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AVVERSARIO

Juventus, Infortunio per Ramsey: out con la Lazio

Altra tegola in casa Juventus, in merito alle condizioni fisiche di Aaron Ramsey. Secondo quanto riprotato da Sky Sport il gallese ha infatti riportato un infortunio muscolare nella gara di ieri contro il Ferencvaros in Champions LEague e dovrà restare ai box per almeno 20 giorni. Oltre alla gara di domenica contro la Lazio il centrocampista salterà dunque anche gli impegni con la Nazionale, la sfida contro il Cagliari e il ritorno contro gli ungheresi. Tuttomercatoweb.com

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ARBITRI

Lazio-Juventus, arbitra Massa: i precedenti

La 7ª giornata di Serie A TIM Lazio-Juventus, in programma domenica 8 novembre 2020 alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Davide Massa (sez. di Imperia).

Assistenti: Meli – Alassio

IV uomo: Sacchi

V.A.R.: Mazzoleni

A.V.A.R.: Cecconi

L’arbitro ligure ha già diretto i biancocelesti in 17 occasioni: il bilancio di quest’ultime è estremamente equilibrato; otto vittorie per la Prima Squadra della Capitale a fronte di cinque sconfitte e quattro pareggi.

In particolare, Massa nel corso di questa stagione ha già diretto i biancocelesti in occasione della seconda giornata di campionato vinta dagli uomini di Inzaghi per 2-0 contro il Cagliari. L’arbitro di Imperia fischierà per la quarta volta un match tra la Lazio e la Juventus: nei tre precedenti i biancocelesti hanno fatto registrare una vittoria, un pareggio ed una sconfitta. L’incrocio positivo risale al 13 agosto del 2017, giorno nel quale la Lazio vinse la Supercoppa italiana superando per 3-2 proprio la Juventus.sslazio.it

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DICHIARAZIONI

Tamponi Lazio, Pulcini: “Debolmente positivo? Senza senso”

Per la Serie A negativi, per la Uefa positivi. I casi strani di Coronavirus a Formello tengono sempre banco. Fanno discutere le situazioni Immobile, Leiva e Strakosha. Il medico della Lazio, Ivo Pulcini, in un lungo post ha provato a spiegare: “Cosa si cerca in un tampone? Tre geni. Il gene Rd Rp, che è specifico del Covid-19, il gene E e il gene N, che sono meno sensibili, spesso aspecifici e instabili. In particolare chi presenta tracce del gene N viene considerato debolmente positivo. Ma che senso ha? Se ripeto il tampone dopo un'ora posso trovarlo negativo. In un soggetto asintomatico e definito perfettamente sano dal clinico, anche attraverso sofisticati esami strumentali ed ematochimici, la presenza del gene N non ha alcun significato patognomonico o eziopatogenetico, cioè di malattia o di contagiosità, anzi può significare che il soggetto è entrato in contatto con un coronavirus, non necessariamente il Covid-19, e lo ha reso totalmente inoffensivo. Il gene N in questo caso rileva tracce di acido nucleico aspecifico, inerte e 'ballerino'".

La soluzione

“Dal laboratorio mi aspetto una risposta chiara e precisa, come è accaduto finora: positivo o negativo. Per questo spesso assistiamo a risultati differenti, da laboratorio a laboratorio, sullo stesso soggetto e su tamponi fatti in orari differenti nella stessa giornata. Nello sport professionistico ci sono protocolli che dobbiamo necessariamente seguire e rispettare. Di recente è stato ammesso il tampone rapido a immunofluorescenza, del quale saranno dotate quasi tutte le società sportive. L'affidabilità e la sensibilità non sono molto elevate, per cui un risultato positivo va testato anche con quello molecolare. E se confermata la positività il giorno della gara tutto il gruppo squadra dovrà essere sottoposto all'esame del tampone rapido. Questo servizio verrà offerto anche alla squadra ospite. Per tutti gli altri casi deve essere sempre il medico l'interprete dei risultati, dopo aver ovviamente sottoposto il soggetto ad una visita clinica accurata. Introduciamo in ogni ambito delle norme e delle regole che vadano bene per ogni cittadino di ogni nazione del mondo. Usiamo e rispettiamo le misure di protezione previste dai regolamenti statali e locali (le 3 M: mani, metro, mascherina), pensiamo alla prevenzione per rinforzare le difese immunitarie, con integratori, come la vitamina D, C e lattoferrina, tanta acqua (minimo 2 l al giorno e, possibilmente, oligominerale alcalina) e altro, a discrezione del medico, non ultima una dieta adeguata accompagnata da un'attività fisica moderata e costante. È necessaria la massima attenzione e protezione delle persone a rischio, con pluripatologie e le più vulnerabili. A scanso di equivoci, aggiungo che non sono né negazionista, né un no vax, ma semplicemente e orgogliosamente medico chirurgo”.

Il caso Immobile

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, Pulcini ha parlato ancora: "Differenza sui reagenti tra Uefa ed Italia? Non sono un genetista, mi documento perché cerco di capire. Da medico, quando faccio un tampone alla gola ad un bambino per lo streptococco, dal laboratorio mi dicono anche qual è l'antibiotico migliore. Il tampone non fa la diagnosi. Col tampone molecolare (non quello rapido) identifica tre geni, il primo specifico per Sars Cov2, poi aggiunge altri due geni con delle tracce di acido nucleico, che non causa malattia, che non porta contagio e non si può definire positivo. Non è possibile che nello stesso giorno un laboratorio mi da un risultato debolmente positivo ed uno totalmente negativo. Per la Uefa, anche chi è positivo al gene N deve essere isolato, in Italia può scendere in campo. Noi facciamo una serie lunghissima di esami, li riscontro anche migliori dopo questa scarsa positività, ho l'obbligo di dire ad un mio atleta che per me può giocare, così come può farlo per il protocollo Figc. Rispettiamo tutti i regolamenti, facciamo ogni 4 giorni il tampone, la Procura Federale non credo abbia trovato nessuna irregolarità. Io non sono un negazionista e non voglio essere etichettato e faccio le cose con scienza e coscienza. Casi come Hakimi ed Immobile? Ridicolo che Immobile venga indicato come un untore. Abbiamo avuto altri due casi debolmente positivi e poi riconosciuti negativi. Ho chiesto alla Uefa di uniformare i test e come si fa nel doping di avere delle contro-analisi, per avere una sicurezza" corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Caicedo all’Altafini, e pensare che la Lazio lo stava cedendo per liberare il posto a Muriqi…

Non era finita domenica a Torino, sul 3-2 per i granata, e non era finita ieri sera a San Pietroburgo sull’1-0 per lo Zenit. Non è mai finita quando in campo c’è la Lazio e soprattutto quando Inzaghi decide di chiedere aiuto a Caicedo, l’uomo in più della squadra biancoceleste.

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Sempre Caicedo: la Lazio acciuffa lo Zenit, pari prezioso per Inzaghi

 

Lazio, altra graffiata di Caicedo! Con lo Zenit è 1-1Lazio, altra graffiata di Caicedo! Con lo Zenit è 1-1

 

E come già era accaduto nell’ultima partita di campionato, ancora Felipe ha guidato la carica e realizzato il gol del pareggio che apre le porte della possibile qualificazione agli ottavi di Champions. La Lazio non aveva mai tirato in porta, s? ancata dalla fatica, dalle assenze e dalle polemiche, aveva subìto i russi in avvio e non era riuscita a rialzarsi fino al doppio ingresso decisivo, ancora una volta dalla panchina: fuori Fares e Muriqi, i peggiori fino a quel momento, dentro Pereira e, appunto, il Panterone che ha cambiato la partita. Sempre pronto a difendere il pallone e a giocarlo nel modo più intelligente, Caicedo a otto minuti dalla fine ha piazzato un sinistro delizioso dopo aver avviato l’azione. Molto più talentuoso e completo del compagno che ha sostituito, l’ecuadoriano si sta specializzando in questo suo personalissimo “entro e segno”: una specie di Altafini dei giorni nostri, con tutto il rispetto per la carriera dell’attaccante brasiliano, che dopo aver vinto tutto si era ritagliato uno spazio importante proprio come riserva. È curioso che anche durante l’ultimo mercato, come in quello precedente, la Lazio abbia cercato di vendere Caicedo per liberare un posto in lista: eppure Felipe ha sempre fatto il suo, decidendo più di una partita (a Cagliari, per esempio, all’ultimo secondo come domenica a Torino) e mettendosi sempre a disposizione con grande professionalità e serietà. Tante panchine, molti gol e mai una discussione, nemmeno quando il club gli ha messo davanti Muriqi, al quale va comunque dato il tempo per ambientarsi e ritrovare la condizione.

Ma proprio perché Caicedo aveva sempre dato il suo prezioso contributo da terzo attaccante alle spalle di Correa e Immobile, ancora oggi è difficile capire il motivo per cui la Lazio abbia investito una cifra che si aggira intorno ai venti milioni, inusuale per il target Lotito, per Muriqi e non li abbia spesi per un difensore di livello da affiancare ad Acerbi. Aveva trattato Kumbulla a lungo, prima di farselo sfilare dalla Roma, e ha poi scelto di riportare Hoedt a Formello prima di spostare i soldi sull’attaccante kosovaro, per ora ancora in ombra e, anzi, in difficoltà in una squadra così tecnica come la Lazio dove l’uno-due al volo è un marchio di fabbrica.

Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Positività a Formello: Procura al lavoro sulle comunicazioni tra la Lazio e la ASL 1

L'inchiesta della procura federale è soltanto agli inizi. Ma i dubbi che qualcosa non quadri in tutti i passaggi dell’affaire Lazio-tamponi non sono svaniti. Per ora sono agli atti le dichiarazioni del presidente Claudio Lotito e del medico sociale Ivo Pulcini, nonché tutta la documentazione degli esiti dei test diagnostici effettuati dalla Uefa attraverso la Synlab e dal laboratorio Futura Diagnostica di Avellino. Ma è chiaro che altro materiale dovrà essere tenuto presente, in particolare le interlocuzioni del club biancoceleste con la Asl di riferimento, Roma 1. Va infatti specificato che su una cosa le diverse circolari emanate in questi mesi non hanno cambiato il quadro: l’esistenza di casi di positività deve essere immediatamente segnalata all’Autorità sanitaria locale. Che interviene subito disponendo le modalità dell’isolamento. Tanto che a Formello, come in tutti luoghi dove si pratica un’attività sportiva, deve essere predisposto un locale per i positivi Covid prima che si diano indicazioni su dove trascorrere l’isolamento. Isolamento che recentemente ha visto modificarsi la sua durata: da 14 a 10 giorni, al termine dei quali un tampone negativo «libera» il positivo. La procura diretta da Giuseppe Chinè si muove nel recinto definito dalle norme introdotte dal consiglio federale lo scorso 8 giugno. Che prevedono una gradualità delle sanzioni, dall’ammenda fino addirittura all’esclusione dal campionato, passando per penalizzazione di punti e retrocessione all’ultimo posto. Finora i casi affrontati hanno portato a sanzioni minime. Paolo Maldini ha patteggiato un’ammenda per essere entrato nello spogliatoio dell’arbitro senza mascherina. Mentre il Ceo della Roma, Guido Fienga, è stato inibito per 30 giorni (il medico sociale Massimo Manara per 20) per non aver raccolto l’invito del Napoli al San Paolo di far spostare alcuni giocatori dalla panchina alla tribuna per osservare il distanziamento. È chiaro che l’eventuale violazione relativa a una rottura non autorizzata dell’isolamento, circostanza naturalmente da dimostrare in sede di giustizia sportiva, avrebbe un livello di gravità decisamente superiore. Peraltro presso la procura federale è aperto anche un altro fascicolo, quello relativo a Cristiano Ronaldo e agli altri calciatori della Juve, "contatti stretti" di una persona del gruppo squadra trovata positiva, che ruppero la quarantena per raggiungere le rispettive nazionali. La vicenda che è stata oggetto del ripetuto botta e risposta fra CR7 e il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

gazzetta.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Cardone: “Bisogna uniformare i test Uefa e quelli Figc: altri club prima della Lazio hanno segnalato questa discordanza”

Giulio Cardone in collegamento – “Quello che sta emergendo è la necessità di uniformare i test Uefa e Figc, anche per evitare altre discrepanze. Tutti i referti inerenti tamponi e protocollo sono a disposizione della Procura Federale e questo mi tranquillizza. Al contrario, mi preoccupa il fatto che dai tamponi effettuati dal laboratorio di Avellino lunedì scorso, 90 minuti dopo i test Uefa, siano emersi tre risultati diversi. A proposito di queste discordanze, mi risulta che altre società, già prima della Lazio, abbiano segnalato alla Uefa risultati diversi dei propri tamponi; in tal senso la Commissione Medica della Uefa è già al lavoro; basti pensare all'Ajax con almeno 10 positivi o El Shaarawy, sempre con il laboratorio della nazionale azzurra, nello spazio di due ore è tornato negativo”.

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RASSEGNA STAMPA

Tamponi a intermittenza: Lotito non esclude vertenza a Uefa e al laboratorio

Leiva e Strakosha totalmente negativi, Immobile positivo al genoma N (appartenente alla famiglia dei coronavirus, ma non riconducibile al Covid) e, secondo quanto sostiene la Lazio, utilizzabile in Champions perché nel complesso asintomatico e non contagioso al tampone molecolare eseguito lunedì dalla Futura Diagnostica di Avellino. Stesso risultato ottenuto dalla Synlab, il laboratorio di Firenze a cui si appoggia l’Uefa per i controlli ai club italiani prima delle partite europee, con determinazione opposta: divieto di giocare a San Pietroburgo.  Secondo lo staff medico di Formello, sulla base dei referti consegnati alla Procura Federale e segnalati anche alla Asl Roma 1, la Scarpa d’Oro e gli altri due giocatori, esclusi dalla trasferta russa, erano totalmente negativi anche prima di volare a Torino per l’ultima partita di campionato. Nessuna violazione al protocollo. E’ la posizione assunta dalla Lazio martedì e ribadita ieri attraverso una lettera inviata all’Uefa. Un’altra giornata infernale, di contatti frenetici e di continue riunioni in attesa di una risposta dall’organismo europeo. Non è arrivata per permettere, come confidava Lotito, a Immobile, Leiva e Strakosha di salire su un aereo privato e raggiungere San Pietroburgo (volo di tre ore e mezzo) in tempo utile. BATTAGLIA LEGALE. Vedremo se e come questo condizionerà le prossime mosse di Lotito, ancora più convinto di essere dalla parte della ragione e pronto a ingaggiare l’ennesima battaglia, passando al contrattacco con un’azione legale nei confronti dell’Uefa e del laboratorio che esegue i controlli. Non esclude una causa, è il suo terreno di caccia preferito. Valuterà bene nelle prossime ore, è pronto a difendere la Lazio, vuole arrivare in fondo: si sente dalla parte della ragione, se non gliela riconosceranno passerà al contrattacco. L’obiettivo principale, però, è diverso. Raggiungere, attraverso il dialogo con l’Uefa, uniformità di analisi dei tamponi. Lo ha ribadito Tare in diretta tv nell’imminenza della partita con lo Zenit. «Abbiamo collaborato con le istituzioni, rispettiamo le regole. Aspettiamo le risposte e poi decideremo. Siamo in buona fede, su questo non c’è da discutere. Immobile, Leiva e Strakosha sono negativi. Eravamo straconvinti potessero viaggiare con la squadra. Hakimi era un caso simile, ma non ci riguarda, neppure volevo parlarne a Bruges. Serve uniformità, solo così si può andare avanti, altrimenti discuteremo ogni settimana». QUI AVELLINO. Massimiliano Taccone, presidente di Futura Diagnostica, il centro specialistico di Avellino, nel pomeriggio attraverso una dichiarazione all’Ansa aveva provato a fare chiarezza sulla Lazio e si era riferito ad altri casi dubbi emersi nelle ultime settimane. «Tutti i calciatori della Lazio scesi in campo a Torino sono risultati negativi ai tamponi effettuati nei due giorni precedenti, venerdì 30 e sabato 31 ottobre. Nei successivi test, effettuati lunedì 2 novembre, un solo calciatore ha riportato una bassa carica virale relativa al gene N, gene non specifico del Covid ma appartenente alla famiglia più generica dei Coronavirus. Mentre gli altri due dei tre che non sono partiti per San Pietroburgo, e che per i laboratori Uefa sono positivi, ai nostri esami sono del tutto negativi al Covid». Letture differenti dello stesso tampone, processato da due laboratori diversi. «Non mi permetterei mai di mettere in discussione il lavoro dei laboratori Uefa, ma non è la prima volta che i risultati non coincidono. Faccio presente che parliamo di una discordanza su 2 dei 122 tamponi eseguiti lunedì sul gruppo Lazio. Già prima della partita con il Borussia del 20 ottobre c’è stato un caso di presunta positività (negativo per noi) rispetto al quale l’Uefa ha rivisto il proprio giudizio dopo aver ripetuto l’esame. Pensiamo possa essere successa la stessa cosa per questi due giocatori che a noi risultano negativi e a loro positivi. Su numeri così grandi può succedere. Per quello che ci consta la Lazio ha rispettato i protocolli alla lettera». 

Il Corriere dello Sport

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APPROFONDIMENTI

Taccone (Futura Diagnostica): “Immobile lunedì era positivo al gene N. Sette contagiati nell’ultimo giro di tamponi”

«Lunedì abbiamo fatto itamponi e Immobile era risultato positivo al gene N » , afferma a Repubblica Walter Taccone,direttore scientifico del laboratorio utilizzato dalla Lazio per effettuare i tamponi relativi alle competizioni nazionali. Quale serebbe il problema? Lo spiega ancora Piazza Indipendenza. Lunedì e martedì, “nonostante” quel tampone "positivo" solo al gene N, l'attaccante biancoceleste non è stato isolato ma ha continuato ad allenarsi, entrando in contatto col gruppo squadra. Quello che dovrà capire la Procura Federale, che su tutta la gestione del Protocollo in casa Lazio ha aperto un'indagine per verifiacare eventuali violazioni, se tale scelta rappresenti un precedente ovvero se rientri nella norma attualmente in vigore. Tornando al cuore della qustione: cosa vuol dire essere positivi al gene N? « Era la prima volta che emergeva nei test che haeffettuato con noi – ha spiegato Taccone – e probabilmente è quello che ha individuato anche il laboratorio dell'Uefa, il Synlab, anche se io non posso saperlo. A volte perché compaia può bastare unraffreddore o un affaticamento fisico che fa abbassare le difese immunitarie: non è un gene specifico del Sars Cov 2 ma comune a molti coronavirus. Venerdì e sabato scorsi, quando abbiamo effettuato gli altri tamponi era sempre negativo. Per me non aveva nulla, ma noi ci limitiamo a fare i test eabbiamo segnalato questa situazione. Poi lui per allenarsi ha avuto il placet dei medici, che lo hanno sottoposto a tac e test per individuare eventuali problemi respirator ». Immobile era risultato positivo già prima della partita col Bruges di otto giorni fa. «Sì, già la settimana scorsa il Synlab aveva messo il dubbio su un risultato per Immobile e Lotito aveva preferito fermarlo per evitare problemi. Ma ieri era furibondo. Ho suggerito a Lotito di far rifare il test a un istituto terzo, anche pubblico». Ma cosa succederebbe se un comune cittadino risultasse positivo al gene N? Potrebbe andare a lavoro osarebbe in isolamento? «Se possa andare a lavoro lo dovrebbe stabilire il medico di base » , laspiegazione di Taccone che aggiunge: «Posso dirvi comunque chealla Lazio i positivi ci sono: erano 7 nell'ultimo giro di tamponi. E Lotito ha fatto fare a spese proprie i test ai parenti dei positivi».

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APPROFONDIMENTI

Tamponi pre Torino-Lazio: Cairo presenta esposto alla Procura Federale

L'uomo dellaprovvidenza stavolta non ha aspettato il recupero per segnare l'ennesimo gol decisivo. A Torino,domenica, Felipe Caicedo aveva colpito al 98', ieri a San Pietroburgo, contro lo Zenit, a 8' dallafine. E ha regalato un pareggio preziosissimo alla Lazio, ancora in emergenza tra infortunati egiocatori bloccati dalla bufera Covid. Alla lunga, tante assenze si pagano, tanto più che SimoneInzaghi ha dovuto rinunciare a uomini fondamentali come Leiva, Luis Alberto e Immobile, oltre aLazzari e Strakosha. Soprattutto in fase offensiva, squadra in difficoltà: la coppia Muriqi-Correa nonha funzionato, intesa precaria. Il centravanti kosovaro non si è ancora inserito nei meccanismi. Adifferenza di Caicedo, che li conosce a memoria e si è fatto trovare prontissimo a spedire in porta disinistro un intelligente assist di Acerbi. Quest' ultimo è stato più utile in attacco, mentre nellasua zona si è fatto beffare da Dzyuba, un pivot di 196 centimetri, nell'azione dell'1-0: di Erokhin lagirata letale. Tra i difensori, Hoedt si è riscattato dopo il grave errore di Torino. Brivido nelrecupero: annullato per fuorigioco (netto) il gol che poteva costare una sconfitta immeritata. Chissà come sarebbe finita con Immobile. L'argomento tamponi è diventato una questione persino piùampia, visto che ieri Urbano Cairo, presidente del Torino avversario della Lazio domenica scorsa, ha inviato alla Procura federale e per conoscenza alla Federcalcio un esposto, fondato su "notizie distampa", per possibili violazioni del protocollo della Lazio in occasione della partita. Una guerra diposizione figlia dell'indagine aperta dal procuratore federale Chiné. Oggetto dell'inchiesta rischiadi essere l'allenamento di martedì, quando Immobile (negativo sia venerdì che sabato) ha svolto laseduta con i compagni nonostante un test "debolmente positivo" effettuato il giorno prima: sia colSynlab per l'Uefa, sia – e questo potrebbe pesare – con il laboratorio Taccone che svolge i test perla Lazio. Dovrà valutare la Procura se questa sia stata una violazione – per la Lazio non c'erapericolo di contagio – e quindi se deferire il club. Le sanzioni vanno dalla multa alla penalizzazionein classifica. Lotito è furioso, si dice pronto ad avviare azioni non solo contro il Synlab maaddirittura contro la Uefa: per lui, Immobile può giocare e anche ieri un volo privato era pronto atrasferirlo in extremis a San Pietroburgo, se la Uefa avesse detto sì. E invece nulla. Le divergenzetra laboratori rischiano di diventare alla lunga un problema. Di unificarli si parla da giorni in Legae una soluzione ci sarebbe: affidarne la competenza alla Federazione medico sportiva, unica societàscientifica accreditata dal Ministero della Salute per la medicina dello sport.

G.C. e M.P. – la Repubblica 

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Oggi l’addio della Città Eterna a Gigi Proietti

Funerali blindati, a causa della pandemia Covid-19, e un lungo corteo scortato dai vigili urbani. Così Roma darà oggi l'addio a Gigi Proietti. Il suo grande pubblico potrà seguire le cerimonie in diretta su Rai Uno mentre ieri si stavano ultimando i preparativi in quella che era diventata la seconda casa del mattatore: il Globe theatre di Villa Borghese.
I cancelli sono sbarrati ma le luci si accendono di nuovo, dopo la chiusura della stagione estiva lo scorso ottobre che pure con tutte le limitazioni della pandemia aveva registrato l'ennesimo successo. Si sentono i rumori, di chi pieno di dolore, sta organizzando la sala di questo teatro elisabettiano che Gigi Proietti aveva ardentemente sognato e poi visto nascere. Cullato e cresciuto come fosse un figlio tra i versi di Shakespeare. Le sue maestranze, con cui lavorava dai tempi del Brancaccio, sono a lavoro perché oggi sia tutto perfetto per potergli dire addio. In una cerimonia breve, laica, necessariamente interdetta al pubblico, prima del rito funebre che sarà celebrato nella chiesa degli Artisti a piazza del Popolo. E fuori da quei cancelli, a poco a poco, la biglietteria del teatro si riempie di fiori. Come era accaduto di fronte alla clinica Villa Margherita dove Proietti è scomparso all'alba del suo ottantesimo compleanno. Da dietro la mascherina Annamaria si asciuga una lacrima: «Sa, io Proietti l'ho conosciuto perché lavoravo al teatro Sistina e quando ci fu il suo spettacolo sui Re di Roma il suo camerino era sempre pieno di fiori, perché così si usa quando ogni spettacolo registra il tutto esaurito». Alessandra invece è arrivata da Torvajanica e da un'ora prova a scrivere una lettera: «L'emozione – dice – mi sta giocando brutti scherzi, è una perdita enorme perché Proietti ha regalato tanto alle persone comuni, a quelle indifese, a quelle sfortunate. Ha donato tanti momenti di serenità a chi non ha nulla per essere sereno». E forse è questa la perdita più grande. 
«UN UOMO PERBENE»A Villa Borghese lo piangono in tanti, gli habitué del parco, come Alessio che da anni si allena a piazza di Siena: «Capitava spesso di incontrarlo, una mattina mi feci coraggio e gli dissi: Ciao Gì! lui mi rispose: Mi raccomando le flessioni. Da allora ogni volta che capitava, ci salutavamo». Ma anche i baristi dei chioschi: «Una persona perbene. Questa Villa non avrà più la sua voce gentile e verace». Le maestranze del Globe gli dedicheranno un tributo, ci saranno anche alcuni degli allievi del suo laboratorio insieme ad alcuni colleghi e a Walter Veltroni che nel 2003 insieme a Proietti e al contributo della fondazione Silvano Toti realizzò il teatro. Tutti oggi avrebbero voluto salutare Proietti dal vivo, esserci nelle tre tappe previste prima della cremazione al cimitero Flaminio: piazza del Campidoglio e poi Villa Borghese e infine piazza del Popolo. A causa della pandemia e delle relative misure per scongiurare gli assembramenti queste tre zone saranno interdette al pubblico. Sarà possibile seguire il corteo e le cerimonie in diretta su Rai Uno, mentre il Comune fa sapere che si sta già lavorando, per quando sarà possibile, a una giornata in cui Roma potrà celebrarlo. Intanto oggi in contemporanea con i funerali, la Casa del cinema ha organizzato un omaggio social per il grande mattatore e l'Ater, fa sapere la Regione, realizzerà un murale al Tufello, quartiere dove Proietti è cresciuto.

Il Messaggero