Quarto colpo dritto in ritiro. Finalmente oggi Nuno Tavares sarà sotto le Tre Cime di Lavaredo, conoscerà i compagni e assisterà alla prima uscita della sua nuova squadra nell’amichevole contro la rappresentativa locale dell’Auronzo alle 18. Ieri il terzino sinistro è sbarcato nella capitale, ha sostenuto gli esami di rito, ha visitato Formello e firmato il contratto da 2 milioni (a salire), che lo legherà sino al 2029 alla Lazio. Era stato raggiunto da giorni l’accordo con l’Arsenal per il prestito con obbligo di riscatto a 5 milioni più il 20% sulla futura rivendita e 4 milioni di bonus, ma giovedì il ds Fabiani ha dovuto sciogliere l’ultimo nodo delle commissioni e sventare l’assalto in extremis del Betis, dopo i tentativi di Napoli, Marsiglia e Torino. Eccolo finalmente il terzino sinistro: «Scoprirete quanto è forte», ha assicurato Baroni in albergo e a diversi tifosi con cui ha avuto già qualche contatto. Classe 2000, 184 centimetri d’altezza, esterno di spinta fisico ed esplosivo. Saranno fondamentali i suoi assist sull’out mancino, ma Nuno dovrà riscattare le ultime due stagioni in chiaroscuro.
Ora a sinistra però uno è di troppo: «Non sono finiti i tagli», si è lasciato scappare infatti Lotito, e non si riferiva solo agli esuberi Kamenovic, Fares (già fermo con Andre Anderson), Basic, Akpa e Cancellieri (sondato dal Genoa di Gilardino). A Hysaj è stato dato il cartellino in mano. Pellegrini si è guardato intorno ma, a sentirlo adesso, sembra pronto a rimanere nella squadra che sognava da bambino: «Abbiamo perso tanti giocatori importanti le parole ai canali ufficiali ma ci sono ancora colonne portanti nello spogliatoio. Chi è rimasto dovrà così sentirsi ancora più responsabile verso chi è appena arrivato. Baroni ci sta già facendo spingere tanto, cosa posso dargli lo dirò in privato». Il Messaggero