GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Immobile, c’è preoccupazione”
“Sicuramente il primo acquisto non basta a placare la preoccupazione, anche se Castellanos è un profilo interessante. Siamo molto concentrati sulla vicenda di Ciro Immobile, vediamo cosa accadrà. La cosa che preoccupa è che Ciro, che ha grande dimestichezza sui social, non ha fatto nulla per smentire. La valutazione sui tanti soldi arabi che gli propongono è scontata, non è facile sbilanciarsi quando ti offrono 35 milioni per due stagioni. La situazione è viva, aperta ad ogni epilogo, certamente il presidente Lotito non aveva programmato la cosa e farebbe volentieri a meno di iniziare un altro stillicidio con il club arabi dopo la trattativa Milinkovic. Lui si augura non ci siano rilanci, anche se allo stato attuale il club biancoceleste non ha ufficialmente ricevuto nessuna offerta scritta. Vediamo cosà accadrà nel momento in cui saranno fatti i passi definitivi. Il contraccolpo per l’ambiente sarebbe chiaro, perdere Immobile dopo Milinkovic in pochi giorni sarebbe tosta. Se la Lazio non era del tutto preparata alla sostituzione del serbo, figuriamoci nel caso in cui dovesse andare in porto questa situazione sorprendente. I primi nomi su cui si muoverebbe la Lazio nel caso in cui la cessione dovesse concretizzarsi dovrebbero essere quelli di Sanabria del Torino e di Simeone che ha da poco rinnovato il contratto con il Napoli. E’ lecito ci sia preoccupazione.
Le parole di Lotito sul Corriere dello Sport sul mercato e Sarri? Fabiani lavora, ma formalmente non è stato ufficializzato come sostituto di Tare come nuovo direttore sportivo. E’ una delle particolarità di questa estate, c’è una squadra in ritiro senza dirigenti. Sarri è vero che indica le caratteristiche dei calciatori, ma è anche quello che dice di volere Zielinski e Berardi in modo molto chiaro”. Per quanto riguarda il polacco, la distanza tra offerta e richiesta è alta. Sarri insiste, l’ha chiamato, il giocatore sta valutando, il Napoli sa quanto vale Zielinski, non è facile darlo ad un’altra italiana”.