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RASSEGNA STAMPA

Ciro, il calvario infinito e la scelta di “non turbare lo spogliatoio”: ora Sarri è ancora nei guai

Andata e ritorno all’inferno. Immobile crolla di nuovo in un calvario infinito. Per riaverlo al derby servirà un autentico miracolo. Ci risiamo: terza lesione consecutiva di primo grado al solito flessore sinistro, dopo quella più grave di ottobre al destro. Fuori nel doppio ottavo di Conference League contro l’Az Alkmaar, sabato a Bologna e – folle marcia di recupero, a parte – anche con la Roma il prossimo 19 marzo. In teoria, se ne riparlerà al rientro dopo la sosta per il campionato. Nemmeno l’Italia del Mancio potrà contare su Ciro, che domenica ha vissuto una notte di dolori e sconforto. Ieri mattina, dopo gli esami, anche il triste e scontato responso. Nemmeno Sarri si dà pace, è furioso perché la Lazio è l’unica squadra d’Europa ad aver affrontato questa stagione con un solo attaccante di ruolo. Anzi, alle luce dei continui forfait, praticamente senza Ciro. E poi la società non vuol sentir parlare di “miracolo” Champions, dopo aver deciso di non correre ai ripari nemmeno a gennaio, dopo gli avvertimenti della prima parte dell’anno. Sarri sognava Rafa Silva, gli sarebbe bastato Federico Bonazzoli, Tare aveva bloccato Roland Sallai (promesso sposo futuro) senza dire nulla a Maurizio. In ogni caso, Lotito ha bloccato tutto, rinviando il grande investimento a giugno «per non turbare la serenità di Immobile e dello spogliatoio». 

LA CAVIGLIA

È vero, in passato Ciro ha sempre reso come un fenomeno perché dietro non aveva nessuno col fiato sul collo. Ma dall’estate si vedeva che questa strategia non stava funzionando. E lo stesso Immobile, che non ama la concorrenza nel suo ruolo, aveva suggerito l’amico Caputo, bocciato per ragioni di età da Tare e Lotito. Si è deciso di puntare così sul giovane Cancellieri (a 8,5 milioni, pegno per Ilic mai arrivato), un esterno adattato e non affatto pronto. Adesso chi ne paga il conto? Oltretutto Sarri aveva deciso di provare a gestire Immobile in un altro modo, ma è difficile riuscirci se lo stesso bomber avverte un dolorino nel riscaldamento del Maradona e lo tiene nascosto. Queste continue ricadute poi sono pure legate a un antico problema, forse sottovalutato: «Dall’infortunio dello scorso anno alla caviglia non è mai stato benissimo. Anche venerdì lui ha giocato con un antidolorifico – svela Sarri – e questo gli crea degli squilibri posturali, che dopo sei o sette partite paga a caro prezzo». Addirittura Immobile aveva rischiato di operarsi a giugno a quella caviglia, che si gonfiava di continuo. Chissà se scongiurare l’intervento non sia stato peggio. 

IL DATO

Di sicuro a 33 anni Immobile non può permettersi d’essere più generoso come un tempo. Il suo fisico è stato sin troppo spremuto, i flessori cedono, per la Lazio è un danno. Ciro ha già saltato 12 gare (senza considerare quelle giocate per pochi minuti o con una condizione al 50%)sinora fra Coppe e Campionato, salirà almeno a 15 il computo. In assoluto Sarri dal suo arrivo ci ha già dovuto rinunciare 17 volte, troppo. Meno male che almeno i numeri sono parzialmente in attivo: 8 successi, 3 pareggi e 6 ko. E i gol d’Immobile quest’anno (11 in ogni competizione) incidono sul totale della Lazio (52) solo al 21% rispetto alla media del 34% del passato. Il Messaggero

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