti – c’entra un poco anche la Brexit. Ciò che più mi è piaciuto di Euro 2020 è stato il ritorno a emozioni che sembravano irrimediabilmente contagiate dal virus della tristezza. Ma anche la restituzione di un ruolo unico e inimitabile al calcio. «Non sono tantissime le occasioni per sentirsi mondo, e nemmeno per sentirsi Italia» ha scritto Michele Serra «Serve un poco di pazienza per sopportare il patriottismo schiamazzato, la caciara in eccesso, le tonnellate di luoghi comuni. Serve però anche un poco di senso della realtà per ammettere che sì, è proprio così: un gioco – questo gioco, undici contro undici in un campo di 105 metri per 68 – può essere così potente da unire, per qualche sera, un popolo che prima e dopo la partita nemmeno sa di esserlo». Oggi è un luminoso lunedì mattina di luglio. Sono felice per questo grande giornale, per chi ha dato tutto quello che aveva. Un giorno potrò dire che ero direttore quando Mancini piangeva di gioia e l’Italia urlava di felicità.Corrieredellosport.it

 

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Correa, Copa America e futuro: da lui dipende il mercato della Lazio

Una soddisfazione immensa, per il Tucu Correa, che nella notte tra sabato e domenica ha alzato al cielo la Coppa America. Per anni c’era andata sempre vicina, l’Argentina, cadendo ogni volta prima di fare l’ultimo passo decisivo per la gloria. Anche per lo stesso Messi sembrava essere una maledizione, ora non lo è più. Saranno ore di festeggiamenti a cui seguiranno i meritati giorni di vacanza per l’attaccante della Lazio, che inevitabilmente – senza l’impegno della competizione – avrà anche tempo e modo di pensare al proprio futuro. La Lazio spera di trovare una soluzione il prima possibile, perché Correa ha chiesto la cessione ma non potrà acquistare un sostituto finché non sarà andato effettivamente via il 25enne. “Correa lo vedrei bene come attaccante di sinistra, ma deve avere voglia e stimoli. Vuole cambiare aria, vediamo se avrà la stessa idea quando finirà con la nazionale”, ha chiarito Sarri in conferenza venerdì.

La fine della Coppa America, e dell’Europeo, può aiutare il mercato: le trattative congelate subiranno delle accelerazioni. Su Correa ci sono Tottenham, Arsenal e soprattutto Psg, che aveva formulato un’iniziale offerta molto buona per la Lazio, che aveva subito accettato: 15-20 milioni più il cartellino di Sarabia, 29enne ala spagnola in uscita da Parigi. Dove però hanno capito di aver esagerato e sono tornati sui propri passi. La trattativa è in stand-by, l’interesse rimane vivo. Il problema può essere Lotito, che, come spesso è successo anche in passato, tira in alto il prezzo del cartellino: 45-50 milioni è infatti la richiesta per l’ex Siviglia (anche se si accontenterebbe di 35-40). Tanti soldi in un momento storico difficile, anche se la vittoria nella Coppa America può accendere altri interessi e far nascere nuove pretendenti per Correa. TuttoMercatoWeb

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CALCIOMERCATO

Difesa, spunta un altro fedelissimo di Sarri: idea Rugani

Mentre la Lazio ha iniziato il ritiro pre-campionato ad Auronzo di Cadore, la società biancoceleste lavora per mettere a disposizione di mister Sarri gli uomini funzionali al suo gioco. Dopo l’arrivo di Hysaj e l’attesa per Felipe Anderson, il club laziale pensa ad altri innesti. Stando a quanto riportato da TuttoSport, il ds Tare sta provando a regalare al nuovo tecnico anche un centrale difensivo: spunta il nome di Rugani, già al servizio del tecnico ai tempi dell’Empoli. Tuttosport