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GIUDICE SPORTIVO

Cori razzisti a Osimhen: Roma multata e fascicolo Procura

La Procura federale ha avviato un accertamento istruttorio per verificare il caso dei cori razzisti nei confronti di Victor Osimhen, urlati da alcuni sostenitori romanisti durante la partita giocata ieri all’Olimpico tra Roma e Napoli. Lo fa sapere il Giudice Sportivo nella sua nota ufficiale: “In relazione al coro discriminatorio di matrice razziale nei confronti del calciatore Victor Osimhen (Soc. Napoli) dispone, a cura della Procura Federale, un supplemento di accertamento istruttorio che specifichi nel dettaglio la durata e la dimensione del coro stesso, confermando che il coro non si è ripetuto successivamente agli annunci effettuati, nonché in ordine alla collaborazione della Società Roma per l’individuazione dei responsabili, acquisiti se del caso elementi dai responsabili dell’Ordine pubblico”.Inoltre è stata comminata alla Roma una multa di 10.000 euro “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, intonato cori insultanti di matrice territoriale nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria”. Per quanto riguarda il campo, confermata la squalifica di un turno per Mourinho, espulso per doppia ammonizione. Stessa sorte per Luciano Spalletti. Mancini e Veretout hanno racimolato la terza sanzione, mentre Karsdorp e Abraham la seconda. Cristante resta l’unico in diffida.

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NEWS PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Altro che tattica, alla Lazio manca furore. Sarri deve trovare la chiave…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM‘: “Questa è una sconfitta più brutta rispetto a Bologna, c’era stata l’avvisaglia. Siamo ricaduti nella stessa situazione. Si può parlare di tattica, di giocatori adatti o meno, ma a questa squadra manca il furore. Penso alle rimonte con il Torino ed il Sassuolo a tempo scaduto. Con l’avvento di Sarri si è parlato troppo di aspetti di natura tattica e si è persa la componente principale. Noi stiamo cercando disperatamente il ‘sarrismo’, quando poi manca il presupposto. Spetta anche al tecnico entrare dentro la testa dei giocatori per ritrovare quel furore di cui non si può fare a meno, anche se va detto che non tutto è addestrabile”

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FORMELLO NEWS

FORMELLO – La Lazio prova a scuotersi: il ritiro parte con ripresa di scarico per i titolari, ritmo alto e qualche colpo duro

Dopo la sconfitta pesante di ieri in casa dell’Hellas Verona, la Lazio ha deciso di mandare la squadra in ritiro. Questa mattina, al Centro Sportivo di Formello, è andata in scena la prima seduta d’allenamento della settimana, con il mirino puntato verso la Fiorentina, prossimo avversario dei biancocelesti mercoledì nel turno infrasettimanale.

La seduta mattutina ha preso il via con il consueto riscaldamento, per poi proseguire con torello e attivazione, incentrata su skip e scatti. Per concludere partitella a campo ridotto, con la possibilità di andare al tiro solamente dopo aver compiuto otto passaggi.

Sul terreno di gioco presenti i subentrati e le riservedella trasferta di Veronai ritmi sono stati fin da subito molto altilavorando ad un alta intensità, tanto che sono scappati anche alcuni interventi duri tra compagni. La voglia di cambiare rotta c’è. Alla seduta, insieme a mister Sarri, era presente anche il ds biancoceleste Igli Tare che, insieme, hanno seguito l’allenamento in campo.

Nella seduta di domani sono in programma le prove tattiche, alla vigilia della sfida di mercoledì, allo Stadio Olimpico di Roma, contro la Fiorentina. Laziopress.it

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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Fiorentina ad Ayroldi

Lazio-Fiorentina H. 20.45
Ayroldi
Longo-Lombardi
Iv: Rapuano
Var: Guida
Avar: Tegoni

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APPROFONDIMENTI

Oltre la tattica: il tema profondo riguarda un gruppo saturo che non recepisce il nuovo corso e non si mette in discussione

Lazio in clausura dopo la lavata di testa al Bentegodi. Un’ora di confronto tra Maurizio Sarri e la squadra all’interno dello spogliatoio del Bentegodi. Fa male ed evidenzia diversi problemi la pesante sconfitta rimediata contro il Verona. Ora esami su esami per risolvere le questioni di un gruppo capace di fare grandi vittorie alternate a clamorosi flop. C’è da preparare la sfida alla Fiorentina di mercoledì.

L’allenatore, nel confronto a Verona, ha di nuovo rimproverato al gruppo la discontinuità mostrata nelle partite in casa e in quelle fuori, nei big match e nelle gare minori. Una disfatta come quella di Bologna non doveva ricapitare e invece, al Bentegodi, altro pesante tonfo. E oltre ai problemi tattici, il più grande timore di Sarri è che la squadra sia satura dopo gli anni firmati Inzaghi. In poche parole: pensa che i giocatori abbiano dato tutto e che recepiscano poco le direttive impartite. Tema profondo e centrale che sarà affrontato dentro le mura di Formello. La classifica sorride nonostante tutto: un paio di risultati utili potrebbero raddrizzare la questione. Ma servono il massimo impegno e la totale fiducia nel nuovo progetto. Corrieredellosport.it

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STATISTICHE

Classifiche a confronto dopo 9 giornate: Lazio come lo scorso anno

Classifiche a confronto dopo 9 giornate di Serie A. Rispetto alla scorsa stagione, score positivo per entrambe le capoliste: +7 Napoli, +2 Milan. L’Inter di Simone Inzaghi ieri fermata in casa dalla Juventus ha gli stessi punti di un anno fa. La Fiorentina, al pari del Napoli, è fin qui la squadra col confronto migliore. In negativo spicca il Sassuolo: -7. Ecco il confronto.

Napoli 25 punti (+7 rispetto alla Serie A 2020/21 dopo 9 giornate)
Milan 25 (+2)
Inter 18 (=)
Roma 16 (-1)
Atalanta 15 (+1)
Juventus 15 (-2)
Fiorentina 15 (+7)
Lazio 14 (=)
Bologna 12 (=)
Empoli 12 (in Serie B)
Hellas Verona 11 (-4)
Torino 11 (+5)
Sassuolo 11 (-7)
Udinese 10 (=)
Sampdoria 9 (-2)
Venezia 8 (in Serie B)
Spezia 7 (-3)
Genoa 6 (+1)
Cagliari 6 (-5)
Salernitana 4 (in Serie B)

Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Sarri alla squadra: “Non vi sto entrando dentro, chi non sposa il progetto puó andare”

Un’ora di confronto serrato. Dopo il ko con il Verona, Sarri e Tare hanno chiuso la squadra nello spogliatoio del Bentegodi. L’edizione odierna de Il Messaggero riporta alcune frasi pronunciate dal tecnico:  «Io mi vergogno. Così non può andare avanti: non vincete perché vi chiamate Lazio, ma se vi impegnate. È una questione di mentalità, innanzitutto. Se giocate così, vuol dire che non vi sto entrando dentro. Guardiamoci in faccia e risolviamo ogni problema. Chi vuole sposare il progetto resti o altrimenti fra due mesi può andar via»

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APPROFONDIMENTI

Lazio senza scuse, tre giorni in ritiro per capire come e dove intervenire

Ecco qui. Ventuno giorni dopo la sconfitta “che mai si sarebbe dovuta ripetere”, per usare le parole di tutti i tesserati, compreso il ds Tare, la Lazio cade a Veronaproprio come aveva fatto a Bologna. Un 4-1 pesante come il 3-0 del Dall’Ara. E ora tutti in ritiro a Formello, come deciso nello spogliatoio del Bentegodi (la squadra è rimasta chiusa dentro un’ora). Rispetto a tre settimane fa la squadra di Sarriqualcosa in più ha fatto, perché sul 2-1 Felipe Anderson spreca la clamorosa occasione per pareggiare. Ma è davvero poco, troppo poco alla luce delle ambizioni di una squadra ancora alla ricerca della continuità giusta. Per Sarri ieri era “la prova del nove” e la “resa dei conti”: la Lazio l’ha fallita, vanificando di fatto gli incredibili sforzi profusi per ribaltare l’Inter. Proprio come aveva fatto a Bologna, nella giornata di campionato successiva alla vittoria nel derby contro la Roma. In entrambe le occasioni la Lazio era chiamata a fare il salto, ad accelerare per guadagnare posizioni sul rettilineo della Serie A, invece ha sempre rallentato. Motore ingolfato, sos. Nessuno, in società e nello staff tecnico, riesce a darsi una spiegazione. È il momento di mettere in discussione tutti, Immobile da capitano è stato chiaro: “Ognuno di noi deve farsi un’esame di coscienza, non stiamo dando il massimo”.

Scuse non ce ne possono essere. Ieri mancavano Acerbi e Luiz Felipe, è vero, ma c’erano nelle altre uscite in questione. L’impegno in Europa League? Un alibi non sufficiente, perché giovedì con il Marsiglia Sarri ha fatto diverse rotazioni. Anche se i dati sono emblematici: la Lazio nelle tre partite di campionato post coppa quest’anno non ha mai vinto (Cagliari 2-2, Bologna 3-0 e ieri a Verona 4-1). 

A Sarri l’arduo compito di capire come intervenire. “Il ritiro servirà per fare un’analisi collettiva e individuale, dobbiamo farla tutti, compreso me e il mio staff», il commento del Comandante. Ancora non ha trovato la chiave per entrare nella testa dei giocatori anche se, c’è da dirlo, non sembra che loro lo abbiamo aiutato molto in tal senso. Immobile però è stato chiaro: “La squadra crede in quello che propone il mister, siamo con lui”. Lo dovranno dimostrare mercoledì all’Olimpico con la Fiorentina. “Per fortuna giochiamo subito, dopo certe sconfitte è un bene”, ha aggiunto Immobile. Tuttomercatoweb.com

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NEWS RASSEGNA STAMPA

Lazio, non c’è più squadra

Dopo il crollo di Milano e la figuraccia di Bologna, anche l’umiliazione di Verona. Ormai, nel bene o nel male, la Lazio di Sarri non ha più limiti: batte la Roma nel derby e l’Inter dell’allenatore che l’aveva trasformata in una delle squadre più spettacolari della serie A, poi cade al Dall’Ara e al Bentegodi senza dare alcun segno di vitalità, se non quello che le regala un fenomeno come Immobile, ormai a un passo da Piola. Eppure dopo lo 0-3 contro Mihajlovic, il tecnico toscano aveva individuato il colpevole: fuori Luis Alberto, l’ispiratore dei trionfi biancocelesti contro la sua Juve (doppio 3-1 in meno di un mese, nel 2019, tra campionato e Supercoppa), dentro un corridore come Basic (contro Inzaghi e il Marsiglia) o come Akpa (ieri contro i gialloblù).

Sarri era stato chiaro: ho bisogno di corsa e non di uncinetto. Ma a Verona lo spagnolo è entrato quando lo sfascio era già cominciato ed era stato momentaneamente addolcito dal gol di Ciro: chi sarà il prossimo a cui verrà presentato il conto? Milinkovic, forse? Cioè l’altro talento cristallino che viene giudicato per i chilometri che percorre e non per le giocate, gli assist e i gol che segna e produce. La sensazione è che tra Sarri e la Lazio, nonostante la fantastica notte del derby, non sia scoccata la scintilla: il tecnico privilegia lo spartito a prescindere dagli interpreti, la squadra è invece ancora prigioniera del suo talento, così non si riesce a trovare una via di mezzo.

I quattro gol di Verona possono diventare una zavorra anche per Mau, che intanto ha deciso di portare tutti in ritiro, nella speranza che qualcuno si scuota. Non vorremmo che anche le costanti lamentele sul calendario troppo compresso (la soluzione sarebbe scegliere un club che non partecipa alle coppe europee) fosse diventato un alibi per i giocatori, che – guarda caso – sono crollati dopo la splendida vittoria contro la Lokomotiv e poi dopo il pareggio contro il Marsiglia.

Sarri sta chiedendo corsa, ritmo e intensità a una squadra che aveva la sua forza nel contropiede organizzato e nel talento dei suoi fuoriclasse: riuscirà mai a ottenere quello che sogna? C’è ancora tempo per scoprirlo, ma intanto, dopo lo scempio del Bentegodi ha parlato anche di un problema di mentalità, di incapacità di sostenere a lungo la voglia di vincere. Il passato più recente, in realtà, ci rivela che la Lazio, un anno fa ha affrontato un girone di Champions con Borussia Dortmund, Zenit e Bruges senza mai perdere, tanto da essere l’unico club italiano entrato negli ottavi imbattuto. Cosa mai è cambiato da allora? E’ possibile che un giocatore come Luis Alberto non possa più giocare dal primo minuto? Mercoledì la Fiorentina all’Olimpico, sabato l’Atalanta a Bergamo: meno di sette giorni per la prima verità. Corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Luis Alberto? Lavoro per aiutare il singolo, ma l’interesse primario è la squadra”

Al termine di Hellas Verona-Lazio, Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa.

“I due KO di Bologna e Verona fanno male allo stesso modo, oggi qualche occasione è stata creata ma la situazione è rimasta la stessa. Al Dall’Ara eravamo giù di testa ancora prima di scendere in campo, oggi ci siamo sciolti alla prima difficoltà e questo è preoccupante. La partita ci ha anche dato un paio di presupposti per tornare in partita. Alla fine dobbiamo constatare che il livello di aggressività degli avversari è stato più alto rispetto al nostro e questo, alla lunga, è preoccupante.

Questo è l’aspetto che mi ha maggiormente preoccupato, la squadra sapeva quanto fosse importante questa sfida, abbiamo problemi di continuità: non possiamo battere Roma e Inter e poi prendere 7 gol tra Bologna e Hellas Verona, con tutti il rispetto per questi due ottimi avversari. Un rendimento discontinuo può essere giustificato dall’impegno del giovedì in Europa League ma oggi in campo c’erano solo due giocatori che erano in campo contro l’OM.

Nello spogliatoio ci siamo detti le cose in faccia, l’analisi è stata fatta sia a livello collettivo sia individuale, dobbiamo capire cosa ci succede dentro, stiamo parlando con il DS Tare dell’eventualità di andare in ritiro per vivere tutti insieme le prossime ore.

Quando la squadra si squaglia è difficile avere un’idea delle prestazioni individuali, diventa come un gatto che si morde la squadra: è difficile da capire. C’è poco da salvare, siamo stati ordinati solo all’inizio poi non abbiamo più messo in campo quello che avevamo preparato. Abbiamo perso la lucidità necessaria per fare la partita.

Se si vince con Roma e Inter le idee passano, se si perde allora no: dal momento che i risultati sono altalenanti è difficile dare una risposta. Lavoro per il lato fronte della maglia, poi cerco di aiutare il retro: il mio interesse primario è la squadra, la Lazio, la società. Il singolo oggi poteva poco, la squadra avrebbe trascinato nell’oblio ogni individualità.

Il Verona ha vinto sull’alto livello dell’aggressività e, in particolare, su Caprari”.