Manna o mannaia, lo dirà la prossima risonanza. Immobile si ferma, ma per il momento non torna a casa. Due giorni fa a Coverciano aveva già sentito tirare i muscoli, ieri ha saltato la sfida contro l’Inghilterra, dopo aver accusato un affaticamento al bicipite femorale della coscia destra. Ora c’è pure un piccolo edema, la Lazio lo implora di rientrare a Roma. Sarri è in ansia, ma Ciro non molla. Soltanto gli esami di oggi a pranzo sveleranno se la contrattura lo costringerà a dare forfait anche per la gara di dopodomani contro l’Ungheria: «Io volevo già giocare – le parole del centravanti in mixed a San Siro ieri sera – e sono ottimista. Se non troveranno nulla sotto l’edema, resterò e mi riprenderò la mia maglia». A differenza di altri, con le valigie in mano alla prima smorfia, il bomber mostra ancora una volta tutto il suo attaccamento alla causa azzurra, ma questa generosità a Formello è già stata pagata cara. Meno di un anno fa, a novembre scorso, Lotito si infuriò con i medici dell’Italia per la gestione del suo polpaccio sinistro, che poi gli fece saltare il big match contro la Juventus, terminato con una sconfitta. Guai a ripetere lo stesso errore, c’è lo Spezia, e poi un tour de force di 11 gare in 40 giorni, subito dopo la sosta.
C’È SOLO CANCELLIERI
Ha bisogno di riposo, Immobile deve scongiurare il peggio. Con la Lazio si è già spremuto sin troppo. Nove gare su nove giocate in quest’avvio. E non sono passati nemmeno due mesi dalla vigilia di Ferragosto. Fra Europa e campionato, Ciro non ha mai rifiatato: 775’ in campo, nessun altro giocatore di movimento biancoceleste è stato impiegato così tanto. Per intenderci, fra i pali Provedel ha 802’, appena 27’ in più del bomber senza le sue corse avanti e indietro. I fatti lo dimostrano nel concreto, per Sarri Cancellieri è un grande prospetto (ieri fuori dalla lista dei 23 di Mancini insieme al portiere friulano), ma non è ancora pronto a dovere per sostituirlo. Il baby arrivato in prestito il 29 giugno, per un costo di 7 milioni (più 1,5 di premi), è già a bilancio: il riscatto è praticamente obbligatorio. Eppure prosegue il tormentone sul vice-Ciro, anche se Immobile è il primo a non voler un vero alter ego. Ciro vuole giocare sempre, lo dimostra anche in azzurro. C’è chi lancia suggestioni a costo zero (Vydra, Teodorczyk e Sturridge), ma non è in moto alcuna ricerca per gennaio in attacco. Sarri, Immobile e Lotito hanno stretto un patto su un foglio privato già nel mercato estivo. Il Messaggero