Fabrizio Maffei: “Squadre prese a modello che hanno speso più di 100 milioni e sono dietro la Lazio”
“Mi spiace della poca considerazione data al quinto posto della Lazio. Sento in giro che si sminuisce il valore della stagione e non ne capisco il motivo. Per me il campionato della Lazio è da 8 in pagella, considerando anche il nuovo allenatore e il nuovo impianto di gioco.
Sento di squadre prese a modello che hanno investito oltre 100 milioni e sono finite sotto la Lazio. Non capisco come possano essere prese a modello se hanno fatto peggio e con più soldi.
Sarri a Roma ha trovato la sua comfort zone: gli piace la città, Formello, la gente, la squadra. Non nutro preoccupazioni per il rinnovo di Sarri, le nutro sul mercato nel suo complesso: non solo dobbiamo comprare i sostituti di chi va via, ma anche le riserve di chi rimane. Siamo prigionieri di una situazione in cui dobbiamo farci piacere questo Chust che non gode di grande stima in Spagna. Speriamo bene…”
“La Lazio adesso sta giocando bene e c’è sintonia. Il limite è che adesso indubbiamente concede poco, ma contro le squadre di qualità anche se concede poco, prende spesso gol. A volte anche per stanchezza.
Ci sono alcuni momenti della partita in cui si perdono le distanze. I giocatori tendono a seguire i dettami dell’allenatore senza interpretare il momento. Fare quel tipo di gioco per 90 minuti e non concedere nulla è impossibile perché prima o poi arriva l’errore individuale. Ci sono momenti in cui il giocatore dovrebbe rompere lo schema, cioè capire la situazione e provvedere. Come ad esempio in occasione del primo gol del Porto.
Ci sono molte squadre che costruiscono dal basso. Se è giusto o sbagliato lo potremo dire solo a fine stagione facendo il saldo tra i vantaggi e gli svantaggi. Se hai i tempi giusti e la provi bene in settimana, la costruzione dal basso porta vantaggi. Quella di Sarri secondo me è fatta bene e con letture giuste.
Alla Lazio ho sempre avuto l’impressione che si volesse crescere di anno in anno. Non di colpo. Giocatori come Leiva, Klose, Pedro ti fanno alzare l’asticella. Poi li devi miscelare con giocatori più giovani, ma validi come Zaccagni.
Le società vanno a comprare giocatori all’estero perché risparmiano sulle tasse a causa della normativa attuale. Comprare in Italia è più cotoso.
Molte volte lo straniero non sa che ambiente trova, non sa chi sono gli avversari che hai contro e gli serve tempo per adattarsi. Chi viene da due o tre anni da titolare in A, comunque è pronto per giocare.
Vavro era bravo, ma non si è mai calato completamente nella parte. Non si è mai ambientato: lingua, tipo di allenamento, tattica. Questo era il suo limite. Dopo un po’ il giocatore vede di non essere preso in considerazione e molla.
La Lazio è arrivata a un punto in cui se vuole seguire Sarri, a giugno non può sbagliare mercato. Altrimenti devi ricominciare daccapo.
Milinkovic mi sembra ancora migliorato, soprattutto a livello di leadership. Ora ha 27 anni e ha giocato una sola volta la Champions. Sta a lui decidere quali sono le sue ambizioni: restare o andare.
Quest’anno mi sembra molto più continuo e per essere continuo non deve per forza fare la giocata. Non è un campionissimo in Champions, ma lo è in Italia. In Champions per ora è un giocatore forte. Non spenderei 100/150 milioni per lui visto il momento, non è a livello di Pogba. Ma del resto le squadre italiane come Juve e Inter, in Europa faticano. Lottano se è il Villareal e ne prendono due se incontrano il Liverpool. Nel calcio se una squadra ti vuole e tu vuoi andarci, l’affare si fa.
Nella Lazio per me non ci sono stati flop: nessun giocatore nuovo che ho visto, ho pensato potesse fare più di ciò che ha fatto”.
Ai microfoni di QDL sono intervenuti i giornalisti Gianni Bezzi e Massimo Caputi.
Bezzi: “La Lazio farà una buona prestazione perché è in crescita nonostante le assenze. Adesso qualcosa di Sarri si vede. Peccato che contro il Porto non ci saranno Pedro e Zaccagni. La Lazio se la può giocare: deve provare ad arrivare ai supplementari e poi vedere”.
Caputi: “Serve molta concentrazione: c’è bisogno di segnare e la presenza di Ciro è fondamentale, ma non si deve concedere nulla al Porto. Sono squadre difficili da affrontare perché hanno tecnica. Ha ragione Sarri: va fatta una grande partita in difesa”.
Il direttore del Corriere dello sport Ivan Zazzaroni a QDL: “Ieri sera brutta prestazione da parte della Lazio. Non mi spiego alcuni cambi come non mi spiego gli undici titolari.
Il problema di Tare è quello di lavorare con poche risorse. C’è da dire che in passato il Ds aveva una percentuale altissima di giocatori azzeccati. Percentuale che è scesa moltissimo negli ultimi anni. Poi il problema è che mancano ricambi in alcuni ruoli. Comunque quando le cose vanno male, è giusto che tutti vengano criticati.
Per quanto riguarda Sarri, il turnover il linea di massima ci può stare, ma ieri era una partita dentro/fuori e non era il momento di cambiare troppo. In campionato la Lazio punta la massimo al sesto posto, quindi la Coppa Italia poteva essere un obiettivo importante,
Sul rinnovo di Sarri spero non si tiri troppo la corda come accadde con Inzaghi e che venga rapidamente chiusa la pratica. Affinché si possa davvero programmare il prossimo mercato”.