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Lazio-Cagliari in numeri: per mantenere l’imbattibilità all’Olimpico nel 2021 e allungare la striscia di vittorie con i sardi

La Lazio è imbattuta nelle ultime 14 sfide di Serie A contro il Cagliari (12V, 2N) e ha segnato 2.3 reti di media a match, vincendo tutte le ultime sei gare in ordine di tempo.

La Lazio ha vinto tutte le ultime 10 gare interne contro il Cagliari in Serie A, solo contro la Triestina tra il 1935 e il 1954 ha infilato una striscia di successi casalinghi più lunga (16) contro una singola avversaria nel torneo.

La Lazio ha vinto 13 delle ultime 14 partite casalinghe di campionato (1N), segnando 35 reti (2.5 di media) e registrando sette clean sheet.

Il Cagliari potrebbe non vincere nessuno dei primi quattro match stagionali di Serie A per la prima volta dal 2014/15 (anno della retrocessione); quella è stata anche l’ultima volta in cui ha registrato tre sconfitte nelle prime quattro.

Il Cagliari non ha mai vinto nelle ultime 15 partite giocate nel girone d’andata in Serie A (5N, 10P): l’ultimo successo nell’andata è stato contro la Sampdoria nel novembre 2020.

La Lazio è sia la squadra con la miglior percentuale realizzativa in questo campionato (26%) sia quella con la percentuale più alta di tiri nello specchio (73%).

Solo la Salernitana (5.1) ha registrato una differenza negativa più ampia tra gol subiti ed Expected Goals Against rispetto al Cagliari (4.2) in questo campionato – i sardi infatti hanno incassato nove reti rispetto alle 4.8 che avrebbero dovuto incassare secondo il modello degli xG contro.

Il Cagliari (10 gol in 12 sfide) è una delle tre squadre contro cui Ciro Immobile ha segnato almeno 10 reti in Serie A, insieme a Sampdoria (12) e Genoa (11). La prima rete nel massimo campionato del classe ’90 è arrivata proprio contro la squadra sarda, nell’agosto 2012 con la maglia del Genoa.

Francesco Acerbi ha realizzato tre gol contro il Cagliari in Serie A, solo contro la Sampdoria ha fatto meglio (quattro). L’ultima rete del difensore classe ’88 in campionato risale però al gennaio 2020 (contro la Roma).

João Pedro potrebbe diventare il primo giocatore del Cagliari a prendere parte ad almeno un gol in tutte le sue prime quattro partite stagionali di Serie A dal 2004/05 (da quando Opta raccoglie il dato): nel campionato in corso ha realizzato tre reti e fornito un assist.

OPTA

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Tutto e subito, l’approccio di Sarri doveva essere più graduale” (AUDIO)

AUDIO ‘NMM’ – Ascolta l’intervento di BRUNO GIORDANO: “La Lazio ancora non è in ritardo, c’è tempo. Ma temo che l’errore di Sarri sia stato quello di presumere che, dopo cinque anni in cui la squadra ha lavorato in modo diverso e su concetti diversi, potesse cambiare tutto subito. Il suo approccio sarebbe dovuto essere più graduale”

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APPROFONDIMENTI DICHIARAZIONI

Le parole di Acerbi come quelle di Chiellini. Ma Sarri alla Lazio avrà più tempo per lavorare

Leggete con attenzione queste dichiarazioni. Sono quelle rilasciate nella serata di ieri da Francesco Acerbi, centrale della Lazio dopo la sconfitta in Europa League sul campo del Galatasaray: “Stiamo lavorando molto per amalgamare difesa, centrocampo e attacco che devono andare in sintonia. E’ il lavoro che stiamo facendo con Sarri si sa che ci vuole tempo. Cerchiamo di diminuire questo tempo, testa alta e bisogna dare qualcosina in più da parte di tutti oltre che lavorare con il sorriso. E’ anche una questione mentale perché ci metti talmente tanta anima per far bene quello che dice il mister che a volte cedi, vuoi fare una cosa in più e non riesci a fare quel che dovresti”.

Queste invece, tornando indietro di circa due anni, solo le dichiarazioni che rilasciò Giorgio Chiellini, dopo qualche mese di lavoro con Sarri alla Juventus. Era il 3 dicembre 2019, in occasione della premiazione del Gran Galà della Serie A: “Le squadre di Sarri anche negli anni scorsi riuscivano a mantenere solidità difensiva quando riuscivano a mantenere alta intensità e pressione sulla palla lontano dalla porta. Quando, per vari motivi, si trovavano a difendere vicino alla propria porta si trovavano in difficoltà, perché è una ricerca costante di stare nell’altra metà campo anche in fase difensiva. Con Allegri, invece, era diverso: o si provava a recuperare subito la palla o si tornava indietro, difendendo dietro la linea della palla anche con otto o nove giocatori. Un modo di giocare che aveva vantaggi e svantaggi, perché chiaramente quando recuperi la palla più basso fai più fatica ad andare avanti. Ci stiamo lavorando, anche se c’è poco tempo perché giochiamo ogni tre giorni”. 

Sono dichiarazioni che hanno diverse passaggi in comune, che spiegano anche le difficoltà di una Lazio che dopo aver illuso – nella ripresa di Empoli e contro lo Spezia – di aver già appreso al 100% i dettami del suo allenatore è poi inciampata in due sconfitte, con la prestazione di Milano anche più infelice di quella di ieri. 

Per Sarri ieri è stato fatto un passo avanti e non ha tutti i torti. Ma le difficoltà difensive sono evidenti, e al netto di un difensore centrale in più che sarebbe servito – eccome se sarebbe servito – c’è da fare i conti con una fase difensiva che più delle altre è cambiata. Venti, 30 anche 40 metri più avanti rispetto a quando c’era Inzaghi, una difesa che deve aggredire gli avversari con l’aiuto del centrocampo e scappare indietro solo come ultima alternativa, accettando a quel punto l’uno contro uno.
E’ un’altra cosa. Un modo di difendere rispetto all’era Inzaghi, che deve necessariamente coinvolgere tutta la squadra per non mandare sistematicamente in difficoltà i difensori. A Napoli, soprattutto dalla seconda stagione in poi, si cominciarono a vedere i risultati. Alla Juventus Sarri – per sua stessa ammissione – ha invece presto alzato bandiera bianca.
Alla Lazio però è diverso: come a Napoli, non c’è l’esigenza di anteporre la vittoria a tutti i costi. Fin da subito. Ecco perché le parole di Acerbi, pur risuonando oggi come quelle di Chiellini di due anni fa, non saranno il prologo di un identico finale. Tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Subito il Cagliari per cambiare il punto di vista: torna Reina, Marusic chiede spazio

Come si esce da due brutte sconfitte rimediate in pochi giorni? Solo con una bella prestazione e una vittoria. C’è l’occasione Cagliari per la Lazio domenica all’Olimpico. Davanti ai propri tifosi e senza Sarri perché squalificato, bisogna dare risposte: Milan e Galatasaray saranno analizzate per capire gli errori fatti, ma serve anche ripartire subito. I sardi, con Mazzarri in panchina, vogliono riprendersi. Sfida aperta. In porta toccherà a Reina, il suo ritorno era previsto a prescindere dal brutto errore di Strakosha in coppa. Milinkovic tornerà titolare dopo essere subentrato a partita in corso in Turchia. Anche Marusic chiede spazio sulla corsia di destra al posto di Lazzari, in campo 90’ contro il Galatasaray. Immobile scontato in attacco. Pedro e Felipe Anderson andranno a completare il tridente offensivo. Si gioca senza sosta. Giovedì prossimo con il Torino, domenica il derby con la Roma. Momento delicato. Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Squadra preoccupata di non riuscire a tradurre in campo quanto fatto in allenamento”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…‘: “Ieri è arrivata la conferma di un momento complicato in cui la squadra non riesce a tradurre in campo quanto viene fatto in allenamento. Nel gruppo c’è preoccupazione per questo aspetto, i meccanismi non vengono naturali, c’è massima applicazione e concentrazione nel cercare di rispettare i movimenti richiesti senza produrre effetti significativi. In fase offensiva, è evidente come gli esterni offensivi siano lontani da Immobile. Troppo isolato rispetto al resto della squadra. Piccoli miglioramenti ci saranno anche stati, ma la differenza tra il Gala ed il Milan è molto importante”

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RASSEGNA STAMPA

Sprofondo Strakosha, tutta la Lazio lo consola

Certi palloni sono destini cattivi, non hanno la presa salda già in partenza. È sembrato un cerbiatto spaventato, ferito, che voleva scegliere il posto dove nascondersi, Thomas Strakosha. È sprofondato nella porta, s’è aggrappato alla rete, non si dava pace, si dava botte sulla testa, ha provato a sparire dentro la maglia da titolare rinnovata proprio ieri. Si picchiava. Non deve. È balzato in area su quel campanile folle e inutile di Lazzari. S’è posizionato male, era girato verso la sua porta. Una vertigine. Voleva farlo suo quel pallone, dopo non averlo chiamato. È uscito in presa alta, ad un passo dalla linea. L’ha perso, l’ha visto rotolare dentro dopo aver toccato il palo. Dentro quel pallone-carogna c’era il peso dei tormenti vissuti da un anno, delle panchine, del contratto in scadenza, della distanza con la Lazio. Ha troppi pesi che lo schiacciano, deve ritrovare leggerezza, a 26 anni ha bisogno di fiducia. Hanno provato a consolarlo tutti, si è avvicinato Acerbi, poi Milinkovic. C’è stato poco da fare e Sarri ha avuto poco da dire. Tutti ricorderanno la papera, non la parata miracolosa sul tiro di Morutan, deviato sulla traversa con un balzo felino e riflessi da giaguaro (sullo 0-0). Strakosha si era superato salvando la Lazio nel primo tempo, come tante volte ha fatto in passato. Sono annotate anche altre dure parate, meno difficili, comunque decisive su Cicaldau. Sarebbe giusto far finta di niente e farlo rigiocare, così ha fatto Allegri con Szczesny dopo un inizio horror di stagione. Non è facile reggere le tensioni, aspettare la chiamata. Strakosha ha iniziato l’anno in panchina, ci è rimasto tre partite di fila. Era in odore di promozione, Sarri gli ha comunicato la scelta solo prima della partita con il Galatasaray. È il portiere che ha permesso alla Lazio di vincere varie Coppe, aveva trovato forza e coraggio, ora non deve farsi schiacciare da incubi e angosce. La società, Sarri e i compagni devono aiutarlo. Anche Muslera ha provato a rincuorarlo: “È stato lo stesso mio errore di qualche partita fa. Cose del genere possono sempre succedere. I portieri sono soli in campo. Il nostro errore non è perdonato, non dobbiamo arrenderci”. Strakosha è stato consolato più volte da Acerbi. Per tutta la serata i compagni gli sono stati accanto, faranno lo stesso oggi, nel giorno della ripresa a Formello. Papà Fotaq, ex portiere della Nazionale albanese, troverà modo per rincuorarlo e spingerlo a reagire subito, a volare sicuro. Corriere dello Sport/laziopress.it

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Squalifica Sarri, ricorso inviato: sarà discusso tra lunedì e martedì

Il giorno dopo la minacciata denuncia di Sarri contro l’arbitro Chiffi (“Non ho bestemmiato, mi rivolgo alla giustizia ordinaria”), la Lazio ha inoltrato ricorso alla giustizia sportiva. Il tecnico martedì è stato condannato a due turni di stop, uno per il rosso (scontro con Saelemaekers) e uno per “aver contestato la decisione arbitrale proferendo espressioni blasfeme”, si è letto nel disposto del Giudice Sportivo Mastrandrea. L’unica possibilità, forse remota, è provare a ottenere un turno di sconto. Sarri smentisce di aver bestemmiato, ha tre testimoni (tra staff tecnico e dirigenti) che hanno assistito allo sfogo del tecnico contro l’arbitro Chiffi avvenuto nel tunnel che dà accesso agli spogliatoi di San Siro. Le accuse di blasfemia sono state riportate nel referto arbitrale, gli ispettori federali non li hanno riferiti. I legali biancocelesti fanno leva sul fatto che Sarri è stato provocato per tutto il finale di Milan-Lazio da Saelemaekers. L’arbitro, è la contraccusa, ha tenuto conto  solo della rabbia dell’allenatore senza valutare il comportamento irriguardoso del belga. Viene fatto notare inoltre che i due episodi, il rosso più l’alterco successivo con l’arbitro, sono correlati. Sarri, per rivolgersi alla giustizia ordinaria, deve chiedere e ottenere una deroga alla clausola compromissoria. Il ricorso sportivo verrà discusso tra lunedì e martedì. Il tecnico salterà Lazio-Cagliari, al suo posto in panchina ci sarà il vice Giovanni Martusciello. Se otterrà lo sconto guiderà la squadra giovedì in Torino-Lazio, altrimenti tornerà in tempo per il derby del 26. Corriere dello Sport.

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Lazio, piena fase di rigetto: centrocampo senza ritmo, big offuscati, sarrismo lontano

Per ora non c’è traccia del calcio di Sarri e (peggio) non si vede più la Lazio di Immobile, Luis Alberto, Milinkovic. Cose turche a Istanbul, il debutto inEuropa League segnato dalla papera di Strakosha. Ha vinto Terim, l’Imperatore. Si è inchinato il Comandante, meno rabbioso rispetto a San Siro. Ha parlato di piccoli passi in avanti, forse per proteggere la squadra e rendere meno evidente a realtà. Piena fase involutiva e di rigetto. Si poteva perdere con il Milan, non era uno scandalo. Molto meno con il Galatasaray di questi tempi, costruendo zero o quasi, le uniche due vere palle gol con i lanci dalla difesa di Luiz Felipe per Immobile e di Acerbi per Milinkovic, prima volta in cui la Laizo ha centrato lo specchio e Muslera ha parato. Se Sarri sosteneva a Milano che la sua squadra avesse giocato al contrario rispetto a quanto era stato provato in settimana, ieri si è avvicinato alla porta dei turchi soltanto nel modo opposto ai principi previsti dal suo calcio, tutto palla a terra e fraseggio corto. Immobile, 21 palloni toccati in un’ora, è isolatissimo. Luis Alberto è irriconoscibile, non sembra possedere la rapidità e le caratteristiche per pressare come Sarri chiede agli interni nel 4-3-3. Ancor meno adatto pare Leiva. Il play brasiliano non si smarca quando portiere e linea arretrata devono avviare l’azione e soprattutto non ha più la gamba e il fiato per per portare su il centrocampo della Lazio nei momenti in cui bisogna salire in pressione e andare a riconquistare il pallone. Il ritardo di distanze, metri e secondi spiegato da Sarri si riferisce proprio alla lentezza di certi suoi giocatori, conosciuti a queste latitudini. Il dubbio che siano fuori contesto tattico è fondato e spaventa più di tutto il resto. Serviranno tempo e pazienza, tanta. Ieri si è visto un accenno di pressing e di baricentro più alto solo in avvio. Ci poteva stare anche il pareggio, vero. È la prestazione monocorde e un pochino triste della Lazio a preoccupare più del risultato che complica il girone. Resta il dato: due partite con Milan e Galatasaray, zero gol. Altro dato da esaminare: nel primo tempo la Lazio ha concesso quasi il 64% al Galatasaray e avrebbe potuto prendere gol nell’occasione in cui Hysaj si era fatto risucchiare da Acerbi e Luiz Felipe. Strakosha ha toccato il missile di Morutan sulla traversa. Il portiere albanese, che poi si sarebbe ripetuto due volte su Cicaldau, ha rovinato il suo ritorno in campo da titolare, decidendo la partita con un errore clamoroso. Un anno fa, è bene ricordarlo, la Lazio di Inzaghi strapazzava il Borussia Dortmund in Champions League. Ci vorrà tempo per tornare a quei livelli. Corriere dello Sport.

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Non solo la papera di Strakosha, la nuova Lazio è in grave ritardo

Sarebbe troppo facile sostenere che la Lazio ha perso la seconda partita consecutiva per una papera clamorosa di Strakosha, una cosa turca, tanto per restare in tema. Sì, l’errore è stato assurdo, quasi inspiegabile, ma nel momento del disastro una squadra come quella biancoceleste avrebbe dovuto già essere in vantaggio, tanto è apparso debole dal punto di vista tecnico il Galatasaray di Terim. Niente a che vedere con il Milan, che aveva cancellato i biancocelesti dalla partita di San Siro domenica scorsa. Questo era il debutto in Europa League, che Sarri ha già vinto con il Chelsea: ma a Istanbul, ancora una volta, non si è vista in campo la Lazio allenata dal tecnico toscano, che predilige il pressing, il ritmo, il possesso palla in attesa dell’assist decisivo. Abbiamo rivisto una squadra tenera, confusa, addirittura tanto disorganizzata da non riuscire a difendersi e nemmeno ad attaccare. Ci vuole tempo per capire Sarri, ovvio, lo sanno tutti: c’è ancora oggi qualche giocatore della Juve che sostiene di non aver mai assimilato niente della filosofia di Mau, ma in un paio di mesi di lavoro qualcosa si dovrebbe già vedere, magari a lampi, e invece no. Dopo la goleada con lo Spezia, quando sembrava che si fossero aperti i cancelli di Sarrilandia, la Lazio sembra aver avuto una crisi di rigetto, come se si fosse smarrita sul campo, alla ricerca di se stessa, stordita da un cambiamento indigesto.
     Detto questo, cioè che la Lazio di Sarri ancora non esiste, è chiaro che l’errore di Strakosha è stato clamoroso e determinante, anche se prima della sua papera i biancocelesti avevano concesso due palle gol molto facili ad Akturkoglu e Cicaldau: era stato perso il controllo della partita, mantenuto per un tempo, ed erano cominciati gli imbarazzi difensivi che poi si sono materializzati con l’errore del portiere, preceduto da uno svarione di Lazzari condannabile almeno quanto la smanacciata di Thomas. L’albanese rientrava dopo un anno nero, in cui aveva giocato solo una decina di volte e sempre con la sfiducia di Inzaghi addosso: Simone preferiva Reina, che gli garantiva una partenza dal basso più sicura, e anche Sarri ha continuato lo stesso percorso, delegittimando un portiere che non ha mai capito il motivo per cui ha perso il posto nonostante avesse dato un contributo decisivo ai successi della squadra biancoceleste. Si giocava tutto ieri sera, in una notte difficile all’inizio e maledetta alla fine, ma se Allegri e la Juve hanno perso due partite su tre in campionato per le papere di Szczesny può capitare che sbagli anche Strakosha, per il quale la strada adesso è sempre più in salita. A meno che Sarri, come Max a Torino, non abbia la forza di salvarlo e di confermarlo contro il Cagliari nella speranza di non smarrirlo per sempre.
     L’importante è che nessuno, in casa Lazio, si soffermi troppo sull’errore del portiere perdendo di vista quello che sta accadendo. Passare da Inzaghi (3-5-2) a Sarri (4-3-3) sembra più difficile del previsto se consideriamo che tra Milano e Istanbul sono evaporati i giocatori migliori, quelli su cui Simone aveva costruito i suoi successi a Roma: ci riferiamo a Luis Alberto, a Milinkovic Savic e a Immobile che anche ieri sera ha chiesto – invano – ai compagni la palla in verticale per colpire alla sua maniera. Se il calcio di Sarri non prevede nemmemo questo, per Ciro sarà dura, molto dura, come già avviene in Nazionale. Alberto Dalla Palma-Corriere dello Sport

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EUROPA LEAGUE

Acerbi: “Seguiamo tutti le richieste di Sarri, ma serve ancora tempo. Lavoriamo con il sorriso e ci divertiremo”

Nel post partita, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, canale 233 di Sky, il difensore biancoceleste Francesco Acerbi: “Oggi volevamo riscattarci dopo la sconfitta con il Milan. Mancano ancora un po’ le distanze, corriamo un po’ a vuoto sprecando qualche energia, ma stasera ci sono stati molti miglioramenti. Ci vuole tempo, peccato per il risultato. È stata una partita equilibrata, ci è mancato qualcosa per portare via un risultato importante. Domenica c’è un’altra partita, dobbiamo rimboccarci le maniche, vedere gli errori fatti e voltare pagina. Serve assolutamente vincere. Mi dispiace per Strakosha, gli errori possono capitare a tutti. Il Galatasaray attaccava con tanti uomini, noi abbiamo cercato di mettere in atto le cose che chiedeva il mister e penso la difesa abbia disputato una prova discreta. Stiamo lavorando e sudando molto per amalgamare al meglio tutti i reparti. È il nuovo gioco di Sarri che stiamo seguendo tutti. Sappiamo che è necessario tempo, stiamo cercando di accorciarlo il più possibile. Rimbocchiamoci le maniche con la testa alta, dobbiamo dare tutti qualcosa in più. Serve comunque lavorare con il sorriso, quando avremo assimilato bene i meccanismi di Sarri ci divertiremo. Deve esserci positività, l’importante contro il Cagliari sarà vincere mettendo in campo quello che ci chiederà il mister”. sslazio.it