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Lotito ed il ritiro in Argentina: “Capisco Sarri…”

Non si dimentica quel terribile giorno. Ieri era il 28 ottobre, 43° anniversario della scomparsa di Vincenzo Paparelli, e in mattinata il presidente Lotito, insieme al figlio Gabriele e alla nipote Giulia, ha deposto un mazzo di fiori fuori dalla Nord sotto la targa dedicata alla memoria del tifoso ucciso da un razzo: la famiglia domani sarà ospite all’Olimpico. Ieri pomeriggio poi il patron si è recato a Formello per un altro confronto con Sarri sul ritiro argentino: «Io ci tengo per Papa Francesco, ma capisco le esigenze di Maurizio sul piano tecnico». Breve accenno anche al mercato e il terzino sinistro: Valeri supera Parisi per il costo più contenuto. Il Messaggero

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Ritiro invernale, Sarri detta le condizioni: le possibili destinazioni

Sul ritiro invernale (fissato il periodo dal 12 al 23 dicembre) della Lazio: «Faremo una scelta dopo aver visionato ogni sito». Il team manager Derkum e la dottoressa Nastri erano partiti la scorsa settimana per l’Argentina,  sono tornati con le maglie del Boca sabato scorso. Lotito non vorrebbe disertare il torneo voluto da Papa Francesco, ma Sarri mostra il suo dissenso, stavolta anche in pubblico: «Andare in Sud America sarebbe una follia dal punto di vista tecnico. Torniamo a giocare a inizio gennaio a temperature basse. Andare a fare il ritiro con 30 gradi, 15 ore di viaggio e il fuso, ti comporta 2-3 giorni di viaggio e altri per assorbirlo». Se proprio non si può restare a Formello, le mete più gradite all’allenatore sono Spagna e Portogallo. Nel Paese lusitano il club alloggerebbe presso il Cascade Wellness Resort di Lagos, nell’Algarve, la regione più a sud. L’opzione iberica prevede invece la permanenza all’Hotel Parador de El Saler a Valencia, paradiso del golf. Più distante l’alternativa turca a Muratpasa nell’Antalya all’Hotel Miracle Resort. In Europa si andrà, in Europa si gioca adesso. Il Messaggero

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Ritiro invernale in Argentina, imminente il sopralluogo

Un sopralluogo biancoceleste imminente in Argentina per un mini- ritiro d’inverno, durante la sosta per il Mondiale dal 14 novembre al 3 gennaio. Lotito non molla l’idea di partecipare al torneo voluto da Papa Francesco con Boca, River e San Lorenzo, nonostante Sarri non voglia andare così lontano, né effettuare il rischiamo di preparazione in un paese in cui a dicembre sarà estate piena e il clima torrido. Questa settimana il patron manderà comunque emissari sul posto, ma assicura che diverse ispezioni verranno fatte anche in altre mete, già indicate per la tournée all’estero: «Prima di qualunque scelta, vaglieremo ogni soluzione dal vivo». L’allenatore ha già detto che preferirebbe restare a Formello, al massimo si sposterebbe in Spagna o in Portogallo. Eppure l’Argentina prende corpo. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

La soddisfazione di Romero : “Lazio grande club, voglio continuare su questa strada”

Luka Romero si racconta ai microfoni di BeinSports. Dalla Lazio al primo incontro con Messi, passando per i primi passi mossi nel mondo del calcio.

La Lazio è un grande club. Quando ero al Maiorca non pensavo di poter venire qui, sono molto soddisfatto di questa scelta. I compagni mi hanno aiutato molto quando sono arrivato. Ascolto ciò che mi dicono i calciatori più esperti. Loro mi danno molti consigli, ed io cerco di tenerne conto perché quella è la cosa più importante. Sono molto soddisfatto di essere. Non so cosa mi riserverà il futuro. Io voglio continuare su questa strada, sono soddisfatto di tutto”

GLI INIZI E L’INCONTRO CON MESSI

“Ho iniziato a giocare a calcio all’età di tre o quattro anni. Mio padre era un calciatore professionista, stava sempre con la palla tra i piedi. Io ero affascinato da questo mondo. Lui mi portava al campo di allenamento, io entravo nello spogliatoio della squadra, seguivo i loro allenamenti. Grazie a questo anche io ho intrapreso la carriera da calciatore. Sono nato in Messico perché in quel momento mio padre stava giocando lì, in un club messicano. Seguendo il percorso calcistico di mio padre, sono andato a vivere anche in Spagna. E lì ho iniziato a giocare a calcio anche io. Quando è arrivata la prima convocazione con la nazionale argentina non ci credevo. Ero in compagnia di mio fratello, pensavo avessero sbagliato. Poi ho scoperto che ero stato convocato anche per la selezione Under 20. La prima volta che ho conosciuto Messi ho avuto quasi uno shock. Era venuto a vedere gli allenamenti dell’Under 20. E poi si è allenato con noi. Posso dire che questo è un altro desiderio che ho avuto modo di esaudire”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Romero albiceleste, Cardone e Piscedda: “Certificazione di talento e strategia della federazione argentina”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La pre-convocazione di Romero da parte di Scaloni è diventata una chiamata vera e propria. E’ una certificazione di quanto la federazione argentina voglia investire su questo talento e quanto strategicamente non voglia rischiare che lui un giorno possa farsi tentare dal Messico. Ha talento e tutti lo sano malgrado abbia giocato circa 30′ in tutto il campionato. Della sua classe è tra i predestinati, un gioiello per la Lazio”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Romero è un giocatore di talento, chiaro che tutte le federazioni hanno l’interesse di convocare questi ragazzi anche in giovane età per evitare che possano poi rispondere a convocazioni di altre federazioni. E’ strategia, basta che scenda in campo solo un minuto per assicurarselo. Successe anche a Demme del Napoli con la Germania. Ovvio che è anche una dimostrazione di interesse”