Visibilmente commosso, Edoardo Motta ha commentato ai microfoni di Mediaset la qualificazione alla finale di Coppa Italia: “Sui guantoni non ci sono segreti. Ce ne sono altri ma non posso dirli. Meglio tenerli nascosti. La finale? Si spera di finirla prima, magari in trionfo (ride n.d.r.) . Saremo pronti anche per i rigori eventualmente. Chi mi dà i consigli? Lui (Cataldi ndr) e i più vecchi me ne danno tanti. Dedico questa serata a chiunque mi conosca e ai tifosi”.
Le probabili formazioni di Inter-Lazio, valida per i quarti di finale di Coppa Italia:
Ampio turnover per Simone Inzaghi che non recupera Thuram e Frattesi e pensa di schierare solo tre dei soliti titolari, ossia Mkhitaryan, DiMarco e Pavard. Riposano Acerbi e Barella. Per Baroni rotazioni in difesa e occasione dal primo minuto nel ruolo di prima punta per Loum Tchaouna. Rientra dalla squalifica Rovella. Out Vecino, Patric, Hysaj e Castellanos.
INTER (3-5-2): Martinez; Pavard, De Vrij, Bisseck; Darmian, Mkhitaryan, Asllani, Zielinski, Dimarco; Taremi, Arnautovic. All.: Inzaghi.
La quiete prima della tempesta. Due settimane di sosta precedono un tour de force per la Lazio di Marco Baroni. Un segmento di stagione fino al nuovo anno, che partirà domenica 23 novembre (Lazio-Bologna, 20.45). Seguirà la sfida europea contro il Ludogorets (28.11, Olimpico, ore 18.45), quindi terzo appuntamento settimanale, contro il Parma (Tardini, 1.12 ore 15.00). Non c’è sosta: tocca alla Coppa Italia: Lazio-Napoli, 5.12 ore 21.00 e bis (al Maradona, in Serie A) domenica 8, alle 20.45. Settimana durissima per la Lazio: il 12.12 c’è la trasferta di Amsterdam contro l’Ajax (ore 21.00) e poi direttamente il monday night contro l’Inter, all’Olimpico (16.12, ore 20.45). Le ultime due gare del 2024 saranno contro il Lecce (21.12, 20.45) e l’Atalanta (28.12, 20.45). 9 gare in poco più di 30 giorni prima del nuovo anno e delle nuove sfide, anche loro, ravvicinate.
Delio Rossi a Radiosei: “Il calcio non è cambiato molto oggi. Oggi però hai meno tempo per pensare. Devi essere più veloce di testa, riflessi.
La caratteristica più importante nel calcio rimane il dominio in velocità sul pallone.
I calciatori dovendo giocare 60/70 partite all’anno poi mancano di brillantezza.
Penso andrà sempre peggio, l’intenzione è quella di aumentare il numero di partite. Lo spettacolo andrà sempre di più a perdere.
Il ritmo ora è molto più alto. Per farlo devi avere una cilindrata fisica importante: l’Atalanta è l’esempio.
All’estero sono abituati da subito con allenamenti intensi e con poco recupero nella settimana. In Italia è diverso, mentalmente poi il giocatore ne risente.
Non sono più andato all’Olimpico a vedere la Lazio perché vedrei la partita con gli occhi dell’allenatore e non mi godrei lo spettacolo.
Ho smesso di giocare presto, soprattutto per problemi fisici. Già a Salerno pensavo di poter allenare i giovani. Il Foggia mi ha dato la possbilità di iniziare
Caso Ljajic? A due partite dal termine del campionato, bastava un solo punto per salvarci, a metà del primo tempo stavamo perdendo 2 0.
Sostituisco Ljiac dopo 30 minuti. Il giocatore esce protestando platealmente contro i tifosi e offendendomi. A più riprese cerco di farlo smettere, ma non ho mai cercato di aggredirlo, c’è stato una mediatizazione dell’evento.
L’esonero è arrivato dopo quella partita, il Lecce pareggiò nel finale contro la Juventus. Non fui esonerato per il gesto.
Penso che quell’evento abbia condizionato poi la mia carriera. Sicuramente mi ha creato qualche problema. Penso una persona debba essere giudicata in base alle cose che fa.
Ero stato contattato l’anno prima che arrivassi dal presidente Lotito. Arrivai l’anno successivo, e Walter Sabatini mi disse subito che non sapeva chi mi avesse voluto.
Arrivo da signor nessuno, dopo un periodo di contestazioni, erano rimasti Oddo e Liverani. Sono arrivato senza saper nulla della Lazio. All’inizio qualche problema c’è stato.
Finale Coppa Italia 2009? Sicuramente la partita che mi ha dato visibilità Io non sono amico dei miei giocatori ma faccio fatica a non affezionarmene. Mi affeziono quando vedo che hanno dato tutto per la squadra.
Pasquale Foggia meritava di giocare di più probabilmente. Mi ha sempre detto le cose in faccia, in modo diretto, questo mi è sempre piaciuto.
Gli faccio i complimenti per la sua nuova carriera. Sentendolo parlare ora, penso che se avesse ragionato allo stesso modo da calciatore, le cose sarebbero andate diversamente.
Zarate? Mauro aveva vinto il mondiale Under20 quando è arrivato. Dal punto di vista tecnico stiamo parlando di uno dei giocatori più talentuosi, forte nell’ uno contro uno seppur molto indisciplinato
Lui prediligeva ricevere la palla sul lato destro per poi puntare l’uomo ma era completamente assente nella fase di non possesso. Abbiamo iniziato a lavorarci assieme, recependo bene le indicazioni.
Zarate non è stato aiutato dai suoi famigliari, dai suoi agenti. Mal consigliato anche da qualcuno in dirigenza.
Io mi sento più un istruttore, un allenatore di giovani giocatori. La gratificazione della vittoria non mi ha mai ripagato rispetto alla delusione della sconfitta.
Non ho mai pensato il derby potesse essere una partita come un’altra, da subito mi è stato quanto valesse per la città.
Ledesma l’ho voluto io alla Lazio. Avevamo perso Liverani, uno dei giocatori più talentuosi che abbia allenato.
Eccelleva nella fase di non possesso, l’inizio non è stato dei migliori, poi però si è preso la squadra ed è diventato capitano.
Sebastiano Siviglia sarebbe sicuramente un giocatore ancora molto attuale”
Inizia a prendere forma il tabellone della Coppa Italia 2024/2025. La Juventus, detentrice del titolo, sarà testa di serie e verrà inserita nella parte sinistra del tabellone, mentre l’Inter, campione d’Italia, sarà testa di serie numero 2 e la troveremo nella parte destra del tabellone.
Le altre squadre che giocheranno direttamente gli ottavi di finale, in quanto classificate tra le prime 8 in campionato, sono Lazio, Milan, Atalanta, Bologna, Fiorentina e Roma. Il Napoli invece, partirà dai 32esimi di finale.
Nel lato destro compariranno entrambe le squadre di Roma e Milano: nerazzurri e biancocelesti potrebbero incontrarsi ai quarti, così come rossoneri e giallorossi. Quindi, in semifinale potremo assistere o al derby della capitale o a quello della Madonnina.
Domani alle ore 20:45 la Lazio giocherà l’ultima gara della sua stagione. Mister Tudor, in conferenza stampa, conclusasi pochi minuti fa, ha definito positivo il percorso della squadra fin qui.
Ma quali sono i numeri della Lazio da quando l’allenatore croato siede in panchina?
Tudor aveva trovato la squadra biancoceleste a fine marzo in un momento di crisi, seppur venisse da una vittoria per 3 a 2 a Frosinone con Martusciello ad interim in panchina. Prima della gara dello Stirpe i biancocelesti avevano raccolto solo 4 punti nelle ultime 7 di campionato.
La Lazio ha cambiato marcia dal suo arrivo: dopo il debutto vincente contro la Juventus per 1 a 0 all’Olimpico, ha battuto anche Salernitana, Genoa, Verona ed Empoli, pareggiando con rammarico contro Monza e Inter e perdendo solo il derby contro la Roma.
A questo breve percorso vanno sommate anche le gare di semifinale di Coppa Italia contro la Juventus dove, dopo una gara di andata terminata 2 a 0 per i bianconeri, ha visto nei secondi 90 minuti i biancocelesti disputare un’ottima gara. Purtroppo, poi, il successo per 2-1 non è bastato ad ottenere il ticket per la finale.
La Lazio con l’allenatore croato ha ottenuto 17 punti in 8 partite, ad un solo punto dalla qualificazione in Europa League.
Alberto Abbate a Radosei: “Castellanos l’ho difeso in questi mesi. Per me è forte, anche se non è un goleador. Non sarà mai un attaccanti alla Immobile, è diverso. Ieri ha fatto una grandissima partita e non solo per i due gol. Tanto lavoro per la squadra, che piace tanto ai tecnici. E’ uscito da ieri molto molto affaticato. Con lui anche Vecino, Gila è out per il Verona insieme a Kamada e Lazzari. In questo momento ci sono tanti giocatori affaticati, anche per aver accumulato tanto lavoro con Tudor che ha metodi diversi rispetto al predecessore. Luis Alberto? Ieri per me ha fatto anche un grande secondo tempo. Tante giocate e tanta corsa. Le parole di Lotito sullo spagnolo nel pre partita sono per valorizzare il giocatore e avvertire le pretendenti”.
“Mi auguro che Tudor venga accontentato sul mercato estivo. Ha detto ieri di volere giocatori adatti al suo gioco, com’è giusto che sia. Poi vedremo se verrà accontentato direttamente sui nomi o sulle caratteristiche. Per Tudor Isaksen deve ancora crescere a livello fisico. In vista della partita contro l’Hellas Verona, il tecnico potrebbe schierarlo. Anche perché Felipe Anderson non è scontato che ce la faccia. Zaccagni rientrerà per la panchina, non da titolare. La situazione in vista di sabato è abbastanza drammatica”.
Oggi fatico a smaltire la delusione di Lazio-Juve… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento con ‘QUELLI CHE…’
“Oggi fatico a smaltire la delusione di Lazio-Juve perché ci ho creduto tanto. Peccato per l’infortunio ad Anderson perché il contropiede sarebbe stata un’arma fondamentale. Lì Orsato probabilmente non ha visto la gravità del fallo di Alex Sandro.
Il cambio Vecino per Anderson è stato un cambio conservativo. Ed è stato un cambio che ha privato la Lazio di almeno un contropiedista che sarebbe stato fondamentale. Isaksen evidentemente lui non lo vede ancora all’altezza di entrare in una partita così delicata e non si fida ancora del danese. Del resto ha già detto in conferenza che deve irrobustirsi e non è ancora adatto al calcio italiano. Però così abbiamo proprio rinunciato a ripartire.
I due errori difensivi all’andata ci sono costati la finale. Il passaggio dal sistema Sarri al sistema Tudor così improvviso ha generato un po’ di confusione in campo e ha portato a subire i due gol che ci sono stati fatali.
In occasione del gol, Marusic è andato a riempire l’area invece di coprire Weah. In area c’erano già Romagnoli e Casale che avevano Chiesa e Milik. Poi c’è stata anche molta sfortuna.
La doppietta di ieri può cambiare la carriera di Castellanos alla Lazio? Forse sì. Ha vinto tutti i duelli, ha fatto due gol straordinari, ha messo alle corde Bremer. Ora gli servirà la continuità che dopo la gara contro l’Atalanta non ha potuto avere.
Io penso che Tudor si terrà Casale. E’ un suo uomo, ci ha lavorato a Verona e quindi per me rimarrà. Mi preoccupa l’infortunio a Gila che oggi farà una ecografia e mi dicono che sabato non ci sarà. Casale adesso deve dimostrare di essere quello dell’anno scorso perché ci sono 5 partite fondamentali da giocare e tutti devono dimostrare di essere da Lazio”.