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RASSEGNA STAMPA

Lazio in Argentina, ma non solo per Valentini

Quello in programma a gennaio si annuncia come un mercato vivace per la Lazio, sia in entrata che in uscita. In difesa Gila vuole giocare con più continuità, portando quindi la dirigenza biancoceleste a valutare sia eventuali offerte che come sostituirlo. Come riporta Il Messaggero, un nome che piace è quello di Nico Valentini del Boca Juniors il cui contratto è in scadenza a dicembre 2024. Un mese fa lo scouting Picchioni lo ha visionato dal vivo, ma la sua missione in Argentina era soprattutto per un altro obiettivo (al momento ancora non svelato).

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RASSEGNA STAMPA

Qualificazioni Mondiali: Argentina vince in Brasile 1-0, ma prima del match violenza e caos

Brasile-Argentina nel caos

In una serata in cui il Brasile per la prima volta nella storia perde in casa una partita di qualificazione per il Mondiale, la scena viene rubata dalle immagini di violenza e caos scoppiate dentro il Maracana. La Seleçao ora è a rischio qualificazione poiché si trova al sesto posto in classifica (ultimo utile) per andare al Mondiale. Ne parla la Gazzetta dello sport: “Finisce 1-0, con un gol del difensore Otamendi nella ripresa. La gara inizia con quasi mezz’ora di ritardo a causa di scontri tra le due tifoserie e tra agenti di sicurezza e gli ultra argentini. Messi, da capitano albiceleste, ritira la squadra dal campo e torna negli spogliatoi fino al ritorno della calma: “Non si può giocare in queste condizioni”. Il caos è scoppiato al momento degli inni nazionali. Quello degli ospiti è fischiatissimo dal pubblico brasiliano. E le due tifoserie non sono isolate come accade di solito in partite di club al Maracanã. Le risse scoppiano nel settore sud dello stadio in cui si trovano circa tremila argentini (in totale c’erano 68.138 spettatori). L’Argentina lascia il terreno di gioco, i giocatori si avvicinano alle tribune per vedere ciò che succede: si corre, ci si picchia, volano i seggiolini dello stadio. Le forze dell’ordine prendono i tifosi a manganellate”.

Alessio Buzzanca

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NAZIONALI

Castellanos sugli scudi: ecco la chiamata dell’Argentina

Il Taty Castellanos continua a convincere grazie alle sue ottime prestazioni. Anche questa sera contro la Fiorentina, partito da titolare, ha svolto un’ottima gara e per questo merita di essere premiato. Il Taty infatti, è stato inserito nella lista dei pre convocati dell’Argentina, e dunque potrebbe prendere parte alle gare di qualificazione ai Mondiali contro Uruguay e Brasile in programma nel mese di novembre. Si tratterebbe della sua prima convocazione con la Nazionale maggiore, in quanto finora ha militato solo nell’unger 23. A confermare la notizia lo stesso tecnico della Lazio Maurizio Sarri in conferenza stampa post gara:“Abbiamo la fortuna di avere Castellanos che si sta allenando bene, d’altronde questa mattina dovrebbe essere stato convocato in Nazionale. Ma non è una bocciatura per Ciro”.

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SOCIAL

Romero ai saluti: “Grazie Lazio, è stato un onore indossare questa maglia”

Luka Romero ai saluti. L’esterno argentino è prossimo al trasferimento al Milan a parametro zero, dopo essersi svincolato dalla Lazio. Un gol (Lazio-Monza, 2022) e alcune sporadiche apparizioni in tutta l’ultima stagione. A mezzo social, l’argentino ha salutato e ringraziato il club biancoceleste:”Voglio ringraziare il club, i suoi tifosi che mi hanno sempre dimostrato stima e affetto e tutti coloro che mi hanno aiutato a crescere come professionista e come persona, sia dentro che fuori dal campo. Grazie Lazio, è stato un onore indossare questa maglia”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Verón: “Mihajlovic mi ha teso la mano, era un fratello. Ho giocato con Maradona e Messi, ma Sinisa era il miglior tiratore” (AUDIO)

Juan Sebastián Verón in esclusiva ai microfoni di Radiosei

Le emozioni per il trionfo argentino ai Mondiali

“Le sensazioni sono tante. l’Albiceleste l’ho vista campione del mondo da piccolo, poi ho avuto la fortuna di giocare e di provare a vincerla questa Coppa. Oggi, vedendola da tifoso, ho avuto questa esperienza bellissima e sono fortunato. C’è gioia, poi vedere i ragazzi e il loro attaccamento può alimentare la voglia di far crescere lo sport in Argentina. E’ stato un momento di gioia ed allegria in un momento complicato per il nostro paese. Per noi il calcio è uno stile di vita, puoi non avere il cibo in tavola, ma il calcio ti fa dimenticare tutto. Vedere la gente felice e unita, perché il calcio unisce, è una cosa unica che nessun altro evento può creare”.

Sinisa Mihajlovic, un compagno, un fratello

“Ho seguito tutta la malattia di Sinisa in questi anni, delle volte ne parlavo con Stankovic o con Mancini per vedere come stava e ultimamente anche con Arianna, la moglie. Eravamo in Qatar, con Vieri e Nesta e quando è arrivata la notizia c’è stato il vuoto, il silenzio. Zanetti, Milito, Cordoba: nessuno poteva crederci. Io da sempre ho avuto l’immagine di Sinisa come uomo forte, nessuno pensava potesse succedere questo a lui. E’ arrivata questa brutta notizia. All’inizio ero triste, lui era un fratello maggiore e io rimanevo con lui in allentamento per allenarmi sui calci di punizione e per palleggiare con lui. Quando lui mi dava lo spazio, li calciavo io i tiri da fermo, perché sapevo che Sinisa poteva svoltarti una partita con un tiro piazzato. Io ero bravo, ma lui era un grandissimo. Ho giocato con Maradona e Messi, tutti grandi tiratori, ma per me Sinisa era il migliore in assoluto. Difficilmente trovi un calciatore che può fare gol al 90% da punizione o calcio d’angolo. Il ricordo di Sinisa per me non può essere triste. Quel sorriso, la sua grinta, l’essere sempre positivo in situazioni difficili è ciò che mi rimane. Parlo di lui e mi viene il sorriso, la nostalgia, ed è una cosa bellissima. Dalla Samp alla Lazio, sempre con lui, mi stava vicino e mi ha aiutato perché sapeva come inserirsi da un altro paese. Mi ha teso la sua mano, l’ho afferrata. Sempre disponibile e non posso dire altro di Mihajlovic. Il ricordo, ripeto, è un grande sorriso. Sembrava duro, ma alla fine era dolce, un uomo con forti ideali e carattere forte, di spessore”.

Il ricordo dello Scudetto del 2000

“Eravamo dei caratteri forti. Non era una rosa facile da gestire, l’unico che poteva farlo era Sven (Eriksson, ndr.). In quell’epoca lì chi gestiva meglio lo spogliatoio vinceva. C’erano grandissimi uomini, tutti volevano giocare e i giocatori intelligenti che capivano il loro ruolo hanno fatto la differenza. Tutti abbiamo dato il nostro contributo, sono stati anni bellissimi. Quando sono tornato in Argentina mi sono protato dietro tutta l’esperienza che ho fatto con Mancini, con Sven e in tutti quegli anni stupendi. Mi sono ritrovato in Argentina con tutti buoni giocatori, ma che avevano bisogno di essere gestiti. Con maniere forti, ma anche come padre”.

Paragone Maradona-Messi

Oggi comparare è ingiusto. Maradona nel suo momento ci ha fatto vedere un calcio che non avevamo mai visto. Tutti volevano essere lui, noi siamo venuti in Italia perché volevamo essere lui. Grazie a Dio c’è anche Messi. Il collegamento c’è, Lìo ci ha fatto vedere e sognare. Oggi ci sono i cellulari, i computer, io mi alzavo alle 11 del mattino per vedere il Napoli di Diego. Oggi ogni secondo sai quello che stai succedendo. La vicinanza con Messi è diversa da quella con Diego. La gioia per il popolo argentino è la stessa”.

Il CT Scaloni

L’impresa è stata fare il ricambio generazionale, inserire i nuovi – giovani – con coraggio. Piano piano la strada l’ha percorsa con tutte le difficoltà del caso, con una Nazionale come l’Argentina in cui devi stare sempre sotto pressione. Oggi si è dimostrato un grande allenatore“.

Dario Cadeddu

03/01/2023

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NAZIONALI

Romero, niente Sub 20: la Lazio lo tratterrà a Roma

Luka Romero non farà parte della spedizione albiceleste per il torneo Sub 20. Secondo ‘El Grafico’, la Lazio non avrebbe concesso il giocatore a Javier Mascherano per il torneo sudamericano che andrà in scena dal 16 gennaio al 12 febbraio. Qualora l’Argentina dovesse raggiungere i quarti di finale, si aprirebbero le porte per il Mondiale di categoria, in programma a giugno. In quel caso, essendo una competizione FIFA, la Lazio non avrebbe voce in capitolo sulla sua convocazione. Per adesso, Sarri non intende privarsi dell’esterno in vista della ripresa del campionato, nel momento clou della stagione. Il Manchester United ha fatto lo stesso con Alejandro Garnacho.

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NAZIONALI

Romero e la Seleccion: Mascherano prepara la lista dei convocati

Luka Romero potrebbe partire per il Sudamerica in vista del torneo Sub 20. Il selezionatore Javier Mascherano sta lavorando sulla lista dei convocati e Luka potrebbe rientrare nei 26. Se la Seleccion dovesse approdare alle semifinali, andrebbe a giocare il Mondiale di categoria. Per il primo torneo la lista va consegnata entro il 5 gennaio e il periodo va dal 19 gennaio al 12 febbraio. Per il Mondiale invece, le date sono 20 maggio e 11 giugno. Va ricordato che per il torneo invernale, essendo sotto la giurisdizione della Comnebol, non c’è per la Lazio l’obbligo di lasciar partire il giocatore. Si attende la lista dei convocati da parte del ‘Jefesito’ per prendere, eventualmente, una decisione.

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APPROFONDIMENTI

Romero, occhio al Sub 20: la situazione

Come riporta il Corriere dello Sport, Luka Romero potrebbe essere convocato da Javier Mascherano nella selezione under 20 dell’Argentina per il torneo Sub 20. La competizione inizierà il 16 gennaio e terminerà il 12 febbraio per la qualificazione ai Mondiali di categoria in Indonesia, di giugno. Non essendo competizione Fifa, la convocazione non ha l’obbligo di essere rispettata dal club. Non è certo che il ‘Jefesito’ lo chiamerà, anche perché finora a Formello non è arrivata alcuna richiesta. E’ possibile invece, che Mascherano possa chiamare Romero direttamente per l’inizio del torneo, a gennaio appunto. Sponda Lazio, il suo contratto verrà siglato ad inizio 2023.

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DICHIARAZIONI

Romero: “Cerco di sfruttare ogni occasione, Sarri mi aiuta molto. Tifosi? Affetto incredibile”

Luka Romero è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel nel giorno del suo 18° compleanno.

“Grazie a tutti per gli auguri. Oggi pomeriggio ci sarà l’ultimo allenamento, poi avremo dieci giorni di riposo, andrò a Maiorca dove continuerò ad allenarmi. Prima della partita contro il Monza ero in stanza con Pedro, non so perché ma non riuscivo a dormire. Pensavo già a un’eventuale esultanza per un mio gol, è stato un segno del destino. Mi sono passati in testa tutti i sacrifici fatti, sentire lo stadio gridare il mio nome è stato emozionante.

Mio padre amava giocare a calcio, ha smesso di farlo per seguirmi in Italia altrimenti avrebbe continuato. Quando sono arrivato lo scorso anno, non conoscevo la lingua. Poi però tutti i miei compagni di squadra mi hanno accolto bene e questo è stato importante, mi ha aiutato. L’allenamento quotidiano è importante, devi stare sempre bene per rendere al meglio. Molte volte, arrivato a casa dopo l’allenamento, andavo a correre. Questa voglia me l’ha trasmessa mio padre.

Non pensavo di partire dall’inizio contro la Juventus, quando l’ho saputo ero molto nervoso, era normale però visto che era la mia prima da titolare in casa di una grande squadra. Questa Lazio ha tante potenzialità, stiamo andando bene ma dobbiamo sempre dare il massimo perché ci sono ancora tante partite da giocare. Pensiamo a gara dopo gara, puntando a vincere sempre. Sarri mi dà molti consigli, mi aiuta molto.

Siamo un gruppo unito, veniamo tutti a Formello con il sorriso. Seguirò il Mondiale, l’Argentina ha una grande squadra che può fare molto bene, anche se non sarà facile. Nella storia della Lazio ci sono stati tanti argentini, mio padre mi faceva vedere sempre i video con le migliori giocate di Veron. Conoscere Messi in Nazionale è stato pazzesco, ai tempi del Maiorca non ebbi il coraggio di chiedergli la maglia. 

In Italia si mangia bene, amo la pasta. L’affetto dei tifosi è incredibile, mi dà una grande forza. Mi fermano spesso per una foto, è una grande emozione. Tutti i calciatori di questa Lazio sono importanti, cerco di imparare tanto da loro. Non ho ancora fatto niente per lasciare il segno nella storia, sono molto tranquillo e punto a sfruttare tutte le occasioni che mi concede il mister”.

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Ritiro, ha vinto Sarri: no all’Argentina, ora c’è l’ipotesi Turchia

Niente ritiro in Argentina, Sarri ha vinto dopo un lungo braccio di ferro con Lotito, che voleva onorare la tournée all’estero in onore di papa Francesco. Da ieri mattina prende sempre più corpo l’ipotesi Turchia, più precisamente Antalya, cittadina affacciata a Sud sul Mar Mediterrano, di fronte a Cipro, con un clima abbastanza mite anche d’inverno. Località oltretutto scelta dal Napoli, forse dalla Samp e da altre società europee, e questo permetterebbe anche di organizzare amichevoli sul posto. Il club capitolino, qualunque sarà la decisione finale, ha già -fissato dal 12 al 23 dicembre il proprio ritiro. Scemano le mete Spagna e Portogallo, ma anche per la destinazione turca va ancora superato l’ostacolo economico: l’ufficio marketing biancoceleste sta lavorando con gli sponsor, ballano ancora 100 mila euro. 

Se non si chiuderà l’accordo, la Lazio resterà a Formello. Dove intanto gli uomini di Sarri, dopo la Juve, continueranno ad allenarsi sino al 19 novembre prima di 10 giorni di riposo. Ferie sino al 30, poi rientro nel centro sportivo. Intanto bisogna chiudere questa settimana di fuoco: domani c’è l’ultima del 2022 in casa, sono stati venduti appena 4mila biglietti contro il Monza all’Olimpico. Dopo la vittoria nel derby ci si aspettavano più di 30mila spettatori allo stadio. Il Messaggero