Come dimenticare lo sfogo di Pradè: «Noi non dobbiamo pregare nessuno per venire alla Fiorentina, tantomeno un ragazzo di 20 anni che dovrebbe venire qui col fuoco dentro». Era il 25 luglio 2015 e di lì a poco Milinkovic avrebbe messo da parte la Viola per firmare con la Lazio. Una storia d’amore, quella tra Sergej e il club capitolino, che dura ancora, nonostante le infinite voci di mercato sul suo conto. Sette anni conditi da 62 gol e 50 assist. Ora sul cammino del miglior centrocampista goleador della storia biancoceleste riecco spuntare la Fiorentina e c’è da giurare che il serbo vorrà ancora essere protagonista.
Ironia del destino in quel Franchi che ha rischiato di essere il suo stadio Milinkovic ha trovato la prima gioia con la Lazio e in Serie A. Colpo di suola, slalom e sinistro all’angolino con tanto di linguaccia per esultare. Uno scherzo da parte di un giovanissimo Sergej, ora di certo più maturo e concentrato solamente sulla crescita personale. Nel suo mirino c’è il Mondiale da protagonista con la Serbia e per questo ogni tipo di discorso inerente al rinnovo è stato rimandato. Il presidente Lotito è già pronto all’assalto per il prezzo pregiato della sua rosa che valuta ancora 100 milioni di euro e l’obiettivo sarà evitare di rimanere condizionati dalla scadenza a giugno 2024. Ilmessaggero.it