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RICONOSCIMENTI

Lazio, inaugurato a Latina il centro sportivo “Vincenzo D’Amico” (AUDIO)

In onore di uno dei più grandi simboli della lazialità, questa mattina verrà inaugurato un centro sportivo a Latina.

Appuntamento alle ore 10.30, a Latina. Il Comune inaugurerà il nuovo centro sportivo polivalente nel quartiere Q4, nella zona di Nuova Latina Isonzo, e lo intitolerà alla memoria di Vincenzo D’Amico, uno dei figli più illustri della città, calciatore simbolo della S.S. Lazio e figura amatissima nel panorama calcistico italiano.

Sarà molto più di una semplice intitolazione. Sarà un omaggio autentico, sentito, che Latina rende a un uomo che la sua città non l’ha mai dimenticata e che, a sua volta, non ha mai smesso di portarla con sé ovunque andasse.

Il nuovo impianto sportivo, spiega LatinaOggi, diventerà un punto di riferimento per lo sport cittadino e, soprattutto, per i giovani. Ed è proprio questo uno degli aspetti più significativi dell’intitolazione: il nome di D’Amico accompagnerà le nuove generazioni di ragazzi che si avvicineranno allo sport, ricordando loro la storia di un talento nato proprio in quelle strade. Un modo per trasformare la memoria in esempio.

La cerimonia sarà una giornata interamente dedicata al ricordo del campione pontino. All’evento parteciperanno numerosi ex compagni di squadra e non solo. Accanto a loro ci saranno anche i familiari e i figli di alcuni protagonisti di quell’epoca che purtroppo non sono più presenti, a testimonianza del legame profondo che univa quella squadra. Durante la giornata verrà allestita anche una mostra speciale dedicata alla carriera di D’Amico. Attraverso una preziosa esposizione di maglie storiche sarà possibile ripercorrere le tappe principali della sua vita sportiva.

Nel corso della giornata sarà inoltre presentato il libro Volevo giocare nella Lazio, scritto dal giornalista e autore Gianluca Atlante. Tra gli ospiti, anche l’autore dello storico inno, Tony Malco, che parlerà del suo nuovo singolo dedicato a Vincenzo D’Amico: “Vincenzo, io ci penso”

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Paparelli: “‘Morì in Curva pe sta c***o di storia’, una reazione ad un insulto incomprensibile. Ho pensato subito a papà e…” (AUDIO)

GABRIELE PAPARELLI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“‘A pa’…Ma chi te lo ha fatto fare te ne potevi sta a casa …. Mori in curva pe sta CAZZO de storia!!’”. E’ stato uno sfogo social che ha avuto un grande clamore. Sinceramente, prima di pubblicarlo, c’ho pensato tantissimo. Quando ho sentito quella frase della telefonata di Lotito con il tifoso (‘la vostra cazzo di storia‘, ndr), ho pensato a mio padre, alla Lazio dello scudetto, a tanti beniami in campo e quelli che hanno perso la vita, alla storia che mi è stata tramandata nella mia vita. L’ho vissuta come un insulto a tutto questo. Ho sentito la necessità di esprimermi, non riesco a capire come si possa trattare così male i tifosi della Lazio e la propria storia. I tifosi, in fondo, hanno solo l’interesse che questa società resti sempre in alto. Oggi il presidente Lotito ha dichiarato che quelle non fossero sue parole, ma nessuno credo abbia creduto a questa versione. Sembra che i tifosi siano diventati il male assoluto, in realtà chiedono solo rispetto.

A distanza di tempo non riesco ancora a capire anche quanto accaduto nel giorno in cui la Curva ha voluto ricordare mio madre. E’ incredibile che non sia stato permesso quello che era stato organizzato dai tifosi per una mera ripicca. Non capisco, c’era solo da ricordare una persona che ha perso la vita allo stadio per la Lazio. Non ho una spiegazione, anche perchè la società si è sempre comportata bene nei miei confronti, ha sempre ricordato mio padre”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Matteo D’Amico: “Papà va ricordato con il sorriso. Dopo un anno ancora tanto affetto” (AUDIO)

Ad un anno di distanza dalla scomparsa di Vincenzo D’Amico, MATTEO D’AMICO in collegamento a ‘NMM

Matteo D’Amico a Radiosei: “Giornata sicuramente lunga e piena di emozioni. Vedo ancora tanto affetto dopo un anno.

Dopo la messa delle 19, verrà scoperta una targa ricordo nel giardino delle case popolari di Latina a cui papà era legatissimo, dove ha iniziato a giocare da piccolo con i suoi amici.

Lui era molto legato alla sua Latina pur essendo arrivato a Roma a 14 anni.

Povertà di talento oggi in Italia a causa di un fenomeno iniziato con Sacchi prima e Guardiola poi: “allenatorismo“.

Abbiamo messo in secondo piano i giocatori, i fantasisti rispetto agli allenatori. Gli allenatori cercano di emergere a discapito dei giocatori. Ora non c’è più un giocatore che salta l’uomo. Il problema non è Guardiola ad esempio, ma chi lo emula.

Prima avevamo una scuola italiana che si basava su una difesa granita, giocando un calcio identitario rispetto alle nostre caratteristiche. Noi ora stiamo cercando di inseguire altri modelli che non ci appartengono.

Papà lo diceva sempre che ai suoi tempi il livello, ad esempio nella sua zona di campo, era altissimo. Lui tecnicamente ha diviso”.

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RADIOSEI

‘QUELLI CHE…’ – Matteo e Nicolò D’Amico ospiti in studio: “Affetto enorme per papà, ci ha insegnato a sorridere insieme” (VD/FT)

MATTEO E NICOLÒ D’AMICO ospiti in studio a ‘QUELLI CHE…’

Nicolò: “La commozione è stata tanta. Giornate faticose per noi. La camera ardente in Campidoglio è stato un bel riconoscimento per papà, che ci ha onorato. L’abbraccio della folla a Ponte Milvio indimenticabile”.

Matteo: “C’è stato un affetto enorme per papà. La cosa più bella è stata questa. Me l’aspettavo, ma sono rimasto sorpreso dalle proporzioni. E anche tanto amore da parte di chi non fa parte del mondo Lazio”.

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Matteo: “Molti scherzando dicevano che io ero il papà e lui il figlio, nel senso che io sembravo quello responsabile e lui no. A qualcuno poteva sembrare un po’ superficiale, ma nella realtà non era assolutamente così. Era una persona di grande sensibilità e di grandi principi e se qualcuno non glielo riconosceva, ci rimaneva male. Era anche un po’ impulsivo a volte. Volevamo ringraziare a nome nostro Simona, la compagna di papà che gli è stata vicina in maniera straordinaria fino alla fine e prima ancora negli ultimi 10 anni”.

Nicolò: “Lo stare con papà significava ridere assieme. E il valore di questo è enorme e ti lascia molti ricordi belli che tengo per me nel mio cuore”.

Alessio Buzzanca

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CITTA'

‘Gran Madre di Dio’, addio Vincenzo. “Chi non tradisce diviene immortale”. Il ricordo di Lotito e Cataldi (FT/VD)

Addio a Vincenzo D’Amico, alle ore 10,30 i funerali dell’ex grande calciatore della Lazio si alla Chiesa Gran Madre di Dio nella piazza di Ponte Milvio. É la stessa chiesa dove si tennero nel 1976 le esequie di Tommaso Maestrelli. Ieri 6 ore di camera ardente allestita nella Sala della Protomoteca in Campidoglio: tanta gente per un saluto a quel campione del 1974 che ha messo sempre la Lazio al primo posto. Un addio doloroso per tutti.A rappresentare la Lazio in questo giorno così importante c’è ancora Danilo Cataldi che, dopo la visita alla camera ardente, prenderà parte anche ai funerali. Presente anche il Presidente Claudio Lotito di ritorno dagli impegni politico-sportivi di Milano. Non solo: presenti anche Napolitano, Floriani Mussolini e Magro della Primavera. C’è Angelo Peruzzi, ex portiere e club manager. Poi gli ex compagni e gli amici di una vita.

Chiesa Gran Madre di Dio: “Chi non tradisce diviene immortale. Onore a Vincenzo vero laziale”????

Presente ai funerali anche Massimo Maestrelli che ha ricordato con affetto Vincenzo D’Amico: “Il più forte che ha giocato alla Lazio insieme a Giordano. Vincenzo faceva particolarmente arrabbiare mio padre, ma avevano un rapporto padre-figlio. Oggi la Lazio perde il più grande interprete calcistico, più di Giorgio, più di Pino”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Pedro ha rinnovato. Marcos Leonardo vicino, ma occhio ad Amdouni. Berardi complicato” (AUDIO)

Funerale D’Amico e mercato, Alberto Abbate a ‘QUELLI CHE…’

“Del funerale di questa mattina mi porto via un momento di grande lazialità e di amore. Oggi salutiamo un grandissimo uomo. In vita mia ho conosciuto pochissime persone vere come D’Amico e Pulici. Le persone più autentiche che ho conosciuto in questo mondo.

I momenti più emozionanti sono stati all’ingresso e all’uscita dalla Chiesa del feretro con gli applausi e i cori.

Andando al calciomercato, confermo che Pedro abbia firmato il rinnovo. In questo momento il più vicino alla Lazio è Marcos Leonardo, anche se Amdouni piace moltissimo ed è in ballo.

Sarri ha ribadito a Lotito che vuole Berardi e ha detto di no alle alternative Orsolini e Politano e vuole attendere pur conoscendo bene la situazione. La pista dell’ala del Sassuolo diventa più complessa ogni giorno che passa. Il problema non è solo la distanza tra Lazio e Sassuolo, ma anche il giocatore che non ha intenzione di fare pressioni sul Sassuolo a meno che non gli si faccia un’offerta monstre da 5 milioni di euro. La Juventus non è una pista praticabile per lui perché non ha la disponibilità economica per prenderlo. In buona sostanza Berardi non vuole la Lazio a ogni costo.

La pista Zaha non esiste: commissione da 10 milioni, stipendio altissimo. A oggi è una pista impraticabile. Se salta Berardi, non scarto nessuno, perché più in là tutti potrebbero tornare in ballo.

Kezman smentisce di aver riproposto Milinkovic al Chelsea, che viene considerato la terza scelta perché loro vogliono solo giocatori sotto i 25 anni di età. Quindi al momento anche quella pista non esiste. Anche quella di Taty Castellanos non mi sembra una pista praticabile: da Formello la smentiscono anche se qualche esperto di mercato dice che la Lazio ci sta facendo un pensiero”.

Alessio Buzzanca

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RADIOSEI

Funerali D’Amico, Abodi: “Mai visto Vincenzo rattristato. Se ne va un amico” (VIDEO)

Il Ministro dello sport e i giovani Andrea Abodi ha voluto ricordare la figura di Vincenzo D’Amico a margine dei suoi funerali: “Di D’Amico ho tanti ricordi e tutti col sorriso. Non ho mai visto Vincenzo rattristato, nemmeno quando avrebbe avuto motivo per esserlo in qualche momento della sua vita. Una persona fantastica, meravigliosa. E non sono le solite frasi di circostanza, perché con lui c’era simpatia, affetto stima, amicizia”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

D’Amico, doppio funerale per la storica bandiera

Era un artista del calcio italiano, come ha ricordato Bruno Giordano, gemello della Lazio con l’aquila sul petto nel decennio successivo allo scudetto del 1974. E’ stato una bandiera senza macchia e peccato, capitano e numero 10 nelle fasi più critiche e complicate del club biancoceleste, costretto a vivere pericolosamente e senza troppi soldi, retrocesso due volte in Serie B. Trasmetteva in senso trasversale l’appartenenza e la fierezza della banda Maestrelli, invulnerabile a qualsiasi tipo di rivalità. Una foto di Vincenzo D’Amico rimbalza sui social da inizio maggio, erano i giorni in cui aveva annunciato su Facebook di essere malato. E’ seduto sul prato dell’Olimpico davanti a Roberto Pruzzo, ex centravanti della Roma, in panchina con Carlo Ancelotti, all’epoca infortunato e vestito in borghese: ridono e scherzano, da veri amici. Era ancora possibile a quei tempi e in un mondo del calcio assai meno inquinato di oggi dall’odio e dall’ipocrisia.

Due camere ardenti e doppio funerale

Certi sentimenti resistono e di sicuro nelle prossime ore, come accaduto sabato quando si è diffusa la notizia della sua morte, l’intero calcio italiano, non solo il popolo della Lazio, gli renderà omaggio. Il Comune di Roma, attraverso il sindaco Gualtieri e l’assessore Onorato, hanno provveduto in modo tempestivo. Sarà possibile salutare D’Amico un’ultima volta. La camera ardente, allestita in Campidoglio, sarà aperta dalle 13 alle 19. La moglie Simona, i figli Matteo, Nicolò e Alessandro, il fratello Rosario accoglieranno gli amici di Vincenzo e migliaia di tifosi. I funerali si terranno domani mattina (ore 10,30) alla Chiesa Gran Madre di Dio, nella piazza di Ponte Milvio. La stessa chiesa in cui vennero officiati i funerali di Tommaso Maestrelli (nel 1976) e Bob Lovati (nel 2011). Il Cristo Re a viale Mazzini, diventata negli ultimi anni un punto di riferimento per il mondo laziale, era indisponibile per lavori di restauro. Vincenzo D’Amico riposerà a Latina e aveva espresso la volontà di organizzare il funerale nella sua città di nascita. Alla fine il figlio Matteo e la famiglia si sono convinti, accogliendo le richieste di amici, ex compagni di squadra della Lazio e tifosi affezionatissimi, trovando una soluzione che accontentasse tutti. Dopo Roma, anche Latina saluterà Vincenzo: la camera ardente, al Museo Cambellotti, verrà aperta domani dalle 15 alle 19. Mercoledì mattina (ore 10) il funerale bis nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Goretti. Si tratta dell’oratorio dei Salesiani in cui da bambino aveva cominciato a giocare a pallone. Dal 1964 al 1969 nel Cos di Latina, poi l’Almas prima di abbracciare la Lazio, dove si sarebbe sviluppata quasi interamente la sua carriera. L’intervallo di una stagione al Toro, la chiusura con la Ternana.

L’ultima volta allo Stadio Olimpico

Non si è mai separato mentalmente dal biancoceleste, sempre nei suoi pensieri e nel suo cuore. Un tifoso vero, non solo una bandiera o l’ex capitano. La Lazio gli apparteneva come se ne facesse ancora parte. Viveva così, anche negli ultimi mesi di vita, quel rapporto intenso, cordiale e scherzoso con i cronisti che seguivano la squadra, compreso quelli nati (professionalmente) molti anni dopo il 1974. Un tratto distintivo della banda Maestrelli, amici da sempre del Corriere dello Sport-Stadio. L’ultima volta allo stadio Olimpico risale a sabato 8 aprile, Lazio-Juve 2-1: era in Monte Mario con Massimo Piscedda e il suo amico Francesco Maiolini, ad di Banca del Fucino. Pubblicammo la foto sul giornale. La mattina successiva gli scrivemmo un messaggio di auguri pasquali, scherzando sull’assist di tacco di Luis Alberto per il gol di Zaccagni: «Lo ha fatto perché c’eri te, il più grande numero 10 della storia della Lazio, in tribuna». Vincenzo, sorridendo come al solito, rispose in modo impareggiabile. «So che avete fatto vedere i filmati delle mie partite e Luis, giorno dopo giorno, impara. Ma è stato bravo. Sul serio». Il doppio funerale dice tutto. Corriere dello Sport