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LUTTO

Suor Paola, l’ultimo saluto tra Olimpico e Ponte Milvio: presente mondo Lazio e non solo… (FT/VD)

Un caloroso abbraccio biancoceleste per Suor Paola prima dell’ultimo saluto. La religiosa, venuta a mancare lo scorso primo aprile a 77 anni, è stata salutata da un gruppo di tifosi sotto la Curva Nord, settore più caldo del tifo laziale. Dopo la camera ardente tenutasi ieri in Campidoglio, oggi è il giorno della celebrazione del funerale nella Chiesa Gran Madre di Dio a Ponte Milvio. Prima di giungere alla funzione però, il feretro è stato portato allo Stadio Olimpico sotto la Curva, per un ultimo abbraccio, nel luogo in cui tante volte ha visto la sua Lazio giocare.

Presenti Claudio Lotito (video), Cristina Mezzaroma, Paolo Bonolis (video), Sonia Bruganelli, Manzini, rappresentativa settore giovanile Lazio, Stefan Radu, Antonio Giuliani, Massimo Maestrelli, Stendardo, Fiore, James Wilson, Nando Orsi, Gabriele Pulici, Damiano Tommasi, Di Battista. Presente anche l’aquila Olympia con il falconiere Bernabè.

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LUTTO

Addio Suor Paola: camera ardente in Campidoglio, venerdì l’ultimo saluto

“La S.S. Lazio, nella persona del Presidente Claudio Lotito, esprime il più sentito ringraziamento al Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, e all’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato, per aver accolto la richiesta di rendere omaggio a Suor Paola istituendo la camera ardente presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio.

A partire da domani, dalle ore 10:00 alle ore 19:00, sarà possibile tributare l’ultimo saluto all’amata religiosa presso la suddetta sala.

Le esequie si svolgeranno venerdì 4 aprile alle ore 10:30 presso la Chiesa Gran Madre di Dio a Ponte Milvio”.

Sslazio.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Vincenzo la luce laziale più splendente. Bandiera con gli attributi, forse la sua unica disgrazia…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’! “La luce più splendente”

“A volte conoscere una persona è un privilegio, soprattutto se sono meravigliose come Vincenzo D’Amico. In mezzo al campo qualche ‘vaffa‘ tra di noi è volato, mai invece fuori dal campo. Quando con Manfredonia ed Agostinelli siamo saliti in prima squadra, lui c’ha protetto in quella squadra così particolare. Si può pensare sia stata una persona baciata dalla fortuna, ma la realtà è che lui c’ha messo del suo. A 17 anni poteva chiudere la carriera in anticipo, ma soprattutto si è imposto con personalità e forza d’animo nel gruppo della Lazio di Maestrelli. Mi ricordo il primo incontro a Tor Di Quinto, lui era con le stampelle dopo l’operazione al ginocchio. Non ha mai perso il sorriso e da calciatore è stato quello che, dopo Maradona, mi ha fatto più divertire. In campo ci siamo trovati a meraviglia, non c’è più ma sarà una delle grandi bandiere della nostra storia. Oggi ho visto ragazzi di 17 anni che piangevano, a loro è stata tramandata la sua grandezza dai padri. Lo metto insieme a quei pochi, come Bob Lovati, Maestrelli e Pino Wilson che a distanza di anni verrà sempre ricordato. Non vorrei venisse ricordato come un Peter Pan, lui ha dimostrato di avere grandi attributi nell’arco della sua carriera. Lui era quello che giocava con un buco nella tibia e con i punti sul viso. Lo faceva con il sorriso, perché era forte, si sentiva forte ed aveva grande personalità. E’ stato la luce più splendente del settore giovanile della Lazio, nessuno può competere con lui. Aveva proprio qualcosa di incredibile come calciatore, talento infinito. La sua unica disgrazia è stata quella di aver vinto un campionato molto giovane. Forse si è adagiato su quello, sul fatto di aver subito dimostrato tutta la sua classe. Il rapporto con la Roma ed i romanisti? Parecchie volte hanno provato a portarlo dall’altra parte. Anche oggi ho visto al funerale tanti ex giallorossi, Bruno conti mi ha chiamato in lacrime. Lui non conosceva cattiveria e gelosia, era una persona pura. Si dava completamente alla gente”.

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CITTA'

‘Gran Madre di Dio’, addio Vincenzo. “Chi non tradisce diviene immortale”. Il ricordo di Lotito e Cataldi (FT/VD)

Addio a Vincenzo D’Amico, alle ore 10,30 i funerali dell’ex grande calciatore della Lazio si alla Chiesa Gran Madre di Dio nella piazza di Ponte Milvio. É la stessa chiesa dove si tennero nel 1976 le esequie di Tommaso Maestrelli. Ieri 6 ore di camera ardente allestita nella Sala della Protomoteca in Campidoglio: tanta gente per un saluto a quel campione del 1974 che ha messo sempre la Lazio al primo posto. Un addio doloroso per tutti.A rappresentare la Lazio in questo giorno così importante c’è ancora Danilo Cataldi che, dopo la visita alla camera ardente, prenderà parte anche ai funerali. Presente anche il Presidente Claudio Lotito di ritorno dagli impegni politico-sportivi di Milano. Non solo: presenti anche Napolitano, Floriani Mussolini e Magro della Primavera. C’è Angelo Peruzzi, ex portiere e club manager. Poi gli ex compagni e gli amici di una vita.

Chiesa Gran Madre di Dio: “Chi non tradisce diviene immortale. Onore a Vincenzo vero laziale”????

Presente ai funerali anche Massimo Maestrelli che ha ricordato con affetto Vincenzo D’Amico: “Il più forte che ha giocato alla Lazio insieme a Giordano. Vincenzo faceva particolarmente arrabbiare mio padre, ma avevano un rapporto padre-figlio. Oggi la Lazio perde il più grande interprete calcistico, più di Giorgio, più di Pino”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Pedro ha rinnovato. Marcos Leonardo vicino, ma occhio ad Amdouni. Berardi complicato” (AUDIO)

Funerale D’Amico e mercato, Alberto Abbate a ‘QUELLI CHE…’

“Del funerale di questa mattina mi porto via un momento di grande lazialità e di amore. Oggi salutiamo un grandissimo uomo. In vita mia ho conosciuto pochissime persone vere come D’Amico e Pulici. Le persone più autentiche che ho conosciuto in questo mondo.

I momenti più emozionanti sono stati all’ingresso e all’uscita dalla Chiesa del feretro con gli applausi e i cori.

Andando al calciomercato, confermo che Pedro abbia firmato il rinnovo. In questo momento il più vicino alla Lazio è Marcos Leonardo, anche se Amdouni piace moltissimo ed è in ballo.

Sarri ha ribadito a Lotito che vuole Berardi e ha detto di no alle alternative Orsolini e Politano e vuole attendere pur conoscendo bene la situazione. La pista dell’ala del Sassuolo diventa più complessa ogni giorno che passa. Il problema non è solo la distanza tra Lazio e Sassuolo, ma anche il giocatore che non ha intenzione di fare pressioni sul Sassuolo a meno che non gli si faccia un’offerta monstre da 5 milioni di euro. La Juventus non è una pista praticabile per lui perché non ha la disponibilità economica per prenderlo. In buona sostanza Berardi non vuole la Lazio a ogni costo.

La pista Zaha non esiste: commissione da 10 milioni, stipendio altissimo. A oggi è una pista impraticabile. Se salta Berardi, non scarto nessuno, perché più in là tutti potrebbero tornare in ballo.

Kezman smentisce di aver riproposto Milinkovic al Chelsea, che viene considerato la terza scelta perché loro vogliono solo giocatori sotto i 25 anni di età. Quindi al momento anche quella pista non esiste. Anche quella di Taty Castellanos non mi sembra una pista praticabile: da Formello la smentiscono anche se qualche esperto di mercato dice che la Lazio ci sta facendo un pensiero”.

Alessio Buzzanca

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RADIOSEI

Funerali D’Amico, Abodi: “Mai visto Vincenzo rattristato. Se ne va un amico” (VIDEO)

Il Ministro dello sport e i giovani Andrea Abodi ha voluto ricordare la figura di Vincenzo D’Amico a margine dei suoi funerali: “Di D’Amico ho tanti ricordi e tutti col sorriso. Non ho mai visto Vincenzo rattristato, nemmeno quando avrebbe avuto motivo per esserlo in qualche momento della sua vita. Una persona fantastica, meravigliosa. E non sono le solite frasi di circostanza, perché con lui c’era simpatia, affetto stima, amicizia”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Prima Roma, poi Latina: tutti in piedi per Vincenzino

È il giorno dell’ultimo saluto a Vincenzino: «D’Amico è stato un simbolo unico. Farò di tutto per esserci», rispondeva ieri Lotito, impegnato sino a tardi a Milano. Ci sarà comunque Danilo Cataldi in prima fila, tornato prima appositamente dalle vacanze in Sardegna per rappresentare la Lazio. Da capitano a capitano: «Io sono giovane ma tanti laziali mi hanno parlato delle gesta di Vincenzino D’Amico, grande campione e laziale vero – ha scritto Ciro Immobile su Instagram – La sua perdita ha scosso tutto il mondo biancoceleste… troppi eroi di quel mitico scudetto ‘74 se sono andati, ma tutti hanno lasciato un segno indelebile nella nostra storia. Adesso ho un motivo in più per essere degno di quella fascia da capitano che porto con orgoglio, ciao Vincenzo». Per un uomo simbolo di due città, era necessario un doppio funerale, e così sarà. L’ultimo saluto a Vincenzo D’Amico si terrà sia a Roma che a Latina, città natale del ‘cucciolo’ della banda Maestrelli. Oggi (alle 10.30) la cerimonia alla chiesa Gran Madre di Dio, a Ponte Milvio: un luogo che genera sentimenti forti nei cuori dei tifosi della Lazio, che qui nel 1976 diedero il prematuro addio a Tommaso Maestrelli, il ‘papà dello scudetto del 1974 scomparso due anni dopo il primo tricolore della Lazio, mentre nel 2011 celebrarono la dipartita di Bob Lovati, prima portiere e poi storico dirigente biancoceleste. Oggi è prevista la partecipazione di tanti sportivi, presidenti (Gravina ha rinviato l’evento Figc “Strategia di sostenibilità 2030” per esserci) e di migliaia di persone: ci saranno anziani, adulti, giovani e giovanissimi, nel segno di un’appartenenza ai colori che va oltre le generazioni, e unisce sia quando si gioisce, sia quando si piange. L’altro funerale, invece, è in programma domani (alle 10) nella città pontina, dove Vincenzo nacque nel 1954 e mosse i primi calci da giocatore. La chiesa scelta per l’occasione è quella di Santa Maria Goretti, l’oratorio salesiano che fu il primo palcoscenico calcato dal piccolo artista del dribbling, prima di andare al Cos di Latina (dai dieci ai quindici anni), all’Almas e, infine, alla Lazio, nel cui settore giovanile si mise talmente in luce da essere aggregato presto alla prima squadra guidata da Giorgio Chinaglia e Pino Wilson.

CAMERE ARDENTI – Non si terranno solo due funerali, ma anche due camere ardenti, per permettere a tutti quelli che hanno amato alla follia questo genio calcistico di rendergli omaggio. Dopo il tributo di ieri nella sala della Protomoteca in Campidoglio, oggi a Latina il Museo Cambellotti ospiterà (dalle 15 alle 19) la seconda camera ardente. E’ stata una scelta della famiglia (la moglie Simona, il fratello Rosario e i figli Matteo, Nicolò e Alessandro) per permettere ai concittadini di D’Amico di salutare il più grande calciatore prodotto dalla città pontina; il campione riposerà a Latina, dove aveva espresso la volontà di essere seppellito. Il Messaggero

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D’Amico, doppio funerale per la storica bandiera

Era un artista del calcio italiano, come ha ricordato Bruno Giordano, gemello della Lazio con l’aquila sul petto nel decennio successivo allo scudetto del 1974. E’ stato una bandiera senza macchia e peccato, capitano e numero 10 nelle fasi più critiche e complicate del club biancoceleste, costretto a vivere pericolosamente e senza troppi soldi, retrocesso due volte in Serie B. Trasmetteva in senso trasversale l’appartenenza e la fierezza della banda Maestrelli, invulnerabile a qualsiasi tipo di rivalità. Una foto di Vincenzo D’Amico rimbalza sui social da inizio maggio, erano i giorni in cui aveva annunciato su Facebook di essere malato. E’ seduto sul prato dell’Olimpico davanti a Roberto Pruzzo, ex centravanti della Roma, in panchina con Carlo Ancelotti, all’epoca infortunato e vestito in borghese: ridono e scherzano, da veri amici. Era ancora possibile a quei tempi e in un mondo del calcio assai meno inquinato di oggi dall’odio e dall’ipocrisia.

Due camere ardenti e doppio funerale

Certi sentimenti resistono e di sicuro nelle prossime ore, come accaduto sabato quando si è diffusa la notizia della sua morte, l’intero calcio italiano, non solo il popolo della Lazio, gli renderà omaggio. Il Comune di Roma, attraverso il sindaco Gualtieri e l’assessore Onorato, hanno provveduto in modo tempestivo. Sarà possibile salutare D’Amico un’ultima volta. La camera ardente, allestita in Campidoglio, sarà aperta dalle 13 alle 19. La moglie Simona, i figli Matteo, Nicolò e Alessandro, il fratello Rosario accoglieranno gli amici di Vincenzo e migliaia di tifosi. I funerali si terranno domani mattina (ore 10,30) alla Chiesa Gran Madre di Dio, nella piazza di Ponte Milvio. La stessa chiesa in cui vennero officiati i funerali di Tommaso Maestrelli (nel 1976) e Bob Lovati (nel 2011). Il Cristo Re a viale Mazzini, diventata negli ultimi anni un punto di riferimento per il mondo laziale, era indisponibile per lavori di restauro. Vincenzo D’Amico riposerà a Latina e aveva espresso la volontà di organizzare il funerale nella sua città di nascita. Alla fine il figlio Matteo e la famiglia si sono convinti, accogliendo le richieste di amici, ex compagni di squadra della Lazio e tifosi affezionatissimi, trovando una soluzione che accontentasse tutti. Dopo Roma, anche Latina saluterà Vincenzo: la camera ardente, al Museo Cambellotti, verrà aperta domani dalle 15 alle 19. Mercoledì mattina (ore 10) il funerale bis nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Goretti. Si tratta dell’oratorio dei Salesiani in cui da bambino aveva cominciato a giocare a pallone. Dal 1964 al 1969 nel Cos di Latina, poi l’Almas prima di abbracciare la Lazio, dove si sarebbe sviluppata quasi interamente la sua carriera. L’intervallo di una stagione al Toro, la chiusura con la Ternana.

L’ultima volta allo Stadio Olimpico

Non si è mai separato mentalmente dal biancoceleste, sempre nei suoi pensieri e nel suo cuore. Un tifoso vero, non solo una bandiera o l’ex capitano. La Lazio gli apparteneva come se ne facesse ancora parte. Viveva così, anche negli ultimi mesi di vita, quel rapporto intenso, cordiale e scherzoso con i cronisti che seguivano la squadra, compreso quelli nati (professionalmente) molti anni dopo il 1974. Un tratto distintivo della banda Maestrelli, amici da sempre del Corriere dello Sport-Stadio. L’ultima volta allo stadio Olimpico risale a sabato 8 aprile, Lazio-Juve 2-1: era in Monte Mario con Massimo Piscedda e il suo amico Francesco Maiolini, ad di Banca del Fucino. Pubblicammo la foto sul giornale. La mattina successiva gli scrivemmo un messaggio di auguri pasquali, scherzando sull’assist di tacco di Luis Alberto per il gol di Zaccagni: «Lo ha fatto perché c’eri te, il più grande numero 10 della storia della Lazio, in tribuna». Vincenzo, sorridendo come al solito, rispose in modo impareggiabile. «So che avete fatto vedere i filmati delle mie partite e Luis, giorno dopo giorno, impara. Ma è stato bravo. Sul serio». Il doppio funerale dice tutto. Corriere dello Sport

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L’ultimo saluto a Vincenzo D’Amico: camera ardente in Campidoglio lunedì, martedì i funerali

Lunedì 3 luglio è stata predisposta la camera ardente in Campidoglio per Vincenzo D’Amico, dalle 13.00 alle 19.00.

Martedì 4 i funerali a Ponte Milvio, nella chiesa Gran Madre di Dio, alle 10.30.

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Folla d’amore per l’ultimo saluto a Sinisa: c’è tutto il calcio, Lazio al completo (VD/FT)

A tre giorni dalla prematura morte di Sinisa Mihajlovic, scomparso a 53 anni a causa della leucemia, è il giorno dell’ultimo saluto all’allenatore serbo. A partire dalle 11.30 si celebrano i funerali del tecnico ed ex difensore nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, a piazza della Repubblica. Ieri è stato il giorno della camera ardente al Campidoglio, dove sono arrivate migliaia di persone: tifosi da tutta Italia, appassionati e addetti ai lavori hanno omaggiato Mihajlovic, che si è fatto amare dal mondo del calcio per la sua schiettezza e lo spirito battagliero.

Ciao Sinisa, la Lazio (e Kolarov) all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo di Francesco Totti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo della Lazio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo del Bologna nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo del feretro nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo della famiglia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri. In attesa dell’arrivo della Lazio e del Bologna, presenti tanti ex compagni come Peruzzi e Liverani.