[…] Quest’estate Ciro si aspettava di essere più coccolato, ma nulla è compromesso. Luis Alberto docet, lui ha iniziato una nuova vita alla Lazio. A un certo punto sembrava un reietto, scaricato. Sei mesi dopo ha prolungato il contratto a 3,5 milioni (oltre 4 coi bonus sino al 2027), dimenticando il passato. E guai a dire a Lotito che ha sfruttato i 40 milioni offerti dal Qatar per ottenerlo: «Non è vero, io avevo già fatto una promessa al Mago per come si è comportato». Il rinnovo è un premio alla dedizione e al sacrificio, che sta dimostrando anche in questo ritiro. Luis Alberto ha messo da parte il rancore e il suo ego, ha ascoltato il sermone a dicembre del patron, si è rivelato il trascinatore della Lazio. È l’uomo in più per la Champions a cui Maurizio ora confida e perdona tutto. Persino i vaffa, addirittura una palla persa a centrocampo. Lo spagnolo sta davvero dando tutto, guidando i compagni fuori e nello spogliatoio. Questo è il Mago che Sarri sognava al suo sbarco alla Lazio, finalmente lo ha trovato. Affaticato, spremuto sino all’osso, ma con la voglia di spaccare sempre il mondo, anche in allenamento.
VICE-CAPITANO
Nel 2023 cinque assist, due gol in 22 partite di seguito (considerando la Conference, 25) in campionato. Nemmeno Inzaghi lo aveva mai tenuto così tanto in campo. Sarri ne aveva chiesto la cessione a novembre, salvo poi chiedergli di restare perché è cambiato tutto. Incredibile, ma vero. La sua nuova certezza ora è Luis Alberto, sempre più al centro del progetto. Sarri lo ha trasformato e gli ha trasmesso il veleno per correre avanti e indietro: «Da novembre in poi è diventato un altro centrocampista totale e completo». Perché alla fine i geni si attraggono e si sposano: dopo un anno e mezzo di litigi, incomprensioni e intromissioni, fra Mau e Luis Alberto il feeling è finalmente sbocciato. Non c’è più mezzo ritardo o una mano sul fianco. Il ribelle spagnolo non ha più saudade di casa e sogna di diventare un’altra bandiera della Lazio e il vice-capitano. Nell’amichevole di ieri non c’è stato modo di scoprirlo, ma Sarri ha deciso di dargli quella fascia, slacciata dal braccio di Milinkovic, per responsabilizzarlo. Confermata l’idea di Maurizio, manca solo l’ufficialità del verdetto. La terra magica di Luis Alberto è la Lazio, le terre d’Oriente non hanno incantato il Mago. Il Messaggero