EUGENIO FINARDI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Durante il lockdown ho avuto l’idea di una sonorità suadente, come fosse una sorta di ipnosi. In quel momento c’era molto bisogno di questo ed è nata Euphonia Suite. Musica Ribelle era come un gol fatto metà campo, con violenza, una botta dal grande impatto, mentre Euphonia è la stessa musica ma con uno scopo diverso. Una giocata di qualità, un pallonetto, un colpo più dolce. Io non sono un grande intenditore di calcio, ma posso azzardare questa figura retorica. Sarei un tifoso dell’Inter, ma se mi chiedete il nome del portiere non saprei dirlo (ride, ndr)”. Gli anni ’70 ed ’80 sono stati degli anni magici, poi negli anni ’90 mi volevano trasformare in un cantante normale, industriale, ma per me resta una questione di istinto. Sono molto più selvaggio, ho bisogno di sangue, cuore e pancia. E’ difficile per una casa discografica gestirmi come un prodotto. Dal 2002 sono fuori dall’industria per questo motivo. Da allora faccio quello che sogno e mi piace, penso ai concerti di blues che ho fatto a Roma o ad un progetto di musica classica contemporanea. Sono un condannato”
Segue audio integrale