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‘QDL’ – Parolo: “La Lazio se vuole seguire Sarri, a giugno non può sbagliare mercato” (AUDIO)

“La Lazio adesso sta giocando bene e c’è sintonia. Il limite è che adesso indubbiamente concede poco, ma contro le squadre di qualità anche se concede poco, prende spesso gol. A volte anche per stanchezza.

Ci sono alcuni momenti della partita in cui si perdono le distanze. I giocatori tendono a seguire i dettami dell’allenatore senza interpretare il momento. Fare quel tipo di gioco per 90 minuti e non concedere nulla è impossibile perché prima o poi arriva l’errore individuale. Ci sono momenti in cui il giocatore dovrebbe rompere lo schema, cioè capire la situazione e provvedere. Come ad esempio in occasione del primo gol del Porto.

Ci sono molte squadre che costruiscono dal basso. Se è giusto o sbagliato lo potremo dire solo a fine stagione facendo il saldo tra i vantaggi e gli svantaggi. Se hai i tempi giusti e la provi bene in settimana, la costruzione dal basso porta vantaggi. Quella di Sarri secondo me è fatta bene e con letture giuste.

Alla Lazio ho sempre avuto l’impressione che si volesse crescere di anno in anno. Non di colpo. Giocatori come Leiva, Klose, Pedro ti fanno alzare l’asticella. Poi li devi miscelare con giocatori più giovani, ma validi come Zaccagni.

Le società vanno a comprare giocatori all’estero perché risparmiano sulle tasse a causa della normativa attuale. Comprare in Italia è più cotoso.

Molte volte lo straniero non sa che ambiente trova, non sa chi sono gli avversari che hai contro e gli serve tempo per adattarsi. Chi viene da due o tre anni da titolare in A, comunque è pronto per giocare.

Vavro era bravo, ma non si è mai calato completamente nella parte. Non si è mai ambientato: lingua, tipo di allenamento, tattica. Questo era il suo limite. Dopo un po’ il giocatore vede di non essere preso in considerazione e molla.

La Lazio è arrivata a un punto in cui se vuole seguire Sarri, a giugno non può sbagliare mercato. Altrimenti devi ricominciare daccapo.

Milinkovic mi sembra ancora migliorato, soprattutto a livello di leadership. Ora ha 27 anni e ha giocato una sola volta la Champions. Sta a lui decidere quali sono le sue ambizioni: restare o andare.

Quest’anno mi sembra molto più continuo e per essere continuo non deve per forza fare la giocata. Non è un campionissimo in Champions, ma lo è in Italia. In Champions per ora è un giocatore forte. Non spenderei 100/150 milioni per lui visto il momento, non è a livello di Pogba. Ma del resto le squadre italiane come Juve e Inter, in Europa faticano. Lottano se è il Villareal e ne prendono due se incontrano il Liverpool. Nel calcio se una squadra ti vuole e tu vuoi andarci, l’affare si fa.

Nella Lazio per me non ci sono stati flop: nessun giocatore nuovo che ho visto, ho pensato potesse fare più di ciò che ha fatto”.

Alessio Buzzanca