Ha compiuto 60 anni lo scorso 11 settembre, il prossimo compleanno Marco Baroni lo dovrebbe festeggiare da allenatore della Lazio. Claudio Lotito l’ha scelto per raccogliere la tumultuosa eredità di Igor Tudor.
Il tecnico fiorentino arriva a Roma toccando il potenziale punto più alto della propria carriera, Negli ultimi tre anni, andando a ritroso, Baroni ha centrato rispettivamente promozione e salvezza col Lecce, permanenza miracolosa nella massima serie con l’Hellas Verona.
In Salento nella stagione della promozione la media punti è stata di 1,87, scendendo a 0,95 due stagioni fa. Alla corte di Setti la media in campionato è stata di 1 punto, figlia di 9 vittorie, 11 pareggi e 18 sconfitte. “Il modulo è solo una conseguenza, io penso a impiegare e collocare i giocatori che ho a disposizione nel modo migliore”, disse Baroni poco più di un anno fa per illustrare il suo modo di intendere la professione di allenatore.
Come spiega Il Corriere dello Sport, proprio questa duttilità tattica potrebbe aver convinto Claudio Lotito e Angelo Fabiani a puntare sull’ex stopper, tra le altre, di Roma e Napoli. Col Verona Baroni ha iniziato con la difesa a tre, provando a ricalcare le orme di Juric. Esperimento fallito per poi scegliere quasi sempre il 4-2-3-1, a volte mutato in un 4-4-2.
Dodici mesi prima in A allo Stadio Via del Mare, aveva scelto il 4-3-3. Proprio questi due moduli potrebbero consentire a Baroni di sfruttare al meglio la rosa di Formello, dove gli esterni non mancano. “La filosofia è importante più del sistema. E la mia filosofia è un calcio dove dovremo andare forte: grande pressione in fase di non possesso e grande dinamicità in fase di possesso. Questi sono i concetti su cui stiamo lavorando”, affermò a Verona prima di iniziare la sua avventura in gialloblù. “Conta quello che faranno i giocatori in campo. L’aggressività e la dinamicità di squadra posso assicurare che ci saranno», aggiunse sempre all’ombra dell’Arena.
“Ho la mia personalità e il mio modo di svolgere questo lavoro. Sono partito dai professionisti, per scendere nel settore giovanile e ritornare tra i big. Mi nutro di sfide”, ricorda ancora Piazza Indipendenza riprendendo vecchie interviste del futuro inquilino di Formello. Ancora Baroni: “Non mi piacevano i tecnici che raccontavano le storielle e così sono io, Il nostro lavoro è uno studio continuo, si può prendere spunto da allenatori che lavorano nei dilettanti, come da quelli che fanno la Champions. Guardo sempre avanti e con grande determinazione, all’interno di uno spogliatoio porto i miei valori: il sacrificio e l’aggressività. La squadra deve emozionare chi la guarda”.
Gianluca La Penna