Intervista a Sarri, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Dell’intervista a Sarri mi ha colpito tra le altre cose il suo racconto sul derby. Lui prova a isolarsi, ma quando entra a Formello mi ha raccontato che tutti lo tirano per la giacca: cuochi, magazzinieri, giardinieri, inservienti… alla fine sente la pressione terribilmente pur non avendo un trascorso specifico.
Il Mister non si vuole dare limiti temporali dal punto di vista contrattuale: la scadenza è 2025, ma non si pone limiti per allungarlo. Nella struttura snellissima della Lazio, il ruolo dell’allenatore non è marginale e legato solo alla squadra, ma è parte integrante del processo decisorio.
Mi è sembrato di percepire un Sarri concentratissimo sul campo, ma che porta dietro un po’ di delusione per non essere riuscito a incidere sul mercato di questa estate. Probabilmente lui sperava che con l’addio di Tare le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee potessero essere più seguite, che potesse pesare di più sul mercato. In realtà è stato un mercato molto a guida Lotito.
Anche sul Flaminio Sarri non è sfuggito alla domanda e ha parlato quasi da dirigente facendo riferimento alle necessità di Lotito per approfondire la fattibilità del progetto.
Un’altra risposta interessante è quella sulla contraddizione tra la proposta di calcio moderno fatta da Sarri e i legami con la tradizione come ad esempio la FA Cup”.
Alessio Buzzanca