“Pietrangeli era anche bravo a giocare a pallone, ogni tanto qualche calcio ce lo siamo dato. Bella persona, oltre il campione che è stato. Aveva un grande legame con tutti noi, altrimenti mica lo facevamo entrare a Tor di Quinto (sorride, ndr). Simpatico, ci si stava bene.
Domani mi aspetto che la Lazio si comporti come a San Siro, per me ha fatto un’ottima partita. Mi aspetto una prestazione importante, contro certe squadre è fondamentale.
Squadre come il Milan sono abituate a lottare per più fronti, quindi vedremo una squadra che vorrà vincere a tutti i costi.
Cambi di formazione? Non credo che Sarri ne abbia tanti a disposizione, visti anche gli infortuni. Mandas meriterebbe pure di giocare, ha fatto bene”.
NICOLA PIETRANGELI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Qualcuno ha pensato che io volessi parlare male di Sinner, cosa impossibile da fare. Ho solo detto che ci vorranno due vite per battere il numero di partite giocate da me in Coppa Davis. Non si devono offendere, lui li batterà tutti tranne uno in tal senso. Sinner è un bravissimo ragazzo, ha tutto, non so quali altri aggettivi trovare per lui, ma c’è sempre qualcuno che vuole alimentare la polemica. C’è qualcuno che ha detto che Pietrangeli sta rosicando (ride, ndr).
In questo momento l’unico consiglio che si possa dare a Sinner è di continuare in questo modo. Ora è imbattibile, può competere con lui solo quel ‘matto’ di Alcaraz. Sinner non si deve solo guardare, ma deve anche sentirsi. Lui colpisce più forte dell’avversario, il suono che emette il suo colpo è incredibile. In questo momento sono bravi tutti a parlare di lui, vi assicuro che l’avevo già notato quando l’ho visto giocare per la prima volta quattro anni fa. Quando lui è in svantaggio trova sempre il modo di uscirne. E’ la dote del campione vero.
Io per un lungo periodo di tempo ho giocato meglio a calcio piuttosto che a tennis. L’ho fatto nelle giovanili della Lazio, poi feci una scelta diversa per motivi professionali”.
Sinner sembra già un veterano, NICOLA PIETRANGELI in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Sinner sembra già un veterano e questa è la sua forza. Gli altri hanno magari i colpi, mentre lui è sempre tranquillo, in controllo. Non ha mai gesti di disappunto. I suoi colpi sono più potenti degli altri e lo si può persino sentire dal suono. Se sbaglia un colpo, sorride. Si vede che si diverte. Nei primi due set ieri Medvedev è stato mostruoso, non ha sbagliato nulla. Non era Sinner a giocare male, ma l’avversario a essere superiore. Poi alla lunga la sua costanza ha avuto la meglio. Bravo, bravo, bravo.
Io vinsi il Roland Garros quando avevo 27 anni. All’epoca le carriere dei tennisti in Europa iniziavano non prima dei 25 anni, mentre Usa e Australia sfornavano anche i diciottenni. Non ho mai capito perché.
Sinner adesso sarà l’uomo da battere, mentre prima era lui a provare a battere i più forti. Quelli che ha intorno in classifica potenzialmente sono tutti in grado di batterlo e confermarsi sarà dura. L’italiano non è sportivo, ma tifoso e ora tifa Sinner solo perché vince. Attenzione perché a quei livelli non si può sempre vincere e bisognerà sempre stargli vicini.
Sinner per me è come Djokovic: sa fare bene tutto. Se fossi l’avversario di Sinner non saprei come metterlo in difficoltà. Corre benissimo, adesso fa anche serve and volley e gli consiglierei di giocare un po’ in doppio perché gli farebbe bene.
Attenzione però, perché Djokovic non è morto, anzi… Alcaraz mi piace molto, ma è un po’ troppo giocherellone”.
NICOLA PIETRANGELI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Sinner? L’avevo detto io prima di tutti. Ora tutti salgono sul carro. A suo tempo ci sono passato anche io. Si vedeva che il ragazzo avesse talento. A soli 22 anni, ormai sta tra i primi al mondo, che siano due o tre. Penso sia stupefacente, ho detto che Sinner non basta guardarlo, bisogna sentirlo. I colpi che tira, ovvero il suono di quando colpisce la palla, è più forte rispetto a quello degli avverari ”
“Quando sbaglia un colpo, Sinner sorride e pensa ‘come ho fatto a sbagliare’. Lo stesso accade quando centra colpo importante, sorride come a dire ‘come ho fatto a fare un punto così’. Sinner si diverte, si dovrebbe fare sempre così, in più guadagna tanto. Lui gioca a tennis come molti brasiliani giocano a pallone”.
“Quanto durerà Djokovic? Simpatico o no, ancora oggi è il campione con la C più grande degli altri. Non gli puoi dire nulla. Grazie al suo modo di essere e vivere, gli auguro di fare altri due anni importanti. Fisicamente è perfetto, parliamo di un atleta straordinario”.
Il campione: “Sinner fenomeno anche nello sci”
“Nole secondo me è molto bravo e anche molto furbo, delle volte anche capace di fare un po’ finta. Alcaraz, che sembra il suo erede, è ancora troppo giocherellone pur essendo serio. Lo spagnolo e Sinner sono i futuri Nadal-Federer. Vi dico un’altra cosa su Sinner. Pensate che lui sciava meglio di quanto giocasse a tennis. Pare abbia detto ‘con lo sci mi diverto poco perché dura poco’. Inoltre, avrebbe aggiunto ‘con lo sci sbagli una porta e hai finito la gara, a tennis puoi recuperare da un errore’”.
Rimpianto Wimbledon, NICOLA PIETRANGELI in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Quale torneo avrei voluto vincere e non ho mai vinto? Wimbledon senza dubbio. Anche se ci sono tornei più ricchi, per me è il numero uno.
Il calcio attuale non mi piace più. I calciatori guadagnano troppo. E’ giusto guadagnare, ma nel tennis come nel golf si guadagna molto, ma solo se vinci. E comunque sono sport individuali, dove se non giochi, non guadagni. Nel calcio guadagni milioni comunque, anche se non vali o anche se non giochi.
Dopo aver lasciato Tunisi a circa 10 anni, iniziai a giocare a pallone nelle giovanili della Lazio e l’allenatore era Speroni. Ho avuto la fortuna di giocare con Sentimenti IV e con tanti altri giocatori che poi si sono affermati. Un giorno incontrai Maestrelli perché abitavo vicino a Tor di Quinto e che conoscevo, a cui chiesi di visitare il contro sportivo. Mi invitò, mi presentò allo spogliatoio e mi misi a giocare in allenamento con loro. I giocatori mi davano del lei e mi chiamavano “Signor Pietrangeli”. Dopo 10 giorni ci mandavamo a quel paese al punto che Re Cecconi si lamentò con me perché non gli avevo passato una palla. Gli ricordai che lui era in Nazionale e io ero solo un dilettante e si mise a ridere dandomi ragione. Pensate quanto fossero competitivi anche in allenamento. Da loro ho imparato questo atteggiamento. Mi sono allenato con la Lazio per tre mesi e le regole tecniche e le botte valevano anche per me. Come so fossi stato un giocatore vero.
Ho rischiato di morire due volte: la prima a Tunisi sotto un bombardamento che prese il giardino della nostra casa, ma rimanemmo illesi. Poi un cancro al colon da cui sono sopravvissuto.
Non è vero che ho avuto tante donne, diciamo che il fatto di giocare bene a tennis e di parlare quattro lingue mi ha aiutato. Ma non sono stato uno sciupafemmine. Ho sempre pensato che uscire con una bella che ti dice di no, sia meglio di uscire con una brutta che ti dice di sì”.