I giocatori devono tornare a divertirsi, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“I giocatori della Lazio devono tornare a divertirsi. Non danno proprio questa impressione, non solo per il gioco espresso sino qui, ma proprio per il linguaggio del corpo. Vincere una partita è diventata la scalata dell’Everest, c’è tensione e insicurezza. Anche se si segna e si va in vantaggio, non si riesce ad avere la leggerezza per gettarsi alle spalle i problemi e iniziare a giocare davvero.
Con Vecino domenica mattina c’è stato uno scontro: si è rivolto in maniera irriguardosa e plateale nei confronti di Sarri. Tra altro per Sarri Vecino è un giocatore molto importante e lo ha dimostrato più volte. Forse Vecino si aspettava di giocare qualche partita in più da titolare, soprattutto contro il Cagliari. Per lui è arrivata la punizione decisa dalla Società. Il Mister ci sarebbe passato sopra, ma il la Lazio ha voluto dare un segnale forte al gruppo. Del resto già dopo la sconfitta di Salerno era stato chiarito che i bonus erano finiti.
Rispetto alla crisi di gioco attuale, lo stesso Sarri dice di non avere i palleggiatori che aveva il suo Napoli e quindi la Lazio dipende dalla vena di calciatori come Anderson e Zaccagni che ti permettono di creare superiorità numerica e che quest’anno non segnano quasi mai e raramente saltano l’uomo. Non hai sovrapposizioni dei terzini, il possesso palla è piuttosto compassato e quindi non avendo il piano B della fisicità di Milinkovic, ti ritrovi a produrre davvero poco a livello offensivo. Rimane solo il pressing alto per mettere in difficoltà gli avversari”.
Alessio Buzzanca