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RASSEGNA STAMPA

Immobile, telenovela boomerang

Ma Immobile resta o va? Esiste o no, questa offerta? Sarebbe benedetta o maledetta, per entrambe le parti o per una sola? La telenovela ora sta diventando un boomerang e rischia d’inasprire il malcontento di una piazza, che a giugno era volata sulla luna con il secondo posto in classifica, e adesso si ritrova spaesata, senza più Milinkovic (ufficiale da ieri, con l’arrivo della prima rata dei 40 milioni), con un mercato in salita e una bandiera a mezz’asta. Sono peggio degli acquazzoni del Cadore o dei 40 gradi di Roma, le bombe lanciate sul capitano sino a quando non ci sarà davvero una svolta definitiva. È attesa, forse arriverà, ma non c’è ancora una traccia concreta dell’offerta araba (né dell’Al-Wehda né dell’Al Shabab) per Immobile, infastidito dai pesanti rumors di ieri mattina. Si parla ora di 35 milioni arrivati per il suo cartellino sul tavolo della società: «Io non ho ricevuta nessuna proposta, non è vero nulla», assicura Lotito. Anche dalla segreteria di Formello smentiscono di aver raccolto mail o fax, ma nessuno ci mette davvero la faccia perché, magari più avanti, potrebbe perderla. Non esiste una presa di posizione assoluta. 

BOOMERANG, SERVE CHIARIMENTO 

«Se gli arabi si dovessero presentare con 10-20 milioni, potrebbero tornare indietro, anche se Immobile volesse andare da loro. Forse non lo cederei nemmeno per 50 milioni. Ciro non è in vendita, per me è come un figlio», aveva bisbigliato in più puntate, nei giorni precedenti, Lotito. Lasciando però sempre una porta socchiusa sul futuro. Immobile vuole incontrarlo dal vivo in ritiro, quest’estate ha pianto troppo il telefono. Soprattutto adesso, il capitano si aspettava di essere molto più coinvolto, coccolato e protetto. Forse anche per questo neppure lui se la sente di uscire allo scoperto e attende ancora un seguito a quella proposta saudita di biennale da 35 milioni, ricevuta verbalmente a Ibiza, ma mai per iscritto. Anche ieri il suo entourage gli ha ribadito che non ci sono novità, ma Ciro è rimasto in silenzio, ostentando solo il suo gol di sinistro in partitella e un’altra sessione infinita di autografi con un enorme sorriso. Ma i tifosi tremano: «Sei un grande, devi rimanere sempre con noi. Olé, olé, Ciro, Ciro», le urla e i cori al termine dell’ultimo allenamento. 

Il Messaggero

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