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‘NMM’ – Matteo D’Amico: “Papà va ricordato con il sorriso. Dopo un anno ancora tanto affetto” (AUDIO)

Ad un anno di distanza dalla scomparsa di Vincenzo D’Amico, MATTEO D’AMICO in collegamento a ‘NMM

Matteo D’Amico a Radiosei: “Giornata sicuramente lunga e piena di emozioni. Vedo ancora tanto affetto dopo un anno.

Dopo la messa delle 19, verrà scoperta una targa ricordo nel giardino delle case popolari di Latina a cui papà era legatissimo, dove ha iniziato a giocare da piccolo con i suoi amici.

Lui era molto legato alla sua Latina pur essendo arrivato a Roma a 14 anni.

Povertà di talento oggi in Italia a causa di un fenomeno iniziato con Sacchi prima e Guardiola poi: “allenatorismo“.

Abbiamo messo in secondo piano i giocatori, i fantasisti rispetto agli allenatori. Gli allenatori cercano di emergere a discapito dei giocatori. Ora non c’è più un giocatore che salta l’uomo. Il problema non è Guardiola ad esempio, ma chi lo emula.

Prima avevamo una scuola italiana che si basava su una difesa granita, giocando un calcio identitario rispetto alle nostre caratteristiche. Noi ora stiamo cercando di inseguire altri modelli che non ci appartengono.

Papà lo diceva sempre che ai suoi tempi il livello, ad esempio nella sua zona di campo, era altissimo. Lui tecnicamente ha diviso”.

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RADIOSEI

‘QUELLI CHE…’ – Matteo e Nicolò D’Amico ospiti in studio: “Affetto enorme per papà, ci ha insegnato a sorridere insieme” (VD/FT)

MATTEO E NICOLÒ D’AMICO ospiti in studio a ‘QUELLI CHE…’

Nicolò: “La commozione è stata tanta. Giornate faticose per noi. La camera ardente in Campidoglio è stato un bel riconoscimento per papà, che ci ha onorato. L’abbraccio della folla a Ponte Milvio indimenticabile”.

Matteo: “C’è stato un affetto enorme per papà. La cosa più bella è stata questa. Me l’aspettavo, ma sono rimasto sorpreso dalle proporzioni. E anche tanto amore da parte di chi non fa parte del mondo Lazio”.

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Matteo: “Molti scherzando dicevano che io ero il papà e lui il figlio, nel senso che io sembravo quello responsabile e lui no. A qualcuno poteva sembrare un po’ superficiale, ma nella realtà non era assolutamente così. Era una persona di grande sensibilità e di grandi principi e se qualcuno non glielo riconosceva, ci rimaneva male. Era anche un po’ impulsivo a volte. Volevamo ringraziare a nome nostro Simona, la compagna di papà che gli è stata vicina in maniera straordinaria fino alla fine e prima ancora negli ultimi 10 anni”.

Nicolò: “Lo stare con papà significava ridere assieme. E il valore di questo è enorme e ti lascia molti ricordi belli che tengo per me nel mio cuore”.

Alessio Buzzanca