Un traguardo storico. Con 20 reti prese nelle prime 29 giornate la Lazio è la squadra che in serie A ha subito meno reti di tutte. Con sole 9 partite da giocare (e con le altre grandi del campionato che invece hanno ancora le coppe), i biancocelesti possono terminare il torneo con la retroguardia meno battuta. Un evento che non capita spesso. Basti pensare che, nella storia della serie A, solo in tre occasioni il club biancoceleste ha terminato il campionato con la miglior difesa in solitaria (nel 1972-73, l’anno dopo e nel 1998-99), alle quali si aggiungono altre due edizioni nelle quali i biancocelesti hanno condiviso il primato con altri (1956-57 col Milan e la Fiorentina e nel 1949-50 con la Juve). Poco, in 80 partecipazioni al massimo campionato italiano (questa attuale è l’81esima volta in A per la Lazio, compresa la stagione 1945- 46). Hanno fatto meglio sei squadre: Juve, Inter, Milan, Fiorentina,Torino e Roma. Maurizio Sarri in questa stagione ha pareggiato il record del «Maestro», che nel 1972-73 fu il primo (e fino a quest’anno l’unico) allenatore biancoceleste a vincere due derby in un unico campionato senza subire gol. Quell’anno la Lazio terminò con la miglior difesa. Ora può riuscirci anche Sarri. Corriere della Sera
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Seconda non per caso. La Lazio è così in alto perché nel 2023 ha avuto il miglior rendimento tra le big del campionato (al pari della Juve, che senza il -15 sarebbe un punto sopra i biancocelesti). La brillantezza di tutto il gruppo negli ultimi due mesi ha fatto la differenza. Nelle ultime sette partite sono arrivate sei vittorie e un pareggio. I punti in tutto il girone di ritorno sono 21. Solo il Napoli ha fatto meglio, con 24. Gli uomini di Sarri però non meritano elogi solo per i risultati, ma anche per la qualità del gioco, grazie alle prestazioni dei suoi interpreti. Alla continuità di rendimento di Felipe Anderson (a La Spezia, venerdì, sarà la sua novantesima presenza consecutiva in due anni in tutte le competizioni) e di Zaccagni, mai così prolifico prima di questa stagione (10 gol e 9 assist tra campionato e coppe), si sono aggiunti un Milinkovic ritrovato, dopo mesi non ai suoi livelli, e un Luis Alberto definitivamente consacrato al Sarrismo. I Fab Four biancocelesti sono riusciti così a compensare le assenze di Immobile.