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‘NMM’ – Maccarone: “Taty degno erede di Ciro. Baroni meritava questa occasione. Contro l’Empoli guai a innervosirsi” (AUDIO)

L’ex Empoli Massimo ‘Big Mac’ Maccarone ai microfoni di Radiosei

“L’Empoli negli ultimi 30 anni ha fatto grandi cose, rimanendo sempre a galla in A con poche presenze in B. E’ una gestione da record quella dei Corsi, le cose adesso vanno bene anche sul campo. A Empoli si lavora bene, si lascia sbagliare. E’ un ambiente sano in cui esprimersi”.

Sono contento che Baroni abbia avuto questa opportunità. L’ho avuto per 3 giornate soltanto (Siena) e segnai proprio contro i biancocelesti, fra l’altro. Era tecnico della Primavera all’epoca e subentrò in prima squadra. E’ uno che da tanta tranquillità e serenità. Ha un’idea di gioco chiara e ha fatto tanta gavetta. Contento, davvero, che abbia avuto questa occasione. Margini di miglioramento? La Lazio è una squadra forte e in fiducia. C’è gioco e ci sono i risultati, quando c’è entusiasmo si possono fare veramente tante cose”.

Castellanos sta giocando bene ed è chiaro che senta la fiducia. Quando stai così ti riescono tante cose, anche un un pizzico di sana incoscienza. La continuità è quella che rende un giocatore il top. Se continua su questa strada può fare veramente grandi cose. Lui lotta sempre per la squadra, i risultati alla fine arrivano. Oltre all’impegno ora sta mettendo i gol, tanti gol. Anche Immobile era uno che dava l’anima per la squadra, Taty sembra il suo successore, l’importante è che continui a giocare così”.

“Lazio-Empoli? I toscani sono partiti bene, D’Aversa lo conosco bene. La Lazio dovrà avere pazienza e cercare di non innervosirsi se non dovesse aprire subito la gara”.

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‘NMM’ – Maccarone: “Mi aspetto un girone di ritorno diverso, il tempo è dalla parte di Sarri. Lazio-Empoli divertimento assicurato. Io a Roma? Nel 2004…” (AUDIO)

Massimo Maccarone, ex attaccante dell’Empoli, a ‘NMM’: “Sarri ha avuto delle difficoltà, ma credo sia normale. Ha ereditato una squadra abituata a una filosofia di gioco completamente differente e questo – per forza di cose – ha rallentato il processo. Credo comunque, che in questa seconda parte di campionato ci possa essere un’evoluzione. Con Sarri si prendono pochi gol, non mi sorprende infatti che le maggiori difficoltà di apprendimento la Lazio le abbia riscontrate dietro, è proprio quello il reparto da tenere sott’occhio e su cui lavorare intensamente. Lazio-Empoli sarà una partita divertente: sono due squadre a cui piace giocare e nessuna delle due ha voglia di coprirsi e attendere. La ricerca spasmodica del gol, la voglia di aggredire la partita è il terreno comune. L’Empoli ha una fisionomia ben precisa e un’identità che la porta ad imporre il loro gioco senza paura e questo – a mio avviso – è il vero punto di forza. La Lazio non deve pensare che sia una passeggiata, non deve essere presuntuosa. Sarri in questo è una garanzia: riesce sempre a caricare i suoi ragazzi al meglio. Dall’eterno è difficile commentare alcuni cali di tensione da parte di un gruppo, non saprei spiegare le debacle contro Verona, Bologna o Napoli. Per certe cose bisognerebbe esser dentro lo spogliatoio. Lacune? Alla Lazio manca un playmaker di grande qualità. Jorginho, per intenderci. Difensivamente – come dicevo – con Sarri cambia il mondo e serve tempo per apprendere i nuovi dettami, il tempo è fondamentale. Io vicino alla Lazio? Sì, nel 2004, ma poi non se ne fece nulla. Mi offrirono un prestito, le condizioni erano difficili, ma avevo dato la mia parola al Parma”.