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RASSEGNA STAMPA

Cataldi e Patric, i titolari che non ti aspetti

Come due amici, che si vedono nel momento del bisogno. Danilo Cataldi e Patric stanno dando un contributo importante alla stagione della Lazio. E pensare che, fino a qualche tempo fa era difficile immaginarli titolari. Nella passata stagione Leiva e Cataldi si sono alternati (venendo schierati 19 volte a testa dall’inizio in campionato), ma il brasiliano, fra tutte le competizioni, aveva giocato circa 100 minuti in più. Con il suo addio la Lazio ha investito sul suo connazionale Marco Antonio, che per il momento non si è ancora riuscito a imporre. Danilo in questa stagione ha giocato da titolare otto partite su nove, saltando solo quella col Verona (era squalificato). Si è adattato, si è sacrificato, ha imparato a fare il play nella squadra di Sarri. Da che era una promessa del settore giovanile, un talento sul quale società e compagni puntavano a occhi chiusi (tanto che, giovanissimo, prese la fascia di capitano da Radu durante una partita con la Fiorentina), Cataldi col tempo si era perso. I prestiti a Benevento e Genova (sponda rossoblù) non erano stati fortunati, con la tifoseria c’erano state delle incomprensioni. Eppure è sempre rimasto disponibile, ha sempre continuato a lavorare a testa bassa, senza scappare dal problema. Lo ha anzi affrontato e ora si è preso il suo spazio. Con il desiderio, nemmeno troppo nascosto, di rientrare con più frequenza anche nelle convocazioni del ct Roberto Mancini (che lo ha chiamato l’anno scorso ma quando fra gli Azzurri a centrocampo c’erano parecchie defezioni).

Discorso simile per Patric, che, proprio come fatto da Cataldi, ha scalato le gerarchie e si è preso il posto da titolare in difesa. In estate sembrava che nelle gerarchie partisse dietro a Casale (voluto da Sarri), ma lo spagnolo è l’unico, fra i quattro centrali della rosa, che è stato schierato dal primo minuto in tutte e sette le partite di Serie A fin qui disputate. Non era abituato a giocare nella difesa a 4, si impegnato e adattato, conquistando la fiducia del tecnico che a gennaio ne ha bloccato la cessione (era vicino al Valencia). Fatto sta che lo spagnolo (tornato ieri ad allenarsi in gruppo dopo una settimana in cui aveva fatto solo lavoro differenziato) ormai gioca sia sul centro-destra che sul centro-sinistra, dimostrando di essere particolarmente duttile e propenso all’apprendimento. Con l’infortunio di Casale sarà probabilmente chiamato a fare gli straordinari per tutto ottobre (i biancocelesti giocheranno 8 partite, con l’ex Verona che rischia seriamente di tornare a disposizione solo a novembre). In estate ha rinnovato fino al 2027, quando sarà alla Lazio da 12 anni. A lungo è stato poco considerato (in passato venne perfino escluso dalla lista Uefa), ma si è sempre fatto trovare pronto. Proprio come fatto da Cataldi. Proprio come fanno gli amici. Che si vedono nel momento del bisogno.

Gazzetta dello Sport

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