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RASSEGNA STAMPA

Lazio, una frangia contro Sarri. Lotito: “La società resta al suo fianco”. Fabiani: “Il tecnico li ha valorizzati”

Cagliari, la prova della verità

Cagliari diventa la prova della verità o – fate voi – l’ultimo appello. Perché, nelle titubanze matrimoniali e negli errori di Sarri e Lotito, qualcuno ci sta sguazzando per scrollarsi le proprie colpe di dosso. Approfittando della contestazione più diretta verso l’alto e provando a scaricare ogni responsabilità sul soggetto più debole e in bilico, in questo momento: il tecnico. C’è una frangia interna della Lazio, che sotto traccia adesso spinge per l’addio di Mau, trascinando qualche altro compagno e facendo uscire mugugni e spifferi mozzati dallo spogliatoio. 

Questo è il discorso completo di Sarri, lunedì alla ripresa a Formello, come dopo qualunque disfatta, figuriamoci dopo quella senza storia di Bergamo: «Se dovete fare il compitino per farmi contento, non va bene né per me né per voi. È evidente che c’è qualcosa che non va. Se siete stanchi e non avete le p… di dirmelo, andate da Lotito». Tutti in silenzio di fronte (non alle spalle) a un concetto ripetuto dall’allenatore ormai da due anni e mezzo, a mo’ di provocazione, ogniqualvolta la squadra abbia avuto un tracollo. Ora che le cose non vanno, improvvisamente i soliti toni duri e forti di Sarri non si sopportano. Per carità, Mau ha le sue colpe a livello comunicativo. Mercoledì, nel giorno del doppio allenamento e delle quattro sessioni video, il tecnico aveva sottolineato amnesie tecniche e tattiche, rimbrottato i giocatori con un tono un po’ snob. «Le mie squadre erano sempre le migliori sui calci da fermo», giusto per fare un esempio. Qualche senatore da tempo mal digerisce questo atteggiamento, invoca un cambio di modulo (4-2-3-1 o 4-3-1-2) per esaltarsi di più, ma ci rimetterebbero le ali, e Sarri non crede sia questo il nodo vero. Anche se Mau ha capito di dover essere più flessibile e morbido: niente ritiro, ieri ha lasciato il riposo, è pronto ad alleggerire i carichi di lavoro. E magari a ricompattare la ciurma con una cena o un pranzo.

LA DIFESA DEL CLUB

Dal vecchio “patto dei Parioli” nacque una nuova Lazio. È l’ultima speranza di Lotito, ieri impegnato in Senato: «Non sto pensando di esonerare il tecnico. La società resta al suo fianco», ripete lapidario, nonostante la rabbia accumulata fra il pareggio col Napoli all’Olimpico e il ko di Bergamo. È l’ennesimo segnale che il patron vuole mandare al gruppo per evitare il peggio, ovvero l’esonero, e arrivare almeno sino a giugno in cui tirare le somme e fare un bilancio definitivo. Solo contatti telefonici con Sarri, volato ieri a Castelfranco per trovare i genitori e preparare la difficile gara col Cagliari di sabato. Dopo il caos uscito dai meandri di Formello – si spera, a questo punto – difficilmente qualcuno avrà il coraggio di uscire allo scoperto e far vedere in campo di remargli contro. Ora tutti dovranno mostrare un altro piglio, la società si aspetta il massimo: «Non può essere contro il tecnico, uno spogliatoio pieno di giocatori che Sarri ha valorizzato e cresciuto. Ovunque c’è qualche scontento assicura il ds Fabiani ma non c’entra nulla con quanto è successo. Oltretutto si sta montando un caso quando siamo agli ottavi di Champions, in semifinale di Coppa Italia. Sì, ci mancano cinque punti in campionato, ma siamo noni in un gruppone in lotta per il quarto posto. Nulla è perso». Il Messaggero

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