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Italia ripescata ai Mondiali? Trump ‘dice no’: “Non voglio penalizzare i giocatori dell’Iran”

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"L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo… E' una domanda interessante… Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti". Donald Trump non si sta occupando di Mondiali di calcio che gli Usa ospiteranno con Canada e Messico. E il ripescaggio dell'Italia non è minimamente nei suoi pensieri. Il presidente americano cade dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo…", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto. "Sono solo speculazioni", dice Rubio. "Il problema con l'Iran non sarebbero i loro atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che vorrebbero portare con sé, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aggiunge. "Non vorremmo penalizzare gli atleti".  La voce su un possibile ripescaggio dell'Italia, con il conseguente forfait dell'Iran, si è diffusa con forza sempre maggiore dopo le parole di Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia, che ha rivelato al Financial Times di "aver suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali". La risposta di Trump ai media fa chiarezza. In ogni caso, nel corso della giornata, l'ipotesi era stata scartata categoricamente dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: "Non penso sia una cosa possibile", ha detto a margine del premio Città di Roma, "in più, come seconda cosa, mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo di andare ai Mondiali". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "Non penso sia opportuno un ripescaggio al Mondiale. Ci si qualifica sul campo".  A scatenare tutto, come detto, la proposta di Zampolli. "Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali", aveva rivelato al Financial Times, "sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione" nel torneo al via l'11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.  La Fifa, che non si è pronunciata ufficialmente, ha già 'bocciato' l'idea di Zampolli. Il quotidiano spagnolo El Pais ha infatti rivelato come fonti interne al massimo organismo di governo del calcio l'abbiano giudicata "impraticabile". Soprattutto perché, in caso di forfait dell'Iran, un'eventualità che giudicano come improbabile, a subentrare sarebbe una Nazionale della stessa confederazione, ovvero quella asiatica. Nel caso toccherebbe quindi agli Emirati Arabi Uniti.  L'ambasciata di Teheran a Roma ha preso subito posizione: "Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici", ha scritto su X, "l'Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche – prosegue il post – Il tentativo di escludere l'Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la 'bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco".  A intervenire sulla questione era stato nei giorni scorsi anche il ct dell'Iran Amir Ghalenoei: "Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo", aveva detto all'agenzia tedesca Dpa. Va comunque ricordato che la decisione finale spetta al governo iraniano, che in passato aveva espresso il netto rifiuto a giocare negli Stati Uniti, mentre si era detto disponibile a partecipare al torneo qualore le partite del suo girone fossero state spostate in Messico, condizione che finora sembra aver trovato il secco no della Fifa. Molto, comunque, dipenderà dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. E in questo senso particolare valore hanno avuto le parole del ministro dello Sport Ahmad Donyamali, che si era detto ottimista sulla partecipazione, a condizione che il cessate il fuoco concordato tra le parti in conflitto venga rispettato: "Più la situazione si normalizza, più è probabile la partecipazione".  Cosa succederebbe se, in uno scenario alternativo, l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana. L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe infatti colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.  L'ultima idea al vaglio della Fifa era stata rivelata direttamente da The Athletic. Il media americano parla infatti di un possibile super playoff intercontinentale, da organizzare in caso di forfait dell'Iran tra alcune delle Nazionali rimaste escluse dai Mondiali 2026 a ridosso della rassegna iridata, magari giocando direttamente negli Stati Uniti. Un'ipotesi al momento lontana, che rimetterebbe sicuramente in corsa l'Italia, che sarebbe inclusa in quanto Nazionale con il ranking più alto tra quelle rimaste fuori. In particolare, le squadre partecipanti a questo super playoff sarebbero 4: due europee, vale a dire quelle con il ranking più alto, che potrebbero essere Italia e Danimarca (al 20esimo posto della classifica generale), e due asiatiche. Le quattro squadre sarebbero divise in due semifinali, con le vincenti che si sfiderebbero nella finalissima. L'ipotesi acquista maggior corpo perché può contare su un precedente recente. Nella prima edizione del nuovissimo (e ricchissimo) Mondiale per Club, giocato la scorsa estate proprio negli Stati Uniti, l'esclusione dei messicani del Leon a causa della multiproprietà ha portato a uno spareggio tra il Club America, squadra messicana con il ranking più alto, e Los Angeles Fc, battuti dal Leon nella finale della Concacaf Champions League. L'organizzazione di un playoff simile (nel giro di poco tempo) da parte della Fifa rende dunque possibile l'ipotesi di un super spareggio che includerebbe anche l'Italia.  Come detto, l'eventuale ripescaggio dell'Italia ai Mondiali 2026 sarebbe a totale discrezione della Fifa. In caso di forfait dell'Iran, toccherebbe a un'apposita commissione il compito di valutare come riempire il vuoto lasciato nel girone G, con gli azzurri che manterrebbero comunque diverse chance di essere 'scelti'. All'articolo 6 del regolamento viene spiegato come debba essere il Consiglio Fifa o il comitato competente a decidere l'eventuale sostituzione della Nazionale rinunciataria. Il Consiglio Fifa è un organo composto da 37 membri: un presidente, eletto dal Congresso Fifa, ovvero Gianni Infantino; otto vicepresidenti e altri 38 membri eletti tra le Federazioni affiliate associate al massimo organo di governo del calcio internazionale. Per la Uefa, l'uomo che potrebbe 'spingere' la candidatura dell'Italia è il presidente Aleksander Ceferin.  Al momento però è difficile definire l'orizzonte temporale dell'eventuale decisione della Fifa. Molto, come già detto, dipenderà dagli sviluppi in Medio Oriente, con il proseguo della guerra tra Stati Uniti e Iran che però non lascia immaginare, almeno al momento, spiragli per una partecipazione dell'Iran alla prossima rassegna iridata. Una decisione in ogni caso non potrebbe arrivare a ridosso del torneo, il cui fischio d'inizio è fissato per il prossimo 11 giugno.  
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25 aprile con temperature record, l’esperto meteo: “Italia baciata dal sole”

(Adnkronos) – E' un'Italia baciata dal sole e dalle temperature estive quella descritta dagli esperti meteo nelle previsioni per il prossimo 25 aprile. A parlare all'Adnkronos è Lorenzo Tedici, meteorologo de 'iLMeteo.it, che invita i lettori a preparare per il giorno della Liberazione "i cestini da picnic e gli occhiali da sole" perché, spiega, "ci aspetta una giornata meravigliosa".  "Quest'anno il 25 aprile regalerà a tutta la penisola un clima da cartolina, con sole pieno da Nord a Sud e cieli limpidissimi in cui non si scorgerà nemmeno una nuvola. Un 25 aprile bellissimo e sicuramente da ricordare per le gite fuori porta", continua il meteorologo, che precisa nel dettaglio "cosa ci aspetta sul fronte termico, che ci regalerà una curiosa situazione con il settentrione più caldo del meridione. Nel Nord Italia, preparatevi a un vero e proprio assaggio d'estate. Le massime toccheranno punte eccezionali di 27-28°C, in particolar modo in Trentino-Alto Adige. In Pianura Padana si registreranno 26°C diffusi, valori che si spingono in media di 8°C oltre la norma del periodo, con picchi locali che sfonderanno la media persino di 9-10°C". "Nel Centro Italia: attenzione all'escursione termica. Al mattino l'aria sarà piuttosto fresca e frizzante, con minime che localmente scenderanno fino a 5°C. Durante il giorno, però, i termometri saliranno rapidamente garantendo un clima splendido, con massime tra i 25°C e i 26°C. Sud e Isole con clima perfetto, mite e gradevole, ma sorprendentemente più dolce rispetto alle regioni settentrionali. Le temperature massime si fermeranno infatti tra i 22°C e i 24°C. Farà quindi decisamente più caldo al Nord che al Sud, ma il sole sarà l'assoluto e incontrastato dominatore su ogni singola regione", conclude Tedici. 
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Trump: “Iran nel caos, non ho fretta: non userò armi nucleari”. Israele-Libano, tregua di altre 3 settimane

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"Non mettetemi fretta. Non userò armi nucleari". Donald Trump non si sente sotto pressione. La tregua con l'Iran non ha una scadenza definita, ma il presidente degli Stati Uniti non ha necessità di premere sull'acceleratore. Intanto, annuncia la proroga del cessate il fuoco tra Israele e Libano per altre 3 settimane, garantendosi un ulteriore margine di manovra nella partita a scacchi con Teheran. "Non abbiamo fretta, vogliamo un grande accordo con l'Iran. Dal punto di vista militare li abbiamo annientati", dice e ripete tra post sul social Truth e dichiarazioni. Guai a dire al presidente che dal primo maggio, a 60 giorni dall'inizio dell'operazione Epic Fury, il Congresso potrebbe condizionare le scelte della Casa Bianca. "Io ho tutto il tempo del mondo, ma l'Iran no", dice Trump, che vede il bicchiere decisamente pieno. "Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz, nessuna imbarcazione può entrare o uscire senza l'approvazione della nostra Marina. Lo Stretto è ben sigillato' fin quando l'Iran non sarà in grado di fare un accordo. Teheran perde mezzo miliardo di dollari al giorno".  Il nodo, per il presidente americano, è sempre lo stesso: "L'Iran non può avere armi nucleari". Il dialogo è complicato perché, dice Trump, "uno dei problemi è che a Teheran litigano come cani e gatti, non sappiamo chi sia il leader. Abbiamo creato il caos al loro interno, potremmo andarcene ora e sarebbe comunque un successo enorme, perché all'Iran servirebbero 20 anni per ricostruire. Lì è tutto un disastro. Abbiamo eliminato davvero tre livelli di leadership, ora fanno fatica a capire chi diavolo possa parlare a nome del Paese. Non lo sanno proprio. Abbiamo parlato con loro, ma non sanno nemmeno chi guida il Paese. Sono nel caos, quindi abbiamo pensato di dare loro un po' di tempo per risolvere la situazione almeno in parte", aggiunge facendo riferimento alle presunte divergenze tra i pasdaran e i negoziatori, vale a dire il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.  Da Teheran, arriva a stretto giro la risposta: "In Iran non esistono radicali o moderati. Siamo tutti 'iraniani' e 'rivoluzionari' e, con l'unità ferrea della nazione e del governo, con la totale obbedienza alla Guida Suprema della Rivoluzione, faremo pentire l’aggressore criminale delle sue azioni", dicono Ghalibaf e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Nessuna spaccatura, quindi: "Un solo Dio, un solo leader, una sola nazione e un solo cammino. Quel cammino è la via verso la vittoria dell’Iran, più preziosa della vita stessa". Per Trump, cambia poco. Apparentemente, gli Stati Uniti non hanno urgenza di arrivare ad un accordo. "Siamo stati in Vietnam per circa 18 anni, siamo stati in Iraq per molti, molti anni… Siamo stati impegnati nella Seconda Guerra Mondiale per quattro anni e mezzo, quasi cinque. Qui stiamo operando da 6 settimane", dice rispondendo alle domande della stampa nello Studio Ovale. "Non voglio mettermi fretta, leggo 'Trump è sotto pressione'. No, sapete chi è sotto pressione? L'Iran, perché se non riesce a far ripartire il petrolio, tutto il loro settore esploderà".  Il presidente americano contrasta la narrazione secondo cui Teheran paralizzerebbe lo Stretto di Hormuz. "Lo abbiamo chiuso noi, siamo in totale controllo della situazione", dice. Il Comando centrale (Centcom) rende noto che almeno 31 navi sono state costrette a invertire la rotta o a rientrare nel porto di partenza a causa del blocco. Per blindare l'area, Trump annuncia di aver dato alla Marina "l'ordine di sparare e distruggere qualsiasi imbarcazione, anche di piccole dimensioni, che provi a posare mine. Non deve esserci alcuna esitazione. I nostri dragamine stanno ripulendo lo Stretto proprio in questo momento". Il dispositivo si estende anche all'Oceano Indiano, dove gli Usa hanno fermato e abbordato una petroliera sanzionata che navigava e che, secondo il Pentagono, trasportava greggio dall'Iran: si tratta della seconda azione di questo tipo questa settimana.   La strategia a stelle e strisce, insomma, procede senza strappi. "Non ho fretta", ripete Trump, che perde la calma solo quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda sull'ipotesi di utilizzare armi nucleari contro la Repubblica islamica: "Perché dovrei usare un'arma nucleare? Che domanda stupida, nessuno dovrebbe mai usare un'arma nucleare". 
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Foggia, uccide la moglie a colpi di pistola e si costituisce

(Adnkronos) – Una donna è stata uccisa in casa dal marito a Foggia. Il femminicidio è avvenuto oggi 23 aprile in via Salvemini nella zona San Ciro, una zona centrale della città. L'uomo ha ucciso la moglie a colpi d'arma da fuoco dopo un litigio che è stato sentito dai vicini. La vittima aveva poco più di 40 anni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la Polizia locale. L'uomo si è costituito. Quest'ultimo, secondo quanto si è appreso, lavorerebbe nel settore della vigilanza privata. Per questo avrebbe usato una pistola detenuta regolarmente. 
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Incidente a Barletta, due morti e cinque feriti

(Adnkronos) – Due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un grave incidente accaduto questa sera tra Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Da quanto si apprende da fonti sanitarie le due vittime sono un ragazzo di 21 anni e una donna di età maggiore. Due feriti sono stati portati all'ospedale di Barletta, altri due all'ospedale di Andria e per un quinto è intervenuto l’elisoccorso. 
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Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 23 aprile

(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, 23 aprile 2026. Centrati invece sette '5' che vincono ciascuno 26.361,88 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 154,3 milioni di euro. Si torna a giocare domani, venerdì 24 aprile, per il penultimo appuntamento settimanale.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 18, 24, 28, 35, 56, 58. Numero Jolly: 72. Numero SuperStar: 57. 
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Meta licenzia 8.000 dipendenti, è il 10% dell’organico totale

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Meta ha annunciato con una comunicazione interna il licenziamento di 8.000 persone, pari a circa il 10% della sua forza lavoro, nonché l'eliminazione di 6.000 posizioni attualmente vacanti. Lo riferisce all'Afp una fonte vicina alla vicenda. In una nota interna, la responsabile delle risorse umane del colosso guidato dal Ceo Mark Zuckerberg, Janelle Gale, ha giustificato la decisione con la volontà di "gestire l'azienda in modo più efficiente e compensare gli investimenti" del gruppo, impegnato in una frenetica corsa all'intelligenza artificiale. A fine dicembre, Meta contava 78.865 dipendenti, secondo i documenti depositati presso la Securities and exchange commission (Sec) statunitense. Alla fine del 2022, la società madre dei social network Facebook e Instagram ha lanciato il suo primo piano di ristrutturazione, che ha interessato 11.000 posizioni, seguito da un secondo piano nel marzo 2023, con ulteriori 10.000 licenziamenti. Tra la fine del 2023 e la fine del 2025, la forza lavoro di Meta è cresciuta di oltre 11.000 dipendenti netti. Sebbene l'intelligenza artificiale non sia stata esplicitamente citata per spiegare la riduzione del personale, Zuckerberg aveva tracciato un collegamento diretto tra questa tecnologia e il risparmio sui costi: "Progetti che in precedenza avrebbero richiesto grandi team ora vengono completati da un singolo individuo di grande talento". Di conseguenza, "puntiamo sul contributo individuale e sulla riduzione delle dimensioni dei team". Allo stesso tempo, Meta sta investendo somme ingenti nello sviluppo e nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. L'azienda prevede di investire tra i 115 e i 135 miliardi di dollari entro il 2026, principalmente per garantire una capacità sufficiente per l'intelligenza artificiale, dai chip ai data center. Alla fine di febbraio Meta ha annunciato un accordo con Amd per l'acquisto di milioni di chip per almeno 60 miliardi di dollari. 
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Iran, Papa Leon XIV: “Non posso essere a favore della guerra”

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"Come Chiesa come pastore, non posso essere a favore della guerra. E vorrei incoraggiare tutti a fare gli sforzi per cercare risposte che vengono da una cultura di pace e non di odio e divisione". Papa Leone XIV si esprime così sul volo di ritorno dalla Guinea, come riportano i media vaticani. Il Pontefice nei giorni scorsi è stato criticato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il numero 1 della Casa Bianca ha attribuito a Leone XIV un atteggiamento 'soft' nei confronti dell'Iran. "Vorrei cominciare a dire che bisogna promuovere un nuovo atteggiamento e una cultura per la pace. Tante volte -ha osservato – quando valutiamo certe situazioni, subito la risposta è che bisogna entrare con la violenza, con la guerra, attaccando. Quello che abbiamo visto è che tanti innocenti sono morti. Ho appena visto la lettera di alcune famiglie dei bambini che sono morti nel primo giorno dell’attacco. E loro parlano del fatto che ormai hanno perso i loro figli, le figlie, i bambini che sono morti in quello (attacco). La questione non è se cambia il regime, non cambia il regime, la questione è come promuovere i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti", dice il Papa. "La questione dell’Iran – osserva – è evidentemente molto complessa. Le stesse trattative che stanno facendo, un giorno l’Iran dice sì e gli Stati Uniti dicono di no e viceversa, e non sappiamo dove si va. Si è creata questa situazione caotica, critica per l'economia mondiale, ma poi anche c’è tutta una popolazione in Iran di persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra. Quindi sul cambio di regime sì o no: non è chiaro quale regime ci sia in questo momento, dopo i primi giorni degli attacchi di Israele e Stati Uniti all’Iran". "Piuttosto vorrei incoraggiare la continuazione del dialogo per la pace, che le parti cerchino di mettere tutti gli sforzi per promuovere la pace, allontanare la minaccia della guerra e che si rispetti il diritto internazionale. È molto importante che gli innocenti siano protetti, come non è avvenuto in diversi luoghi. Io porto con me una foto di un bambino musulmano che nella visita in Libano stava lì aspettando con un cartello dicendo 'Benvenuto Papa Leone', poi in questa ultima parte della guerra è stato ucciso. Sono tante le situazioni umane e penso che dobbiamo avere la capacità di pensare in questa forma", afferma. “Io condanno tutte le azioni ingiuste. Condanno l’uccisione di persone. Condanno la pena di morte. Credo che la vita umana debba essere rispettata e che la vita di tutte le persone — dal concepimento alla morte naturale — debba essere rispettata e protetta. Quindi quando un regime, quando un Paese prende decisioni che tolgono ingiustamente la vita ad altre persone, è evidentemente qualcosa che va condannato", dice il Paparispondendo ad una domanda relativa al fatto che stamani è stato riportato che l’Iran ha giustiziato l’ennesimo membro dell’opposizione, e questo mentre il regime ha impiccato pubblicamente molte altre persone e assassinato migliaia dei suoi stessi cittadini. 
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Malpensa, aeroporto rimane intitolato a Silvio Berlusconi. La figlia Marina: “Tar rimette cose a posto”

(Adnkronos) – "La decisione del Tar, finalmente, rimette le cose al loro posto. I ricorsi contro l’intitolazione di Malpensa a mio padre, intrisi della solita ideologia trita e ritrita, sono stati l’ennesimo attacco giudiziario nei suoi confronti". Lo dichiara Marina Berlusconi, dopo la decisione del Tar che conferma l'intitolazione dello scalo milanese a Silvio Berlusconi. Il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Milano e da alcuni Comuni della provincia di Varese. "Intitolare Malpensa a Silvio Berlusconi -prosegue la primogenita del Cav- è il giusto riconoscimento a un uomo che è sempre stato capace di guardare oltre l'orizzonte: oggi il suo nome continua a sovrastare le piccole miserie di coloro che non riescono a perdonargli la sua grandezza. Del resto, un aeroporto serve a volare e non può restare ostaggio di chi vorrebbe tenere l’Italia ancorata a terra, prigioniera di vecchi rancori". All'Adnkronos si esprime Barbara Berlusconi, evidenziando che "la decisione del Tar conferma che l’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi è una scelta giusta e legittima. I ricorsi si sono dimostrati privi di fondamento e presentati per motivi ideologici". La decisione "è invece un riconoscimento meritato per il suo contributo dato all’Italia e per il suo legame profondo con la Lombardia". Il vicepremier e ministro Matteo Salvini esprime "grande soddisfazione" per la decisione del tribunale. "È la vittoria del buonsenso, un omaggio a un protagonista assoluto del nostro Paese. Berlusconi è un grande italiano" dice il leader della Lega. 
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Sondaggio politico, crescono Fratelli d’Italia Pd e M5S. Conte ‘vince’ le primarie

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Fratelli d'Italia prende il largo, il Pd e il Movimento 5 Stelle crescono. Sono i dati del sondaggio Only Numbers (Alessandra Ghisleri) per Porta a Porta con le intenzioni di voto oggi, 23 aprile 2026, in caso di elezioni. Fratelli d'Italia si conferma ampiamente primo partito e guadagna ulteriore terreno. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, cresce dell'1,5% rispetto all’ultima rilevazione dello scorso 7 aprile e si attesta al 28,8%, seguito dal Pd al 22,5%. I dem della segretaria Elly Schlein guadagnano lo 0,2%. Passo avanti del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che passa dall'11,7% al 12,2%. Forza Italia è all'8,6% e cede lo 0,2%, stabile la Lega all'8,3%. Nessuna variazione per Alleanza verdi sinistra al 6,5%, mentre Futuro nazionale di Roberto Vannacci è al 3,6% (+0,2%). Azione è al 3% (-0,2%), Italia viva al 2,5 % (+0,1%). Infine +Europa è all'1,7% e cede lo 0,2% mentre Noi moderati è allo 0,8%(+0,1%).  
Capitolo coalizioni: il centrodestra è al 46,5% e sale dell'1,4%, mentre il centrosinistra è stabile al 30,7%. Il campo largo, invece, è al 45,4%, in crescita dello 0,6%. Gli astenuti-indecisi si attestano al 44,9% (in crescita dello 0,2% rispetto all'ultima rilevazione). Se si votasse oggi per le primarie, secondo gli elettori del campo largo, Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, sarebbe in vantaggio, con il 36,9% dei voti sulla segretaria del Pd Elly Schlein che si attesterebbe al 32,5%.  In generale, sempre per gli elettori della eventuale coalizione di centrosinistra, nella corsa a sei a vincere sarebbe Giuseppe Conte con il 33,5%, Elly Schlein arriverebbe seconda con il 23,2%, poi Pierluigi Bersani con il 13%, Matteo Renzi con il 6,2%, Angelo Bonelli con il 3,6% e Nicola Fratoianni con lo 0,8%. 
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