La lontananza genera disorientamento, la sua presenza dona almeno conforto e regala tanto spettacolo. Per carità, lo show non basta a distrarre tutti dal ritardo sul mercato, ma finalmente Lotito almeno è vicino alla Lazio. Come voleva Sarri, come ora gli stava chiedendo con insistenza e qualche mugugno da mercoledì sera al telefono. «I confronti col tecnico li abbiamo avuti a inizio giugno su come potevamo migliorare questo organico. A parte qualche problema personale, io l’ho trovato tranquillo. Lui vorrebbe avere giocatori più pronti con la Champions, io gli ho ribadito che cercherò di accontentarlo», giura il patron uscendo alle 23.05 dall’hotel Auronzo per andare a dormire nella sua villa a Cortina, dopo un pomeriggio lunghissimo. Ieri mattina si è catapultato sulle Dolomiti per provare a rasserenare Maurizio, Immobile e tutto il gruppo, senza rinforzi a un mese dall’inizio del campionato. Lotito è riuscito a bloccare in anticipo la sua agenda in Senato, a posticipare l’impegno sui diritti tv direttamente a lunedì a Milano, ed è volato ad Auronzo. Ci resterà sino a domani sera per la presentazione ufficiale in comune della rosa della Lazio. Non ci sarà ancora un volto nuovo, Castellanos sbarcherà dopo: «Lunedì sera o martedì mattina per colpa del visto, ma è più forte di Sanabria, speriamo che mantenga le promesse. Serviva un vice-Immobile e abbiamo comprato uno dei migliori sul mercato. Quello che devo fare, lo so io».
CONTRATTO CON AURONZO
Riecco il pater-patron show, in ritiro da ieri dall’ora di pranzo. Prima la riunione con la Media Sport Event (in serata la giocata a scopone con Gianni Lacché) e il sindaco Galeno perché manca ancora la sua firma sul contratto (da 500mila euro a stagione) per il prossimo biennio sotto le Tre Cime di Lavaredo. Poi la visita al campo Zandegiacomo, la firma sugli autografi e, poco prima del tramonto, le rassicurazioni ai tifosi sul futuro, con un show dei suoi, davanti all’hotel Auronzo: «È andato via Milinkovic e certo non l’ho mandato via io, anzi ho cercato di tenerlo sino all’ultimo. Ma gli arabi gli davano 20 milioni l’anno, ha deciso di andare e io l’ho solo accontentato». Ora però giù le mani da Ciro: «Non ho ricevuto nessuna offerta per Immobile, è una bugia, non so chi l’abbia messa ad arte in giro. Oltretutto non è in vendita, rimane qui. E comunque i tifosi devono stare sereni perché la Lazio sarà sempre più forte indipendentemente dai giocatori che resteranno». Immobile però si aspetta di essere più coccolato. Ieri c’è stato un primo contatto a cena, forse ne servirà un altro. Luis Alberto è stato premiato con un rinnovo sino al 2027, in questi giorni verrà firmato proprio ad Auronzo.
DOMENICO CONTRARIATO dopo lo show
Non bastano solo i vecchi leader, però, c’è bisogno di un aiuto dal mercato. Ora lo chiedono tutti a Lotito, ma lui dribbla l’ostacolo: «Questa squadra già funziona, dobbiamo solo aggiustare qualcosa e se escono i nomi i prezzi salgono». E infatti parte il depistaggio: «Ricci? Li mangio con gli spaghetti, abbiamo tre registi adesso. La priorità è il sostituto di Milikovic. Zielinski? Ci sono 50 giocatori che vogliono venire da noi, ma poi li scelgo io». In base al prezzo. E infatti guai a parlargli di Berardi oggi, dopo le fideiussioni che aveva predisposto addirittura a maggio per il colpaccio: «Il Sassuolo non vuole venderlo, io ho chiamato e chiede una cifra spaventosa. L’anno scorso il giocatore ha firmato un contratto con la Juve e l’ha strappato. Bisogna pure capire con chi parliamo». In serata Domenico ritwitta la frase con tre emoticons, fra perplessità e dissenso. Lotito si aspettava che l’esterno facesse pressing sul club emiliano per abbassare il prezzo e giocarsi con Sarri la Champions. Serve pure un terzino che possa sostituire Radu: «Stefan non sarà il nostro club manager, ma vogliamo farlo restare alla Lazio». La lontananza non deve far dimenticare un altro simbolo. Il Messaggero