Ricorso respinto e squalifica di due giornate confermata per Maurizio Sarri. Il tecnico della Lazio non sarà in panchina contro il Torino. Rientrerà per il derby.
Ricorso respinto e squalifica di due giornate confermata per Maurizio Sarri. Il tecnico della Lazio non sarà in panchina contro il Torino. Rientrerà per il derby.
Torna a parlare Claudio Lotito. Lo fa in un momento cruciale per la stagione della sua Lazio. Servono punti a Torino, serve vincere il derby contro la Roma di domenica. L’inizio è stato così e così, ma il patron non ha dubbi sulla bontà del progetto firmato Maurizio Sarri: “Ai fini dello spettacolo è una Lazio propositiva. Certo, si possono acquisire anche i risultati con i catenacci che c’erano una volta. È una scelta. Mi auguro che nel derby l’atteggiamento della squadra in campo sia di quelli di chi vuole raggiungere traguardi importanti perché la società ha fatto di tutto per far sì che ciò accada”. “Da come eravamo partiti 18 anni fa, oggi si vede un cambio di passo anche dal punto di vista psicologico: eravamo in una condizione di prostrazione, oggi siamo una società che si propone come ambiziosa che vuole raggiungere determinati traguardi e sta facendo di tutto per far sì che ciò accada. Serve tempo per amalgamarsi e raggiungere grandi obiettivi. Bisogna avere pazienza, l’atteggiamento è positivo, si tratta di acquisire quella mentalità e quegli automatismi che oggi faticano ad acquisire perché vengono da un assetto tattico completamente diverso. La società attraverso la mia persona non si può recriminare nulla, mi auguro che la tifoseria apprezzi gli sforzi e le iniziative perché essere della Lazio deve essere motivo di orgoglio. La Lazio incarna i valori dello sport per questo lavoriamo dentro e fuori dal campo. Spero che i tifosi recepiscano questo messaggio e mi auguro che siano orgogliosi di appartenere a questa squadra che ha questi valori. Strakosha? Imprevisti non voluti che non dipendono dall’incapacità. Fanno parte dello sport e penso che noi dobbiamo vincere, ma renderci conto che in campo ci sono anche gli avversari. L’importante è scendere in campo determinati a voler dare il meglio e ottenere risultati poi ci sono fattori imponderabili che non dipendono dalla nostra volontà. Abbiamo lavorato per essere protagonisti in Europa. Non dimentichiamoci che la Lazio dopo la Juventus è la squadra che ha vinto più di tutti. Siamo una società proiettata nel futuro con capacità organizzative e propositive di spessore anche a livello internazionale. Lo stadio Flaminio? La situazione è in itinere, stiamo affrontando alcune tematiche di carattere tecnico-burocratico. Da parte nostra c’è tutta la volontà di trovare una soluzione. Si tratta di contemperare le esigenze delle normative pubbliche con le nostre. Speriamo di poter arrivare a trovare la soluzione definitiva”. “Non ho sensazioni perché le persone sono parti di un ingranaggio e personalizzare gli eventi è sbagliato. In campo ci vanno i giocatori con l’allenatore. L’interesse è proiettato sulle capacità del tecnico che sono indiscusse, in campo ci vanno i giocatori che devono essere fedeli esecutori di ciò che decide il direttore d’orchestra”. C“Non ho sensazioni perché le persone sono parti di un ingranaggio e personalizzare gli eventi è sbagliato. In campo ci vanno i giocatori con l’allenatore. L’interesse è proiettato sulle capacità del tecnico che sono indiscusse, in campo ci vanno i giocatori che devono essere fedeli esecutori di ciò che decide il direttore d’orchestra”. Corrieredellosport.it
ALBERTO DALLA PALMA (Caporedattore centrale Corriere dello Sport) ora in collegamento a ‘NMM’! #radiosei
“Le difficoltà della Lazio nel recepire completamente le consegne di Sarri provengono dal mercato e dai limiti dello scorso anno. Incredibile che non sia arrivato un centrocampista centrale che potesse essere una valida alternativa a Leiva visto che quello è un ruolo strategico per il 4-3-3 di Sarri. Stesso discorso per la difesa. Credo che sia opportuno che Sarri moduli il suo calcio con la rosa che ha a disposizione”
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Quest’oggi, presso la Sala Stampa dello Stadio Olimpico di Roma, si è tenuta la presentazione di alcune iniziative che si svolgeranno nel giorno di Lazio-Roma, gara in programma domenica 26 settembre alle ore 18:00 allo Stadio Olimpico di Roma.
A partire dalla stracittadina, infatti, la S.S. Lazio collaborerà con la Compassion Italia Onlus, organizzazione che nel corso della crisi alimentare conseguente alla pandemia COVID-19 ha distribuito 15 milioni di scorte alimentari per un totale di 300 milioni di pasti garantendo, inoltre, 10 milioni di kit sanitari ed igienici. Domenica 26 settembre saranno predisposti quattro punti raccolta (Viale Gladiatori altezza Ostello, Piazzale Lungotevere Maresciallo Diaz, Piazza Lauro De Bosis ed in Viale Stadio dei Marmi) tramite i quali tutti i tifosi potranno contribuire alla causa e donare volontariamente alimenti non deperibili per dare un aiuto concreto ai più vulnerabili.
Nel giorno di Lazio-Roma, la S.S. Lazio offrirà agli spettatori del derby un live show che, in particolare, vedrà esibirsi nel pre partita la Dire Straits Legacy. La band, nata dall’amore e dalla passione per la musica dei Dire Straits, può contare su ex membri della band inglese e su grandi musicisti di fama mondiale. Il gruppo, nel dettaglio, sarà composto da Alan Clark, ex componente dei Dire Straits che il prossimo 14 aprile sarà a Cleveland per ritirare il premio della Rock and Roll Hall of Fame, Mel Collins, Phil Palmer, Trevor Horn, Marco Caviglia e Primiano DiBiase.
Claudio Lotito, Presidente della S.S. Lazio, è intervenuto quest’oggi in conferenza stampa dallo Stadio Olimpico di Roma per presentare le iniziative prepartita che si svolgeranno nella giornata del derby:
“Siamo in linea con la tradizione del nostro Club. Sono i valori dello sport a perseguire fini sociali e benefici: tutto ciò che serve per allietare le persone meno abbienti sono ben accette e, anzi, la Lazio vuole diventare agente promotore per spronare gli altri club e tutti gli appassionati. Abbiamo intrapreso questo percorso con la logica di coloro che vogliono contribuire e sensibilizzare tutti nei confronti dei valori cardine della società civile. Dobbiamo tutelare gli interessi di tutti, il processo di sensibilizzazione che vogliamo portare avanti nasce per contribuire concretamente per far partecipare tutti alla vita civile. Dobbiamo fare in modo che la Lazio porti avanti questi valori e questi messaggi tramite iniziative di questo tipo”.
Toma Basic lavora sodo per ritagliarsi uno spazio importante alla Lazio. È arrivato solo negli ultimi giorni di calciomercato d’estate, sta cercando di integrarsi al meglio in un ambiente e un campionato per lui totalmente nuovi. E a Radio Punto Nuovo, l’agente del croato, Adrian Aliaj, ha parlato della trattativa che lo ha portato in biancoceleste e di tutti gli interessamenti: “Si tratta di un giocatore di grande qualità: il Napoli, l’Atalanta ed il Milan erano sul calciatore. Ha bisogno di tempo, ha tecnica, vede la porta col mancino. Si deve adattare al calcio italiano, con Sarri che è un grande allenatore sarà tutto più semplice. La Lazio ha avuto qualche piccola difficoltà, ma non è uscita fuori strada. Sono convinto che potrà esser una stagione importante, l’Italia è sempre stata la nostra prima scelta”. Basic al momento ha fatto registrare due presenze con la Lazio, sempre dalla panchina. Aspetta l’occasione giusta per il salto definitivo. Corrieredellosport.it
Pillole statistiche
La gara di ritorno dello scorso campionato tra Torino e Lazio è terminata 0-0: i biancocelesti non restano senza reti per due gare di fila contro i granata nella competizione dal 2013, guidati da Vladimir Petkovic.
Il Torino ha vinto solo una delle ultime sette partite interne di Serie A contro la Lazio (2N, 4P); i biancocelesti potrebbero vincere tre trasferte di fila in casa dei piemontesi per la prima volta nella competizione.
Il Torino ha vinto l’ultima partita casalinga in Serie A e non mette in fila due successi interni consecutivi da luglio 2020.
Dopo i successi contro Salernitana e Sassuolo, il Torino potrebbe vincere tre gare di fila nello stesso campionato di Serie A per la prima volta dal marzo 2019 – risale invece al febbraio 1992 l’ultima occasione in cui i granata hanno ottenuto tre successi consecutivi senza subire alcun gol.
La Lazio non ha chiuso in parità alcuna delle ultime 13 trasferte di Serie A, conquistando parziale cinque vittorie, subendo otto sconfitte, delle quali cinque nelle sei più recenti.
La Lazio ha segnato 11 gol finora, eguagliando il suo record storico nelle prime quattro giornate di Serie A (11 come nel 1934/35).
Il Torino è, al pari del Genoa, una delle due squadre che l’allenatore della Lazio Maurizio Sarri ha affrontato più volte in Serie A senza mai trovare la sconfitta (otto successi e due pareggi in 10 incontri).
Dopo il gol vittoria contro il Sassuolo nell’ultimo turno, Marko Pjaca potrebbe trovare la rete in due presenze di fila per la prima volta in Serie A – l’esordio del giocatore del Torino nella competizione è stato proprio contro la Lazio nell’agosto 2016, quando vestiva la maglia della Juventus.
Prima di passare alla Lazio, Ciro Immobile ha giocato 47 partite e segnato 27 gol con la maglia del Torino in Serie A: contro i granata, l’attaccante della Lazio ha poi realizzato sette reti in 10 incontri con la maglia biancoceleste.
Il Torino è la vittima preferita di Felipe Anderson in Serie A; l’esterno della Lazio ha messo a segno cinque gol contro i granata, incluse due delle tre doppiette firmate nel massimo campionato. OPTA
Qualcosa non va a Roma, dove sono già partiti i primi processini. Lo fa notare Il Messaggero in vista del derby di domenica. Roma e Lazio sono una coperta corta, e i tecnici devono ancora sistemarne la fase difensiva, l’origine dell’equilibrio generale. Ci sono problemi strutturali: a entrambe mancano almeno un regista e un paio di difensori, a Mou in particolare alternative sugli esterni bassi, a Sarri al centro. Gli allenatori devono migliorare l’assetto generale, devono reinventarsi, spremere il sangue dalle rape e regalare molto di sé ai giocatori. Ci saranno sacrifici illustri, qualcuno perderà il posto, magari Luis Alberto, magari Zaniolo, se non salgono di intensità: non saranno drammi. Tuttomercatoweb.com
Danilo Cataldi ha scalato le gerarchie, con sudore e fatica si sta guadagnando la sua prima da titolare. L’ex Primavera, dopo il gol al Cagliari, vive un momento magico. Ha conquistato Sarri in allenamento. Ruolo regista, non mezz’ala come lo vedeva spesso Inzaghi. Ha sorpassato Escalante, ora prova ad imporsi come vice Leiva. Ha spesso tradito quando doveva giocare al posto del brasiliano. Eppure non si è mai arreso. E ora vuole giocare a Torino.
Leiva stanco, chance Cataldi?
Il brasiliano è uno dei calciatori inamovibili per Sarri. Ma le ha sempre giocate e tutte e in periodo ricco di impegni potrebbe anche rifiatare. Martusciello, vice allenatore, dopo il match contro il Cagliari ha commentato così su Danilo: “Cataldi è un ragazzo di grande qualità, da play ha già giocato. Deve capire alcune cose, Leiva gliele sta insegnando”. Ordine, palleggio, idee e corsa. Lui può mettere questo a disposizione della Lazio. In vista del derby Sarri potrebbe pensare di far ruotare qualche giocatore a Torino. Cataldi vuole una chance da titolare. Un banco di prova importante, vuole essere protagonista. Corrieredellosport.it
Dopo due partite a secco (Milan e Cagliari), domenica contro il Cagliari l’attacco della Lazio ha ritrovato la via della rete. Nulla di sensazionale, sia chiaro: dovrebbe essere la normalità segnare per una squadra a trazione anteriore che gioca contemporaneamente con Luis Alberto, Milinkovic, Immobile e due tra Pedro, Felipe Anderson e Zaccagni.
Ma purtroppo, dati e prestazioni alla mano, c’è anche il rovescio nella medaglia biancoceleste. Perché se da una parte ci sono l’indole offensiva e le richieste di Sarri, che vuole una squadra alta con il baricentro che recuperi il pallone in avanti il prima possibile, dall’altra sono evidenti le difficoltà in fase difensiva che questo gioco comporta. “Se andiamo a recuperare il pallone con intensità nella metà campo avversaria è normale lasciare un po’ il fianco”, ha spiegato domenica Martusciello, il vice dell’ex allenatore della Juventus, squalificato contro il Cagliari.
I dati però parlano chiaro: 6 gol subiti in 4 partite di campionato, 7 in 5 se si conta anche l’Europa League. Ma sono numeri che non rendono appieno l’idea di quanto la Lazio fatichia contenere gli attacchi avversari. Domenica il Cagliari ha avuto almeno 3-4 palle gol nitide, così come l’Empoli alla prima giornata ha creato parecchi grattacapi a Reina (Bajrami ha preso la traversa). È un aspetto preoccupante, questo, anche se tutti a Formello avevano messo in preventivo le difficoltà iniziali. Normali quando si cambia tanto: non va dimenticato che la Lazio per cinque anni ha difeso a 5, seguendo altri principi. Lazzari ha sempre fatto il “quinto” di centrocampo, sta imparando a fare il terzino. Luiz Felipe lo stesso, era abituato da “terzo”. E poi c’è Leiva, che è meno protetto rispetto al passato e si ritrova sistematicamente solo in mezzo a 2-3 avversari: come già spiegato dopo il ko con il Milan, in questa fare embrionale la Lazio non regge il tridente con due mezzali così offensive. Dovrà lavorare tanto Sarri, che oggi conoscerà l’esito del ricorso fatto dalla società dopo le due giornate di squalifica inflittegli dal giudice sportivo per i fatti di Milano. TuttoMercatoWeb
E’ un Luis Alberto che non sembra costantemente al centro del gioco laziale quello che si sta vedendo in questo avvio di stagione. Come evidenzia Il Tempo, lo spagnolo sembra a tratti spaesato e la crescita della Lazio passa inevitabilmente dalla sua: è il più “sarriano” eppure sembra faccia fatica ad assimilare i nuovi dettami che gli chiedono compiti molto diversi rispetto a quelli delle scorse stagioni. Deve tornare ad essere veloce di testa, a pensare ancora prima che i palloni arrivino tra i suoi piedi: ne tocca più di chiunque altro, i compagni lo cercano spesso; sono stati ben 114 quelli che ha smistato domenica all’Olimpico contro il Cagliari, i biancocelesti sono la terza squadra in Europa, insieme al Manchester City, per percentuale di successo nei passaggi. C’è sicuramente bisogno del vero Luis Alberto per vedere la firma di mister Sarri in questa Lazio. Il Tempo