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‘NMM’ – D. Rossi: “Lazio-Baroni, ecco quale potrebbe essere il motivo della separazione. Sarri o un emergente…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Io credevo che Baroni e la Lazio potessero continuare insieme. Non ho capito se va via lui o se è la società lo sostituisce. E poi bisogna capire il motivo. Ad ogni modo, la mia valutazione è che si parte sempre dal progetto iniziale, cioè dalle regole d’ingaggio: nel momento in cui firmo sento cosa dice la società; una volta definite le regole di ingaggio tutti devono remare nella stessa direzione per raggiungere gli obiettivi preposti. Ora la mia sensazione è che non si sono rispettate le regole di ingaggio oppure si è figli dell’estemporaneità, se prima di Lazio-Lecce si parlava della conferma del tecnico e al triplice fischio no.

La società ha tutti i giorni sotto gli occhi il lavoro dell’allenatore, quindi le valutazioni si fanno costantemente non per il punto che non è arrivato domenica. Se si fosse arrivati in Champions, si sarebbe tenuto un tecnico di cui non si è convinti? E poteva succedere anche di arrivare in Champions, fino all’ultima giornata.

La mia sensazione è che l’unico vero uomo di cacio è il direttore sportivo e se vado a vedere bene potrebbe avere delle rimostranze nei confronti del tecnico perché ha valorizzato la rosa dello scorso anno, bocciando in pratica il mercato. Detto questo, se la situazione è così, difficile anche che vada in tv a dire che è soddisfatto del lavoro di Baroni a pochi minuti da Lazio-Lecce.

Non bisogna valutare con l’emotività, il lavoro del tecnico va valutato a 360° gradi. L’epilogo è stato brutto ma da un fatto negativo ne può venire fuori uno positivo. Il rapporto qualità prezzo non valeva la candela, secondo me la Conference non avrebbe portato benefici.

Sarri, dal punto di vista tecnico, sarebbe la persona giusta, soprattutto perché avrà l’intera settimana per lavorare, incide, conosce ambiente e presidente. Tuttavia, visti i problemi del passato, difficilmente potrebbe accettare una proposta se non rinforzano questa rosa. Per Thiago Motta stesso discorso. Farioli magari è un allenatore giovane che accetterebbe le idee attuali della Lazio, oppure Gattuso, persona serie e combattente”.

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SERIE A

UFFICIALE – Pioli e il Milan, separazione consensuale

Era nell’aria da giorni se non settimane e mancava solo il crisma dell’ufficialità che è arrivato: Pioli non sarà l’allenatore del Milan la prossima stagione.

Ecco il comunicato del club rossonero: “AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme, intendendo interrompere il rapporto professionale che li lega da ottobre 2019. Il Milan ringrazia con affetto Stefano Pioli, e tutto il suo staff, per aver guidato la Prima Squadra in questi cinque anni, ottenendo uno Scudetto che resterà indimenticabile e per aver riportato il Milan stabilmente nelle più importanti competizioni europee. Stefano con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i valori fondamentali del Club.

Stefano Pioli ringrazia il Milan per l’opportunità di far parte della Storia di questo glorioso Club e esprime profonda gratitudine nei confronti di proprietà, dirigenti, squadra, staff e tutto il personale di Milanello e di Casa Milan per il supporto e la grande professionalità. Il tecnico rivolge un pensiero speciale ai tanti tifosi che hanno sostenuto il Milan in questi anni, dimostrando un attaccamento incondizionato”.

Non è dato ancora di sapere la formula con cui le due parti si separano, ma è evidente che non si tratti di esonero, ma di accordo di rescissione.

Alessio Buzzanca