Ora non ci sono più scuse, serve una scossa immediata sul mercato. C’è tutto il tempo per costruire una grande Lazio, in grado di puntare ancora al secondo posto, se non più in alto. Milinkovic sblocca subito l’indice di liquidità e porta altri 40 milioni nel tesoretto presente e futuro (i quasi 80 della Champions). Immediato confronto serrato ieri pomeriggio e poi ancora a cena sino a tarda sera a Formello fra Fabiani, scouting, presidente e tecnico: ora Sarri si impunta, passa al contrattacco e dice no a tutte le alternative (una Pereyra a zero, l’altra Dominguez a scadenza) proposte ancora da Lotito. Sfumati ormai i sogni Frattesi e Loftus-Cheek, restano in standby Gedson Fernandes e Veerman, Heynen del Genk e altri nomi scovati da Picchioni nella talent room, perché il tecnico vuole il pupillo Zielinski ad ogni costo come sostituto. Lo aveva inserito invano già nella lista della scorsa estate al posto del serbo, ma allora c’era Ilic e non Luis Alberto nel nuovo potenziale centrocampo. Adesso il Mago invece è un punto fermo (col rinnovo sino al 2027) e va trovato un nuovo equilibrio, suggerito in regia dal fedelissimo Vecino. Maurizio insiste anche e soprattutto su Torreira (no a Paredes e Fausto Vera al momento, piacciono di più Maxime Lopez, Rovella e Ricci) come vertice basso. Dalla cessione di Sergej è possibile un doppio colpo a incastro, Sarri vuole che venga centrato. La Lazio aspetta uno sconto sul play dal Galatasaray, ma basterebbero comunque 15 milioni per averlo. Il Napoli parte da 25 per Zielinski, non vuole rinnovargli il contratto alle attuali cifre (5 milioni l’ultimo anno), e ieri Lotito ha richiamato De Laurentiis dopo aver sentito questo sfogo: «Sappiamo di avere giocatori arrivati un po’ alla fine del loro percorso perché ad un anno dalla scadenza. Io devo decidere se allenarli in ritiro o se non allenarli per obbligarli a trovarsi altri lidi, a costo di pagarli a vuoto». Vi avevano svelato che Piotr aveva promesso a Sarri d’essere disposto a raggiungerlo in caso di mancato prolungamento sotto il Vesuvio, Fabiani lo aveva sondato in un blitz a fine giugno. Adesso serve l’affondo deciso del patron, sempre restio a investire sul cartellino di un 29enne a cui andrebbero riconosciuti poi 3,5-4 milioni l’anno. Ne chiede addirittura di più Berardi, in pratica è lo stesso discorso, ma da ieri Sarri sta mettendo il presidente con le spalle al muro sui suoi nomi principali per la Champions. Mau aveva già detto no a Orsolini e Politano sull’esterno: «E infatti non prenderemo nessuno dei due al 100%», assicura Lotito. Il Messaggero