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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la notte degli addii tra smarrimento e decadenza. E con un Olimpico deserto

Per triste che sia da sottolineare, i biancocelesti, in questa stagione, hanno trasmesso un forte senso di decadenza e smarrimento; Maurizio Sarri, a quanto si coglie, ha già pronte le valigie e sarà addio al termine di Lazio-Pisa, ultimo match stagionale: non per colpa dello spogliatoio, non per l’ambiente, ma a causa di tensioni e dinamiche societarie che gli impediscono di continuare, e hanno incendiato gli animi dei tifosi, che saranno appena 3000, all’Olimpico, in una serata di molti addii.

A Maurizio Sarri va riconosciuto il merito di aver tenuto insieme i pezzi in una stagione che poteva finire in tracollo. Ora che il sipario si sta chiudendo, il tecnico si prepara a salutare, davanti a un Olimpico che, però, conterà soltanto 3000 laziali. Assieme a lui, se ne andrà anche Pedro, simbolo di esperienza e attaccamento, e forse Gila, Romagnoli e persino capitan Zaccagni. Tra gli altri dati come possibili partenti troviamoanche Provedel, seguito da Inter e Bologna. https://18c37dc95a4ff64761835dec777d23cc.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-45/html/container.html

Si chiude una stagione che possiamo definire fallimentare, non rilanciata come si sperava dal mercato di gennaio. Né Maldini né tantomeno Ratkov sono riusciti a dare nuova vita a un attacco tra i meno prolifici degli ultimi anni. 

A detta del Corriere dello Sport, la società vuole ripartire da Kenneth Taylor, acquisto indubbiamente azzeccato, ma il rischio è quello che, attorno a lui, vi sarà una Lazio sempre più povera di certezze e di prospettive. A cominciare dal’Olimpico, un tempo punto di forza, che ora rischia di ritrovarsi senza gran parte degli abbonati.

Siamo giunti alla notte dei bilanci e dei saluti e abbiamo chiari gli obiettivi per il prossimo futuro: ritrovareunità tra squadra, tifosi e societàMa oggi, quella distanza, sembra più ampia che mai. Il timore è che alla Lazio resti soltanto il ricordo di un passato migliore per portare luce su un presente amaro e un futuro buio.

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Lazio, fantasma Dia: ora è un caso

Tra le tante note negative della Lazio nel match contro il Pisa c’è sicuramente anche quella di Dia. Il senegalese non entra mai nel vivo del gioco, fa fatica anche solo a stoppare e proteggere la palla, conclude la sua partita con zero tiri in porta e statistiche impietose: ora Boulaye è un caso.

Come ben sottolinea il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, la nota più stonata per la Lazio nella sfida dell’Arena Garibaldi contro il Pisa è quella di Boulaye Dia. Il senegalese, partito un’altra volta dal primo minuto, è stato evanescente per tutto il tempo che è stato in campo. Mai pericoloso, mai in grado di proteggere palla e far salire la squadra, mai in grado di impensierire in qualche modo la retroguardia nerazzurra. 

Esce dal campo con zero tiri in porta e un’altra occasione sprecata, anche in vista della convocazione per la Coppa d’Africa. Per il senegalese, al momento, l’unico timbro in stagione resta quello contro il Verona nella seconda giornata di campionato. Sarri lo ha sostituito dopo i primi 45 minuti, segno di un giudizio a dir poco negativo sulla prestazione dell’ex Salernitana. I numeri dell’attacco sono impietosi: 11 gol fatti in 9 partite, troppo pochi se si pensa anche al fatto che sono arrivati tutti in 4 match (Verona, Genoa, Torino e Juventus).