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RASSEGNA STAMPA

L’Al Shabab ci riprova con Immobile. Incontro per il contratto di Felipe, Pedro più vicino…

Niente Italia, al momento lo ha richiamato solo l’Arabia. Forse per questo a Glasgow Immobile ha dribblato col silenzio la risposta alla domanda: «Dopo tutte queste critiche per l’avvio di stagione, ti sei pentito di non essere andato in là?». Forse non è finita, l’Al Shabab sarebbe tornato alla carica. Entro agosto non era arrivato l’ok dal governo saudita per formalizzare l’offerta ufficiosa (biennale da 35 milioni) recapitata al telefono a Ciro quando si trovava ancora in vacanza Ibiza. Per gennaio sarebbe diverso, ci sarebbero già nuovi club in fila, avrebbero contattato l’entourage per approfittare della sua crisi in Serie A. Appena due reti (una su rigore) in sette giornate, a digiuno in Champions, e ora un’altra doccia fredda. Fuori dalle convocazioni di Spalletti per le qualificazioni contro Malta e Inghilterra, un po’ per la forma precaria un po’ (come si evince anche dai tagli di Romagnoli e Casale, non di Provedel e Zaccagni) anche per scelta tecnica. Il capitano si è confrontato col ct, in Scozia è peggiorato l’affaticamento al flessore destro che si trascinava da San Siro, ma la lesione è esclusa sia dall’ecografia che dalla risonanza. E infatti a Formello lo considerano abile e arruolabile per l’Atalanta: ieri pomeriggio Immobile ha corso e ha partecipato alle prove tattiche, ha svolto l’intera seduta senza nessuna pena. Eppure sente dolore e deciderà con Sarri, fra oggi (a pranzo scatta il ritiro obbligatorio) e domani, se partire o meno dalla panchina.

RINNOVO ANDERSON

Nessuna angoscia, Sarri è pronto a qualsiasi contingenza. Quasi un anno fa, il 23 ottobre a Bergamo, i biancocelesti giocarono una delle migliori partite dell’era Mau con il tridente leggero Pedro-Felipe-Zaccagni contro la Dea. Alla luce delle condizioni di Immobile, la tentazione di riproporlo domani pomeriggio all’Olimpico è tanta, ma Sarri ha in rosa un vice-Ciro stavolta. Castellanos merita un’altra chance, ha dimostrato d’essere in grado di non dare punti di riferimento al Meazza. Allo stesso tempo riavvicinare Felipe alla porta, potrebbe sbloccare la sua vena realizzativa come l’anno scorso contro l’Atalanta. Il brasiliano attende con ansia la nascita del figlio, sta attraversando un momento particolare della sua carriera e oggi è atteso l’incontro (forse decisivo) fra Lotito e la sorella manager Juliana: «Il contratto in scadenza nel 2024 è importante le parole di Anderson in patria perché è il momento di prendere la decisione giusta, dopo i sondaggi ricevuti nella sessione estiva». Il 30enne era stato il primo biancoceleste ad avere contatti con l’Arabia.

Gli sceicchi hanno esplorato l’attacco biancoceleste quasi in toto. Anche Pedro ha detto no all’Oriente a giugno e ha firmato il rinnovo di un anno: «Io ho scelto la Lazio, ma non biasimo chi ha deciso di andare lì di fronte offerte irrinunciabili rispetto a quelle del calcio europeo». Al Celtic Park lo spagnolo ha confermato di voler restare a gennaio, non sente nemmeno il richiamo di casa al Tenerife, ma la Lazio deve decidere il suo futuro. A 25 presenze scatterà automaticamente il rinnovo sino al 2025, domani il 36enne potrebbe collezionare l’ottavo gettone, forse addirittura dall’inizio. La sua permanenza ovviamente escluderebbe lo sbarco di Lorenzo Insigne, che si è proposto e vuole lasciare Toronto. Chissà se ritroverebbe poi l’amico fraterno Ciro, Lotito a luglio era stato chiaro: «Se gli sceicchi mi offrono 50 milioni per il cartellino, forse ne riparliamo». Intanto c’è già un erede di Immobile a Formello. Il Messaggero

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