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RASSEGNA STAMPA

Tutta la verità su Immobile, Lotito: “In bocca al lupo Ciro!”

Tutta la verità su Ciro. Ci siamo, è il giorno del giudizio. A nulla son serviti i primi esami di lunedì a Formello, l’edema era ancora troppo vasto. Solo la risonanza di stamattina svelerà la reale entità dell’infortunio al flessore sinistro. Le sensazioni restano negative, nonostante siano passate quasi 72 ore dal ko di domenica pomeriggio. Immobile non si è fatto male in quello scatto al 29’ che tutti hanno visto e rivisto, bensì in uno stacco di testa nell’azione precedente, che lo ha messo subito dopo al tappeto. Alla vigilia in allenamento si era fermato per un dolorino, ma era al “vecchio” bicipite femorale destro. In carriera la coscia sinistra non gli aveva mai dato alcun fastidio, questo è l’ultimo appiglio a cui si aggrappa Ciro, nella speranza che la lesione sia meno grave del previsto. Immobile prega si tratti solo di uno stiramento di primo grado, che lo terrebbe appena – si fa per dire – due settimane ai box, con un conto alla rovescia per il derby del 6 novembre nel calendario. L’ipotesi più concreta resta però quella di un secondo grado con 40-45 stop e l’arrivederci al nuovo anno. Con questo verdetto, diventerebbe infatti praticamente impossibile recuperarlo prima della pausa per il Mondiale ovvero entro il 13 novembre contro la Juve a Torino.

Tutta la Lazio attende il primo responso: «Gli ho già fatto l’in bocca al lupo», assicura Lotito. Sarri sta pensando a ogni possibile soluzione per sostituirlo, ma non vuole fasciarsi in anticipo la testa per l’intero ciclo delle sette gare (comprese le due di Europa League contro Midtjylland e Feyenoord, con la qualificazione ancora in bilico). Sono infinite le vie del gol: in questa stagione, senza le sette reti di Immobile, fra campionato ed Europa League, i biancocelesti hanno trovato altri 20 centri con sette giocatori diversi (Milinkovic e Luis Alberto 4, Vecino, Pedro e Zaccagni 3, Felipe Anderson 2 e Romagnoli 1). Adesso è giusto concentrarsi soltanto sulla trasferta di Bergamo, con oltre mille tifosi al seguito. Difficilmente Maurizio farà chissà quale stravolgimento rispetto al passato, al momento avanti con uno fra Felipe Anderson e Pedro al suo posto, nelle gerarchie i baby Cancellieri e Luka Romero restano dietro. Proprio in un Atalanta-Napoli esplose Mertens centravanti e la rivoluzione partenopea di Sarri con i “piccoletti” in attacco. Peccato che alla Lazio il gioco sia completamente diverso. Inserito ieri da FourFourTwo fra i 50 migliori allenatori al mondo, il Comandante ha plasmato una squadra votata verticalmente alla profondità di Ciro, ecco perché Milinkovic boa rimane più di una pazza idea per il futuro o a gara in corso. Guai a perdere proprio adesso quell’equilibrio-segreto del successo biancoceleste in questo avvio. Il Messaggero

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